Le migliori piattaforme p2p – Gennaio 2024

Cari investitori, come da tradizione con la chiusura del trimestre, ho aggiornato il ranking delle migliori piattaforme di p2p lending su P2P Italia.

Pochi scossoni nel mondo del p2p lending negli ultimi tre mesi. I “trend” attuali sono sostanzialmente due: alcune piattaforme molto consolidate stanno diminuendo i tassi di interesse e la fase di passaggio/adattamento alle procedure della nuova regolamentazione europea, recentemente diventata effettiva al 100%, anche in Italia.

Ho approfittato di questo momento di tranquillità per effettuare una modifica nella lista degli argomenti su cui formulo il mio voto. Ho raggruppato due delle precedenti caratteristiche: trasparenza e regolamentazione. Le vedrete assieme d’ora in poi, in quanto il mercato si è evoluto e ormai la gran parte delle piattaforme sono regolamentate. La trasparenza nella comunicazione si lega alla regolamentazione, quindi le considererò come un’unica voce.

Per contro, ho ritenuto di aggiungere un altro elemento che credevo di aver colpevolmente tralasciato in precedenza, cioè la possibilità effettiva concessa dalle piattaforme di poter liquidare in anticipo gli investimenti effettuati, per venire incontro a dei propri cambi di strategie personali nel tempo.

Liquidabilità: riguarda l’efficienza nel poter recuperare il proprio investimento, qualora si voglia liquidare in anticipo i prestiti per le più svariate esigenze personali. In una piattaforma, la durata dei prestiti è a breve termine o a lungo. Nei casi di lungo termine, è presente un mercato secondario per rivendere i prestiti ad altri investitori? In alternativa, i loan originator offrono la possibilità di ricomprare i propri prestiti? Oppure siamo costretti ad attendere la fine del prestito per recuperare il capitale? E, nel caso ci sia la possibilità di rivendita, l’acquisto normalmente avviene istantaneamente oppure c’è il rischio di non vedersi ricomprato il prestito? Infine, utilizzare questa opzione è gratuito o la piattaforma applica delle commissioni? Ecco un po’ di elementi che influenzano un valore alto di questo attributo di “liquidabilità”, più è semplice recuperare l’investimento, più alto sarà il mio voto.

Nel testo della maggior parte delle piattaforme in ranking di questo trimestre, ho inserito una nota in merito, a spiegazione di ciascuna mio voto personale.

Ecco quindi l’aggiornamento della mia “classifica”, che come sempre potete trovare in questa pagina: Le migliori piattaforme – Gennaio 2024.

Le valutazioni

Ricordo sempre che, a parte la premessa di questo ranking specifico, sono sempre queste le 6 “caratteristiche” su cui baso i miei voti:

  • Rendimento: il rendimento atteso per un investitore che investe con una buona dose di valutazione dei rischi e dei progetti. NON è il rendimento di un investitore casuale che seleziona con poca attenzione. Quello capite sarà molto minore e varierà a seconda della diversificazione di ambiti e di livelli di rischio della singola piattaforma.
  • Solidità/Rimborsi regolari: Per quanto riguarda le piattaforme di prestiti al consumo, definisce lo stato di salute degli intermediari che offrono il buyback nella piattaforma e/o dei soggetti che gestiscono la piattaforma stessa assicurandone la continuità. Per quanto riguarda invece le piattaforme che finanziano aziende o progetti immobiliari, definisce il livello di regolarità di rimborsi dei progetti; o, dall’altro lato, quanti ritardi possiamo aspettarci nella loro offerta.
  • Esperienza team: uno degli elementi fondamentali per l’affidabilità nella gestione della piattaforma, sia attuale che in prospettiva di continuità futura, trovo sia l’esperienza pregressa del team in ambito di successo in p2p lending o in ambito comunque finanziario (o immobiliare se parliamo di crowdlending immobiliare).
  • Regolamentazione/Trasparenza: indica quanto la piattaforma segue correttamente le normative a cui è sottoposta la sua attività, sia di tutela all’investitore (controlli di istituzione esterne, informativa e procedurale), sia in ambito fiscale. Con focus particolare sul livello di informazioni che la piattaforma mette a disposizione agli investitori, su di essa e le loro finanziarie, e la loro affidabilità.
  • Liquidabilità: analizza se la piattaforma mette a disposizione la possibilità di poter recuperare in anticipo il proprio investimento, rispetto alle scadenze di prestiti contrattuali e, nel caso, l’efficienza nel recuperarlo. Inoltre, valuta quanto i prestiti della piattaforma siano a breve termine (maggior possibilità di liquidare/cambiare strategie), rispetto a quanto ci vincoli ad un più lungo tempo di investimento
  • Diversificazione: le reali possibilità, all’interno della singola piattaforma, di diversificare correttamente i propri investimenti, su diversi settori, nazioni, gradi di rischio, eccetera.

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Non vi resta che andare al relativo articolo, raggiungibile anche dall’apposita sezione della home del blog!

4 commenti
  1. Gianni
    Gianni dice:

    Ho iniziato da poco a investire con Mintos e ho qualche perplessità. Se ho capito correttamente, la somma investita viene ripartita tra vari prestiti con diversa durata, ma l’investimento in sé non ha una scadenza perché le somme che vengono via via restituite sono continuamente reinvestite in nuovi prestiti. Il fatto è che un numero non trascurabile e pressoché costante di prestiti sono in ritardo (fino a 2 mesi) e non possono quindi essere liquidati. La quota di investimento non liquidabile cambia di giorno in giorno ma, nel mio caso, non scende mai al di sotto del 40%, una percentuale tutt’altro che trascurabile. La piattaforma spiega che quei prestiti non sono disponibili per il ritiro e possono essere solamente rivenduti sul mercato secondario, ma in questo caso c’è una commissione da pagare. Ho sentito il servizio clienti in merito, che prima ha negato e poi, messo davanti all’evidenza, ha risposto che le condizioni di mercato cambiano e bisogna avere pazienza. Il risultato è che l’interesse reale non corrisponde a quanto dichiarato dalla piattaforma, sempre ammesso che si riesca a rientrare in possesso dell’investimento. Cosa ne pensi? Grazie mille!

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    • p40l0m4r
      p40l0m4r dice:

      Ciao Gianni,
      devo dettagliare due cose di quel che hai descritto:
      – l’investimento è il singolo prestito, non l’autoinvest, esso ti permette di fare n investimenti in automatico e puoi gestirlo come vuoi (definendo scadenze di prestito, finanziarie, attivandolo/disattivandolo a piacimento etc.). Se usi l’autoinvest, devi capire come settarlo al meglio secondo le tue esigenze e come gestirlo quando queste cambiano.

      – i ritardi sono coperti dal buyback. Ogni loan originator (le finanziarie che listano i prestiti), si obbliga contrattualmente a rimborsare i prestiti (le notes, ma non dettaglio questo) quando arrivano a 60 giorni di ritardo da una rata. C’è poi casomai da valutare la capacità dei loan originator di coprire il buyback in periodi particolari di crisi (alcune finanziarie son più solide di altre e le meno solide rischio di non averne i fondi per coprirli sempre), ma è un altro punto. L’investimento normalmente non si congela con il ritardo, viene sbloccato dopo 60 giorni. Oppure, come dici, si può vendere nel secondario (ma con una commissione). Non capisco quindi quando parli di non liquidabile. I prestiti sono disponibili al ritiro quando scadono le rate (si vede dalla durata del prestito e dal loro breakdown) oppure appunto quando scatta il buyback.

      Poi son d’accordo con te che l’interesse reale non corrisponde puntualmente al nominale dei prestiti (MA, ricordati che per i periodi di ritardo sono pagati interessi aggiuntivi!, il periodo di ritardo non inficia sostanzialmente sul rendimento).

      Spero di aver chiarito qualcosa, se no chiedi pure
      Paolo

      Rispondi
  2. Gianni
    Gianni dice:

    Ti ringrazio della risposta. Da neofita ho inziato con l’autoinvest scegliendo Mintos Core con l’idea che la diversificazione proposta dalla piattaforma (il mio portafoglio è costituito attualmente 292 attività collegate per 18 società) sarebbe stata senz’altro migliore e più efficiente di quella che avrei potuto fare io scegliendo i singoli prestiti.
    Nei dettagli del portafoglio c’è un grafico che illustra la percentuale disponibile per il ritiro e quella non disponibile per il ritiro. Passando con il mouse sopra quest’ultima (se potessi postare immagini ti manderei lo screenshot) compare un riquadro con scritto “al momento non puoi ritirare questi investimenti. Sono incluse attività collegate in un periodo di grazia, accordi in ritardo, accordi con pagamenti in sospeso da parte di società di prestito o noleggio e accordi che non sono più idonei per questo portafoglio. Puoi comunque vendere i tuoi investimenti in Note sul Mercato secondario”. Questa percentuale cambia di giorno in giorno e sta di solito tra 30 e 50%. Quello che non capisco è se posso effettivamente liquidare tutto l’investimento oppure se devo vendere quest’ultima parte nel mercato secondario. Ammetto di non aver ancora capito molto bene la logica della piattaforma, ma vorrei approfondire in vista di un incremento della quota investita.
    Ciao,
    G

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    • p40l0m4r
      p40l0m4r dice:

      Personalmente sconsiglio apertamente affidarsi ad un autoinvest settato dalla piattaforma, perchè non è detto che vada incontro agli interessi dell’investitore: non si riescono ad escludere finanziarie non solide. Molti in passato si sono scottati con questo. Se vuoi continuare con Mintos, considera realmente l’opzione di spendere del tempo per capire bene come funziona la piattaforma (ma le logiche di base sono le stesse di ogni altra, Mintos è solo un po’ più strutturata) e valutare le finanziarie PRIMA di investire. Un buon sito (gratuito ancora, ma spero per loro lo mettano a pagamento, visto il valore delle informazioni) è Explore p2p.
      Detto questo, se non puoi ritirare è perchè non è ancora arrivato il periodo di buyback, è normale. A meno che, appunto tu non lo voglia vendere sul secondario per fare prima. Tutto normale.

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