I rischi del p2p lending: le cose da sapere

Questo articolo credo possa essere molto interessante per chi è agli inizi nell’investire nel p2p lending. Quali rischi si possono incontrare, quando decidiamo di investire qui?

E’ una domanda che chiunque si è posto, prima di investire nelle piattaforme di prestiti fra privati.

Insomma… Il p2p lending è rischioso?

La risposta è.. SI’, MA IN PARTE! Lo si può infatti in gran parte gestire!

Questi di seguito elenco quelli che secondo me sono i principali rischi che un investitore in p2p lending si troverà ad affrontare. Ho pensato di dividerli per natura, per aiutare a farsi uno schema mentale preciso. Ho aggiunto anche, a parte di ciascuno, quelle che sono a mio avviso le azioni migliori per limitarli o gestirli nel modo più profittevole possibile.

Li ordino in ordine decrescente, da quelli che secondo me incidono di più, a quelli che incidono meno:

RISCHIO DEL RICHIEDENTE

E’ il primo, forse non il principale, ma quello che più di tutti influenza le nostre aspettative di ritorno. I richiedenti dei prestiti pagano regolarmente?

Sì: ok i nostri rendimenti potranno essere regolari.

No: allora occorre attivarsi per valutare l’effettiva convenienza della specifica scelta di investimento.

La cosa che spesso si dimentica è di capire bene CHI ci deve pagare il prestito, su CHI concentrare la nostra valutazione. Quando non ci sono coperture di buyback, è il richiedente finale. Quando invece c’è la copertura buyback, NON è il richiedente finale a dover essere valutato, ma il loan originator (colui che propone i prestiti in piattaforma): è solido? Ha le coperture per poter pagarci al posto del richiedente?

AZIONI PER LIMITARLO: Nel lending immobiliare e aziende, valutare bene chi ci chiede il finanziamento, attraverso i rating forniti dalla piattaforma e analizzando i documenti disponibili, che raccontano il progetto ed i reali soggetti coinvolti. Nel p2p lending, se c’è copertura buyback, capire bene i bilanci delle finanziarie che lo offrono (se sono in utile, se hanno sufficiente equity, per esempio).

In tutti i casi, è importante diversificare il più possibile i propri investimenti su più richiedenti. Più concentriamo i nostri investimenti verso pochi soggetti, più ci esponiamo al rischio verso di loro.

RISCHIO DELLA PIATTAFORMA

Si parla qui della volontà e capacità della piattaforma di operare secondo le normative che regolano il settore, della corretta preselezione dei soggetti che offrono i loro prestiti o i loro progetti nel marketplace, della correttezza dei contratti di prestito e interessi, e della loro visione di attività di lungo periodo.

Piattaforme come Mintos, Bondora, Soisy, Evenfi, Robocash: hanno tutto in regola per poter operare? Tutte le eventualità, anche negative, sono state regolamentate?

Il rischio è chiaramente quello di vederci congelati i soldi nella piattaforma anche se i richiedenti pagano regolarmente, a causa di problemi di operatività o liquidità della stessa. O, peggio, il rischio scam da parte di chi la piattaforma la gestisce. Quindi, sia quanto la piattaforma sia regolamentata, sia quanto potremo tutelarci in via legale se le cose dovrebbero andare male (cioè nei casi proprio peggiori, il default della stessa).

A differenza del passato, grandi passi sono stati fatti in Europa nel regolamentare l’attività delle piattaforme di crowdfunding e crowdlending. Ottenere licenze per poter operare è sempre più difficile ed i requisiti necessari sempre più stringenti. Occorre però accertarsi che le piattaforme dove stiamo valutando di aprire un conto abbiano tali licenze, oltre ad un team solido e storico alle spalle che garantisca una certa esperienza di gestione.

AZIONI PER LIMITARLO: conoscere molto bene le piattaforme dove andiamo ad investire PRIMA di investire. Informarsi sui dettagli contrattuali, seguire le recensioni di investitori con esperienza. Il blog di P2P Italia vi mette a disposizioni le recensioni delle piattaforme dove investo io, che potete trovare nella sezione a destra della pagina.

RISCHIO PAESE

E’ indirettamente collegato al rischio del richiedente. Anzi, lo influenza tantissimo, ma lo considero un rischio a sè.

Parlo della situazione economica specifica della nazione dove il richiedente risiede. Se risiede in una nazione stabile, con un economia forte, ci saranno meno rischi di “shock” esterni che possano scalfirne la sua situazione finanziaria. Al contrario, forti variazioni nelle politiche nazionali potrebbero ridurne la possibilità di reddito, ad esempio, tale da comprometterne la capacità di rimborso dei prestiti.

Si pensi, ad esempio, a cambi improvvisi di normative (i cambi delle politiche russe verso l’europa in seguito alla guerra). Oppure paesi in forte crisi economica che alzano le tasse o riducono inventivi economici su cui il richiedente contava. Ma gli esempi potrebbero essere infiniti.

Altro punto, capire se i paesi dove vogliamo investire siano normativamente aperte e già preparate agli investimenti in crowdfunding e crowdlending ci darà un’indicazione sulla stabilità delle normative che incidono sul lavoro di richiedenti e intermediari. Siamo all’interno dell’unione europea, dove il crowdfunding è normato? Se no, ci sono leggi ben definite che lo regolano?

AZIONI PER LIMITARLO: Ottenere le informazioni macroeconomiche e normative del settore del paese dove risiede il loan originator, o dove il richiedente basa la sua attività/progetto. Privilegiare investimenti su paesi con relativa tranquillità ci limiterà questo rischio.

RISCHIO VALUTA

È un rischio collegato al eischio paese, ma che ha delle particolarità, per cui lo indico a parte.

Non sempre i richiedenti prestito utilizzano l’euro come loro moneta corrente. In questo caso il prestito si concretizza in due modi:

  • Il contratto viene stipulato in euro, quindi loro dovranno pagare le rate in euro al cambio vigente con la loro moneta al momento della scadenza. In questo caso può essere che la loro moneta si sia deprezzata nel tempo, quindi loro dovranno pagare “di più” per darci la stessa quantità di euro pattuita, aumentando il loro rischio insolvenza. Al contrario, se la loro moneta si rafforza sull’euro, pagheranno “meno” per darci gli stessi euro: il loro rischio insolvenza diminuisce.
  • Il contratto viene stipulato nella loro moneta locale. In questo caso saremo noi a dover convertire i nostri euro nella moneta del richiedente. Le piattaforme che offrono tali prestiti (ad esempio Mintos o Twino) normalmente hanno il servizio di cambio valuta per i nostri depositi, attraverso il pagamento di qualche commissione. Qui il richiedente paga sempre lo stesso importo nella sua valuta, ma noi saremo soggetti al rischio cambio che, ugualmente a come prima spiegato, potrà esserci favorevole o sfavorevole.

AZIONI PER LIMITARLO: innanzitutto l’azione principale è capire bene se il richiedente opera in euro come noi oppure no. E ricordarsi che non sempre paga in euro anche se il contratto di prestito che abbiamo è im euro: dipende dalla sua nazione di residenza.

Fatto questo il comportamento più semplice, ed efficace, per limitare il rischio valuta è….. investire solo in euro, con richiedenti che utilizzano euro :).

Possiamo pensare di investire noi in valuta (secondo caso far quelli qui elencati) se abbiamo abbastanza confidenza dell’andamento del mercato valutario che ci possa dare degli extra profitti. Ma occorre avere esperienza con l’argomento.

RISCHIO LIQUIDITA’

Detto anche cash drag, riguarda la possibilità in cui la piattaforma sulla quale state investendo non abbia prestiti a sufficienza per investire tutto il capitale che avete depositato. In questo caso, i vostri soldi rimarranno giacenti sul conto senza rendervi nessun interesse, abbassando il vostro profitto atteso: si profila una perdita per mancato guadagno.

AZIONI PER LIMITARLO: monitorare sempre, prima di versare sul conto di una piattaforma, ma anche periodicamente quando state investendo, la situazione del numero prestiti disponibili in offerta. Se non sono sufficienti a coprire il vostro capitale, e se questa situazione perdura per un lungo periodo di tempo, l’opzione migliore sarebbe quella di diminuire il capitale e indirizzarlo verso lidi più efficienti.

RISCHIO FISCALE

Ci sono piattaforme (italiane) che fanno da sostituto d’imposta a titolo definitivo, come ad esempio Soisy, Smartika, Prestiamoci. E piattaforme (italiane ed estere) che non lo fanno. Vi rimando per dettagli a questo articolo: La tassazione nel p2p lending.

Per le prime, la gestione del versamento tasse è gestita dalla piattaforma. Nelle seconde, occorre lavorare nella nostra dichiarazione di fine anno.

Nonostante la normativa fiscale italiana sia chiara, occorre conoscerla per dichiarare regolarmente i nostri proventi. E questa cosa può non essere semplice per chi non è avvezzo a queste cose. Se così, occorre affidarsi ad un professionista (caf o, molto meglio, un commercialista). Il rischio è che nemmeno il professionista sia “aggiornato” con i regolamenti di questa nuova forma di investimento e vi faccia perdere tempo, oltre che farvi pagare parcella.

AZIONI PER LIMITARLO: abbastanza ovvie. Se non ve la sentite di gestire la cosa, basta investire solo in piattaforme che fanno da sostituto. Altrimenti, occorre affidarsi ad un professionista bene informato. Meglio ancora, se ne avete la voglia con il tempo, sarebbe capire bene come dichiararle in autonomia e procedere da soli a integrare la vostra dichiarazione con i redditi del p2p.

CAPITOLO SPECIALE: IL RISCHIO DELL’INVESTITORE!

Oltre a questo elenco, ho voluto infine aggiungere altri due tipi di rischi. Non sono rischi legati specificamente al mercato del p2p lending, alle sue piattaforme o quanto già detto. Sono rischi legati a….. VOI. Il rischio dell’investitore. Il rischio di non predisporsi voi stessi ad investire correttamente.

Io, dalla mia esperienza, ho notato due tipi di rischi principali di un classico investitore “amatoriale” di p2p lending.

A – RISCHIO DI NON INFORMARSI ADEGUATAMENTE

Sembra banale, ma occorre tenersi sempre informati sull’andamento del mercato del crowdlending. Capire le novità che periodicamente escono, quali sono l’andamento delle piattaforme e l’aggiornamento dei loro rendimenti, ma anche dei loro rischi.

Investire e poi dimenticarsi di aggiornarsi almeno una volta ogni tanto su dove stiamo investendo, vuol dire potenzialmente esporci a rischi perchè le condizioni cambiano e non ce ne accorgiamo. Oppure non conoscere che nel tempo nascono opportunità migliori o con meno rischio, vuol dire non ottimizzare il nostro investimento nel lending.

AZIONI PER LIMITARLO: seguire blog e canali che trattano il mondo del p2p lending. Ma attenzione, scegliere di seguire chi realmente lo conosce (non investitori occasionali che si specializzano in altre tipologie e parlano “marginalmente” del p2p), per evitare di avere informazioni di bassa qualità o, peggio, non corrette.

Io ovviamente vi consiglio di seguire il mio blog e tenere sempre d’occhio la sezione Le migliori piattaforme, che aggiorno trimestralmente.

B – RISCHIO DI NON GESTIRE BENE IL PROPRIO PORTAFOGLIO

Altro rischio “nascosto”, ma ben chiaro a chi ha qualche rudimento di finanza personale. Il rischio di non allocare la corretta % del proprio portafoglio al p2p lending.

Dire qual è la % corretta non è possibile. Dipende da molti fattori. Da come vanno i rendimenti del p2p in un particolare momento rispetto alle altre forme di investimento. Da quale è la capacità reddituale dell’investitore. La sua età. La sua propensione al rischio. Eccetera…

Però sicuramente si può dire che non gestendo bene il proprio portafoglio, si rischia di investire una % nel p2p troppo alta. Alta tale per cui eventuali perdite, che possono sempre accadere di tanto in tanto, vadano ad essere troppo elevate e che non permettano di investire .

AZIONI PER LIMITARLO: appunto perchè riguarda la sfera personale di ogni singolo investitore, non ci sono reali “consigli” che posso darvi. Se non uno, classico: evitate di investire soldi che vi creerà grossi problemi perdere, nel caso l’investimento non andasse bene.

Recensione Robocash – Aggiornamento 2022

Ciao a tutti,

come un po’ anticipato nell’ultimo mio articolo, ho voluto aggiornare la recensione di Robocash del blog. La precedente era un po’ datata e ho colto l’occasione per aggiungere qualche altro argomento che ritenevo importante inserire.

Potete trovare la nuova review nel solito spazio “recensioni” del sito.

Per i più pigri, ecco qui il link :): Recensione Robocash (2022)

Buon investimento!

Le migliori piattaforme p2p – Luglio 2022

Eccoci giunti ad un altro trimestre e, come da tradizione, sono ad aggiornare la mia personale “classifica” delle migliori piattaforme p2p attualmente a disposizione.

Direi che il trend nel mondo del p2p lending e crowdlending è caratterizzato da varie crescite:

  • la crescita dei volumi. Andando anche a guardare le statistiche messe a disposizione da P2Pmarketdata, molte piattaforme ormai hanno recuperato e superato negli scorsi mesi i volumi che raccoglievano nel periodo di boom pre-covid. Segno che comunque il giro finanziario di questo settore è ben attivo, anche se ne è calata la comunicazione/promozione a livello generale.
  • la crescita dei rischi paese. E’ innegabile che i risvolti della guerra in Ucraina abbia aumentato la rischiosità dei paesi baltici in termini almeno economici.
  • la crescita dei rendimenti. E’ la logica conseguenza: le piattaforme est europee si sono trovate nella necessità di dover aumentare l’incentivo all’investimento, offrendo tassi di interesse più elevati.

Ecco quindi l’aggiornamento della mia “classifica”, che come sempre potete trovare in questa pagina: Le migliori piattaforme – Luglio 2022

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Le valutazioni

Ricordo sempre che, a parte la premessa di questo ranking specifico, sono sempre queste le 6 “caratteristiche” su cui baso i miei voti.

Questo trimestre ho deciso di aggiornare la griglia di valutazione per le piattaforme che si occupano di finanziamenti ad aziende o immobiliari. Qui ha poco senso parlare di “coperture finanziarie”, in quanto non ci sono quasi mai finanziarie che coprono i ritardi dei progetti. Ho perciò deciso di sostituire tale dicitura con “regolarità rimborsi” per indicare lo stato di ritardi eccessivi (valore basso) o pochi ritardi (valore alto). Trovo la cosa molto più coerente in questi casi.

Nella mia revisione della cosa, sto ragionando se possa avere effettivamente senso mettere come “caratteristica” di valutazione l’user friendly del sito. Ma ha realmente importanza secondo voi? Per ora la lascio poi ci penserò per il prossimo trimestre:

  • Rendimento: il rendimento atteso per un investitore che investe con una buona dose di valutazione dei rischi e dei progetti. NON è il rendimento di un investitore casuale che seleziona con poca attenzione. Quello per forza di cose sarà molto minore e varierà a seconda della diversificazione di ambiti e di livelli di rischio della singola piattaforma.
  • Solidità/Rimborsi regolari: Per quanto riguarda le piattaforme di prestiti al consumo, definisce lo stato di salute degli intermediari che offrono il buyback nella piattaforma e/o dei soggetti che gestiscono la piattaforma stessa assicurandone la continuità. Per quanto riguarda invece le piattaforme che finanziano aziende o progetti immobiliari, definisce il livello di regolarità di rimborsi dei progetti; o, dall’altro lato, quanti ritardi possiamo aspettarci nella loro offerta.
  • Esperienza team: uno degli elementi fondamentali per l’affidabilità nella gestione della piattaforma, sia attuale che in prospettiva di continuità futura, trovo sia l’esperienza pregressa del team in ambito di successo in p2p lending o in ambito comunque finanziario (o immobiliare se parliamo di crowdlending immobiliare).
  • Trasparenza: indica il livello di informazioni che la piattaforma mette a disposizione agli investitori, e la loro affidabilità, affinché possano valutare la situazione in essere nel modo migliore possibile e il più vicino possibile alla realtà dei fatti.
  • User friendly: quanto la piattaforma è semplice da utilizzare e quanto le funzionalità presenti permettono di investire centrando gli obiettivi che ci si è prefissato. Inoltre, quanto permettono di monitorare nel tempo l’andamento dei propri investimenti.
  • Diversificazione: le reali possibilità, all’interno della singola piattaforma, di diversificare correttamente i propri investimenti, su diversi settori, nazioni, gradi di rischio, eccetera.

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Non vi resta che andare al relativo articolo, raggiungibile anche nell’apposita sezione della home!

Recrowd – finanziare progetti immobiliari con pochissimi ritardi

Questa recensione di Recrowd ti aiuterà a saperne di più sulle sue offerte d’investimento, incluso come sono strutturati gli investimenti e quali potrebbero essere i tuoi potenziali ritorni.

Recrowd è un prestatore on line, che offre una varietà di prestiti immobiliari e finanziari. Recrowd è stata fondata nel 2018 da Gianluca De Simone, Simone Pitignano e Massimo Traversi e ad aprile 2022 ha finanziato 70 progetti, raccolto più di €22 milioni, concluso 27 progetti, distribuito poco più di €3,5 milioni con un rendimento medio del 9%.

Se consideriamo che il 2021 è stato chiuso con un fatturato di €1.000.000, Recrowd è una piattaforma che ha avuto una crescita esplosiva.

Il tasso di default è finora uguale a zero.

Da settembre 2021 Recrowd è partecipata da Esperia Investor al 43%, avendo rilevato la partecipazione da un investitore iniziale. Questo investimento è stato aggiunto a Monety (società del Gruppo Gabetti).

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TIPOLOGIE DI PROGETTI

Recrowd ha raggruppato i progetti in 6 categorie: Relax, Comfort, Sport, Exclusive, Alternative ed Elite. Le categorie dovrebbero essere una scala verso maggiori rischi e disponibilità finanziarie degli investitori e questo lo è escludendo la categoria prestito Alternative.

Breve spiegazione:

  • Relax: proposte immobiliari con investimento minimo di €250, tempi dei progetti da 12 ai 16 mesi.
  • Comfort: investimento minimo €500 e durate del progetto tra i 18 e i 24 mesi.
  • Sport: investimento minimo €1.000 e durate inferiori agli 11 mesi.
  • Exclusive: capitale minimo €3.000, tempi di restituzione tra i 6 e i 24 mesi. Questa categoria è rivolta a investitori preparati e con buone disponibilità.
  • Alternative: in questa categoria sono raggruppati investimenti diversi da quelli di finanziamento ad attività immobiliari. Investimenti che sono più simili ad attività finanziarie (Superbonus, anticipazione crediti, …). Investimento minimo €500 e tempi di rientro dai 6 ai 24 mesi.
  • Elite: capitale minimo €10.000 e rientro tra i 6 ed i 24 mesi. Questa categoria è chiaramente riservata ad investitori esperti e con buona disponibilità.

Non esiste alcun filtro tra investitore e tipologia di progetto, ognuno sceglie gli investimenti in base alla propria propensione alla durata, alla disponibilità e al minimo d’investimento. Probabilmente negli USA la categoria Elite sarebbe stata riservata ad investitori qualificati.

Informazioni che gli investitori ricevono sui progetti.

La documentazione dei progetti proposti è molto ricca. In particolare, per ciascuna offerta potrai visualizzare un’icona con oltre al titolo del progetto:

  • La categoria del progetto: evidenziato anche dal colore del riquadro;
  • L’interesse annuo: valore dell’interesse annuale;
  • La durata dell’investimento, al termine dalla quale riceverai il capitale investito e gli interessi maturati;
  • L’interesse totale: valore dell’interesse del finanziamento;
  • L’investimento minimo, il valore minimo che puoi investire nell’offerta;
  • La percentuale di finanziamento, riportata sotto forma di barra di progressione, indica quanto manca alla conclusione della raccolta fondi, questo chiaramente dopo l’apertura della raccolta. L’ammontare dell’obiettivo d’investimento e la quantità raggiunta in quel momento.
Iscriviti a Recrowd da qui

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IL PROGETTO

Informazioni dettagliate relative al finanziamento, tra cui la società immobiliare richiedente il finanziamento, la data e l’orario di apertura dell’investimento, l’investimento minimo per contrattare un interesse maggiore con limite evidenziato.

Si riporta inoltre il tipo di restituzione: se bullet o full bullet. Altre informazioni tra cui la ritenuta d’acconto che sarà applicato al guadagno pattuito.

Punti di forza del progetto.

  • Rating;
  • Tipo di rischio di mercato;
  • Posizione dell’immobile e richieste di mercato;
  • Altre informazioni.

Descrizione del progetto

In questa sezione sono descritte le caratteristiche salienti dell’investimento, se è una ristrutturazione con o senza frazionamento, il numero di appartamenti e le caratteristiche della zona. Le tecnologie utilizzate nella ristrutturazione dell’immobile.

Una descrizione dettagliata dell’immobile.

Una descrizione dettagliata della zona con il numero di abitanti, i servizi offerti e i collegamenti con i centri vicini.

Completa la descrizione del progetto ana serie di immagini con il rendering del risultato dell’intervento.

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Il Proponente

Descrizione della società

Sono descritte le caratteristiche della società con tutti gli elementi che permettono una valutazione: anno di nascita, tipo di società, interventi effettuati e tipologie di intervento, zona di copertura, numero di collaboratori, capitale sociale ed altri elementi di valutazione.

Se ha già presentato progetti sulla piattaforma e l’elenco di questi richiamabili in automatico per valutare i precedenti finanziamenti.

Track record

Elencazione di precedenti attività immobiliari con le loro caratteristiche. Con tipologia di progetto, dati finanziari e loro caratteristiche.

Aggiornamenti

Questa è una nuova sezione di cui personalmente sentivo la mancanza, la possibilità di seguire l’andamento del progetto con la opportunità di esaminare fotografie dell’intervento e documenti di supporto (tipo contratti preliminari di vendita, rogiti, …).

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Documenti

Questa sezione è visibile solo agli iscritti e riporta normalmente i seguenti link:

  • La visura camerale;
  • L’assesment dell’operazione;
  • Il business plan.

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RENDIMENTI DI RECROWD

Gli interessi dei progetti vanno da un minimo di 8% annuo, fino ai 12% (con alcune punte del 14%) che si possono trovare nella categoria Exclusive.

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DETTAGLI SULLA TASSAZIONE

Recrowd, come tutte le piattaforme di lending, non addebita nessuna commissione all’investitore. La piattaforma guadagna addebitando una commissione al richiedente il prestito.

La quasi totalità dei progetti sono full bullet: alla scadenza predefinita si riceverà il capitale investito con gli interessi pattuiti. In pochi casi il rimborso è bullet: in quel caso gli interessi sono distribuiti trimestralmente o semestralmente e il capitale con gli interessi residui alla scadenza.

Recrowd funge da sostituto d’imposta a titolo di acconto, questo significa che il rendimento ottenuto subisce una trattenuta fiscale automatica del 26% ma l’aliquota applicata complessiva sarà quella dello scaglione IRPEF dell’investitore. L’investitore cioè dovrà poi in sede di dichiarazione integrare il proprio reddito con i rendimenti di Recrowd, portando a credito quanto trattenuto dalla piattaforma. Questo vale evidentemente per l’investitore retail.

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AMPIEZZA DELLA SELEZIONE

Recrowd comunica che il 90% delle richieste di finanziamento è bocciato per non avere le qualità necessarie per essere proposto sulla piattaforma. La valutazione è effettuata da due società del Gruppo Gabetti: Abaco e Patrigest. Queste società terze sono incaricate di produrre un report il più possibile completo e di facile comprensione disponibile agli investitori per effettuare la valutazione dell’investimento. Questo rapporto è visualizzabile nella sezione Assesment dell’operazione citata precedentemente.

Questo rapporto contiene un doppio rating: Tecnico e Finanziario dell’operazione immobiliare. Il rapporto tecnico contiene un’analisi catastale, urbanistica ed edilizia. Questa valutazione è pregiudiziale perché se non esiste una congruità tecnica il progetto sarà scartato.

Superata l’analisi tecnica si passa ad una valutazione di congruità dei valori dell’operazione. Questo studio produce:

  • Un’analisi di mercato della zona dell’operazione.
  • Un controllo dei dati socio economici.
  • I tempi di assorbimento per valutare la congruità con i tempi di finanziamento.

Oltre all’analisi dell’operazione è prodotta una valutazione di merito dello sviluppatore immobiliare verificando:

  • La presenza di eventi negativi.
  • La presenza di eventi pregiudiziali.
  • La regolarità dei pagamenti.
  • La presenza di news negative.

Queste attività di valutazione sono supportate dall’esistenza di banche dati.

Che tipo d’investimento dovrebbero aspettarsi gli investitori, inclusi i flussi di cassa

Gli investitori in Recrowd ricevono distribuzioni di contanti in funzione degli investimenti effettuati. Queste distribuzioni sono al netto della ritenuta d’acconto del 26%.

Le percentuali di guadagno sono a discrezione dell’investitore in funzione delle scelte dei progetti selezionati. Mediamente la piattaforma offre un reddito del 9,00%. La quasi totalità dei finanziamenti sono di tipo immobiliare e con modalità di rimborso full bullet (capitale e interesse alla scadenza).

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PUNTI DI FORZA E MIGLIORIE

Punti di forza:

  • In base alle recensioni e alle opinioni degli utenti su Trustpilot, Recrowd vanta un ottimo punteggio: al momento in cui scriviamo il 95% delle opinioni è tra l’eccezionale e il molto buono.
  • Nessun progetto non rimborsato.
  • Ottima qualità dei progetti con l’utilizzo di valutazioni terze.
  • Elevato numero di operazioni.
  • Progetti di importo elevato finanziato in qualche giorno.
  • Tutti i progetti sono presentati in videoconferenza con i proponenti prima di essere proposti agli investitori.
  • Documentazione dei progetti corposa e esaustiva.
  • Ottima fidelizzazione degli investitori.
  • Dashbord degli investimenti effettuati completa con i relativi contratti con l’investitore.

Ogni piattaforma anche se ben funzionante può sempre migliorare ed evolvere.

Trovavo una grave carenza non avere lo stato di avanzamento di ogni progetto e ho notato che gli ultimi progetti hanno un link che richiama un sito della società proponente dove sono evidenziati tutti gli eventi riguardanti il progetto (fotografie, contratti, …). Sarebbe un’ottima iniziativa avere un blog mensile che riporta gli eventi importanti dei progetti che non hanno questo link di informazioni.

Sono decisamente contrario alla trattativa personalizzata e preferisco una scaletta di scaglioni di importi con i relativi interessi. Risulta a mio parere più semplice, più chiara e agevole per gli investitori ed evita la frustrazione di effettuare più tentativi per ottenere la maggiorazione promessa nella documentazione.

Ritengo Recrowd una delle poche piattaforme per qualità, numero e  volume dei progetti pronta per introdurre la funzione di autoinvest per agevolare la funzione d’investimento e rendere maggiormente passivi gli investimenti.

Iscriviti a Recrowd da qui

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CONCLUSIONI

Recrowd è una piattaforma di investimenti immobiliari ad altissima crescita con un volume di proposte molto alto. Offre investimenti di qualità con un ottima documentazione. I rendimenti sono interessanti. L’assistenza è pronta ed efficace. Trasmette sicurezza e mi trovo a mio agio ad investire nei progetti proposti.

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Piattaforme alternative:

Prepay

Capitalia

Capitalia – finanziare aziende ottenendo fino al 15%

In questo articolo vi parlo di una piattaforma non ancora molto conosciuta, di recente apertura al pubblico, ma gestita da una finanziaria che agli investitori in p2p lending di più vecchia data potrebbe dire qualcosa: Capitalia.

Ho voluto parlare di questa piattaforma perchè va a colmare un “vuoto” nel mondo del p2p lending. Infatti, fino ad oggi mancava una valida alternativa, in Europa, per chi voleva finanziare imprese. O meglio, di alternative ce ne sono molte, ma sempre gestite da startup o da team finanziari con un’esperienza molto corta.

Capitalia invece ormai da un decennio si occupa dei finanziamenti ad imprese nei paesi baltici, ed ha deciso da qualche mese di aprire la propria piattaforma di lending per raccogliere gli investimenti di prestatori privati.

Ci investo ormai da tre mesi e mi sono fatto un’idea abbastanza buona. Trovo questa piattaforma ottimale per gli investitori più “esperti”. Richiede un minimo di investimento elevato (1.000€) ma, dall’altro lato, offre all’investitore una quantità e qualità di informazioni per la valutazione di un progetto che non ha oggi eguali nel mondo del crowdlending. I rendimenti dei progetti vanno in questi tempi dal 10 al 13%.

Ma parliamone più nel dettaglio.

Iscriviti a Capitalia

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CHI E’ CAPITALIA

Per fugare innanzitutto il dubbio: NO non stiamo parlando di Capitalia SpA, il gruppo bancario italiano. Ma di Capitalia OU, gruppo finanziario baltico, che qualcuno si ricorderà per essere stato uno dei loan originator più conosciuti della piattaforma Mintos e poi uscito per aprire, appunto, la propria piattaforma dedicata.

Capitalia è un gruppo finanziario con sedi nelle tre nazioni baltiche (Lettonia, Lituania ed Estonia). E’ operativo dal 2007 e concentra la sua attività nel finanziarie imprese di questa regione e fornire loro consulenza di business.

Dal 2014 lista proprie obbligazioni nel mercato del NASDAQ Baltic exchange, la borsa di Vilinius.

Nel 2018 la realizzazione della piattaforma interna di investimento. Inizialmente aperta solo ad investitori istituzionali, aziendali e ad alcuni privati selezionati, da Gennaio 2022 è stata invece aperta all’ampio pubblico del p2p lending.

Q&A CON IL CIO DI CAPITALIA

Per raccogliere qualche dettaglio in più sulla piattaforma, ho avuto il piacere di recente di scambiare qualche chiacchiera con Gintaras Matuzas, Chief Investment Officer del gruppo da più di 4 anni. Ha accettato di rispondere a qualche domanda che vi pubblico in queste righe:

P2P Italia: Gintaras, ci puoi descrivere brevemente la struttura organizzativa di Capitalia OU?

Gintaras Matuzas: Ecco qui sotto la struttura organizzativa. La parte più importante è che le aziende richiedenti hanno ciascuna il loro proprio investment (client) manager di riferimento all’interno della nostra struttura, che le segue dal contatto iniziale fino al rimborso completo. I nostri gestori di investimento stabiliscono il rating di prestito, gli scambi iniziali e le due diligence per i loro clienti e presentano i casi al comitato di valutazione dell’investimento. Tutti i progetti sono approvati o respinti dal nostro comitato per la valutazione gli investimenti.

Nell’organigramma, le funzioni relative al rischio sono separate da quelle di emissione di prestiti e dai dipartimenti di crescita del business. Capitalia è di proprietà del fondatore e di 6 dipendenti chiave.

Ho visto che Capitalia sta quotando le obbligazioni nel Nasdaq Baltic S.E., quali potrebbero essere i principali vantaggi (se presenti) per gli investitori p2p in termini di compliance, sicurezza delle procedure e controllo del rischio?

Capitalia ha quotato al pubblico le obbligazioni nel 2014. Oggi queste obbligazioni sono rimborsate e abbiamo solo 3 piccoli (ogni 600k) collocamenti obbligazionari chiusi (sono elencati qui Bonds Capitalia). Una nota importante qui è che continuiamo la rendicontazione trimestrale e la revisione dei bilanci annuali nello stesso modo in cui ci è stato richiesto quando le nostre obbligazioni sono state quotate al pubblico sul Nasdaq. Manteniamo quindi gli stessi standard e gli stessi standard di conformità che, a mio avviso, riducono i rischi e forniscono agli investitori una maggiore sicurezza. I dati finanziari revisionati dall’auditor sono disponibili agli investitori, su richiesta.

Nel peggiore dei casi di fallimento di Capitalia, esiste già una sorta di procedura per aiutare gli investitori a continuare la raccolta da ciascun accordo? Vedo che i contratti di prestito sono tra Capitalia e i mutuatari.

La procedura è riportata nei Termini e condizioni, al punto 7.7: Nel caso in cui Capitalia sia dichiarata insolvente, Capitalia deve notificarlo alle controparti finanziarie (fra cui gli investitori e i richiedenti dei prestiti ndr.) e in tale notifica Capitalia fornirà tutti i dettagli degli investitori a cui la Società richiedente deve continuare a rimborsare il Prestito: importo del capitale del prestito, interessi accumulati, interessi di mora e penali (ma non le management fees di Capitalia, come previsto nel contratto di prestito), tenendo conto delle somme già rimborsate.

Tale notifica è vincolante per Capitalia, la società e le controparti finanziarie). Nel caso in cui Capitalia non abbia inviato tale notifica entro 1 settimana dall’entrata in vigore della decisione sull’insolvenza di Capitalia, l’investitore ha il diritto di chiedere alla Società il rimborso del Prestito e la Società richiedente è tenuta a soddisfare tale richiesta senza ulteriori comunicazioni da parte di Capitalia.

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Dopo la presentazione di rito, proseguiamo descrivendo come si investe in Capitalia e qualche mia impressione.

SITO WEB

Inizio con una nota negativa: l’organizzazione del loro sito web sinceramente non mi affascina molto. Nel senso, il marketplace occupa oggi uno spazio “minoritario” dell’intero sito di Capitalia. Non è così immediato andare a trovarlo: occorre andare nella propria sezione personale, una volta registrati, e solo da lì è possibile aprire la pagina “lending opportunities”

Ciò è dovuto al fatto che si tratta di un sito “aziendale” di Capitalia, a cui solo successivamente è stato aggiunto il marketplace per il pubblico. Il sito sembra ancora con il vecchio scopo di presentare Capitalia tanto ai grandi investitori che a raccogliere richieste di prestito da aziende. E’ evidente che ancora non è stato “riprogrammato” per mettere al centro l’investitore privato, in termini di esperienza di navigazione.

Ma, nonostante la “forma” direi ancora obsoleta, la sostanza comunque sotto c’è. Andiamo quindi a scoprire più nel dettaglio come poter operare.

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COME INVESTIRE IN CAPITALIA

Partiamo innanzitutto dal fatto che il metodo per investire in Capitalia è leggermente diverso da come ci hanno abituato le altre piattaforme di crowdlending. Non avremo infatti qui un “conto deposito” dove andare a depositare fondi in attesa di investire. Con Capitalia si investe DIRETTAMENTE nei progetti, dal nostro conto bancario. Vediamo come:

Una volta scelto su quale progetto concentrarci, nei dettagli dello stesso troveremo un classico pulsante dove inserire la quantità di investimento desiderata. Ricordo che la partecipazione minima per ogni progetto è di 1.000€ ed è possibile investire multipli di 1.000€ (es. 1.500€ non è consentito, 1.000€ o 2.000€ sì).

Appena sopra è possibile vedere quanto dell’importo richiesto rimane ancora da finanziare e la quota investita da Capitalia stessa (la cosiddetta skin in the game dei gestori). Cliccando su “Finance”, uscirà una finestra riassuntiva dove ci verrà chiesto di confermare ed approvare la richiesta di investimento.

Una volta confermato, otterremo i dati del conto bancario di Capitalia dove spedire l’importo inserito, tramite bonifico. Attenzione! In questa schermata vi verrà mostrato anche la causale da inserire nel bonifico (di solito il nome del progetto o proponente): è un’informazione molto importante da inserire, se si vuole far arrivare a destinazione i soldi senza particolari problemi.

L’investitore riceverà due mail durante questo processo: una appena “prenotato” l’investimento, come promemoria per disporre il bonifico con le relative coordinate, ed una con la conferma di avvenuta ricezione quando tale bonifico sarà stato ricevuto. Dopo l’avvenuta ricezione, una volta che i vari investitori hanno raggiunto l’importo di target richiesto dal proponente, verranno predisposte le documentazioni di rito e il progetto partirà. Se non si dovesse raggiungere il target, chiaramente, i fondi versati verranno immediatamente rimborsati direttamente nel conto corrente bancario dell’investitore.

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I PRESTITI IN CAPITALIA

Come detto, i finanziamenti proposti nel marketplace di Capitalia riguardano prestiti a piccole e medie imprese dei paesi baltici. Per questo motivo, leggere attentamente le informazioni sui business, i dati di bilancio, e gli obiettivi dettagliati che ogni richiedente specifico si propone di raggiungere è un passo fondamentale nel processo di valutazione.

Capitalia progetti

Le tipologie di business finanziabili sono molto variegate. Si passa alle classiche imprese agricole della zona, alle imprese produttrici dei più svariati settori, e anche aziende che si occupano di servizi del terziario.

ANALIZZARE I PROGETTI

Questo è il punto di forza reale della piattaforma. Su Capitalia per ogni proposta inseriscono una quantità di informazioni ENORME per il possibile investitore.

l’obiettivo è quello di fornire una trasparenza massima e mettere a disposizione dell’investitore le stesse analisi che svolge lo stesso team finanziario di Capitalia. La stessa Capitalia, inoltre, è coinvolta direttamente con una quota in ciascun progetto che ci propone (la cosiddetta skin in the game).

Che tipo di dati possiamo quindi aspettarci quando saremo davanti ad una valutazione? Innanzitutto i dati di bilancio storici principali del richiedente, corredati da qualche indice e grafico comparativo.

Questi grafici in particolare li trovo estremamente utili. Viene sempre mostrata ad esempio la composizione dell’indebitamento del richiedente (con rapporto fra capitale proprio e capitale di debito), informazione importantissima per avere sott’occhio la situazione finanziaria dell’azienda e, soprattutto, il trend relativo nel tempo (è un’azienda che con la sua attività guadagna soldi? O che ne perde?).

Capitalia statistiche
Capitalia rischio

Si possono inoltre trovare molti dati qualitativi sul tipo di business di cui si occupa, di trend di mercato, di posizionamento locale e gli obiettivi che lo stesso richiedente si pone grazie all’utilizzo delle risorse che raccoglierà tramite il p2p lending.

Infine, ma non per importanza, Capitalia fornisce una classica valutazione del proprio team sulla rischiosità del prestito. E’ stata realizzata una classica “scaletta” di rating, dove assegnare a ciascun progetto una propria posizione a seconda del rischio intrinseco. La scala di rating va da A (rischio molto basso) a E (rischio elevato) ed è interessante notare che per ciascuna classe di rating è stata associata una stima delle probabilità con cui un progetto ivi inserito possa andare in default, basato sullo storico pluriennale di prestiti a disposizione. Questo è un utile elemento per l’investitore per farsi i propri conti sul rischio/rendimento prospettico dell’operazione.

Una volta investito in un prestito, è ovviamente presente anche la sezione di aggiornamento dello stato del progetto, che ho trovato sinceramente sempre molto descrittiva e di ottima qualità.

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AUTOINVEST

Di recente, Capitalia ha introdotto la possibilità di settare una classica procedura di autoinvest, per risparmiare tempo investendo automaticamente parametrando dei semplici obiettivi di investimento.

A me personalmente, quando si finanzia business, non piace il principio di saltare tutta la fase di valutazione personale specifica, cosa che tipicamente accade delegando un autoinvest. Dato anche gli importi minimi richiesti, ricordo 1.000€, ci troveremo ad avere nel nostro portafoglio molti meno progetti rispetto ad altre piattaforme, motivo in più per dedicare più tempo per capire al meglio le caratteristiche di ciascuno. Un autoinvest, per natura, fa “saltare” all’investitore tale passaggio, perciò io qui non li utilizzo.

Ma, dato che è comunque un’opzione “aggiuntiva” (non siamo assolutamente obbligati ad usarli), ne parlo per chi avesse idee diverse dalle mie in merito.

Nell’apposita sezione, raggiungibile nel menù profilo, ecco gli elementi che ci mettono a disposizione per impostare i parametri della procedura automatica:

Capitalia autoinvest

Come vedete, Capitalia offre dei pacchetti preimpostati di futuri investimenti, da “Very conservative” a “High return”, in ordine crescente di rischio e di rendimento atteso. Qui un eventuale investitore “pigro” può delegare a Capitalia l’intera gestione del portafoglio, anche le preselezioni.

Nel caso invece in cui non si voglia usufruire di tali pacchetti preconfezionati di strategia, è possibile settare una procedura automatica “classica” dettando dei parametri limite.

Si può decidere qui il massimo importo investibile in ciascun progetto, la/le categorie di rischio desiderate, il paese del proponente, i termini massimi o minimi di rimborso e/o un minimo di interesse offerto.

E’ possibile inoltre filtrare la scelta dei prestiti per classe di rischio, nazione del richiedente o range di durata del prestito.

Una volta settato ed attivato, quando la procedura troverà un nuovo progetto che risponderà alle nostre richieste, genererà in automatico una richiesta di investimento all’investitore, inviandogli via mail le coordinate e l’importo da versare per concludere la sottoscrizione. Nel caso in cui l’investitore non versi in tempo, o non desideri comunque investire nello specifico progetto, la procedura successivamente scarterà quel progetto dalla propria area di ricerca.

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MERCATO SECONDARIO

Su Capitalia ad oggi NON è presente il classico mercato secondario per poter liquidare in anticipo i propri prestiti. Sempre scambiando due parole con Gintaras, tale procedura probabilmente verrà implementata in futuro, ma non rientra oggi tra i programmi prioritari per la piattaforma.

Se però vi troverete ad osservare la pagina principale della piattaforma p2p, vedrete che nella lista prestiti ce ne sono alcuni indicati come “vendite dal mercato secondario”. Qui si intende vendite di prestiti sottoscritti precedentemente da Capitalia, che essa stessa sta rivendendo agli investitori della piattaforma. Capitalia infatti oggi è l’unica “usufruitrice” del “mercato secondario” interno: può venderci propri prestiti, rispettando sempre il fatto di possedere comunque il minimo importo di skin in the game concordato (cioè rivende solo i propri “surplus”). Altro fattore da considerare: Capitalia può vendere solo prestiti di richiedenti che hanno rimborsato almeno una rata.

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TASSAZIONE

Come per tutte le piattaforme estere, i rendimenti per gli investitori italiani sono soggetti a tassazione secondo l’aliquota IRPEF di ciascuno. Capitalia opera da lordista, riconosce cioè gli interessi interi, al lordo della quota tasse. Sarà l’investitore a dover integrare questi rendimenti nella propria dichiarazione dei redditi.

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CONCLUSIONI

Arrivati alla fine dell’articolo, come al solito, riassumo in pochi punti quelli che sono state secondo me le note positive e quelle da migliorare di Capitalia.

PUNTI DI FORZA

  • Team di Capitalia fra i più esperti nel p2p lending baltico
  • Livello professionale di informazioni a disposizione per valutare i progetti
  • Ottimo track record dello storico finanziamenti

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Alti importi minimi richiesti per investire (1.000€)
  • Ancora non presente il mercato secondario per gli investitori.
  • Piattaforma web ancora poco “investor oriented”

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E se volete testare la piattaforma, potete iscrivervi da questo link per supportare P2P-Italia!:

Iscriviti a Capitalia

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Piattaforme alternative

Nuova serie youtube sul p2p-lending – P2P Italia con Mr. Billions

Ecco un’altra novità per chi segue il blog di p2p-Italia e, spero, in generale per gli investitori italiani in p2p lending. Io e MrBillions, youtuber nel settore investimenti ed investitore egli stesso in p2p lending, abbiamo deciso di iniziare una nuova serie youtube, sul suo canale, proprio su questo tema. L’obiettivo è quello di avvicinare questo asset a chi lo conosce ancora molto genericamente, o anche solo dare informazioni in più a chi è interessato a valutarlo.

Ho avuto l’occasione di conoscere Massimo ad una cena organizzata dalla piattaforma Prepay e, viste le vedute comuni su molti aspetti del mondo del crowdfunding in generale, abbiamo colto l’occasione per iniziare ad organizzarci e portare contenuti in collaborazione su questo argomento, ancora veramente poco conosciuto nell’ambiente italiano. Vi consiglio di iscrivervi al suo canale, vi assicuro ne varrà la pena!

Abbiamo già fatto un video insieme, dove mi intervista sul suo canale, che potete trovare qui: Intervista a P2P-Italia e che riporto direttamente in video più sotto in questo articolo.

Ma penso che il miglior modo per farlo conoscere ai lettori del blog sia quello di presentarsi lui stesso direttamente. Gli ho posto qualche domanda ed è stato ben lieto di descriversi di persona.

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P2P-Italia: Ciao Massimo, da dove iniziare? Beh, direi che puoi parlarci un po’ del tuo canale, che dici?

MrBillions: Ciao Paolo e ciao a chi sta leggendo questo articolo, mi ripresento mi chiamo massimo ma, tutti mi chiamano MrBillions, il nome del canale nasce da un termine scherzoso con il quale mi definivano altri youtubers ed iscritti. Il canale nasce nel 2019 come percorso di crescita personale.

Sono un’amante della crescita a 360°, sono molto curioso e amo imparare cose nuove, nel 2019 appunto decido di voler imparare il montaggio video, e quale miglior modo per impararlo in fretta se non confrontandosi fin da subito con un pubblico pronto a darti dei voti. Da lì diventa una vera e propria passione, perché capisco subito che youtube non è solo montaggio video, ma una vera fabbrica di crescita personale. Da lì a poco scopro di dover studiare la SEO per indicizzare meglio i miei video. Scopro anche di essere negato con il public speaking quindi mi sono fiondato su vari contenuti video per migliorarmi. Scopro di dover imparare il videomaking per girare e montare meglio i miei video, l’ottimizzazione audio ecc.

Insomma un vortice di crescita personale che mi ha felicemente preso già 4 anni. Inoltre, sono anche un investitore dal 2017 ed ho pensato di condividere questa mia passione su YouTube.

Cosa si può trovare oltre al p2p lending?

Sul canale parlo di investimenti a 360°, oltre al p2p è possibile trovare video su moneyfarm, etoro, analisi di azioni, trading online, recensione di libri sugli investimenti, crescita personale, risparmio, filantropia, live con il bar investitori, interviste, criptovalute, investimenti immobiliari e molto altro ancora… insomma porto tutto il mio percorso da investitore.

Progetti per il futuro?

Ne avrei una valanga ma, YouTube non è il mio lavoro principale, sono un lavoratore dipendente, un marito, un padre, un investitore attivo e mille altre cose che mi frullano in testa… spesso non riesco a portare su youtube tutte le idee che ho per questione di tempo ma, di sicuro la volontà di portare una bella serie di video sul P2P insieme a Paolo è forte e batte ogni altra idea. Per rispondere alla domanda, ogni anno mi pongo degli obiettivi da perseguire che condivido sul mio canale YouTube ad ogni inizio anno. Per quest’anno spero di concludere con successo il mio 1° investimento immobiliare ed iniziare la creazione di un portafoglio azionario da dividendi che possa generarmi una ulteriore rendita passiva.

Come è composto il tuo portafoglio investimenti? Ci dici qualcosa e ci descrivi le motivazioni?

Il mio portafoglio come è possibile vedere nel video che porto tutti gli anni, è composto dallo 0,1% da un investimento in equity su TogetherPrice una piattaforma italiana che permette la condivisione di abbonamenti a servizi digitali come netflix, disney+, adobe ecc. Lo 0,8% è dedicato al mio piano pensione su moneyfarm azienda italiana che gestisce portafogli di investimento, un altro 0,8% è investito su Prepay piattaforma di P2B, l’1% è investito su evenfi, altra piattaforma di P2B. L‘1,2% è investito in oro fisico, il 4,9% è investito su moneyfarm questa volta su un portafoglio di lv7. Il 14,6% è investito su etoro, che è il broker dove acquisto le mie azioni, il 37,1% è investito in debiti buoni “mutuo” dedicato al mio investimento immobiliare su Verona. Infine il 39,5% è diviso tra liquidità e fondo d’emergenza, al momento sono molto liquido per via dell’investimento immobiliare.

Le motivazioni dietro la costruzione di questo tipo di portafoglio sono molteplici, in primis le mie capacità che stanno via via crescendo e portando il mio portafoglio più verso lo stock picking ma, il portafoglio così com’è non è ancora definitivo e probabilmente non lo sarà mai, ho più che altro un range percentuale per ogni categoria di investimento che conosco.

Negli ultimi due anni, ho notato che su youtube si è parlato sempre meno di p2p lending. Cosa ne pensi del vuoto che si è creato?

Penso che dopo il boom di Bondora su YouTube e di qualche scam qua e la si sia persa un po la voglia di portare video su youtube e di investire nel p2p. In realtà invece il mondo del crowdfunding continua a crescere a dismisura, e se non erro, solo in Italia esistono oltre 50 piattaforme di crowdfunding registrate e non meno di 10 tra quelle molto attive.

Come sappiamo, in Italia, siamo molto attenti ai nostri risparmi e poco propensi agli investimenti. Ma, se da un lato non essere spendaccioni è un bene dall’altro è una cattiva scelta lasciare il denaro fermo sul conto a non fare niente. Negli anni, per colpa dell’inflazione quel denaro varrà sempre meno e questo è un dato di fatto. Ed è per questo che, dopo aver conosciuto Paolo ad una cena, gli ho subito proposto una serie di video in collaborazione dove andare a sviscerare insieme il mondo del crowdfunding, perché è una tipologia di investimento che secondo me non va snobbata, soprattutto durante questi mesi di Bear Market. Il 7/8/10/12% annuo non è una cifra da poco, anzi, aiuta a stabilizzare il portafoglio nel suo complesso.

Insomma spero che noi 2 insieme possiamo riportare su YouTube la possibilità di fare soldi anche attraverso questo metodo di investimento. Speriamo di riuscirci e speriamo di trovare anche tanti investitori come noi che ci aiutino a spiegare e valutare al meglio ogni singola piattaforma. Al momento io ne uso solo 2 ma, chissà che non ne scopra altre meritevoli insieme a voi.

Grazie Paolo per questa intervista e grazie soprattutto a voi che avete letto, ci apprestiamo come anticipato a portare una serie di video che spero vi piacerà.

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Tornando “in studio” ringrazio anch’io MrBillions intanto per questa presentazione, nel frattempo, come promesso, vi metto qui sotto la mia video intervista. Enjoy!

Guida alla dichiarazione dei redditi nel p2p lending 2022

E’ arrivata la primavera, e oltre al miglioramento della temperatura, questo periodo si porta dietro per noi investitori un’incombenza particolarmente sentita: pagare le tasse sui nostri investimenti in p2p lending!

Ebbene sì, alzi la mano chi di voi non ha mai avuto in questo periodo momenti di incertezza sulla propria dichiarazione fiscale e dubbi se quello che si dichiarava fosse esattamente quello che si aspetta da noi lo stato. Tanto per non fare del qualunquismo: l’Italia sarà pure un gran bel paese, ma in fatto di normative fiscali non è proprio il posto più semplice del mondo. Soprattutto per noi investitori in finanza alternativa, con la proverbiale lentezza dell’amministrazione fiscale nello stare al passo con i tempi che cambiano, tale passo può essere più difficile di risolvere un cubo di Rubik 8×8.

E in questa situazione, non è raro che le piattaforme non tentino di “sfruttare” tale incertezza per raccontare favole agli investitori, convincendoli di vantaggi fiscali o scelte a loro favore se investono con loro che non trovano riscontro nella (complicata) normativa attuale. E parlo soprattutto di piattaforme italiane in questo caso! Tanto il rischio, in questi casi, è al 100% degli investitori, le piattaforma mica si prendono la responsabilità per errate dichiarazioni dei singoli contribuenti.

Provo in questo articolo quindi a fare ordine nel mondo del p2p lending. Ormai la materia è espressa, occorre solo fare un po’ d’ordine nel tutto. Parlerò di lending, non di crowdfunding, che ha un altro regime e di cui non tratterò qui.

Prima di passare all’articolo, vi ricordo però che NON sono un commercialista. Tutto quello che leggete è legato alla mia esperienza in ormai 6 anni (che ho accumulato ANCHE con un commercialista). Perciò se le normative nel frattempo cambiano, e voi state leggendo questo articolo nell’anno 202x, sono cavoli vostri. Quello che dico vale nel momento in cui scrivo (aprile 2022). E, giusto per completare il disclaimer prima che mi scriviate in merito, io NON posso nemmeno darvi consulenza in materia fiscale, non ne ho le abilitazioni!

Perdonate la pesantezza… lo davo fare. Riprendiamo:

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SOSTITUTO D’IMPOSTA SI’ O NO?

Ecco la prima questione da spulciare, soprattutto per i nuovi investitori. Una piattaforma che può fungere da sostituto d’imposta a titolo definitivo… fa tutto lei e noi paghiamo sempre il 26% sui nostri utili. Fa tutto lei nel senso che l’investitore in fase di dichiarazione non deve svolgere nulla. La piattaforma si occupa di trattenere questo 26% già al momento del riconoscimento degli interessi sui nostri prestiti. Queste trattenute, in questo caso, ci sollevano da ogni altro adempimento, siamo a posto con il fisco. Attenzione! NON tutte trattengono a titolo definitivo, solo i sostituti possono farlo. Altre, come vedremo, che non sono sostituti a titolo definitivo, trattengono lo stesso qualcosa, MA poi dovremo comunque andare a dichiarare, lo vedremo dopo.

Quindi la prima domanda che ci dobbiamo porre è: la piattaforma può svolgere da sostituto d’imposta? Come si fa a capirlo?

Basta andare a guardare cosa è scritto nel TUIR dopo la riforma del 2018. Riporto art. 44 TUIR lettera d-bis

“… i proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali (piattaforme di Peer to Peer Lending) gestite da società iscritte all’albo degli intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, o da istituti di pagamento rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 114 del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, autorizzati dalla Banca d’Italia;

Quindi, gli enti (leggi, le società che gestiscono le piattaforme o gli istituti di pagamento delle stesse) che sono registrati in tali albi della banca d’Italia possono fungere da sostituto d’imposta a titolo definitivo, gli altri no. Occorrerebbe andare quindi a vedere questi albi. Vi semplifico le cose, oggi di questi albi, chi sono:

  • Soisy
  • Smartika
  • Prestiamoci
  • Opyn (l’ex Borsa del Credito).

Chi non leggete fra queste 4 NON è sostituto d’imposta definitivo. Quindi? Quindi quando investite su queste l’aliquota fiscale sarà fissa del 26%. in TUTTI gli altri casi, l’aliquota che vi troverete alla fine a pagare sarà quella del vostro scaglione IRPEF.

Come si paga? Cosa occorre compilare?

Avete ricevuto redditi già tassati da sostituti di imposta a titolo definitivo, non occorre fare più nulla.

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TRATTENUTE A TITOLO DI ANTICIPO E PIATTAFORME LORDISTE

Assodato che tutte le altre dobbiamo assoggettarle alla nostra aliquota IRPEF, per capire che % dobbiamo pagare occorre vedere in quale scaglione di reddito siamo. Cioè qual è il nostro reddito annuo complessivo? Prendiamolo e capiremo quale è l’aliquota che dovremo pagare seguendo la seguente tabella (che riporta l’irpef fino al 2021 compreso, poi le aliquote cambieranno leggermente, anche se poco significativamente):

tassazione rendite finanziarie 730 aliquota irpef dichiarazione p2p lending

Capito quanto dobbiamo pagare, occorre vedere cosa fanno le piattaforme quando ci riconoscono gli interessi:

  • La maggior parte delle piattaforme non sostituto d’imposta operano da lordiste: ci riconoscono gli interessi lordi; sono di solito le piattaforme estere. Su questi dovremo semplicemente dichiarare nel nostro 730/Modello unico l’importo degli interessi totali maturati nell’anno e ne verrà semplicemente calcolata l’imposta da pagare secondo l’aliquota a cui saremo arrivati secondo la tabella sopra.
  • Ci sono alcune piattaforme invece che trattengono comunque una percentuale a titolo di anticipo (di solito queste sono italiane e trattengono un 26%). Occorre ricordare sempre che le piattaforme che fanno così e che non sono comprese nella piccola lista dell’articolo precedente NON ci esentano da presentare la dichiarazione: loro non possono sapere qual è la nostra aliquota specifica (dipende dal nostro reddito personale). Quindi, trattengono intanto un 26% e starà poi a noi dichiarare quale è il tasso d’imposta definitivo nel nostro 730/Modello unico. In questo caso dovremo dichiarare l’importo degli interessi totali maturati E dichiarare che abbiamo già pagato (attraverso la piattaforma) il 26%, facendo calcolare che dobbiamo pagare il resto… oppure ricevere qualcosa a rimborso se siamo nell’aliquota al 23% (che è più bassa del 26).

Ci tengo a dire che occorre diffidare dalle piattaforme non comprese nella lista del capitolo precedente che tentano di propinarvi che per tali prestiti/progetti etc. è sufficiente quello che trattengono loro. In quei casi (e ce ne sono stati) vi stanno ingannando, stanno facendo il loro interesse (pubblicitario) e non il vostro (di investitori corretti).

Come si paga? Cosa occorre compilare?

In entrambi i casi sopra citati, (lordiste o con trattenute a titolo di anticipo), occorre compilare il quadro RL2 con l’intero importo degli interessi maturati, indicando nella colonna 1 il codice 1 (riferirsi all’interpello nr. 169 del 2020). Nel caso in cui abbiate ricevuto nell’anno delle trattenute dalla piattaforma (come il famoso 26% dei non sostituti definitivi), inserite tale importo nell’apposita casella, per stornare quanto già regolato. Il saldo sarà calcolato in automatico se utilizzate i precompilati online.

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TASSE SUL P2P LENDING. COME IMPATTANO QUESTE DIFFERENZE?

Quant’è la differenza fra il pagare il 26% come sostituto d’imposta e assoggettare tutto ad aliquota irpef nel 730/unico? La risposta non può essere univoca in quanto, sebbene si possa fare un calcolo di massima, occorre tenere conto di vari elementi che sono specifici del singolo contribuente.

Facciamo una piccola prima tabella riassuntiva, con 1.000€ di interessi lordi:

tassazione rendite finanziarie 730 aliquota irpef dichiarazione p2p lending

A questa, come detto, occorre considerare degli elementi a favore di una e dell’altra situazione (sostituto e non sostituto), rispetto alla tabella qui sopra:

  • A favore dei sostituti: oltre alle già evidenti differenze prendendo uno stesso reddito, occorre aggiungere alla tassazione “diretta” anche gli effetti di un incremento di irpef su altre tasse contributi, che non si ha nel caso delle piattaforme sostituto. Per esempio, un po’ di addizionali/comunali in più, detrazioni minori, possibile calo di bonus per redditi inferiori, etc.
  • A favore dei non sostituti: occorre dire che, normalmente, a parità di investimento, i non sostituti offrono un rendimento lordo superiore o molto superiore rispetto ai non sostituti. Le piattaforme che offrono mercati esteri, dove è più facile ottenere un rendimento maggiore, ne offrono molto di più. Per le piattaforme italiane, occorre far notare che fungere da sostituti “regolari” comporta per loro costi enormemente più elevati, che spesso trattengono dai rendimenti lordi che potrebbero andare agli investitori (commissioni, maggiori spread fra pagato dal richiedente e versato agli investitori, etc.)

Il calcolo di convenienza quindi non è così immediato, occorre approfondire ogni aspetto!

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MONITORAGGIO DEI FONDI ESTERI

Che cos’è? E’ un obbligo che ha ogni contribuente di dichiarare nel 730 o Unico quanti fondi si ha in conti esteri. E’ un passaggio fondamentale per chi investe in:

  • Piattaforme estere
  • Piattaforme italiane che utilizzano istituti di pagamento esteri (i casi si riassumono principalmente in chi utilizza Mangopay e Lemonway, istituti francesi).

In questo caso, occorre mettere a conoscenza di quanti fondi sono stati depositati nelle piattaforme (sia che siano già stati investiti in progetti, sia che stiano là a giacere).

In questi casi, come un recente interpello ha chiarito (nr. 155 del 2022, grazie al lettore Fabio per la segnalazione!) NON è rilevante se poi da questi conti investite in progetti esteri, italiani, a casa vostra, marziani. Vanno sempre indicati nella dichiarazione.

E per i sostituti d’imposta del primo capitolo? Quelli usano istituti di pagamento italiani, quindi non rilevano qui.

Cosa occorre compilare?

Occorre compilare il modulo RW, con importi di inizio anno e medi dell’anno di giacenza delle piattaforme, negli appositi campi (caselle valore iniziale e finale) e criterio determinazione valore = 2. Chi è puntiglioso dovrebbe inserire una riga per ogni piattaforma (trovate il codice di stato estero di ciascuna comodamente online). Non è escluso basti una riga per ogni paese estero. Paese di sede della piattaforma o paese del conto bancario dove andiamo a depositare? Ecco una cosa ancora dubbia, contando quanto detto, sembrerebbe paese di conto bancario, ma non è sicuro.

tassazione rendite finanziarie 730 aliquota irpef dichiarazione p2p lending

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IVAFE PER IL P2P LENDING ITALIANO E EUROPEO

Ultimo tassello, la famosa IVAFE (la corrispondente imposta del bollo dei conti correnti). Sempre seguendo l’interpello 169 del 2020, l’IVAFE va pagata per le piattaforme con istituti di pagamento esteri (quindi le piattaforme estere e le italiane con istituti esteri) nel caso in cui tali investimenti si possano assimilare a prodotti finanziari. La cosa viene individuata con la possibilità dell’investitore di scegliere in qualunque momento se e a che valore liquidare l’investimento a terze parti. Quindi il focus è sul mercato secondario delle piattaforme. Abbiamo quindi i seguenti casi:

  • Piattaforme che non hanno mercato secondario: non si paga IVAFE
  • Presenza del mercato secondario in cui il LOAN ORIGINATOR riacquista il prestito (generalmente dove NON si può decidere a che prezzo rivendere il prestito): non si paga IVAFE
  • Presenza del mercato secondario in cui sono ALTRI UTENTI a riacquistare il prestito (generalmente dove SI’, si può decidere a che prezzo rivendere il prestito): ecco, qui si paga IVAFE

Come si paga? Cosa occorre compilare?

Sempre nel quadro RW, nel caso di importi che rientrano nei primi due punti qui sopra (dove non serve pagarci l’IVAFE), occorre spuntare l’apposito flag “solo monitoraggio”. Nel caso in cui invece fossimo nel terzo punto, occorre non spuntare questo flag, così nella dichiarazione verrà calcolato l’importo di IVAFE da versare, assieme alle altre imposte.

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CONCLUSIONI

Non ho molto da dire come conclusioni, se non ripetere un paio di principi che ritengo fondamentali. Per capire come svolgere la dichiarazione se avete dubbi, almeno le prime volte, la cosa migliore è spendere qualcosina e affidarsi ad un professionista (un commercialista, non me ne vogliano i caf…). Poi capiti i due passaggi, essere autonomi non sarà per niente complicato. Il secondo principio è che in caso di dubbi, affidarsi agli interpelli è oggi importante. Se avete dei dubbi, mettetevi sempre dalla parte della ragione e dichiarate casomai qualcosina di più che qualcosina di meno. E se qualche piattaforma dichiara qualcosa che sembra andare in contrasto con gli interpelli, è MOLTO più facile che abbiano ragione i secondi.

Detto questo, ripeto che non sono un professionista, né tantomeno un commercialista, quindi mi appoggio anch’io a fonti Agenzia Entrate. Non vi potrò fare nessun tipo di consulenza in materia. Spero comunque abbiate trovato utile questo articolo per farvi l’idea. In quel caso, e se volete comunque riconoscermi qualcosa, per il tempo e le ricerche svolte, la cosa migliore è… utilizzare i miei codici bonus per l’iscrizione alle varie piattaforme: Bonus per investitori. Vi ringrazierò in anticipo! Oltre che andare anche a vantaggio vostro in molti casi…

E… pensate ci siano altre questioni che non ho trattato? Scrivetemi nei commenti, o in privato, che nel caso le aggiungo all’articolo!

Apertura canale Telegram sugli investimenti Crowd di ReInvest

Ciao a tutti,

questo non è un articolo normale, è semplicemente un “annuncio” dell’apertura di un canale Telegram dedicato alle strategie di investimento di ReInvest.

Ecco qui il link, per chi ha Telegram ed è interessato a parteciparvi basta cliccarci sopra (è aperto, quindi si potranno porre domande!):

Entra nel canale Telegram di ReInvest!

Lui stesso pubblicherà lì, ogni tanto, anticipazioni sulle prossime mosse del suo portafoglio di crowdfunding e crowdlending. Può essere ovvio, ma preferisco scriverlo: NON sarà disponibile a consulenze private e NON pensate di utilizzare tale canale per semplicemente copiare le sue mosse, fatevi sempre le vostre analisi!

Ma sarà un ottimo strumento per confrontarsi con la sua stessa operatività.

Vi potrete quindi trovare:

  • Anticipazioni di investimenti appena effettuati in settori: immobiliare, prestiti al consumo e prestiti alle imprese.
  • Annunci di piattaforme interessanti per rendimento, sicurezza e investimenti alternativi.

Tutti spunti di attività che saranno poi sviluppati negli articoli pubblicati nel blog di P2P-Italia a fine mese. Un’altra utilità che il blog di P2P-Italia ha il piacere di condividere con i propri lettori.

Buon investimento a tutti!

Il primo anno di Prepay

Eccomi a scrivere di nuovo su una piattaforma che mi sta vedendo investire sempre con più soddisfazione, Prepay, che sta festeggiando in questi giorni il primo anno dalla sua fondazione. Con l’occasione di una cena fra investitori organizzata dalla stessa a Verona, sotto Natale, ho approfittato per scambiare quattro chiacchiere in merito con i due founder Antonio Fasanella e Pierluigi Benemerito. Da questa chiacchierata sono uscite un po’ di informazioni sul futuro della piattaforma ed alcune di queste (non tutte, purtroppo 🙂 ) le ho inserite nei capitoli di questo articolo.

Ho inserito anche alla fine un breve riassunto dei miei 12 mesi di investimento; sono arrivato a calcolare l’effettivo tasso di rendimento complessivo delle operazioni nelle quali ho partecipato, giusto per avere un primo feedback, a tutto tondo, della cosa che alla fine interessa di più a noi investitori: il vile denaro.

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IL PRIMO ANNO DI PREPAY

Prepay ha iniziato la sua operatività a marzo 2021. L’obiettivo strategico su cui si è basata finora è stato quello di sacrificare un po’ la mole in offerta per cercare di mantenere alta la qualità delle operazioni proposte, attraverso un volume di filtro che ritengo superiore alla media delle piattaforme p2b italiane. E, dato che rispecchia a pieno la mia filosofia di investitore, questo è il motivo principale per cui sono ben felice di dedicarci un altro articolo nel mio blog.

Ecco brevemente qualche numero sui volumi di investimento complessivo di questi primi 12 mesi della piattaforma:

Nel momento in cui scrivo (Febbraio 2022) Prepay ha raggiunto la prima milestone di mezzo milione di euro di raccolta. Sono state finora 4 le società proponenti che hanno messo in offerta delle loro operazioni nella piattaforma, per un totale di 6 progetti per un valore medio di 85.000€ per singola offerta (90 investitori medi a raccolta).

Di queste operazioni, già le prime due (Ossona e Villetta SDC) sono state interamente rimborsate agli investitori con i relativi interessi e, dalle news che ci arrivano (anche abbastanza regolarmente, rispetto ad altre realtà), la terza (Unifamiliare GC) è stata conclusa e rimborserà a giorni.

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Cosa ci si aspetta per il futuro?

Nonostante quanto appena scritto, la piattaforma ha comunque piani di espansione rispetto a quanto offerto e raccolto nel 2021. Ho ricevuto assicurazioni sul mantenere sempre alto lo standard di preselezione e di analisi specifica su ogni richiesta di listing nel loro marketplace, ma vedremo comunque aumentare la frequenza di uscita dei progetti.

L’analisi sarà sempre svolta da un team indipendente rispetto ai proponenti: tutti i dettagli dei soggetti saranno sempre disponibili nei documenti allegati a ciascuna offerta. Consiglio ai nuovi investitori: bisogna sempre leggerli prima di investire! Alcune piattaforme non forniscono adeguata trasparenza verso chi presta i propri risparmi. Qui c’è, leggete i documenti quindi prima di sottoscrivere.

La crescita prevista sarà comunque anche in termini di aumento dei volumi medi per progetto e, e questa è un’interessante novità, in diversificazione sul piano della tipologia di operazioni.

Gli obiettivi futuri

Ho scambiato qualche chiacchiera proprio su questi punti con Antonio Fasanella in una piacevole cena a Verona, per raccogliere qualche “spoiler” in esclusiva da presentarvi.

Le cene organizzate da Prepay sono il momento giusto per confrontarsi sullo stato dell’arte della piattaforma e sul business che essa porta avanti. Consiglio, a chi avesse la possibilità geografica, di partecipare ad uno degli eventi organizzati, per cogliere l’occasione parlare a tu per tu con il team e confrontarsi sugli argomenti che possano venire in mente. Contando sempre che… mal che vada.. potrete scroccare del bollito o del pesce seduti ben comodi a tavola.

Antonio è sempre parsimonioso nell’aprirsi sui piani della società, secondo la filosofia del “diciamo quello che possiamo con relativa certezza fare”. Ho tentato quindi di aggirarlo con fiumi di Valpolicella classico in quel di Verona e… qualcosa sono riuscito a carpire 😊.

Queste le principali novità che sono riuscito ad estrapolare:

  • Nuove tipologie di progetti: fino ad oggi, i progetti finanziati hanno riguardato principalmente lavori di riqualificazione energetica. Per espandere la piattaforma e per presentare agli investitori ulteriori possibilità di investimento, vedremo in futuro anche nuove tipologie di business che ci richiederanno fondi tramite Prepay. Oltre ad ampliare la gamma di operazioni immobiliari, non si esclude perciò di aprirsi anche ad alcune tipologie di finanziamenti utili per la crescita di piccole e medie imprese. Gli investitori più aggiornati sapranno già che qualcosa è trapelato durante le ultime dirette Youtube della stessa Prepay; vedremo.
  • Si amplierà l’offerta anche per quanto riguarda le durate dei progetti: finora il grosso dei progetti si è concentrato attorno ad una media di 12 mesi per ricevere il rimborso del capitale. In futuro saranno previste operazioni anche a più lungo termine, fra i 3 ed i 5 anni. Queste operazioni porteranno con loro una leggera modifica della modalità di riconoscimento dell’interesse anticipato della cosiddetta “formula Prepay”. L’interesse in questi casi potrà essere previsto versato a quote sempre anticipate, ma annuali. La motivazione di ciò è di non gravare eccessivamente sul richiedente, che deve sviluppare il proprio progetto. In caso di lunghe operazioni, infatti, con l’interesse anticipato “tradizionale” avrebbe dovuto versare in un unico colpo una grossa somma agli investitori (pensate che un interesse anticipato di 5 anni vuol dire versare un circa 45-50% dell’importo richiesto già in partenza!). Tale soluzione di split annuale cala il rischio default e permetterebbe comunque agli investitori di mantenere i vantaggi dell’interesse anticipato.
  • Per sostenere la crescita e allo stesso tempo non diminuire l’attenzione nel processo di selezione e di valutazione degli stessi, verrà ampliato il comtato di valutazione di Prepay. Lo scopo è quello di dotarsi di competenze specifiche per le nuove tipologie di business che si andrà a proporre. Ci si concentrerà inoltre sempre a mantenere il più alto possibile il settore marketing e nel customer care, per un rapporto sempre diretto con l’investitore.
  • Rimangono poi sempre in cantiere importanti sviluppi per quanto riguarda l’evoluzione del sito di Prepay, dato che quello attuale è, oggettivamente, ancora un po’ limitante in termini di funzionalità e poco user friendly in alcune sezioni.

Inoltre, vi voglio informare che è stato annunciato il primo meeting generale in presenza con gli investitori, che verrà organizzato verso il mese di settembre. Non ho ancora molti dettagli a disposizione, se non il nome dell’evento: Prepay Investor Day. Sarà comunque un’altra ottima occasione per incontrare di persona il team, di raccogliere informazioni, curiosità e, perchè no, fornire feedback direttamente “live”.

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CAMPAGNA CROWDFUNDING

Prepay ha poi lanciato proprio da un paio di mesi un nuovo step di raccolta capitale della propria società, rivolto a chi volesse entrare nella compagine come socio. Per chi credesse nel business di questa piattaforma e volesse esserne direttamente partecipe (magari anche operativamente, non solo da “finanziatore”) questa è un’occasione per entrare. Non so se ce ne saranno altre, dipenderà molto dagli sviluppi e dalle necessità di risorse della stessa.

Ci sarà la possibilità di scegliere fra 3 categorie di quote di possesso, con diversi gradi di partecipazione operativa. Purtroppo non ho la possibilità di pubblicare qui informazioni più precise, in quanto di natura riservata a chi è interessato concretamente a questa tipologia di investimento.

Per chi volesse informazioni aggiuntive, è possibile raccogliere tali informazioni compilando il modulo nell’apposita sezione del sito: “vuoi diventare socio di Prepay”?

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IL MIO ANNO IN PREPAY

Infine, come anticipato, ho pensato di raccogliere alcuni dati sui risultati dei miei investimenti personali in questa piattaforma. Sono stato un investitore attivo già dalla sua partenza; ho avuto quindi a disposizione, per quanto possibile, un buon campione statistico di rendimento. C’è da dire che, dei vari progetti presentati, solo due hanno già chiuso il normale ciclo di rimborso (con il terzo che lo chiuderà a brevissimo). Per quanto riguarda gli altri, il termine prefissato per la conclusione del progetto scadrà nei mesi a venire. Quindi, è chiaro che per avere dati più “precisi” sarebbe ottimale attendere un po’ di tempo in più.

Contando però che dalle testimonianze regolari che ricevo nelle apposite sezioni di ciascun specifico progetto, tutto finora sembra procedere regolarmente e non c’è stato nessun blocco a far temere ritardi nei rimborsi, mi sento confidente di presentarli lo stesso in questa occasione, simulandone il rimborso nei tempi accordati.

Ecco qui i dati dei miei investimenti a fine 2021:

Operazioni finanziate: 5

Capitale totale prestato: 2.600€ (in varie tranche)

Interessi anticipati accumulati: 240€.

XIRR complessivo (tenendo conto delle date previste di rimborso): 11,2% lordo annuale.

Per chi non lo sapesse, lo XIRR è il tasso di rendimento interno dell’investimento. E’ il tasso più comunemente utilizzato dagli investitori per valutare l’effettiva profittabilità della piattaforma. Questo tasso non è però semplice da calcolare e, soprattutto, da interpretare. E’ ottimale dopo almeno due o tre anni di investimento, e con una gran mole di dati. Però, in mancanza di questi, credo resti comunque la soluzione migliore di valutazione (solo, sarà un po’ meno preciso).

Devo dire che le operazioni su Prepay non erano moltissime, quindi il mio lavoro di calcolo “manuale” è stato facilitato (potete trovare le formule dell’indice comodamente online, con Google). Quello che non mi ha agevolato è… l’impossibilità attualmente di estrarre tali dati in excel dal sito! Ma… mi hanno assicurato i founders che rientra fra gli sviluppi web previsti di cui parlavo prima.

Qui a destra vi mostro i miei movimenti di investimento ed incasso dei progetti 2021.

Non ho considerato nel calcolo anche il primo progetto finanziato 2022: a causa del fatto che è temporalmente appena partito, andava a sfasare troppo il calcolo dello XIRR (che, ricordo, non è mai preciso al 100% in caso di progetti ancora in corso). Potrò comunque aggiornare in futuro tale tabella comprendendo anche i vari investimenti che effettuerò quest’anno per avere un dato ancora più affidabile.

Per essere una realtà italiana di lending il rendimento lo considero molto buono. Tale rendimento è stato chiaramente aiutato anche dalla particolare formula Prepay che, come vi ho descritto in passato, combina l’interesse anticipato con una serie di particolari bonus destinati agli investitori più “fedeli”; elementi che vanno a sommarsi al semplice profitto lordo offerto dal proponente.

Occorre che specifichi che, per lanciare la piattaforma, gli interessi presentati per le operazioni iniziali erano leggermente più elevati di quello che potrebbe essere la media dei prossimi. Può essere in futuro essi si stabilizzeranno sulla linea di quello che si può vedere oggi negli ultimi progetti usciti in queste settimane. Comunque, attraverso gli strumenti dell’ecosistema Prepay, come i codici bonus, e qualche altra novità in futuro, ci sarà sempre la possibilità di avere rendimenti maggiori rispetto agli interessi nominali del singolo progetto.

Spero di aver dato con questo articolo informazioni utili a chi sta investendo in Prepay. Come sempre, buon investimento a tutti! PS. Vi ricordo sempre che, nel caso invece non siate iscritti e lo desideriate, potrete avere un bonus iniziale, usufruendo del codice di P2P – Italia: ITAP2P50. Questo utilizzo vi permetterà per avere un bonus di 50€ aggiuntivi di investimento su cui calcolare gli interessi del primo progetto in cui investirete.

Celsius – Come investire in lending su criptovalute

In questa nuova recensione parlo per la prima volta di una piattaforma specializzata in lending di criptovalute: Celsius.

Celsius network è una vera e propria piattaforma di lending Ce.Fi., cioè di finanza centralizzata. Essa si occupa di ricevere da noi, a prestito, criptomonete, riconoscendoci degli interessi. Allo stesso tempo ci permette anche di ricevere a prestito delle cripto, chiedendoci sempre interessi in cambio. Il “cuore liquido” di questa piattaforma è un token: Celsius (CEL), uno smartcontract ERC-20 che opera nella rete Ethereum e viene utilizzato principalmente per generare interessi e scambiare prestiti. Parlando spicciolo, sarà l’unità di misura con cui riceveremo interessi (poi convertibili in euro) se depositeremo cripto in questa piattaforma e rappresenterà il “contratto” concreto di scambio che certificherà le nostre transazioni nelle blockchain.

Sono venuto a conoscenza di Celsius quando stavo cercando delle piattaforme per mettere a rendita Bitcoin ed Ethereum, che non mi comportassero grossi lavori in termini di gestione e monitoraggio dei valori (come invece accade nelle pool) o particolarmente costose in termini di fee, tali da annullarmi i profitti.

Vi descrivo in questo articolo le varie funzionalità e opportunità.

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COS’E’ CELSIUS NETWORK

La piattaforma è attiva dal 2018, fondata da Alex Mashinsky (l’inventore della tecnologia VoIP, colei che ci permette di telefonare utilizzando la rete dati) e Daniel Leon. Celsius ha sede principale statunitense, ma con molti altri distaccamenti nel mondo, le cui principali a Tel Aviv e Londra.

Attualmente su Celsius è possibile depositare le seguenti cripto: Bitcoin e WBitcoin, Ethereum, BinanceCoin, Litecoin, Ripple, Terra, AAve, MATIC, EOS, Cardano, 1inch, Uniswap, Bitcoin Cash, Bitcoin SV, Stellar Lumens, Dash, Polkadot, USDT, USDC, Binance USD, e qualche altra minore. La lista di cripto disponibili non è enorme, ma comprende comunque quasi tutte le valute principali.

Voglio mettere subito l’accento che Celsius è una piattaforma di Finanza Centralizzata. Quando noi investiamo in Celsius, stiamo di fatto prestando le nostre cripto (Lending) alla società che gestisce Celsius (Celsius Network LLC). E’ importante conoscere questo perchè, per chi è abituato ad operare in De.fi., prestando le nostre cripto ne abbiamo sempre la proprietà, ma il possesso viene delegato a tale piattaforma. Nella De.fi, quando investiamo è nostro anche il possesso! Questo è un elemento di rischio in più rispetto alla De.fi, ma che sostenendolo ci permette di avere vari altri vantaggi.

Il vantaggio principale di utilizzare Celsius è la possibilità di rendere profittevoli, in termini di interessi, anche criptovalute dove risulta molto complicato o molto costoso mettere a rendita nella De.fi. (come Bitcoin ed Ethereum). Io, oggi, lo uso principalmente per queste due valute. In De.fi, infatti, mettere a rendita Bitcoin comporta il fatto di effettuare varie conversioni in differenti blockchain ed occorre una certa esperienza per comprenderne bene il funzionamento e minimizzare i costi di commissione. Per Ethereum, oggi, le fee di commissione per gli invii fra indirizzi e di messa in staking (o in pool) sono letteralmente folli!.

Con Celsius è possibile mettere a rendita semplicemente inviando le nostre criptovalute nella piattaforma, sostenere solamente le spese di invio da un indirizzo ad un altro della stessa blockchain e… basta!

La piattaforma di Celsius è utilizzabile sia web, sia tramite app mobile. Non riesco a capire perchè, ma alcune sezioni sono disponibili solamente nell’app mobile. Quindi in caso siate interessati ad investirci, vi consiglio di scaricarvi l’apposita app nel cellulare da Apple store o Google play.

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INVESTIRE CRIPTOVALUTE

Per mettere a rendita le nostre criptovalute su Celsius la procedura è abbastanza semplice. I passaggi consistono nel depositare le criptovalute desiderate nel proprio account di Celsius (in un indirizzo che però è di Celsius!) e, successivamente, abilitare il flag di Earning per cominciare ad ottenere interessi.

Nel dettaglio, si devono depositare le criptovalute nella sezione “Receive” della piattaforma.

Inizialmente dovremmo cliccare sul bottone “Add New Coins” per “abilitare” la ricezione della cripto desiderata nel nostro conto di Celsius dedicato. Tale coin verrà quindi mostrata nella lista della tabella che riporto qui sotto e verrà reso disponibile l’indirizzo dell’account dove inviare la cripto posseduta. Cliccando su “View and copy Address” comparirà l’indirizzo alfanumerico dove inviare (dal nostro wallet o altra nostra piattaforma) il quantitativo desiderato di cripto da mettere a rendita in Celsius.

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Nel momento in cui la cripto inviata arriverà nel wallet (generalmente qualche minuto al massimo), vedrete alimentarsi il Balance con la quantità ed il controvalore spedito. Da qui, semplicemente abilitando la “barra viola” dell’Earning, subito di fianco, sarà possibile iniziare a raccogliere gli interessi.

Le % di interessi che riceveremo cambiano da moneta a moneta.

Una volta abilitate, la stessa lista delle nostre cripto a rendita potrà essere vista direttamente anche nella home del sito, come vi mostro nell’immagine qui a destra.

Gli interessi sono riconosciuti settimanalmente, in Token Celsius. Sempre nella home è possibile notare lo storico delle transazioni e degli interessi ricevuti.

I token Celsius (CEL) che riceveremo, se si sceglie di non volerli conservare, sono liberamente scambiabili in euro. Per fare ciò, è sufficiente prelevarli dall’account Celsius ad un proprio indirizzo di wallet privato o direttamente ad un exchange, per esempio su Bitstamp o Bitfinex, dove sarà possibile convertirli in euro.

Faccio notare infine che per mettere a rendita tali valute in Celisus Network NON occorre vincolarle! Potremo ritirare i nostri depositi in qualsiasi momento!

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RITIRARE I DEPOSITI / INVIARE PAGAMENTI

Ho pensato quindi di dedicare un piccolo paragrafo quindi anche a come poter prelevare cripto che avevamo precedentemente depositato e/o messo a rendita su Celsius. Che è, di fatto, la stessa funzione che permette Celsius di inviare pagamenti in criptovalute ad altri utenti.

Esiste una sezione apposita dell’app, la sezione “Send”, dove è possibile inviare le monete dal nostro account nella piattaforma Celsius ad altri indirizzi, fra cui, ovviamente, quello dei nostri wallet personali esterni.

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Per fare ciò è necessario, innanzitutto, per ciascuna moneta che vorremmo inviare, salvare l’indirizzo dove la vorremmo inviare. Lo si può fare nel riquadro evidenziato nella foto qui sopra. Tale salvataggio è un’operazione richiesta e permetterà di rendere sempre accessibile, in futuro, tale indirizzo per tutti i successivi invii. E’ possibile chiaramente salvare un qualsiasi numero di indirizzi. Ciò per permettere di inviare i depositi sia ai nostri indirizzi (come prelievo) sia indirizzi di altri utenti Celsius che ce lo potrebbero fornire (se dovremo inviare loro qualcosa). Raccomando sempre di verificare che l’indirizzo dove inviamo sia della corretta blockchain rispetto alla moneta che vorremmo spedire!!

Una volta selezionato l’indirizzo di invio, i passaggi sono classici di un qualsiasi trasferimento cripto: dovremo inserire il quantitativo da inviare e confermare la transazione (pagando le relative fee, che su Celsius sono sostanzialmente le classiche, nulla di molto extra).

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PRENDERE A PRESTITO CRIPTOVALUTE

Ecco poi un’interessante funzione che è disponibile su Celsius: la possibilità di RICHIEDERE un prestito in criptovalute.

E’ una funzione disponibile solo nell’app per cellulare di Celsius (non ho sinceramente capito perchè la cosa non sia possibile anche nella versione web). Qui potremo richiedere a prestito delle stablecoin; quindi attenzione, non tutte le cripto del database di Celsius, ma solo le stable, come . Ecco come si presenta l’app mobile:

Cosa dovremo fare per prendere a prestito criptovalute? Dovremo:

  • Bloccare su Celsius un determinato controvalore in altre nostre criptovalute (controvalore che sarà più alto del prestito che riceveremo)
  • Pagare un interesse periodico variabile al valore che riceveremo in prestito.

Ma allora perchè prendere in prestito criptovalute, se dobbiamo comunque bloccarci un controvalore superiore? Beh, innanzitutto anticipo che è un’operazione per chi è “meno principiante” e conosce bene questo mondo.

Il motivo principale è in questo modo possiamo ottenere la disponibilità di cripto diverse rispetto a quelle che abbiamo nel nostro portafoglio, senza privarci della proprietà di ciò che avevamo già in possesso, come invece avverrebbe in uno scambio. Che vuol dire? Che se possediamo in origine la cripto A, ma per delle operazioni temporanee ci può essere più conveniente gestire la cripto B, possiamo utilizzare questo metodo per chiedere in prestito B vincolando provvisoriamente A, sfruttare B per i nostri scopi. Poi possiamo restituire B e svincolare A, che riavremo nelle stesse quantità di scambio di quando le abbiamo vincolate. Cosa che raramente succede quando operiamo degli scambi normali nel tempo fra A e B in quanto al ritorno in questo caso riceveremo A allo stesso controvalore, e se mi avete seguito non è la stessa cosa.

Facciamo un esempio: possiedo 1.000€ di Bitcoin, ma non mi voglio accontentare del 5-6% che potrei ottenere mettendoli a rendita su Celsius. Vorrei avere al loro posto per esempio USDT, che se messe in alcune pool (farò casomai un articolo a riguardo per spiegare cosa sono le pool) potrebbero generarmi anche il 20-30%. Ma, allo stesso tempo, non voglio privarmi di Bitcoin, scambiandoli, perchè conto che nei prossimi tempi Bitcoin si rivaluterà. Quindi non li scambio, ma li uso appunto come collateral per ottenere solo una % degli USDT che avrei ottenuto con lo scambio; in questo modo potrò comunque guadagnare dal fatto di ottenere comunque le rendite di questi USDT che metterò nella pool ma anche dalle future rivalutazioni di Bitcoin. Al contempo pago ovviamente anche degli interessi per questo prestito richiesto di USDT, quindi occorre inserire anche quelli nel nostro calcolo di convenienza dell’operazione

Gli interessi da pagare variano nel tempo. Oggi onestamente non sono molto convenienti (vedere per esempio lo screen a destra, che simula un prestito in USDC mettendo come collaterale Bitcoin, con i rispettivi tassi di interesse che come vedete variano a seconda di quanto collaterale scegliete di mettere per il prestito. In ogni caso, il principio qui è che meno collaterale depositate, più alto sarà l’interesse richiesto.

L’esempio sopra è solo una delle possibilità, ma volevo mostrarvi un assaggio di ciò che si può fare con il processo di borrowing permesso da Celsius.

Ma, operativamente cosa occorre fare? Come detto, è necessario qui utilizzare la app per cellulare. E’ qui presente la sezione “Borrow”, che vi reindirizzerà direttamente ad una schermata dove selezionare il menù di “borrow stablecoins” e da lì selezionare quantità ed importo desiderato. L’ultimo step sarà quello di selezionare la cripto da mettere a collaterale e la percentuale desiderata, da cui deriverà il preventivo di interesse secondo quanto scritto qui sopra.

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PROMOZIONI

Uno dei vantaggi nell’usare Celsius è la considerevole quantità di bonus utilizzabili per incrementare il rendimento dei nostri depositi nella piattaforma.

Già all’iscrizione, come sempre, potrete sfruttare il seguente link di P2P-Italia. In questo caso, cliccando dal link qui sotto, o inserendo in fase di registrazione il codice 1297738663, quando richiesto, potrete ricevere un bonus in deposito di 50$ in Bitcoin quando effettuerete un primo versamento, in qualsiasi valuta, di almeno 400$ convertiti, e di lasciarli nella piattaforma per almeno 30 giorni.

Iscriviti a Celsius

In aggiunta, escono periodicamente alcuni bonus ulteriori, per incentivare alcuni tipi di deposito nella piattaforma. Attualmente è disponibile una serie di altri bonus che è possibile ottenere inserendo appositi codici al momento dell’invio delle valute a Celsius. Ecco qui la lista disponibile nel momento in cui sto scrivendo (Gennaio 2022):

Tutti questi bonus, combinati insieme, permettono di ottenere rendimenti molto interessanti, integrativi a quelli classici disponibili per le nostre criptovalute qui versate.

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CONCLUSIONI

Spero di avervi dato una panoramica esaustiva delle principali opportunità che si possono avere tramite Celsius. Ecco quindi come al solito un riassunto di quali sono i vantaggi e limiti di utilizzare Celsius:

PUNTI DI FORZA

  • Investire in criptovalute con estrema semplicità di utilizzo.
  • Possibilità di mettere a rendita anche cripto difficilmente investibili in De.fi.
  • Ottime promozioni che incrementano il nostro rendimento.

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Piattaforma di Finanza Centralizzata (stiamo prestando le nostre cripto a terzi).
  • Pool di cripto gestite abbastanza limitato oggi.
  • Stiamo investendo in una piattaforma di criptovalute! I rischi sono quindi associati a questa tipologia di business.

E, se siete interessati, ricordo sempre di iscrivervi tramite il blog di P2P-Italia: Celsius, così sosterrete il nostro progetto!

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