Indemo: investire negli NPL immobiliari

Ciao a tutti da Reinvest,

In questo articolo volevo parlare di una tipologia di investimento in lending che ancora non è stata trattata nel blog di P2P Italia: gli investimenti nei Non Performing Loan. Investire, cioè, in quote di crediti ceduti a sconto nel settore immobiliare in seguito a situazioni di insolvenza del debitore, venduti da istituzioni bancarie e gestiti tramite degli intermediari di recupero credito. Con l’occasione vi presenterò anche una piattaforma che ci permette di investire in questa tipologia di asset: Indemo.

Partirei dallo spiegare meglio cosa si intende per NPL immobiliari.

Cosa sono gli NPL immobiliari

NPL è l’acronimo di Non Performing Loans (crediti deteriorati), quindi crediti delle banche nei confronti dei debitori che si trovano nella condizione di non poter restituire i finanziamenti. Si tratta nella gran parte di mutui immobiliari non onorati.

I crediti sotto forma di mutui immobiliari che non sono restituiti si trasformano in sofferenze per gli istituti di credito, che si trovano costretti a procedere alla vendita degli immobili tramite esecuzioni forzate per recuperare totalmente o in parte il credito.

Gli NPL si possono dividere in tre categorie:

  • Crediti in sofferenza: si fa riferimento alle attività insolute dei debitori nei confronti delle banche.
  • Inadempienze probabili: la banca giudica improbabile che il debitore riesca a saldare il suo debito (bad loan).
  • Crediti deteriorati: crediti scaduti da oltre 60 giorni.

Gli NPL immobiliari sono considerati i crediti deteriorati meno rischiosi, perché hanno a loro garanzia l’immobile che è un bene tangibile che può essere rivenduto.

Guadagnare con gli NPL immobiliari

Per non pesare sui bilanci le banche sono invogliate a cedere i propri crediti immobiliari a prezzi vantaggiosi pur di ridurre la quantità d’insoluti. In questo modo sbloccano capitali immobilizzati a garanzia dei mutui erogati. La banca pratica la cessione dei crediti immobiliari per rientrare dalle passività prodotte dai prestiti ai clienti. Inoltre, l’accumulare debiti non esigibili non è il loro loro core business. Anche per i gruppi bancari globali, ciò richiederebbe la costruzione di reparti separati e l’assunzione di professionisti piuttosto costosi. Quindi, per la banca è più facile realizzare il debito sul mercato dei debiti sul mercato impostato sconto, ripulire il debito dal bilancio e mostrare l’importo di vendita come guadagnare nel P&L

L’opportunità di saldo e stralcio.

Per quanto gli NPL siano accessibili a chiunque, sono pochi i professionisti in grado di operare con essi e con una gestione del rischio che sia a loro vantaggio. Si tende perciò a ricorrere all’acquisto del credito NPL quando si è già nel mezzo di una procedura di pignoramento avanzata, e non è quindi più possibile ricorrere alla trattativa saldo e stralcio.

Il saldo e stralcio è l’opportunità introdotta dalla legge 145/2018 per chi si trova in situazioni economiche meno agiate, con un indebitamento non più sopportabile per le proprie capacità economiche.

Il procedimento di saldo e stralcio si può considerare un accordo bonario tra le parti, dove si versa una parte del debito originario (saldo) a fronte del rilascio da parte del creditore di una liberatoria dove si rinuncia ad ogni ulteriore pretesa sul debito (stralcio).

In un caso di sofferenza economica persistente in cui il privato si trovi nell’impossibilità di pagare quanto dovuto nel breve o nel lungo periodo, banche e finanziarie preferiscono un pagamento certo e immediato, anche in misura inferiore al credito reale, così da non incorrere in procedure giudiziarie di recupero del credito rischiando di perdere interessi e capitale. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

  • il creditore potrà recuperare la somma di denaro in tempi brevi.
  • Possibilità di preservare il valore dell’immobile rispetto ad una vendita all’asta.
  • Il debitore può chiudere la propria posizione debitoria ed essere cancellato dalla centrale dei rischi.
  • L’acquirente ottiene l’immobile senza dover competere con altri compratori.
  • L’acquirente otterrà un immobile a un prezzo scontato rispetto al valore di mercato.

Acquisto di crediti NPL

La strategia di investimento immobiliare si concentra sulla acquisizione a forte sconto dei crediti ipotecari, che sono oggetto di procedura esecutiva già in essere, attraverso una società veicolo autorizzata dalla banca centrale.

Una volta acquistati gli NPL a prezzo vantaggioso le possibilità sono:

  • Riqualificare gli immobili acquistati con appositi interventi di ristrutturazione allo scopo di accrescerne il valore.
  • Ottenere un ritorno certo dai crediti deteriorati in tempi ragionevoli grazie alle diverse exit strategy.

I rischi nell’acquisto degli NPL immobiliari

Nel caso in cui una banca decide di cartolarizzare i crediti NPL a terzi, è necessaria prima un’attenta attività di valutazione dei portafogli oggetto della cessione. L’analisi può essere effettuata a campione o per singolo credito, a seconda delle dimensioni del blocco da immettere su mercato.

In fase di analisi sono prese in considerazione tutte le informazioni utili di natura economica, patrimoniale, fiscale e gestionale che potrebbero definire il possibile rischio di insolvenza. All’interno dello stesso portafoglio possono essere presenti diverse tipologie di esposizioni creditizie. Si può trattare di NPL con “lievi” ritardi fino a 90 giorni nel pagamento del debito oppure superiori. Vi possono essere casi in cui il debitore è intenzionato a collaborare e altri invece no.

Questo tipo di attività deve essere svolta da professionisti o da strutture abilitate.

Perché ho scelto INDEMO per investire nei crediti deteriorati

Indemo è una piattaforma di prestito peer-to-peer (P2P) con licenza lettone che permette agli investitori di investire nei debiti scontati (debiti deteriorati immobiliari) di origine spagnola sotto la supervisione della Banca Centrale. Rappresenta una novità nel panorama europeo perché permette l’accesso a investimenti alternativi garantiti da immobili, settore normalmente riservato a investitori istituzionali.

Indemo SIA è una società di investimento lettone con licenza di società di investimento MiFID a livello UE, che consente di operare in tutta l’Unione Europea. È anche membro del sistema nazionale di indennizzo degli investitori, istituito dal governo lettone per proteggere gli investitori, fino a un massimo di 20.000 euro per eventuali (seppur improbabili) operazioni fraudolente della piattaforma.

I rendimenti attesi sono del 15,1%, un tasso maggiore della media offerto dal mercato dei prestiti P2P. Ovviamente, si tratta di un rendimento medio storico, i reali possono essere sia maggiori, che minori, a seconda dei specifici casi. Questi investimenti operano con l’acquisizione di asset immobiliari a prezzi inferiori, aumentando così il potenziale di rendimenti dalla vendita o dalla risoluzione di tali asset. In parole semplici gli investitori su Indemo investire in beni immobili ipotecati al 50% di sconto dal suo valore di mercato e attendere fino a quando il bene immobile è venduto all’asta o fuori dalla transazione tribunale è raggiunto con il debitore. Indemo attualmente utilizza un partner spagnolo (la società di gestione debiti Tamarindo Vector) per offrire tali asset a noi investitori nella propria piattaforma.

Se volete provare la piattaforma, potete iscrivervi tramite il link di P2P Italia: Iscrizione a Indemo

Come funziona Indemo

Vediamo gli step in cui si concretizza l’offerta di Indemo (dalla piattaforma):

  1. Le banche collocano sul mercato a prezzi ridotti i prestiti che non sono più in linea con i loro interessi. I partner spagnoli di Indemo selezionano attentamente i prestiti più interessanti che sono resi accessibili sulla piattaforma.
  2. Otto prestiti sono aggregati in titoli denominati Notes, strumenti dotati di un proprio ISIN ed un valore nominale definito, creando una struttura che diversifica e riduce il rischio mantenendo un rendimento possibilmente costante.
  3. Le Notes sono accessibili agli investitori sulla piattaforma. L’investitore può scegliere la Note che ritiene più interessante esaminando i crediti componenti.
  4. Al momento della vendita degli immobili legati al prestito al valore di mercato, l’investitore avrà diritto a una quota del 50% dal differenziale tra il prezzo scontato pagato per il debito e il ricavato della vendita della proprietà. Solitamente lo sconto medio per gli oggetti inseriti sulla piattaforma Indemo si aggira intorno al 40%.
Esempio di una note su cui ho investito

Ogni nota è composta da 8 diverse proprietà spagnole.

La visualizzazione dell’elenco degli oggetti mostra:

  • Esp. Ritorno“: tasso di rendimento annuo atteso basato su uno scenario medio, in cui il 90% del debito è recuperato entro 18 mesi.
  • Valutazione: il valore del bene sottostante valutato da una società indipendente. (la relazione di valutazione è disponibile anche per la revisione e l’esame)
  • PTV (price to value): il PTV è calcolato dividendo il prezzo pagato per il debito scontato dagli investitori per il valore dell’immobile. Per esempio. nel terzo immobile il 52%. Il valore di stima è di €403.274. Il debito è stato acquistato per €210.000.
  • Durata (M): durata prevista in mesi.
  • Stato: lo stato di recupero effettivo, il che significa quanti step il debito in esame dovrebbe passare, per finire all’asta preclusione.
Flusso, che mostra nella nota lo stato di avanzamento di ciascun prestito

È importante sapere che un investimento in una nota non produce un flusso di cassa predeterminato per l’investitore: il piano di rimborso è full bullet per ciascuno degli otto debiti nella nota. Si tratta di un investimento con un rischio moderato e l’attraente rendimento previsto del 15,1% potrebbe alla fine rivelarsi maggiore, minore o addirittura produrre una perdita.

Il primo immobile venduto da Indemo è quello evidenziato in precedenza, si tratta di un immobile di 119 m2, situato sulla costa occidentale di Ibiza, Isole Baleari. L’appartamento è situato in un complesso privato, vicino a ristoranti e spiagge. Il debito è stato venduto sul mercato secondario del debito a €246.000 in contanti ad un acquirente che opera nelle fasi di asta e post-asta. Questo si è tradotto in un interesse dal 22% al 118% annuo, a seconda del momento dell’acquisto.

Qualche domanda a Sergey Vyshkovski, CEO di Indemo

Con l’occasione dell’articolo, abbiamo avuto modo di parlare con Sergey Vyshkovski, co founder e amministratore della piattaforma Indemo, per chiedere direttamente a lui perchè è una buona opportunità investire negli NPL tramite la sua piattaforma.

P2P Italia: I debiti scontati (investimenti in Non Performing Loans) sono un asset finora trattato molto poco nel panorama del p2p lending europeo. Quali pensi siano i vantaggi per gli investitori, rispetto magari ai tradizionali prestiti p2b?

Sergey: In effetti noi di Indemo siamo pionieri nel portare gli NPL come nuova asset class di investimento nell’orizzonte degli investitori retail in Europa. Un po’ come avviene da tempo negli Stati Uniti, dove già investitori privati vi possono investire.
A nostro avviso, le obbligazioni ipotecarie non garantite superano il principale prodotto di mercato P2P, i prestiti non garantiti al consumo, in tutti i parametri cruciali: rendimento, collaterale, sicurezza. Con l’aggiunta del funzionalità di mercato secondario, Indemo presto supererà anche le medie in termini di liquidità.
I mutui NPL sono inoltre molto più sicuri di altri tipi di investimenti immobiliari, dei developement loans (se vediamo alta promozione, corretta valutazione e rischio di liquidità). Come negli affitti, negli NPL ipotecari l’importo dell’investimento è di solito due volte coperto da valore immobiliare residenziale .

P2P Italia: Sempre sugli NPL. Perché scegliere la Spagna come paese per avviare l’attività, rispetto ai Baltici dove ha sede Indemo? O perchè non qualche altra nazione europea?

Sergey: La Spagna è la quarta economia più grande della zona euro, con un mercato bancario e immobiliare significativo. D’altra parte gli eventi storici dopo la grande crisi finanziaria ha portato il mercato dei debiti ad evolversi in Spagna negli ultimi 15 anni. Ora questo mercato ammonta a 40 miliardi di euro, rendendo la Spagna più grande mercato del debito in Europa. In Indemo guardiamo con attenzione alla selezione dei fornitori dei possibili progetti e per la Spagna abbiamo trovato partner affidabili che lavorano in questo mercato dei mutui per quasi 15 anni.
Quindi, in breve, la nostra scelta della Spagna è basata sulle attuali opportunità di mercato e sull’esperienza di mercato rintracciabile dei nostri partner.

P2P Italia: Quali sono i piani di crescita per il prossimo futuro? Sia in termini di tipologie di asset da inserire nella piattaforma come prospettiva nei vari mercati europei (rimanere in Spagna o espandersi in altri paesi)?

Sergey: Sono in arrivo opportunità di investimento nei mutui ipotecari. Sarà un’opportunità in cui si investe in un classico mutuo bancario ipotecario, con piano di rimborso predefinito, che è stato rilasciato ad un privato. Gli investitori qui vedranno rimborsi mensili regolari sul loro conto con Indemo.
Andando oltre, espanderemo le opportunità di investimento immobiliare dalla Spagna, aggiungendo i flip immobiliari e gli immobili affittati. Il motivo è che, in alcuni casi, il mutuo NPL può essere acquistato a scopo di proprietà immobiliare e quindi utilizzato come oggetto di investimento separato, con una buona riserva di margine.
Per noi la profonda esperienza e competenza è il fattore chiave per scegliere nel mercato. Così, per un po’, ci concentreremo sul mercato spagnolo e lì ampliare la nostra selezione di prodotti. Ma abbiamo anche iniziato a cercare partner affidabili per la fornitura di prodotti simili da Francia, Italia e Portogallo. Così vedremo come potrebbe espandersi in queste direzioni.
A medio termine la nostra strategia sta facendo di Indemo una piattaforma di investimento multi asset, incentrata sulla varianza degli investimenti alternativi, in quanto tali asset classes iniziano ad essere importanti, in termini di peso, nei portafogli delle nuove generazioni di investitori.

Grazie a Sergey per il contributo all’articolo del blog. Ho cercato in queste poche righe di descrivervi quali possono essere le opportunità di questa nuova tipologia di asset.

Per chi volesse infine iscriversi a Indemo e testare la piattaforma, può come sempre farlo attraverso il link di P2P Italia: Iscrizione a Indemo

Finanza Alternativa: il lending al settore navale

Ciao a tutti da Reinvest,

con questo nuovo articolo, volevo parlarvi di un settore di investimento particolare, quello dei prestiti nel business della cantieristica e delle demolizioni navali, prendendo spunto da un articolo di Brian Flaherty, vicepresidente della BLL’s Boston, società attiva nella consulenza di investimento e raggruppante molti investitori immobiliari di successo.

Volevo con tale articolo mostrarvi le potenzialità di questo settore, che muove grandi volumi di affari, in un mercato sempre più globalizzato.

Spedizioni: un settore veramente globale

La spedizione è come un collante che collega l’umanità.

Sebbene le navi non siano presenti nella nostra vita quotidiana quanto le automobili o i treni, sono assolutamente fondamentali per l’economia globale.

Il commercio internazionale dipende completamente dalle navi mercantili e dalle petroliere, poiché il 90% delle merci mondiali è trasportato via mare. Poiché il commercio globale è fiorito grazie alla globalizzazione, il volume delle merci trasportate è quasi raddoppiato dal 2000, arrivando a 11 miliardi di tonnellate di merci spedite ogni anno.

Grazie al volo, il turismo internazionale dipende meno dalle navi rispetto al passato. Ma le navi da crociera continuano a trasportare decine di milioni di persone in vacanza ogni anno, nonostante il forte calo del traffico dovuto al Covid.

Sebbene il ruolo di una nave nel facilitare il commercio/turismo la porti in giro per il mondo, anche le navi stesse intraprendono un viaggio globale come parte del loro ciclo di vita.

Mentre le navi passano dalla costruzione alla distruzione, vanno da un paese all’altro.

Il viaggio inizia con la costruzione navale, che è distribuita tra due principali centri industriali.

Dove sono costruite le mega navi?

Le navi commerciali sono ancora più grandi delle navi da crociera.

La Ever Alot è una delle più grandi navi portacontainer mai create. Se la si mettesse verticalmente, sarebbe più alta dell’Empire State Building.

La costruzione di navi così enormi richiede industrie altamente specializzate. Oggi, due regioni del mondo dominano la costruzione navale.

Asia orientale

Le navi commerciali, come le navi mercantili e le petroliere, sono costruite principalmente nell’Asia orientale.

Nel 2022, la Cina ha prodotto circa la metà della produzione mondiale di navi mercantili, mentre la produzione rimanente è avvenuta principalmente in Corea del Sud e Giappone.

Europa

Potrebbe sorprenderti apprendere che l’Europa è in realtà il leader mondiale nella produzione di navi da crociera.

ItaliaGermaniaFrancia e Finlandia sono in testa in questo ambito.

Il cantiere navale italiano di Monfalcone in Italia è gestito da Fincantieri, il più grande costruttore navale d’Europa.

Perché i cantieri navali europei hanno dominato la costruzione delle navi da crociera, anche se la costruzione navale commerciale si è trasferita in Asia?

Non c’è una risposta semplice. Ma una possibilità è che le navi da crociera siano progetti concepiti in modo complesso in cui gli operatori sono disposti a pagare un premio per deliziare i turisti.

Le navi mercantili e le petroliere, invece, sono costruzioni generiche in cui l’efficienza ha la priorità.

Storicamente, l’Asia potrebbe sfruttare costi di manodopera più bassi per competere nella costruzione navale commerciale, ma non nella costruzione di navi da crociera.

Una volta completate, le navi non restano nel paese di origine.

La direzione successiva, però, potrebbe essere una sorpresa.

Bandiere di comodo

Quiz: quale paese detiene la quota maggiore del registro navale globale?

Se indovinassi l’America o la Cina, ti sbaglieresti. Invece la risposta è l’impavida Liberia, che recentemente ha preso la corona dalla rivale Panama.

Guardando l’elenco dei principali attori nelle registrazioni navali globali, i nomi potrebbero sembrare strani. Fanno la loro comparsa paesi come SingaporeMalta e le Isole Marshall.

Il registro liberiano è il registro navale più grande e in più rapida crescita. Il 14% della flotta oceanica mondiale è registrata in Liberia. 

Cosa sta succedendo?

Le navi registrate in questi paesi non sono realmente gestite da società di quei paesi.

Le navi sono registrate sotto “bandiere di comodo” e sono gestite da un’entità straniera.

  • La Wonder of the Seas , ad esempio, è l’ammiraglia dell’operatore americano di navi da crociera Royal Caribbean, ma è registrata alle Bahamas
  • Nonostante sia gestita da una compagnia taiwanese, la Ever Alot (la mega nave cargo di cui abbiamo parlato prima) è registrata a Panama

Perché gli operatori marittimi battono bandiere di comodo?

Semplice: evitare le tasse!

Negli Stati Uniti, ad esempio, una disposizione arcaica della regola fiscale afferma che le navi straniere non devono pagare le tasse nazionali (a condizione che il paese straniero accetti di non tassare in cambio le navi americane).

Questa tattica spesso significa che i principali operatori di crociere pagano aliquote fiscali irrisorie, che possono essere inferiori a 1/10 delle aliquote fiscali standard sulle società.

L’altro motivo sono le leggi sul lavoro. Sventolare bandiere di comodo significa anche che le aziende possono evitare le leggi sul lavoro dei paesi sviluppati.

I lavoratori possono essere pagati solo pochi dollari l’ora.

Una volta che le navi hanno finito di solcare i mari sotto una bandiera conveniente, sono pronte per l’ultima fase del loro ciclo di vita.

Ora ci rechiamo nell’Asia meridionale, dove la maggior parte delle navi di grandi dimensioni è dismessa e decostruita.

Cos’è la demolizione navale?

Le grandi navi hanno una vita utile di 25-30 anni. Dopodiché le riparazioni in genere diventano antieconomiche.

Ma queste navi non sono semplicemente portate in una discarica; sono smantellate e vendute come rottami, in un processo noto come demolizione delle navi.

La maggior parte dell’industria mondiale della demolizione navale si trova nell’Asia meridionale. Nel 2022, oltre l’80% della demolizione delle navi è avvenuta in soli tre paesi: BangladeshIndia e Pakistan. Nell’industria della demolizione navale dell’Asia meridionale, la maggior parte delle navi sono “arenate”.

Si tratta di una pratica estremamente controversa, con scarsi standard di sicurezza, bassa retribuzione dei lavoratori e il potenziale di un significativo degrado ambientale.

  • Per “arenare” e abbattere una nave obsoleta, gli operatori prima dirigono la loro nave verso uno dei tanti cantieri navali sulla costa dell’Asia meridionale.
  • Aspettano l’alta marea, poi lanciano la nave a tutta velocità sulla spiaggia.
  • Quando la marea si ritira, i lavoratori la smantellano, in un processo che potrebbe essere descritto come scandalosamente manuale.

Nonostante le preoccupazioni etiche, la demolizione delle navi può anche essere considerata un modello di ispirazione per i sostenitori dell’economia circolare.

Quando le navi sono demolite, quasi tutto è riciclato e riutilizzato, compreso lo scafo in acciaio, i letti e gli utensili da cucina.

La demolizione delle navi è uno dei lavori più pericolosi al mondo. Guardando immagini come questa, non c’è da meravigliarsi del perché.​

Negli ultimi anni la popolarità della Turchia è cresciuta come destinazione preferita per la demolizione delle navi.

La Turchia ha una maggiore supervisione delle normative sulla demolizione navale e una migliore esperienza in termini di sicurezza dei lavoratori. Invece di arenarsi, le navi sono smontate in apposite banchine utilizzando le gru.

Naturalmente, la scelta della sicurezza ha un prezzo.

Per capire qual è questo prezzo, diamo uno sguardo più da vicino.

L’economia della demolizione delle navi

Gli aspetti economici della demolizione delle navi possono essere affascinanti, poiché si tratta di un processo di creazione di valore molto diverso da quello a cui è abituata la maggior parte degli investitori.

Invece di spendere soldi per costruire qualcosa di nuovo, i demolitori spendono soldi per demolire qualcosa di vecchio. E quando una nave comincia a invecchiare, i singoli componenti possono valere più della somma delle loro parti.

Le navi valgono di più da vive o da morte?

Gli operatori navali calcolano attentamente quando tenere le loro navi e quando abbatterle.

Il modo migliore per comprendere questi calcoli è concettualizzare una nave come un asset finanziario simile a un’azione o a un’obbligazione.

  • La nave ha un prezzo di acquisto iniziale (il costo di costruzione).
  • Genera un rendimento (il profitto generato tramite la spedizione o il turismo).
  • E ha un prezzo di uscita al quale potresti venderlo (quello che i demolitori ti pagheranno per la nave).

A differenza di un bond, che solitamente ha una scadenza fissa, una nave permette di “incassare” in qualsiasi momento. A differenza di un titolo, però, non è possibile allungare questo processo per sempre. A meno che non si continui a effettuare riparazioni costose, una nave inevitabilmente si romperà.

Supponendo che l’operatore abbia raccolto fondi per finanziare la costruzione, possiamo distribuire il prezzo di acquisto sull’arco della vita della nave come costo annuale del capitale, incorporandolo nell’equazione del profitto.

Da qui, possiamo sviluppare due valutazioni concorrenti del valore di una nave: il valore operativo e il valore di rottame.

Valore operativo

Come qualsiasi attività finanziaria, il valore operativo di una nave è semplicemente la somma attualizzata dei suoi futuri flussi di cassa. Anche se sembra tecnico, è solo un modo elegante per determinare quanto vale oggi una nave, a seconda del profitto che genererà nei prossimi anni.

I principali fattori che incidono sul valore operativo sono le tariffe di nolo (per le navi mercantili), l’attività turistica (per le navi da crociera), le spese operative, gli interessi e la probabilità di una regolamentazione futura.

Valore di recupero

Il valore del rottame di una nave è ciò che i demolitori sono disposti a pagare agli operatori per demolire una nave per loro.

I prezzi medi possono variare da poche centinaia di migliaia di dollari a diversi milioni.

Questo diagramma della Banca Mondiale evidenzia come l’economia della demolizione navale sia determinata dall’offerta di navi (guidata dalla fluttuazione dei valori operativi) e dalla domanda di navi (guidata dalla fluttuazione dei valori dei rottami).

L’importo di denaro che le società di demolizione navale sono disposte a pagare dipende principalmente dalle dimensioni e dal peso della nave, nonché dal costo della manodopera.

Ma dipende anche dalla domanda globale di acciaio e altri rottami. I demolitori sono disposti a pagare un prezzo più alto per i metalli durante i periodi di boom.

Una storia di due valori

Gli armatori confrontano costantemente questi due valori per determinare il momento giusto per abbattere una nave. Quando il valore di rottame di una nave inizia a eclissare il suo valore operativo, probabilmente è giunto il momento che i proprietari la vendano.

A causa del valore temporale del denaro (ovvero, un dollaro oggi vale più di un dollaro domani) le aziende danno priorità all’importanza dei profitti a breve termine. Ciò significa che quando i guadagni derivanti dalle spedizioni subiscono un calo inaspettato, le navi possono essere inviate alla discarica anche quando sono relativamente nuove!

  • Ad esempio, nel 2020, quando il futuro a breve termine per l’industria delle navi da crociera appariva cupo, navi di appena 23 anni sono state demolite, il che è considerato eccezionalmente breve.
  • Allo stesso modo, nel 2016, una nave mercantile di dieci anni e una di sette anni sono state vendute dopo che le tariffe di nolo per quei tipi di navi erano crollate.

Dal lato della domanda, molti paesi in via di sviluppo dipendono dalla demolizione delle navi per facilitare altre industrie. I rottami di acciaio delle navi costituiscono circa la metà della produzione di acciaio del Bangladesh.

Come investire nella demolizione navale

Gli investitori dovrebbero essere cauti nel perseguire investimenti in demolizione navale.

Ciò non è dovuto solo alla mancanza di regolamentazione o alla miriade di preoccupazioni etiche associate al settore. È anche perché investire in un business così peculiare comporta alcuni rischi unici.

La recente esperienza di Yieldstreet lo evidenzia perfettamente:

  1. Yieldstreet ha prestato denaro a una società di demolizione navale per demolire una nave.
  2. La compagnia offrì la nave come garanzia per il prestito.
  3. La società ha utilizzato il denaro per abbattere la nave e demolirla a scopo di lucro.
  4. La società ha rifiutato di ripagare Yieldstreet.
  5. Yieldstreet è andata a sequestrare la garanzia e… beh, qui sta il problema. Non c’era più niente da cogliere!

La garanzia di un prestito con proprietà reali funziona bene per cose come mutui e prestiti auto. È facile riprendere possesso di un’auto o di una casa. Ma con i prestiti per demolizione navale, può rompersi.

Ciò potrebbe essere indicativo del motivo per cui ci sono così poche opportunità di investimento nella demolizione navale. Nonostante sia un settore globale essenziale, c’è poca supervisione. I maggiori attori sono tutte aziende private nei paesi in via di sviluppo.

Come investire nella cantieristica navale

Anche se investire in demolitori navali potrebbe non essere pratico, investire nella costruzione navale, nelle navi da crociera e nelle navi mercantili può esserlo.

Le opzioni di costruzione navale quotate in borsa includono Huntington Ingalls Industries, il più grande costruttore navale militare negli Stati Uniti e Fincantieri, il più grande costruttore navale in Europa.

Esistono alcune piattaforme di investimento alternative che vale la pena considerare. Ricorda di fare sempre le tue ricerche e la dovuta diligenza su qualsiasi piattaforma di investimento emergente.

  • Marvest è una piattaforma tedesca che consente agli investitori di partecipare a prestiti garantiti da navi specifiche.
  • ​Infinity Maritime è una società britannica che si concentra su “unità garantite da attività” nel settore marittimo.
  • ShipFinex offre equity frazionaria nelle navi attraverso il loro token crittografico Marine Coin (anche se non è chiaro come funzioni la struttura legale della proprietà).

Pensieri conclusivi

La spedizione è ovviamente un’attività attiva.

La deglobalizzazione potrebbe intaccare la crescita del settore e l’Asia e l’Europa sono diventate i leader indiscussi nella costruzione navale.

Si prevede che la demolizione delle navi aumenterà del 10% su base annua. E man mano che il mercato matura, potrebbe esserci l’opportunità per i finanziatori di espandere l’accesso al settore ai singoli investitori.

Le considerazioni ESG potrebbero rivitalizzare il settore nei paesi sviluppati, poiché gli operatori navali diventano meno disposti a spiaggiare navi obsolete nei paesi in via di sviluppo a causa del controllo pubblico.

Ad oggi, c’è stata sorprendentemente poca attività sulle normative globali sulla demolizione delle navi. Ad esempio, la Convenzione di Hong Kong entrerà in vigore solo nel 2025, nonostante sia stata adottata dall’Organizzazione marittima internazionale nel 2009.

A parte le maggiori normative sulla demolizione delle navi, ci sono alcune altre tendenze di spedizione interessanti da comprendere:

Le vele potrebbero tornare alla navigazione commerciale? Forse.

Viainvest – investire in asset backed al 13%

Con questo nuovo articolo ho deciso di aggiornare un’altra review già presente nel blog di p2p-italia, ma molto datata: la recensione della piattaforma Viainvest.

Proprio di recente la piattaforma ha riaperto la possibilità di iscriversi per gli investitori italiani (l’aveva sospesa per qualche mese per motivi burocratici da sistemare in seguito all’avvento della regolamentazione, legati alle metodologie di riconoscimento della residenza fiscale degli investitori). Ho deciso quindi di parlarne perchè proprio in questo momento è una delle piattaforme che offrono gli strumenti asset backed ad un tasso fra i più alti del mercato, dal 12 al 13%.

Ma andiamo con ordine. Ripartiamo, per i nuovi, con lo spiegare cos’è Viainvest.

COS’E’ VIAINVEST

Parto con il dire che Viainvest è una delle prime piattaforme dove ho investito, da quando mi occupo di p2p lending, ed è sempre stata caratterizzata da una costanza estrema nei rendimenti, ma anche dalla poca dinamicità e varietà di diversificazione disponibile (che, per inciso, non è detto sia un male!).

Viainvest è attiva infatti già dal 2016 ed è gestita interamente dal gruppo finanziario lettone VIA SMS Group, che è anche il loan originator di tutti i prestiti che vi vengono offerti. VIA SMS è attivo dal 2008, operando principalmente nei prestiti al consumo.

E’ un gruppo piuttosto solido. L’ultimo bilancio disponibile, quello del 2022, mostra utili per 4,1 milioni di euro e un’equity di 6,7 (situazione molto migliorata dal 2021). Non sono ancora disponibili numeri revisionati per il 2023.

Il gruppo è formato da 13 società, ma le più importanti di esse sono i loan originator che gestiscono il mercato dei prestiti del gruppo. Ogni loan originator gestisce il mercato di un singolo paese; oggi sono presenti 5 loan originator.

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INVESTIRE

Su Viainvest l’investitore trova disponibilità unicamente di prestiti al consumo (nella forma di Asset Backed securities, che spiegherò fra poco) e può investire nelle seguenti nazioni, ciascuna attraverso uno specifico loan originator del gruppo: Rep. Ceca, Lettonia, Spagna, Svezia, Polonia, Romania e Vietnam.

I rendimenti che si possono trovare attualmente vanno dal 12 al 13%. Le durate dei prestiti sono fisse a 6 mesi (180 giorni).

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Come in mole altre piattaforme, è possibile investire tramite il settaggio di autoinvest, oppure selezionando manualmente i singoli prestiti. La disponibilità di prestiti se si sceglie l’investimento manuale è però condizionata dai momenti di offerta della piattaforma: non è sempre garantita la disponibilità: nei momenti di minore offerta, è possibile che gli autoinvest settati dalla mole di investitori in piattaforma possano coprirli tutti (normalmente gli autoinvest hanno priorità di copertura).

Comunque, personalmente ho sempre investito tramite autoinvest. Non ho mai trovato necessità di andare a selezionare manualmente i prestiti. Per chi invece fosse interessato, per una selezione manuale basta cliccare il tasto “invest” ben visibile a destra di ciascun prestito.

Gli si apriranno le informazioni di dettaglio e, a destra, la casella per inserire l’importo che si vuole eventualmente investire in quello specifico prestito.

COSA SONO LE ASSET BACKED SECURITIES

Oggi in Viainvest si può investire solamente attraverso le cosiddette Asset Backes Securities.

Tali asset sono strumenti finanziari emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione, del tutto simili alle normali obbligazioni. Come queste, infatti, pagano al detentore una serie di cedole a scadenze prefissate per un ammontare determinato sulla base di tassi di interesse prestabiliti.

Le Asset Backes Securities sono garantite da diversi prestiti reali inseriti in un unico titolo finanziario.

Il vantaggio per gli investitori è di fornire un modo più sicuro di investimento, più equilibrato (sono strumenti quotati) e allo stesso tempo più conveniente per investire in prestiti (i tassi vanno appunto dal 12 al 13%, più alti della media dei classici prestiti p2p che erano presenti in piattaforma).

Importantissimo segnalare anche che ciascuna singola asset backed è soggetta a regolamentazione dal mercato Nasdaq baltico, al pari di obbligazioni quotate, e i loan originator sono soggetti alla normativa Mifid II. Notate che il codice di ciascun prestito riproduce un ISIN? E’ esattamente l’ISIN a cui è associata la singola asset backed. Nel momento in cui investirete (o a disposizione in automatico, nel caso di utilizzo di autoinvest, al momento della sottoscrizione), avrete a disposizione anche il KIID ufficiale specifico per tale asset backed.

Oggi nel mercato della piattaforma tutti i prestiti che vedete hanno questa struttura.

BUYBACK

Il buyback è per definizione quella copertura che un loan originator può fornire se il richiedente finale del prestito non assolve in tempo i rimborsi secondo i piani di scadenza.

Con le asset backed securities, la controparte finale del prestito NON è la persona richiedente finale, MA il loan originator stesso (i prestiti sono solo il sottostante legato a queste asset backed). Ciò significa che non è presente il buyback “tradizionale”: ma perchè non ce n’è bisogno. L’obbligazione è DIRETTAMENTE in capo al loan originator (VIA SMS Group), c’è un buyback “intrinseco” nello strumento stesso.

E’ anche per questo che considero le asset backed leggermente più sicure dei prestiti tradizionali p2p: c’è un passaggio in meno: il loan originator paga direttamente, senza bisogno scatti un’opzione aggiuntiva per obbligare a farlo.

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MERCATO SECONDARIO

Il più grosso difetto di Viainvest è che attualmente non è presente un mercato secondario per liquidare in anticipo i propri investimenti.

Occorre quindi attendere necessariamente la scadenza dei prestiti per ritirare i fondi, quindi attenzione alle vostre strategie quando le attivate! (Vi ricordo comunque che con le attuali backed securities il periodo massimo di durata dei prestiti è 6 mesi).

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AUTOINVEST

Utilizzare gli autoinvest è, come detto, il metodo principale di investimento nella piattaforma di Viainvest.

Ecco come si presenta la finestra di settaggio di un autoinvest. Come vedete è molto semplice e basilare, non permette moltissimi filtri ad oggi:

Le principali voci dove vado ad operare nel settaggio sono le seguenti:

  • Portfolio size: il volume che si vuole dedicare all’autoinvest specifico.
  • Massimo importo per singolo prestito: per determinare un principio di “diversificazione” del vostro capitale fra più prestiti (e, più importante, fra più loan originator).
  • Tasso di interesse: fascia di rendimento dove si interessa investire.
  • Remaining loan term: è, in giorni, il periodo rimanente del prestito rispetto alla sua ultima rata.
  • Loan originator: la nazione dove voglio investire (ogni loan originator del gruppo gestisce prestiti di una specifico paese).

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SEZIONE MY INVESTMENTS

Nella sezione My investments sono visibili i prestiti sottoscritti dall’investitore, elencati uno per uno con la possibilità di qualche filtro per poter trovare quelli che eventualmente ci interessassero.

Sono presenti sia i prestiti aperti che quelli già chiusi. E’ possibile qui anche scaricare i contratti di investimento.

In alto c’è una sezione filtri, dove poter selezionare tipo di prestito, loan originator e importi, per esempio.

Ritengo questa sezione come la parte con più bisogno di miglioramento dell’intero sito. Purtroppo, quando avrete sottoscritto qualcosa come centinaia o migliaia di presiti, andare a ricercare un particolare blocco di prestiti non sarà un’impresa semplice.

La struttura ormai obsoleta di questa sezione del sito e la lentezza di risposte sono un grande problema. Mancano inoltre alcuni filtri essenziali, come: lo stato del prestito (current, late o chiuso)!

Ormai per questa operazione passo dall’estrazione excel disponibile in fondo a questa stessa pagina lavorando in locale.

E, altra considerazione a riguardo, la grafica di questa sezione (ma che rispecchia quella del sito) è molto datata, ormai in giro c’è molto di meglio.

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DETTAGLIO SULLA TASSAZIONE

Come per ogni piattaforma estera ed italiana che non può fungere da sostituto di imposta, gli investitori devono presentare nella propria dichiarazione dei redditi gli interessi maturati su Viainvest, che verranno tassati ad aliquota marginale IRPEF.

Viainvest richiede a ciascun investitore la presentazione annuale dell’attestato di residenza fiscale (redditi verso la Lettonia).

L’attestazione di residenza fiscale italiana è scaricabile dal sito dell’agenzia delle entrate, qui: Dichiarazione residenza fiscale. Deve però essere vidimato in un ufficio della stessa, al costo di una marca da bollo da 3,1€ per ciascuna nazione presentata. Esso può essere comunque richiesto via pec alla vostra sede di competenza, ve lo potranno verificare e spedire via mail.

Viainvest, senza questa dichiarazione, tratterrà un’imposta a titolo di anticipo del 20%. Con questa dichiarazione, la trattenuta in anticipo sarà solo del 10%.

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CONCLUSIONI

Viainvest è una piattaforma di semplice utilizzo, con un intuitivo sistema di autoinvest e con una buona disponibilità di prestiti su cui investire, anche se poco varia nella tipologia e con dei tassi di interesse medi leggermente inferiori ad altri player presenti.

PUNTI DI FORZA:

  • Storica stabilità finanziaria del gruppo VIA SMS, che mi ha sempre garantito rendimenti complessivi costanti, anche in periodo covid.
  • Messa a disposizione di asset backed securities al 13%.
  • Semplicità di utilizzo della piattaforma.

PUNTI DI DEBOLEZZA:

  • Non è presente il mercato secondario
  • Necessità di dover depositare il certificato di residenza fiscale
  • Esperienza utente nel sito migliorabile.

Ricordo infine, come sempre, che potete iscrivervi da questo link, per sostenere il blog: Viainvest

Le migliori piattaforme p2p – Aprile 2024

Cari “colleghi” investitori, come da tradizione con la chiusura del trimestre, ho aggiornato il ranking delle migliori piattaforme di p2p lending su P2P Italia.

Ho voluto anticipare la pubblicazione dell’aggiornamento, perchè, dopo un periodo molto stabile, ultimamente ho rilevato un po’ di cambiamenti nell’andamento del “mercato” del p2p lending. Soprattutto per alcune piattaforme, che mettevo al top da un po’ di tempo, ci sono novità che ho ritenuto opportuno rilevare e che hanno influenzato sostanzialmente sulle mie valutazioni. Troverete quindi, per la prima volta da almeno tre aggiornamenti, questo ranking cambiato nelle prime posizioni.

Entrando un po’ più nel dettaglio, in Mintos è drasticamente calata la disponibilità di prestiti e, allo stesso tempo, ridotta la media di tassi di interesse offerta. In Recrowd, da più parti ho avuto segnalazioni di un periodo di ritardi che sembra non si affievolerà in futuro, vedendo anche la particolare situazione del mercato immobiliare italiano (in termini molto generali, aumento della difficoltà di liquidare gli immobili e rallentamenti nei lavori generali). Entrambe le ho dovuto togliere dalla mia personale categoria “top” per questi motivi.

Ho poi mantenuto la modifica nelle categorie di valutazione. Se vi ricordate nell’ultimo trimestre avevo aggiunto la liquidabilità dell’investimento come elemento importante nel valutare una piattaforma. Dai commenti che mi sono arrivati, è stata una mossa molto apprezzata, per cui l’ho tenuta e la terrò per tutti gli aggiornamenti futuri.

Ecco quindi l’aggiornamento della mia “classifica”, che come sempre potete trovare in questa pagina: Le migliori piattaforme – Aprile 2024.

Le valutazioni

Ricordo sempre che, a parte la premessa di questo ranking specifico, sono sempre queste le 6 “caratteristiche” su cui baso i miei voti:

  • Rendimento: il rendimento atteso per un investitore che investe con una buona dose di valutazione dei rischi e dei progetti. NON è il rendimento di un investitore casuale che seleziona con poca attenzione. Quello capite sarà molto minore e varierà a seconda della diversificazione di ambiti e di livelli di rischio della singola piattaforma.
  • Solidità/Rimborsi regolari: Per quanto riguarda le piattaforme di prestiti al consumo, definisce lo stato di salute degli intermediari che offrono il buyback nella piattaforma e/o dei soggetti che gestiscono la piattaforma stessa assicurandone la continuità. Per quanto riguarda invece le piattaforme che finanziano aziende o progetti immobiliari, definisce il livello di regolarità di rimborsi dei progetti; o, dall’altro lato, quanti ritardi possiamo aspettarci nella loro offerta.
  • Esperienza team: uno degli elementi fondamentali per l’affidabilità nella gestione della piattaforma, sia attuale che in prospettiva di continuità futura, trovo sia l’esperienza pregressa del team in ambito di successo in p2p lending o in ambito comunque finanziario (o immobiliare se parliamo di crowdlending immobiliare).
  • Regolamentazione/Trasparenza: indica quanto la piattaforma segue correttamente le normative a cui è sottoposta la sua attività, sia di tutela all’investitore (controlli di istituzione esterne, informativa e procedurale), sia in ambito fiscale. Con focus particolare sul livello di informazioni che la piattaforma mette a disposizione agli investitori, su di essa e le loro finanziarie, e la loro affidabilità.
  • Liquidabilità: analizza se la piattaforma mette a disposizione la possibilità di poter recuperare in anticipo il proprio investimento, rispetto alle scadenze di prestiti contrattuali e, nel caso, l’efficienza nel recuperarlo. Inoltre, valuta quanto i prestiti della piattaforma siano a breve termine (maggior possibilità di liquidare/cambiare strategie), rispetto a quanto ci vincoli ad un più lungo tempo di investimento
  • Diversificazione: le reali possibilità, all’interno della singola piattaforma, di diversificare correttamente i propri investimenti, su diversi settori, nazioni, gradi di rischio, eccetera.

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Non vi resta che andare al relativo articolo, raggiungibile anche dall’apposita sezione della home del blog!

P2P Italia compie 5 anni!!

Per il blog questo è un momento importante: P2P Italia compie in questi giorni 5 anni. Auguri!!

Sono passati esattamente 5 anni da quando ho aperto il blog e vi ho pubblicato il primo articolo, anch’esso un report dei miei investimenti: Risultati Febbraio 2019. Ho voluto quindi dedicare un po’ di spazio a celebrare questo evento, anche se solo per via “testuale”.

Sono passati “solo” 5 anni, ma a me sembra siano passate letteralmente 5 ere. Non solo per il livello di scrittura che avevo all’epoca (non che ora sia diventato Umberto Eco, ma spero di aver migliorato qualcosina nel frattempo). Ma anche per tutta l’esperienza che ho avuto modo di fare nel tempo in questo settore di investimento che ancora oggi è da considerare “di nicchia”.

E per esperienza intendo sia studio e risultati, ma anche vere e proprie batoste ricevute (soprattutto i primi tempi), che mi hanno permesso di portare sempre più esperienza negli scritti di questo blog e che, spero, possa essere utile a tutti i lettori.

Lasciatemi un po’ di autocelebrazione, tengo moltissimo ai 5 anni, perché P2P Italia pubblica ININTERROTTAMENTE da 5 anni, cosa che nessun altro blog italiano di p2p lending mi risulta sia riuscito a fare. E questa è una cosa a cui tengo moltissimo. Sono stati pubblicati più di 200 articoli. Ad oggi più di 1.000 persone ogni mese vengono a leggere il blog.

E in questi 5 anni sono successe parecchie cose!

Ripercorriamo la storia del blog!

Mi è piaciuto approfittare di questa ricorrenza per ripercorrere un po’ la storia del blog, per raccontarla a chi non mi segue dagli inizi.

Partendo proprio dai primissimi tempi, dalle motivazioni che mi hanno spinto ad aprirlo: il fatto che non ci fosse ancora, in Italia, un blog che trattasse del p2p lending. Tutti quelli che trovavo erano inglesi o tedeschi (almeno quelli disponibili e che seguivo per formarmi personalmente). Perché non aprirne uno in Italia? Perché non cercare di renderlo un blog di qualità e non solo un modo per raccogliere affiliazioni (cosa comunque importante per il sostentamento dello stesso! ma comunque non scopo unico)? Detto fatto, un po’ di studio amatoriale e voilà, ecco un sito che oggi ha 5 anni di storia.

I primi tempi, nonostante cercavo di mantenermi il più aggiornato possibile per essere sempre più avanti possibile, si era comunque in un’era dove il mondo del lending, così come lo vediamo ora, stava compiendo i primi passi. Per cercare di descrivere come si stava all’epoca, in questo settore, ho sempre usato la metafora del “far west”. Grandi novità, grandi opportunità, ma anche grandi rischi dato il poco interesse normativo (o la poca reattività) a regolamentare un mercato che cominciava a raccogliere volumi enormi.

Qui sono nate varie piattaforme, la cui gran parte (quelle che personalmente ritenevo meritevoli), ci ho investito, ponderando l’investimento sulla base del rischio specifico, e recensito. Alcune di esse si sono molto ingrandite e sono ora le “padroni” del mercato (cito Mintos, Viainvest, Robocash, Twino o Peerberry). Altre non hanno avuto la stessa fortuna e si sono perse nel tempo, venendo fuse o semplicemente cessando la propria attività. Altre, peggio ancora, hanno creato problemi agli investitori, applicando azioni illegali o addirittura erano scam proprio dalla loro fondazione. Dato che ne avevo parlato, cito Envestio (sempre considerata ad alto rischio, all’epoca) o Grupeer (una piattaforma nata legit, ma che per via di scelte sconsiderate di gestione in fase d’opera ha truffato una gran massa di investitori, fra cui me ovviamente).

D’atra parte, ho sempre cercato, per quello/quanto ne avevo competenza, di portare argomenti nel blog che dessero spunti di crescita tecnica agli investitori per una migliore valutazione dei propri investimenti. Di non andare sul “investo perchè ho sentito che molti (o un influencer famoso) vi investe. Ma di investire perchè secondo le valutazioni effettuate tale investimento era conveniente. Mi piace far mio il fatto di aver sempre spinto a valutare in autonomia i bilanci delle varie finanziarie, con vari articoli, all’epoca. Forse il più letto era questo: Valutare gli intermediari, leggerne i bilanci

Cos’è cambiato nel tempo

L’avvento della pandemia ha mischiato le carte in modo letteralmente strutturale. Come detto gli SCAM. Che si sono rivelati tali in questo periodo di tensioni finanziarie, sia quelli palesemente fraudolenti, con le conseguenti cause legali (alcune concluse positivamente per gli investitori, altre purtroppo ancora in corso).

In seguito, la conseguente perdita di parte della fiducia da parte degli investitori. Da quel momento, il mutamento evolutivo dell’investitore medio di p2p lending nel tempo, in seguito a queste situazioni, è risultato evidente. Dall’investitore occasionale e poco preparato degli inizi, che si sorprendeva ad ogni novità, positiva o negativa. Ad un investitore più attento e valutativo di oggi, che sa dove sta investendo e riesce a riconoscerne i principali rischi. Ho sperimentato personalmente questa evoluzione attraverso i messaggi che mi sono stati inviati, sia sul blog che sui canali Telegram. È gratificante vedere come siano evoluti i discorsi e la concezione del lending. Spero di aver contribuito, anche se minimamente, a questa evoluzione!

E, insieme all’investitore, anch’io mi sono “evoluto”! Il blog è stato un ottimo strumento per confrontarmi con molti di voi, entrare in contatto con investitori esperti, scambiare idee e metodi con loro, e migliorare come investitore. Inizialmente, avevo una quota di patrimonio investita in p2p lending molto alta, ma nel tempo l’ho ridotta notevolmente, pur mantenendo un investimento costante e reinvestendo anche in altre parti. Ho imparato a filtrare molto di più le piattaforme e le finanziarie, elemento indispensabile per un investimento profittevole in questo settore. Ho imparato a capire le priorità, a non lasciarmi influenzare dai facili entusiasmi dei reclami dei marketer di ogni piattaforma, e a non perdere la fiducia quando le cose non vanno bene negli investimenti. Devo molto a questa esperienza e alla diversificazione e allocazione efficace del mio capitale.

Oggi, dopo 3 anni da quegli eventi, la situazione sembra essersi, per ora almeno, molto stabilizzata. Nuove piattaforme continuano a nascere, ma la loro attività è molto più vigilata e quindi la fiducia è tornata ad alti livelli. E mi ha permesso di poter consolidare varie collaborazioni e portare contenuti per il panorama degli investitori italiani. Non solo quindi la mia esperienza di investimento (che rimarrà sempre il core della sezione p2p lending), ma anche recensioni che potessero essere più approfondite, andando anche a guardare (un po’) all’interno delle piattaforme, a chi le gestisce e ai suoi programmi futuri. Certo questa cosa non sempre è stata possibile, dipende dal livello di collaborazione della controparte, ma spero sarà una caratteristica sempre maggiore delle recensioni in futuro

L’evoluzione del blog

Il blog in questi ultimi tre anni si è espanso molto, sia come argomenti trattati, sia come numero di lettori sia, spero risulti anche a voi, come qualità.

Dal punto di vista grafico, chi mi segue dagli inizi ricorderà il primissimo formato che impropriamente chiamavo “a testata giornalistica”. Un accrocchio con un tema gratuito di WordPress, messo insieme alla bell’e meglio per partire, ma oggi direi che era un pugno allo stomaco per la visione, soprattutto sui dispositivi mobili.

Successivamente, si è passati alla versione “blu”, un tema che ho creato in modo totalmente amatoriale durante delle ferie di Natale. Era sicuramente più gradevole del precedente, colorato e più strutturato nelle sezioni, ma pesante nei caricamenti e penalizzante per le ricerche di Google.

Infine, la versione attuale, realizzata nel 2022, che credo (e spero) sia definitiva. È snella, con pochi elementi, ma spero ben posizionati, seguendo il principio del “meglio togliere che aggiungere”. Ha anche lasciato spazio ai nuovi argomenti trattati dal blog.

Proprio dai temi trattati è arrivata la più grande evoluzione del blog: l’introduzione del Crowdfunding Immobiliare e dell’Equity Crowdfunding, grazie a due investitori che mi stanno fornendo un aiuto fondamentale per arricchire i contenuti di P2P Italia.

Da Reinvest, il primo ad unirsi a me in questa avventura, che da due anni e mezzo contribuisce sia sul blog che nel suo canale Telegram.

E a Furio (in arte FAS), che ha appena iniziato ad occuparsi della nuova sezione sull’Equity Crowdfunding, che spero

Ringraziamenti

E per concludere, inizio con i ringraziamenti proprio a Reinvest e FAS, che stanno navigando con me in questa avventura.

Un enorme grazie a tutti voi lettori! Senza la vostra numerosa e appassionata presenza, il blog non avrebbe raggiunto il traguardo dei 5 anni!

Ringrazio anche le varie piattaforme, sia quelle in cui investo che, tra queste, quelle che hanno creduto nel blog di P2P Italia, collaborando con noi, contribuendo a portare contenuti e permettendo al blog di sopravvivere finanziariamente!

Infine, un ringraziamento a me stesso. Quando mi domandavo se ne valeva veramente la pena dedicarci tempo ed energie, mi sono sempre risposto di sì… e avevo ragione!

Quindi, buona lettura a tutti per i prossimi articoli e che passino altri 5 anni (e non solo) così. Avanti tutta!

Perchè NON investo in Bondora: Aggiornamento

Ho sempre considerato Bondora come una piattaforma non al livello degli altri portali di p2p lending di cui parlo nel mio blog. Per questo motivo, ne ho parlato poco nei miei articoli, ho comunque approfittato del periodo di calma nelle altre piattaforme per un aggiornamento della mia recensione, che era ormai datata.

Dove eravamo rimasti?

Bondora in passato ha messo in atto una pesante campagna di marketing per promuoversi fra i piccolissimi (e spesso molto giovani) investitori, usando forti incentivi alla promozione destinati ad influencer nei vari canali social. Oltre ai classici blog, anche su Youtube o Instagram si possono trovare molti vecchi video che ne hanno parlato moltissimo, raccogliendo moltissimi piccoli capitali dai destinatari dei loro contenuti: spesso ragazzi della fascia d’età fra i 18 e i 30 anni,

L’attrattiva era data da un investimento dove, oltre al deposito, l’investitore non doveva fare nulla ed occuparsi di nulla. Gli bastava semplicemente attendere mentre giornalmente venivano versati gli interessi del deposito. Il funzionamento del Go & Grow, il principale strumento di investimento che mette a disposizione Bondora, e che all’epoca offriva un interesse lordo del 6,75%, è esattamente questo.

Spesso gli investitori, per via della poca esperienza e per i bassi capitali investiti, non avevano nei propri programmi uno studio approfondito di Bondora, prima di iniziare ad investirci. Bastava che in passato Bondora avesse sempre pagato gli interessi, anche in seguito al famoso periodo “nero” della pandemia nel 2020, dove vari loan originator in altre piattaforme avevano avuto difficoltà. Non importa poi se ad un certo punto, proprio in quel periodo, Bondora aveva bloccato i prelievi (per una mossa dovuta vista la massa di richieste contemporanee). La fiducia andava non andava al di là della facciata. E, questo ho sempre cercato di segnalarlo, significava investire nè più nè meno al buio.

Indipendentemente se poi alla fine le cose andavano bene o male. Con questo sistema la possibilità per l’investitore di anticipare eventuali crisi societarie era nullo.

A pochissimi era venuto in mente di investigare bene:

  • Dove investivano i loan originator di Bondora, ma soprattutto, quali erano i risultati della loro gestione?
  • Quale era lo stato di salute del gruppo finanziario che gestisce Bondora?

La fiducia quasi incondizionata sul funzionamento storico, condito dalla forte spinta promozionale detta prima, ha fatto sì che Bondora raccogliesse moltissimi investimenti. Non importava se c’erano altre piattaforme che garantivano più trasparenza, oppure rendimenti nettamente migliori. Ai piccoli investitori ciò che interessava era la comodità: me la trovo promossa, perchè non provarci? Proviamoci e non perdiamo altro tempo!


Ho in passato criticato, appunto, moltissimo Bondora per via della poca informazione che forniva per poterne valutare in modo effettivo la solvibilità (argomento in cui ho sempre spinto, che sapete benissimo se mi seguite da molto tempo).

Beh, come è la situazione attuale? Le cose sono migliorate o peggiorate? Ora la convenienza all’investimento è aumentata o diminuita? Spulciamo qualche punto…

COS’E’ BONDORA

Piccola premessa. Cos’è in breve Bondora?

Penso tutti voi già lo conosciate, comunque, per proprio i nuovi investitori, Bondora in breve è una piattaforma gestita dal gruppo finanziario omonimo, che si concentra nel business del p2p lending al consumo.

Bondora è gestita da Pärtel Tomberg e Rein Ojavere.

Pärtel Tomberg è l’attuale CEO e co-fondatore di Bondora. Ha fondato nel 2008. Prima di dedicarsi completamente a Bondora, Pärtel ha lavorato in Quelle AG, dove è stata attiva come business development manager. Altri co-fondatori sono Mihkel Tasa e Martin Rask.

Rein Ojavere è il CFO di Bondora. È responsabile di tutte le questioni finanziarie all’interno della società. Prima di entrare in Bondora, Rein era a capo del corporate banking della banca DNB in Estonia. È stato anche impegnato con la società di gestione patrimoniale Northern Star e Hansa Investment Funds.

Secondo la mia comprensione della struttura della società, gli azionisti della società sono anche i membri del consiglio di vigilanza (non proprio una buona cosa): Joao Monteiro, Mati Otsmaa, Phil Austern, così come due società di investimento: Valinor Management (una società di investimento privato dagli Stati Uniti) e Global Founders Capital (società di investimento dalla Germania).

INVESTIRE IN BONDORA

E’ possibile investire in Bondora attualmente in un solo modo. Attraverso il Go&Grow: uno strumento che permette di investire in un portafoglio deciso e gestito interamente da Bondora, che permette il riconoscimento di interessi giornalieri e la possibilità di smobilitare i capitali in qualsiasi momento a decisione dell’investitore.

In passato era presente anche la formula dell’investimento manuale nei prestiti presenti nel marketplace della piattaforma. Gli interessi offerti qui erano molto maggiori, e non era presente la garanzia di buyback. Questa forma non è oggi più disponibile, i risultati comunque riportati da vari investitori sembravano mostrare un’incidenza dei default assolutamente troppo alta anche comparandola con gli alti interessi offerti.

TRASPARENZA DI INFORMAZIONE E RISULTATI SOCIETARI

La prima cosa che sono andato a guardare è aggiornarmi sui bilanci del gruppo Bondora per capire la sua situazione finanziaria attuale.

Beh, su questo devo dire è che è nettamente migliorata rispetto a 3 anni fa, l’ultima volta che avevo scritto di questa piattaforma. Questo è un punto molto positivo.

Nel momento in cui scrivo, l’ultimo bilancio di gruppo disponibile è quello del 2022 (il bilancio 2023 credo arriverà la prossima estate).

Da bilancio si desume un’equity di 16 mln€, con un utile annuo di 2,1 mln€. Nel 2021 l’utile era stato di 6,6 mln€, nel 2022 i costi per personale che sono raddoppiati (non sapendone la motivazione, probabilmente per investimenti effettuati in quest’ultimo anno disponibile).

Bondora è stata una azienda profittevole da molti anni, ma gli utili in passato erano molto più piccoli rispetto a quelli attuali. E a mio avviso all’epoca non sufficienti per coprire con una certa sicurezza i potenziali default la mole di prestiti che faceva girare. Quindi quantomeno le cose hanno girato fortunatamente per il verso giusto.

Un punto che avevo sottolineato all’epoca era la poca chiarezza su dove venivano contabilizzati tutti i fondi che transitano dal Go&Grow. Dove sono contabilizzati? Quali sono i risultati del settore specifico? Ci sono accantonamenti per i relativi crediti inesigibili? A queste domande, invece, non ho ancora trovato risposta, purtroppo.

SATISTICHE SUI PRESTITI

In Bondora è presente una sezione statistiche, ma si riferisce al non più attivo marketplace di prestiti ad investimento manuale. Ed infatti non mi risultano aggiornatissime, le potete trovare qui: Statistiche Bondora.

Non è assolutamente chiaro quale sia la performance del comparto assegnato agli investimenti del Go&Grow. Per queste ragioni, non mi soffermo molto su questa sezione.

RENDIMENTI DI BONDORA

Andando direttamente al punto. La forza di Bondora è sempre stata il Go&Grow: come già detto uno strumento, un vero e proprio fondo gestito da Bondora, che forniva il 6,75% lordo, con interessi giornalieri.

Ad oggi, il Go&Grow è l’unica forma di investimento disponibile in Bondora. Un tempo, c’era la possibilità di investire nei prestiti singoli (in Spagna, Finlandia o Estonia), che offrivano indicativamente fra l’8% ed il 45% di interesse (gli interessi erano molto variabili a seconda del singolo prestito e del grado di rischio), ma che non erano coperti da nessuna forma di buyback. Qui i risultati ottenuti da molti investitori sembravano assolutamente non soddisfacenti, da quel che si può raccogliere dalle varie community. In questo specifico settore, l’investimento manuale “libero” si era fortunati ad ottenere un rendimento anche solo con segno positivo, considerando i default dei prestiti.

Mi concentrerò quindi sul Go&Grow, il vero motivo di investimento in Bondora.

Se già all’epoca il rendimento era basso (6,75% lordo eguale ad un 3-4% netto, togliendo le tasse sul reddito, secondo aliquota IRPEF), ora i tassi si sono abbassati per chi vuole investire capitali più sostanziosi. Da un paio d’anni, per chi vuole investire più di 700€ mensili avranno un interesse dello 6,75 fino al limite di quei 700€, ma del solo 4% lordo per la quota che supera tale limite.

Ah, se non bastasse, c’è attualmente un limite di deposito di 400€ mensile.

Vi sembra comunque sufficiente? Vi segnalo oggi ci sono conti deposito che offrono lo stesso rendimento lordo (4%), ma con tassazione agevolata! Fate le vostre valutazioni.

Ne vale veramente la pena rispetto ad altre piattaforme? Beh, potete farvi un giro nel mio blog per vedere che forse non è così.

SEMPLICITA’ DI UTILIZZO

Quello che di sicuro resta è una piattaforma molto customer oriented.

Per prima cosa, anche per gli italiani: tutta la piattaforma è disponibile in italiano, in tutte le sue pagine.

Per seconda cosa, l’investimento nel Go&Grow rimane un investimento formalmente senza impiego di tempo: investi, attendi e spera. Personalmente, credo sia una delle cose peggiori che un investitore possa fare: prestare i propri soldi senza capire bene dove li sta prestando e con quali prospettive. Però, dalla mia esperienza anche parlando con molti degli stessi investitori in lending, sembra una delle cose che una buona fetta apprezzi: il fatto di non dedicarci del tempo.

Bondora è una delle poche piattaforme che lo “consente”. E’ difficile fare sforzi aggiuntivi rispetto ad un click, non sia mai che si debba capire chi sono i loan originator, dove operano, se sono profittevoli. Guai! Se siete quel tipo di investitore, che vuole investire a scatola chiusa, prendendosi i rischi ma non dedicarci il tempo, beh Bondora è proprio quello che fa al caso vostro!

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CONCLUSIONI

Nonostante questa recensione sia un po’ particolare (ricordo: io non investo in Bondora), ho voluto comunque elencare quelli che secondo me possono essere i punti forti e i punti deboli della piattaforma:

Punti Forti:

  • Semplicità estrema di utilizzo.
  • Piattaforma in italiano.

Punti deboli

  • Rendimenti bassissimi per il grado di rischio del p2p.
  • Poca trasparenza sulle performance del portafoglio Go&Grow a livello complessivo.
  • Incapacità di valutare correttamente i risultati della gestione prestiti di Bondora.

Alternative a Bondora:

Twino

Viainvest

Apre la sezione Equity Crowdfunding

Con questo articolo annuncio a tutti i lettori che il blog di P2P-Italia si espande! Come da titolo, amplierà da oggi i suoi argomenti trattati, iniziando a parlare di un asset di investimento che molti di voi già conoscono o quanto meno hanno già sentito: l’equity crowdfunding aziendale!

Ho avuto l’occasione di conoscere tramite i vari canali del blog un investitore esperto del settore, Furio, che ha accettato di pubblicare articoli regolari su P2P Italia. In questo articolo vi presenterò quindi Furio e l’idea che abbiamo costruito assieme.

L’equity crowdfunding, è un asset di investimento molto diverso dal p2p lending. L’investitore qui non “presta” soldi ai richiedenti… ma ne diventa direttamente socio!

Per questi motivi, era opportuno dedicare una sezione specifica del blog, che presto troverete in home parallela alle altre due di cui siete già abituati. Inoltre, era molto importante che fosse qualcuno di diverso da noi due (io e Reinvest) a trattare l’argomento.

Nell’immobiliare il comparto equity è già ampiamente, e con molto successo, tenuto da Reinvest. Tratteremo in dettaglio nella nuova sezione l’area di crowdfunding in startup ed aziende.

I portali relativi sono molti e diversi da quelli del lending: alcuni esempi sono Crowdfundme, Mamacrowd, Wearestarting e altri di cui parleremo. Le logiche di selezione e di investimento in qualche modo diverse, e pure le modalità di riconoscimento di profitti si discostano molto a quello da cui siamo stati negli investimenti finora trattati nelle pagine del blog.

Furio, un investitore esperto, che da molti anni segue il settore, vedrete sarà la persona giusta per tale ruolo e diventerà anche lui un vostro punto di riferimento. Da qui in avanti terrà articoli in questa nuova sezione dedicata!

Dando quindi il benvenuto a Furio, che scriverà i suoi articoli con lo pseudonimo “FAS”. Credo l’occasione migliore per conoscerlo un attimo sia una sua stessa presentazione. Gli lascio quindi la parola, metaforicamente: ci dirà direttamente qualcosa su di lui.

Presentazione di Furio (FAS)

P2P-Italia: Beh Furio, ancora benvenuto! Dicci qualcosa su di te!

Furio: Ciao, mi chiamo Furio, evitando tediosi particolari sulla mia vita privata, ho incominciato a risparmiare a 8 anni tramite un libretto di risparmio bancario, a 12 ho chiesto a mio padre di investire i miei risparmi in titoli di stato, avviando così il mio percorso nell’ambito degli investimenti. A 19 ho iniziato a investire in borsa affiancando mio padre. A inizio 2022, avendo previsto il calo della borsa di Milano, ho deciso di spostarmi verso altri investimenti in attesa di rientrare ai minimi. Le cose non sono andate così perché ho scoperto l’equity crowdfunding.

P2P: Da quanto tempo investi in equity crowdfunding? Come ti sei approcciato a questa tipologia di investimento? Sei finora soddisfatto?

Furio: Il calo della borsa, ma anche la pandemia e le vicissitudini personali, hanno guidato la mia decisione di rivedere completamente la mia strategia d’investimento nel 2022. Ho abbandonato il mercato azionario tradizionale per esplorare l’equity crowdfunding. Un settore che mi ha permesso di investire in imprese reali, ma con una minore esposizione alla volatilità esogena tipica della borsa.

Il mio approccio è stato cauto come dovrebbe essere per qualsiasi investimento, ho passato mesi a leggere tutto quello che trovavo in rete sull’argomento, in particolare mi sono posto il problema di come valutare delle società appena create con un grande potenziale, ma anche con una probabilità di fallimento a loro sfavore. Dopo aver esaminato vari metodi di analisi e aver visionato centinaia di proposte su varie piattaforme, ho concluso che la capacità di leggere un bilancio e di valutare i fondamentali di un’impresa poteva essere l’approccio più solido e da queste basi ho incominciato ad investire.

Quanto alla soddisfazione, credo che il verdetto finale debba ancora arrivare e dovremo aspettare altri quattro o cinque anni. Nel frattempo, posso affermare con soddisfazione che le quattro società in cui ho investito lo scorso anno sono ancora in piedi – almeno i fondatori non sono scappati con i soldi degli investitori! – e considero ciò un segnale positivo verso il successo futuro. In effetti, una di esse ha recentemente completato con successo un secondo round di finanziamento, confermando ulteriormente la solidità del mio approccio all’equity crowdfunding.

P2P: Nel tuo portafoglio ci sono altre tipologie di investimento oltre all’equity crowdfunding?

Furio: Sì, come accennavo in precedenza, dopo aver liquidato il portafoglio azionario, ho adottato un approccio ponderato nell’equity crowdfunding. Tuttavia, desideravo ottimizzare ulteriormente le mie risorse, evitando di lasciare una considerevole quantità di liquidità sul conto corrente. Questo ha portato alla mia esplorazione di opportunità di investimento a breve termine.

Inizialmente, ho riflettuto sul ritorno ai titoli di stato, ma l’alta inflazione e i rendimenti reali negativi mi hanno spinto a cercare ulteriormente. La mia attenzione è stata catturata dal P2P lending, una forma di investimento a breve termine che si è dimostrata adatta alle mie esigenze.

Ho scoperto anche che gestire un investimento a breve nel P2P lending e un investimento di lungo periodo nell’equity crowdfunding richiede molto meno impegno rispetto a quello richiesto da un investimento azionario. Ritrovandomi con del tempo libero, ho cominciato a studiare le criptovalute, argomento complesso forse di più delle borse valori. Mi sono concentrato sul ridurre le perdite iniziali entrando in un investimento nuovo e complesso. La soluzione l’ho trovata nelle cripto gratuite da move to earn, learn to earn e faucet vari che mi hanno consentito di imparare le basi e iniziare ad investire senza timore di perdere parte del capitale, in quanto questi token sono stati acquisiti gratuitamente.

Vale la pena notare che, sebbene non siano investimenti finanziari, ho iniziato ad esplorare il mondo delle rendite passive, guadagnando un basso rendimento senza sforzo diretto da parte mia, a parte il tempo speso nella ricerca iniziale. Tuttavia, comprendo che questo argomento possa andare al di là del focus del tuo blog.

Infine, ho in mente di rientrare nel mercato azionario in futuro, magari sfruttando le opzioni, una volta che riterrò che le condizioni siano favorevoli. Questa rappresenta la prossima tappa della mia strategia di investimento.

P2P: Cosa porterai qui sul blog? Cosa si può attendere il lettore?

Furio: All’inizio del mio percorso su questo blog, mi concentrerò su articoli introduttivi. Spiegherò i termini chiave che un potenziale investitore incontrerà, condividerò siti utili per semplificare la ricerca di opportunità di investimento e affronterò varie metodologie di valutazione per le start-up.

In modo trasparente e forse un po’ audace, mi impegnerò anche a criticare e analizzare i vari metodi di valutazione esistenti, esponendo le conclusioni a cui sono giunto nel corso delle mie ricerche. Ritengo che la critica costruttiva sia essenziale per lo sviluppo di approcci più solidi e ponderati nell’ambito dell’equity crowdfunding.

Successivamente, tradurrò queste nozioni in azione, applicando le conclusioni alle analisi di società coinvolte in raccolte fondi. Sarà un percorso in evoluzione, e solo il tempo potrà confermare la validità delle mie conclusioni. Spero di offrirvi una prospettiva unica e stimolante sull’equity crowdfunding e gli investimenti in società giovani ed innovative. Continuate a seguire il blog per approfondimenti sul mondo dell’equity crowdfunding e, cosa più importante, per apprendere e crescere assieme nel mondo degli investimenti.

P2P: So che a breve uscirà un articolo dedicato. Ma quali sono secondo te, in poche righe, i vantaggi ed i problemi attuali da risolvere sugli investimenti in equity?

Furio: Con l’entrata in vigore lo scorso 11 novembre del nuovo regolamento europeo, le piattaforme italiane avranno il vantaggio di poter proporre in raccolta fondi anche società europee e non più solo italiane, migliorando le opportunità di investimento offerte. Dall’altro lato, oltre a subire la concorrenza delle piattaforme europee, bisogna vedere quali e quante piattaforme italiane otterranno la licenza per continuare a operare nel mercato del crowdfunding. Riducendo in questo modo la competizione esistente nel mercato italiano.

Dal lato investitori, con l’introduzione della categoria dell’investitore non sofisticato e del questionario di appropiatezza, la piattaforma potrà porre dei limiti agli investimenti. Qualora questi non risultassero appropriati alla situazione patrimoniale e reddituale dell’investitore, aumentando così le tutele esistenti. Questo è un passo significativo per garantire la sicurezza e la consapevolezza degli investitori nel mondo dell’equity crowdfunding.

Grazie mille Furio per esserti unito alla combriccola di P2P-Italia. Il blog sicuramente incrementerà la qualità degli argomenti trattati avendoti a bordo!

A breve uscirà il suo primo articolo di presentazione del settore di investimento, un grande in bocca al lupo! Per voi lettori basterà tenervi aggiornati nel blog per approfittare dei suoi scritti (iscrivetevi alla newsletter se ancora non l’avete fatto!)

Maclear: Un portale Svizzero per investire in pmi.

(Articolo scritto attraverso collaborazione con Maclear AG).

Cari lettori, in questa nuova recensione mi occupo, dopo un po’ di tempo, di una piattaforma che offre servizi di lending ad imprese.

Attualmente, come sapete, non ci sono molte opportunità di piattaforme che investono in pmi. Il mercato particolarmente rischioso non viene premiato all’investitore con rendimenti interessanti. Nella mia ricerca di una piattaforma che potesse competere in questo settore, mi sono imbattuto in Maclear.

Maclear è una piattaforma svizzera che offre al pubblico di investitori prestiti in PMI baltiche. Le caratteristiche distintive principali di tale piattaforma sono il fatto di avere appunto la sede principale in Svizzera, utilizzando la specifica regolamentazione a cui sono soggetti gli intermediari finanziari di quel paese, ed il fatto di offrire, come di consueto per le pmi baltiche, tassi di interesse che raggiungono anche il 15 o 16% annuo.

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Cos’è Maclear

Si tratta di una piattaforma molto recente ed il tipo di prestiti che offre sono configurabili nella categoria del medio alto rischio, a cui viene contrapposto un rendimento offerto fra i più alti del panorama attuale del p2p lending.

I fondatori della piattaforma Maclear sono Denis Ustjev e Aleksandr Nikitin, che possiedono entrambi una quota del 50% della relativa società. Il primo possiede un background professionale nel settore bancario e consulenziale verso pmi baltiche. Il secondo ha lavorato come manager in un azienda multinazionale scozzese.

La prima società Maclear AG è stata fondata nel 2010 ed inizialmente si occupava dello sviluppo di soluzioni software GRC, cioè quegli applicativi che si occupano della gestione del rischio finanziario per imprese ed istituti. Nel 2020 i due fondatori hanno rilevato e riprogettato l’azienda Maclear, utilizzando il know how tecnologico, utilizzando i relativi strumenti di valutazioni rischi e modelli di punteggio per aprire direttamente al business del crowdlending.

Maclear AG è oggi registrata e regolamentata in Svizzera dall’istituto Self-Regulatory Organization (SRO) che permette loro di operare come intermediario finanziario del settore non-bancario.

La vera e propria piattaforma è stata aperta al pubblico nel maggio 2023. Le aspettative di quest’anno sono di arrivare ai 1.000 investitori attivi registrati e verificati entro la fine del 2023. In termini di volumi, il loro target è di raggiungere il milione di euro entro la fine di quest’anno.

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Perchè in Svizzera?

Qual è il motivo di scegliere lo spostamento della sede in Svizzera, anzichè restare all’interno dell’Unione Europea? Era la domanda principale che mi sono posto quando mi sono trovato a valutare Maclear. Riporto qui la risposta di Aleksandr Nikitin:

AN: “Abbiamo scelto la Svizzera principalmente per la sua normativa efficace ed equilibrata. Fornisce misure efficaci e complesse per la protezione degli investitori, garantisce la trasparenza complessiva di tutti i processi all’interno della piattaforma, garantisce un monitoraggio finanziario stabile e il rispetto delle varie questioni di conformità stabilite nel settore. Ma allo stesso tempo, tutti i nostri investitori possono anche beneficiare del fatto che non detraiamo alcuna imposta dagli utili ricevuti dagli investimenti. Essi dovranno semplicemente dichiarare in autonomia qualsiasi reddito supplementare ricevuto dall’investimento nel loro paese di domicilio e pagare le tasse di conseguenza.

La regolamentazione e il monitoraggio finanziari svizzeri sono abbastanza pesanti, ma non sovraccarichi di restrizioni complicate e puramente burocratiche, che lo rendono molto costoso in UE. Allo stesso tempo, nella sua essenza, è molto simile alla normativa UE che copre il settore del crowdlending/ crowdfinancing. In qualità di membro dell’SRO PolyReg, siamo regolamentati e monitorati dalle Autorità Finanziarie Svizzere e possiamo fungere da intermediario finanziario del settore non bancario A e DA la Svizzera. Ciò equivale praticamente alla licenza europea del fornitore di servizi di crowdfunding, ma con alcune limitazioni specifiche imposte dalla normativa svizzera.

Queste limitazioni specifiche sono descritte nel nostro Compliance Concept e nella Policy interna del cliente (che si possono trovare nel sito). Includono una soglia di 1 mln€ e una limitazione di 60 giorni per i fondi dell’investitore da detenere sui conti bancari di Maclear in qualsiasi momento. La normativa svizzera impone norme molto severe in materia di conformità, AML, KYC, GDPR e altre questioni da rispettare. Pertanto, i regolamenti dei mercati finanziari svizzeri danno priorità alla protezione degli investitori, richiedendo alle piattaforme di crowdlending di attuare misure per salvaguardare gli interessi degli investitori. Ciò include obblighi di informativa, processi di due diligence adeguati per i potenziali mutuatari e pratiche di gestione del rischio da attuare volte a ridurre al minimo i rischi potenziali“.

Cos’è l’SRO ?

SRO sta per Self-Regulatory Organisations e sono organismi di categoria soggetti alla vigilanza della FINMA (la relativa Consob Svizzera). Attraverso la SRO relativa agli intermediari finanziari, la FINMA regola anche normativamente le attività degli stessu intermediari, compresi i gestori patrimoniali.

A verifica, è possibile ritrovare Maclear come member della SRO Polyreg di Zurigo, ricercando nel database qui: Database SRO Members.

Regolamenti e funzionamenti della specifica SRO possono essere trovati nel relativo sito di Polyreg.

Informandomi con i founders sui vantaggi di tutela per gli investitori ad appartenere alla regolamentazione delle SRO Svizzere, essi si possono riassumere nei seguenti punti:

  • la Svizzera dispone di un quadro normativo consolidato e affidabile per gli intermediari finanziari.
  • la Svizzera ha una lunga reputazione di hub finanziario globale noto per la sua affidabilità, stabilità e aderenza a elevati standard normativi
  • Analogalmente alla regolamentazione Europea, le normative svizzere danno priorità alla protezione degli investitori, richiedendo alle piattaforme di crowdlending di attuare misure per salvaguardare gli interessi degli investitori.
  • La Svizzera ha un mercato finanziario ben sviluppato e sofisticato, che consente l’accesso a una vasta gamma di investitori, tra cui persone con un elevato patrimonio netto, investitori istituzionali e famiglie con risparmi. Le piattaforme di crowdlending che operano in Svizzera possono attingere a questa base di investitori per attirare capitali a fini di prestito.

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Investire in Maclear

In Maclear come detto possiamo finanziare pmi, per il momento solamente Estoni. I tassi di interesse offerti sono molto elevati, vanno dal 14 al 16%. Gli interessi sono normalmente riconosciuti mensilmente, mentre il capitale viene rimborsato al termine del prestito. Ciò però non esclude in futuro si potranno trovare piani di rimborso con logica differente.

Come ogni piattaforma di lending aziendale, NON viene offerto il buyback, è però presente un provision fund, un fondo di copertura che agisce nel momento in cui avvengono ritardi nel pagamento di qualche rata; vedremo più avanti come funziona.

Le durate dei prestiti sono abbastanza classiche del settore. Nel momento in cui scrivo sono stati offerti progetti della durata di 12 mesi per il rimborso. In futuro, comunque, il periodo dovrebbe risultare sempre attorno a questa cifra.

Essendo una piattaforma molto giovane, non è attualmente disponibile uno storico dei ritardi/default. Ad oggi ancora nessuno dei richiedenti ha passato il periodo completo di 12 mesi. Terrò monitorata la cosa nel futuro e aggiornerò se noterò situazioni critiche.

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I prestiti in Maclear

Come in ogni piattaforma similare, è possibile visualizzare delle informazioni di dettaglio del progetto, su ciascuna proposta inserita nel marketplace.

In Maclear, le informazioni disponibili riprendono lo standard di chi offre prestiti ad imprese.

Oltre ai classici dati su durata, interesse, tipo di collaterale offerto a copertura e metodo di rimborso, in Maclear è possibile reperire una dettagliata informazione su:

  • la descrizione dell’azienda richiedente ed il suo business operativo,
  • la descrizione delle finalità del prestito ed il modo in cui vengono investiti i fondi raccolti,
  • Delle key figures finanziarie del richiedente
  • I dati legali dello stesso (partita iva, sede sociale, etc.)

Maclear non rende disponibili i bilanci delle aziende. Però, essendo le aziende finanziate (almeno finora) estoni, i documenti di bilancio e i nominativi dei beneficiari unici dell’impresa sono tranquillamente reperibili dalla loro camera di commercio Inforegister (e gratis), digitando nome o partita iva del richiedente. In questo modo è possibile completare la propria due diligence.

Ovviamente però si tratta di piccole e medie imprese, a cui si associa un grado di rischio che è ovviamente più alto rispetto alle grosse finanziarie p2p che si possono trovare nei prestiti al consumo. E che Maclear ripaga con tassi di interesse maggiori.

Processo di selezione dei richiedenti

In primo luogo, tutti i potenziali mutuatari devono completare il nostro questionario di Due Diligence e fornire tutta la documentazione richiesta e pertinente.

In seguito, Maclear AG esegue internamente una corretta Due Diligence utilizzando fonti di dati esterne per la corretta verifica del Beneficiario Effettivo dell’azienda richiedente e del team di progetto, il loro background storico e finanziario.

Successivamente, Maclear esegue la valutazione del rischio e assegna il punteggio di rischio ai potenziali progetti di prestito.

Sulla base della valutazione del rischio e del punteggio, la Piattaforma discute con il potenziale obiettivo del Progetto l’importo del Prestito da raccogliere e anche le garanzie da fornire.

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Recupero crediti

Nonostante il settore pmi sia notoriamente quello oggi più rischioso, in termini di regolarità dei pagamenti, Maclear punta molto sulla propria capacità di selezionare richiedenti affidabili e si impegna ad uno schema di recupero crediti, nei casi molto rigido:

  • Dopo 30 giorni di ritardo, il team di Maclear comincia con delle attività di recupero “soft” contattando il cliente tentando di trovare una soluzione, capendone le motivazioni.
  • Se passano altri 30 giorni (2 mesi in tutto di ritardo), Maclear inizierà a passare dal legale attraverso azioni formali per iniziare un recupero forzoso.
  • Se da lì, il recupero tramite gli atti legali non dovesse avere successo, inizierà le classiche azioni verso il tribunale per recuperare i fondi messi a garanzia dal richiedente in vece degli investitori.

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Provision Fund

Il provision fund ha lo scopo di coprire eventuali ritardi di qualche richiedente. In Maclear ha un funzionamento nettamente differente dal resto delle altre piattaforme, ed è una delle principali novità positive introdotte da questo portale.

A differenza dei classici fondi di copertura a cui siamo abituati nel lending, in Maclear esso non entra in gioco quando avviene il fallimento della società, ma direttamente nel momento in cui avvengono dei ritardi nel pagamento di alcune rate.

Esso viene alimentato con il 2% dell’importo raccolto da ogni campagna di prestito chiusa con successo. Questi fondi vengono accantonati in un conto separato della società e serviranno a compensare gli investitori da qualsiasi progetto che dovessero subire dei ritardi nei pagamenti degli interessi (Attenzione: solo interessi, la quota capitale al momento resta fuori). I ritardi saranno compensati dal fondo fino all’esaurirsi delle sue disponibilità: nel momento in cui il fondo non è più capiente, il rimborso in vece del richiedente ritardatario viene sospeso.

Nel momento in cui una rata di prestito accumula un ritardo di 3 giorni dalla scadenza pattuita, il fondo, se capiente, andrà a coprire il ritardo del richiedente.

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Mercato Secondario

Attualmente in Maclear non è presente un mercato secondario per liquidare in anticipo i propri investimenti. E’ però prevista la sua istituzione in futuro, anche se ancora non precisato, al momento.

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Bonus per gli investitori

Attualmente Maclear è nella fase di lancio della piattaforma, e riconosce agli investitori una serie di bonus particolari.

Ricordandovi che potete iscrivervi dai link del blog: Iscrizione Maclear, ecco la lista di bonus attualmente attivi:

  • 1,5% di cashback sull’investito dei primi 90 giorni.
  • 2% aggiuntivo sui rendimenti dei progetti per gli investitori che investono più di 5.000€.
  • Autumn Program: di breve durata, un ulteriore bonus del 3% aggiuntivo sui rendimenti dei progetti, tolto dalle commissioni ricevute dalla piattaforma Maclear.

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Tassazione

Come ogni piattaforma estera, Maclear NON funge da sostituto d’imposta per gli investitori italiani. L’investitore dovrà dichiarare l’intero importo lordo e la tassazione seguirà l’applicazione della sua aliquota IRPEF.

Maclear, essendo di residenza Svizzera, non trattiene alcun importo in anticipo. L’investitore otterrà i suoi interessi interamente al lordo e sarà suo intero compito presentarli nella sua dichiarazione, pagando le tasse solamente in Italia.

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Conclusioni

Per concludere, ecco le mie considerazioni riassuntive finali sui punti di forza e di miglioramento della piattaforma Maclear.

Punti di Forza:

  • Alti rendimenti offerti per i progetti in raccolta.
  • Soggetto regolamentato dalle normative finanziarie svizzere.
  • Rendimento investitori incrementato ulteriormente da sistemi di bonus particolarmente elevati, per lanciare sul mercato la piattaforma.

Punti di Debolezza:

  • Piattaforma molto giovane e ancora in fase di lancio.
  • Pmi baltiche, quindi il rischio è più alto della media.
  • Non è presente un mercato secondario.

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E, ricordo sempre che potete iscrivervi attraverso i link di P2P-Italia: Iscrizione Maclear, per sostenere il blog!

Aggiornamento recensione Twino

Cari investitori, proseguo con l’aggiornamento delle mie recensioni di piattaforme “classiche” di p2p lending.

Ho pensato di riprendere stavolta in mano quella di Twino. La vecchia recensione che avevo nel blog era veramente datata e ormai obsoleta. Vari asset, una volta presenti, sono stati rimossi dalla piattaforma con l’avvento delle asset backed securities, gli strumenti quotati nel Nasdaq lettone con sottostante i prestiti p2p.

L’occasione di scegliere proprio Twino mi è stata data da un altro nuova forma di prestito da loro creato, le real estate securities, che non sono altro che una ripresa delle securities di cui sopra, ma traslate ai progetti immobiliari.

Le real estate hanno due differenze importanti: sono di tipo equity (quindi con un ritorno variabile sulla base del risultato della gestione degli immobili sottostanti) e sono investimenti da considerarsi a lungo termine (generalmente fino anche a 10 anni).

Oltre a questo, come al mio solito, parlo di tutti quelli che sono i punti che mi piacciono, e quelli che mi piacciono meno, di questa piattaforma.

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Troverete comunque tutto nella mia recensione aggiornata nella lista che trovate in home, ma che potete raggiungere anche da questo link:

Twino, la recensione.

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Inoltre, grazie al blog di P2P Italia, ho avuto la possibilità di fornire un bonus dedicato agli investitori che non sono ancora iscritti alla piattaforma. Con l’iscrizione attraverso i link del blog, avrete la possibilità di ricevere un cashback di 20€ una volta che investirete i primi 100€ in piattaforma. E’ un bonus che non è reperibile altrove, quindi se siete interessati, potete approfittarne:

Iscrizione Twino

Fintown: Investire in immobili affittati

In questa nuova recensione tratteremo una nuova piattaforma presa in esame dal team di P2P-Italia, attiva nel panorama del lending in ambito immobiliare: Fintown.

Fintown propone un approccio innovativo in questo settore. Tradizionalmente, le piattaforme proponevano prestiti per finanziare progetti immobiliari, concepiti come ristrutturazioni mirate alla riqualificazione energetica prima della vendita, intesi come prestito-ponte in attesa di finanziamenti pubblici. Fintown propone invece acquisto di quote di finanziamenti destinati alla gestione di immobili in affitto, e riconoscerà agli investitori dei rendimenti derivati dagli affitti degli immobili stessi.

Ogni prestito è infatti legato ad un immobile, o ad una porzione di esso (ad esempio un gruppo di appartamenti). Tali appartamenti sono offerti in locazione a privati e, tramite i ricavi degli affitti, verranno ripagati gli interessi.

Fintown è una realtà nuova: creata nel 2022 da due imprenditori, Maxim Vihorev e Vladislav Siganevic, si posiziona nel mercato come piattaforma per raccogliere capitali dalla platea di investitori per finanziare l’operatività del gruppo Vihorev.

Iscriviti a Fintown da qui

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IL GRUPPO VIHOREV

Il gruppo Vihorev è presieduto da Maxim Vihorev. Si tratta di un ente di gestione immobiliare che concentra la propria attività nella città di Praga, e i cui immobili sono destinati alla locazione per brevi periodi, ovvero a scopo turistico.

Concretamente parlando, il gruppo è composto da quattro società: a fianco di Fintown troviamo un fondo di investimento immobiliare, una società che gestisce gli appartamenti oggetto dei finanziamenti e una quarta società dedicata allo sviluppo del mercato. Nel complesso, parliamo dunque di un gruppo formato da quattro piccole società, che tuttavia operano con fini comuni e condivisi.

Ho avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con un referente della piattaforma sulle prospettive future. Esso afferma che, allo stato attuale, i futuri piani di sviluppo dell’attività sono concepiti per essere concentrati in questa città, ma nel lungo periodo non si escludono espansioni in altre zone.

La società che gestisce Fintown è formata da un team piccolo, composto da 4 persone: i due fondatori, un responsabile marketing e un IT addetto al sito.

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INVESTIRE IN FINTOWN

Come anticipato, i prestiti hanno principalmente lo scopo di finanziare le risorse del Gruppo Vihorev destinate alla gestione degli appartamenti, permettendo così di aumentare le risorse finanziarie per l’espansione della propria attività.

Attualmente disponiamo di tre le tipologie di prestito per investire attraverso Fintown:

  • Partecipazione al progetto: è una modalità di prestito assai simile alla nostra associazione in partecipazione. Qui si condividono gli utili dell’appartamento, anche se il tasso contrattuale riconosciuto all’investitore è fisso e pari a quello presente nell’offerta del singolo prestito. Da contratto, è previsto però che l’investitore partecipi anche alle potenziali perdite nel caso in cui si verifichino difficoltà nella locazione. Questo punto, che prevede un tasso fisso ma con la possibilità di partecipare a potenziali perdite di capitale, è un argomento non del tutto chiaro all’interno dei contratti.
  • Prestiti mezzanini: nei casi in cui gli appartamenti di proprietà siano già soggetti ad un mutuo bancario per finanziarne l’acquisto, i prestiti mezzanini sui quali possiamo investire in Fintown rappresentano debiti subordinati al soddisfacimento di tale mutuo. Pertanto, questi sono leggermente più rischiosi e prevedono un’ipoteca dell’appartamento (che, generalmente, è di secondo grado).
  • Developement: Questa opzione, di più recente apertura, riguarda i classici prestiti per acquisto, ristrutturazione o riqualificazione dell’immobile. Questa si basa sugli stessi principi che caratterizzano i prestiti in lending immobiliare presenti nelle più famose piattaforme concorrenti.

I tassi di rendimento variano dall’8 al 14% lordo annuo, a seconda della tipologia di prestito e della durata.

Per i prestiti in Fintown (al pari di quasi tutti i prestiti immobiliari disponibili sul mercato), non viene offerto alcuna garanzia di buyback.

Su tutti i progetti presentati, il gruppo Vihorev ha una skin in the game di almeno il 20%.

In aggiunta, su ogni prestito è presente la group guarantee del gruppo Vihorev. In sostanza, se per qualche ragione ci fossero dei problemi nelle locazioni (o nel progetto, in caso dei developement), il gruppo Vihorev non fornisce un buyback diretto ma si obbliga a ripagare l’investitore nel caso in cui i problemi derivassero dalla società che gestisce Fintown. Potremmo definire dunque il buyback come una “garanzia” che scatta dopo un certo numero di giorni di ritardo. La group guarantee è un’obbligazione più generica in quanto non fornisce informazioni sulle tempistiche di rimborso.

Questa garanzia è comunque attiva anche per la modalità di partecipazione, che contrattualmente prevede che l’investitore venga ripagato con un tasso fisso sul prestito. Nel caso di problemi con l’attività di locazione, è però prevista la possibilità di scaricare su di esso una quota delle perdite. Tuttavia, ancora, nelle proposte di prestito pubblicate, viene sempre indicata la group guarantee di Vihorev qualora Fintown non riuscisse a coprire le rate di rimborso. Ad oggi, non posso dire di aver compreso in maniera inequivocabile il reale vincolo di Fintown a coprire i ritardi su questa tipologia di prestito. Voi ci riuscite?

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REGOLAMENTAZIONE

Attualmente Fintown non rientra nell’ambito di applicazione del Regolamento Europeo sul crowdfunding. Grazie a un’esenzione fornita dalla Banca Centrale della Repubblica Ceca Fintown non sarà coinvolta dalle normative del Regolamento UE 1503/2020, scaricabile al seguente link: Esenzione dal Regolamento Europeo

Questo è un punto negativo per quanto riguarda il rischio intrinseco. In tale Regolamento viene espressamente prevista la non possibilità per i soggetti che gestiscono le piattaforme di proporre la raccolta di finanziamenti per progetti da loro stessi gestiti. Il motivo è chiaramente la volontà di evitare conflitti di interessi potenzialmente pericolosi per l’investitore, che difficilmente può valutare autonomamente, in concreto, eventuali rischi di frode.

L’interpretazione della Banca Centrale locale è la seguente: se la società che vuole agire sia da gestore di piattaforma sia da richiedente del prestito offre contrattualmente un obbligo di copertura finanziaria per l’investitore, l’impossibilità di rimborsare le rate nei tempi previsti su un determinato prestito rende bypassabile il rischio di conflitto di interessi. Pertanto, le normative del Regolamento Europeo potrebbero non trovare la corretta applicazione.

La Banca Centrale della Repubblica Ceca ha pieno diritto di decisione in questo ambito e quindi, dal mio punto di vista, l’esenzione sembra essere valida. Ma siete convinti della motivazione utilizzata come giustificazione? A mio avviso, la questione non è chiara e mi lascia con non poche perplessità.

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MARKETPLACE

Per come viene illustrato nel sito, il marketplace di Fintown è semplicissimo. Trattandosi di una piattaforma molto recente la quantità e variabilità dell’offerta di prestiti è esigua.

Questo permette un’interfaccia web semplice e senza particolari filtri, agevolando la scelta per per l’investitore tra le opzioni di prestito.

Ad esempio, entrando su un singolo progetto si possono analizzare le caratteristiche dell’offerta. Ecco gli strumenti che ci vengono messi a disposizione:

Innanzitutto, ci viene presentato un grafico con la composizione del capitale legato all’immobile, o alla porzione dell’immobile, ovvero gli appartamenti, a cui il prestito è legato.

Normalmente il valore è suddiviso tra una quota “equity”, composta dal capitale di Vihorev group direttamente investito negli appartamenti. A questa è possibile affiancare un finanziamento bancario (senior loan) e i finanziamenti raccolti dagli investitori nella piattaforma.

Inoltre, troviamo una tabella dove vengono indicati dettagli importanti come il termine minimo del prestito, il valore degli appartamenti (che fungono anche da collaterale), il tipo di finanziamento richiesto, l’indirizzo dell’edificio, il link per poter accedere al portale online dove gli appartamenti sono messi in affitto (nell’esempio, Booking) e altri dettagli di questo tipo.

Le informazioni disponibili sui prestiti

Mi soffermo su alcune caratteristiche della lista poiché ritengo fondamentale la loro corretta comprensione e valutazione.

Minimo termine di finanziamento: il periodo prima del quale l’investitore non può richiedere, senza penali, il rientro del proprio capitale. Alla fine di tale periodo, l’investitore può scegliere tra le seguenti opzioni:

  • Liquidare il prestito senza penali.
  • Continuare ad avere i fondi investiti nel prestito (ricevendone sempre gli interessi) fino a quando l’investitore deciderà di ritirarli. L’unico limite massimo è il cosiddetto “Massimo termine del prestito”, indicante i mesi massimi in cui è possibile detenere il prestito, inserito anch’esso nei dettagli del progetto in una tabella successiva.

Come vedete, quindi, quando investiamo in Fintown non è prevista una scadenza fissa nei prestiti. I fondi investiti possono essere tenuti per un determinato arco temporale, scandito da un periodo minimo e uno massimo. Fin tanto che manterremo il capitale investito, riceveremo i relativi interessi relativi.

LTV: rappresenta il rapporto tra il debito richiesto all’investitore Fintown e il valore di mercato degli appartamenti in collaterale. Attenzione però: il finanziamento bancario ha priorità di rimborso rispetto al prestito richiesto in piattaforma (prima pagano le banche, poi gli investitori!). Quindi questi valori, di per sé già molto alti, sono però da valutare con ottica differente rispetto alle altre piattaforme di lending immobiliari: qui non c’è un’operazione di flip da svolgere (che prevede infine la vendita dell’immobile). Al contrario, l’immobile non deve essere venduto, eliminando di conseguenza il rischio di doverlo vendere ad un valore sufficiente per soddisfare gli investitori. Il rischio è però legato all’effettiva redditività degli affitti, che è un concetto molto diverso. Gli LTV su Fintown sono enormemente più alti che altrove, ma la rischiosità della locazione, secondo gli obiettivi della piattaforma, è molto minore.

Project phase: lo stato attuale in cui si trova l’immobile rispetto alla destinazione per cui è stato acquistato (nell’esempio, operating = correntemente in affitto).

Altre informazioni che potremo trovare sono:

La composizione del prestito complessivo legato agli appartamenti, con la suddivisione tra la ‘skin in the game’ di Fintown, l’eventuale mutuo bancario e la quota prestito lasciata agli investitori della piattaforma.

Viene poi fornito per ciascun progetto anche la percentuale di giorni affittati per gli appartamenti in questione rispetto al totale di ciascun mese, detta ‘occupancy rate’. Inoltre, è indicata l’ADR (Average Daily Rate), cioè il valore, in euro, dell’incasso giornaliero medio da affitto.

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LIQUIDARE IN ANTICIPO I PRESTITI

Non è presente un vero e proprio mercato secondario in Fintown. Non è quindi possibile rivendere ad altri investitori privati i prestiti sottoscritti.

Come abbiamo visto, successivamente ad un “minimo termine di investimento” specifico per ogni prestito, è possibile liquidare l’investimento senza commissioni.

È però prevista una possibilità (tuttavia onerosa) per rivendere anticipatamente a Fintown il prestito pagando delle commissioni elevate a seconda del periodo di detenzione già effettuata:

  • Da 1 a 12 mesi (e prima dell’apertura della finestra operativa di liquidazione): commissione del 30% sul capitale investito
  • Da 13 a 24 mesi (e prima dell’apertura della finestra operativa di liquidazione): commissione del 20% sul capitale investito
  • Oltre 25 mesi (e prima dell’apertura della finestra operativa di liquidazione): commissione del 10% sul capitale investito

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VIP CUSTOMER PLAN

È prevista infine la futura implementazione di un piano di ricompense, destinato agli investitori con capitali maggiori. Non essendo tuttavia riuscito a comprendere su quali incentivi stiano pianificando, mi riservo di aggiornare tale sezione quando la situazione sarà più chiara.

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BONUS ISCRIZIONE

Se volete iscrivervi alla piattaforma, grazie al blog di P2P-Italia, avrete la possibilità di ottenere un cashback del 2% sul vostro primo investimento in piattaforma. Per usufruirne, potete iscrivervi dai link di questo articolo: Iscrizione a Fintown, oppure dal link che trovate nella pagina Bonus per investitori.

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CONCLUSIONI

Infine, come di consueto, ecco un riassunto dei punti di forza e debolezza di Fintown.

Punti di forza:

  • Interessi riconosciuti dai profitti di immobili in affitto.
  • Alta trasparenza sui dati generati dagli immobili e sui capitali coinvolti.

Punti di debolezza:

  • Realtà molto giovane e business concentrato unicamente nella città di Praga
  • Occorre prestare attenzione al funzionamento della modalità di prestiti ‘participation’ poiché non è chiarissima da un punto di vista contrattuale.
  • Realtà non soggetta al Regolamento Europeo sul Crowdfunding.
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