Perchè NON investo in Bondora: Aggiornamento

Ho sempre considerato Bondora come una piattaforma non al livello degli altri portali di p2p lending di cui parlo nel mio blog. Per questo motivo, ne ho parlato poco nei miei articoli, ho comunque approfittato del periodo di calma nelle altre piattaforme per un aggiornamento della mia recensione, che era ormai datata.

Dove eravamo rimasti?

Bondora in passato ha messo in atto una pesante campagna di marketing per promuoversi fra i piccolissimi (e spesso molto giovani) investitori, usando forti incentivi alla promozione destinati ad influencer nei vari canali social. Oltre ai classici blog, anche su Youtube o Instagram si possono trovare molti vecchi video che ne hanno parlato moltissimo, raccogliendo moltissimi piccoli capitali dai destinatari dei loro contenuti: spesso ragazzi della fascia d’età fra i 18 e i 30 anni,

L’attrattiva era data da un investimento dove, oltre al deposito, l’investitore non doveva fare nulla ed occuparsi di nulla. Gli bastava semplicemente attendere mentre giornalmente venivano versati gli interessi del deposito. Il funzionamento del Go & Grow, il principale strumento di investimento che mette a disposizione Bondora, e che all’epoca offriva un interesse lordo del 6,75%, è esattamente questo.

Spesso gli investitori, per via della poca esperienza e per i bassi capitali investiti, non avevano nei propri programmi uno studio approfondito di Bondora, prima di iniziare ad investirci. Bastava che in passato Bondora avesse sempre pagato gli interessi, anche in seguito al famoso periodo “nero” della pandemia nel 2020, dove vari loan originator in altre piattaforme avevano avuto difficoltà. Non importa poi se ad un certo punto, proprio in quel periodo, Bondora aveva bloccato i prelievi (per una mossa dovuta vista la massa di richieste contemporanee). La fiducia andava non andava al di là della facciata. E, questo ho sempre cercato di segnalarlo, significava investire nè più nè meno al buio.

Indipendentemente se poi alla fine le cose andavano bene o male. Con questo sistema la possibilità per l’investitore di anticipare eventuali crisi societarie era nullo.

A pochissimi era venuto in mente di investigare bene:

  • Dove investivano i loan originator di Bondora, ma soprattutto, quali erano i risultati della loro gestione?
  • Quale era lo stato di salute del gruppo finanziario che gestisce Bondora?

La fiducia quasi incondizionata sul funzionamento storico, condito dalla forte spinta promozionale detta prima, ha fatto sì che Bondora raccogliesse moltissimi investimenti. Non importava se c’erano altre piattaforme che garantivano più trasparenza, oppure rendimenti nettamente migliori. Ai piccoli investitori ciò che interessava era la comodità: me la trovo promossa, perchè non provarci? Proviamoci e non perdiamo altro tempo!


Ho in passato criticato, appunto, moltissimo Bondora per via della poca informazione che forniva per poterne valutare in modo effettivo la solvibilità (argomento in cui ho sempre spinto, che sapete benissimo se mi seguite da molto tempo).

Beh, come è la situazione attuale? Le cose sono migliorate o peggiorate? Ora la convenienza all’investimento è aumentata o diminuita? Spulciamo qualche punto…

COS’E’ BONDORA

Piccola premessa. Cos’è in breve Bondora?

Penso tutti voi già lo conosciate, comunque, per proprio i nuovi investitori, Bondora in breve è una piattaforma gestita dal gruppo finanziario omonimo, che si concentra nel business del p2p lending al consumo.

Bondora è gestita da Pärtel Tomberg e Rein Ojavere.

Pärtel Tomberg è l’attuale CEO e co-fondatore di Bondora. Ha fondato nel 2008. Prima di dedicarsi completamente a Bondora, Pärtel ha lavorato in Quelle AG, dove è stata attiva come business development manager. Altri co-fondatori sono Mihkel Tasa e Martin Rask.

Rein Ojavere è il CFO di Bondora. È responsabile di tutte le questioni finanziarie all’interno della società. Prima di entrare in Bondora, Rein era a capo del corporate banking della banca DNB in Estonia. È stato anche impegnato con la società di gestione patrimoniale Northern Star e Hansa Investment Funds.

Secondo la mia comprensione della struttura della società, gli azionisti della società sono anche i membri del consiglio di vigilanza (non proprio una buona cosa): Joao Monteiro, Mati Otsmaa, Phil Austern, così come due società di investimento: Valinor Management (una società di investimento privato dagli Stati Uniti) e Global Founders Capital (società di investimento dalla Germania).

INVESTIRE IN BONDORA

E’ possibile investire in Bondora attualmente in un solo modo. Attraverso il Go&Grow: uno strumento che permette di investire in un portafoglio deciso e gestito interamente da Bondora, che permette il riconoscimento di interessi giornalieri e la possibilità di smobilitare i capitali in qualsiasi momento a decisione dell’investitore.

In passato era presente anche la formula dell’investimento manuale nei prestiti presenti nel marketplace della piattaforma. Gli interessi offerti qui erano molto maggiori, e non era presente la garanzia di buyback. Questa forma non è oggi più disponibile, i risultati comunque riportati da vari investitori sembravano mostrare un’incidenza dei default assolutamente troppo alta anche comparandola con gli alti interessi offerti.

TRASPARENZA DI INFORMAZIONE E RISULTATI SOCIETARI

La prima cosa che sono andato a guardare è aggiornarmi sui bilanci del gruppo Bondora per capire la sua situazione finanziaria attuale.

Beh, su questo devo dire è che è nettamente migliorata rispetto a 3 anni fa, l’ultima volta che avevo scritto di questa piattaforma. Questo è un punto molto positivo.

Nel momento in cui scrivo, l’ultimo bilancio di gruppo disponibile è quello del 2022 (il bilancio 2023 credo arriverà la prossima estate).

Da bilancio si desume un’equity di 16 mln€, con un utile annuo di 2,1 mln€. Nel 2021 l’utile era stato di 6,6 mln€, nel 2022 i costi per personale che sono raddoppiati (non sapendone la motivazione, probabilmente per investimenti effettuati in quest’ultimo anno disponibile).

Bondora è stata una azienda profittevole da molti anni, ma gli utili in passato erano molto più piccoli rispetto a quelli attuali. E a mio avviso all’epoca non sufficienti per coprire con una certa sicurezza i potenziali default la mole di prestiti che faceva girare. Quindi quantomeno le cose hanno girato fortunatamente per il verso giusto.

Un punto che avevo sottolineato all’epoca era la poca chiarezza su dove venivano contabilizzati tutti i fondi che transitano dal Go&Grow. Dove sono contabilizzati? Quali sono i risultati del settore specifico? Ci sono accantonamenti per i relativi crediti inesigibili? A queste domande, invece, non ho ancora trovato risposta, purtroppo.

SATISTICHE SUI PRESTITI

In Bondora è presente una sezione statistiche, ma si riferisce al non più attivo marketplace di prestiti ad investimento manuale. Ed infatti non mi risultano aggiornatissime, le potete trovare qui: Statistiche Bondora.

Non è assolutamente chiaro quale sia la performance del comparto assegnato agli investimenti del Go&Grow. Per queste ragioni, non mi soffermo molto su questa sezione.

RENDIMENTI DI BONDORA

Andando direttamente al punto. La forza di Bondora è sempre stata il Go&Grow: come già detto uno strumento, un vero e proprio fondo gestito da Bondora, che forniva il 6,75% lordo, con interessi giornalieri.

Ad oggi, il Go&Grow è l’unica forma di investimento disponibile in Bondora. Un tempo, c’era la possibilità di investire nei prestiti singoli (in Spagna, Finlandia o Estonia), che offrivano indicativamente fra l’8% ed il 45% di interesse (gli interessi erano molto variabili a seconda del singolo prestito e del grado di rischio), ma che non erano coperti da nessuna forma di buyback. Qui i risultati ottenuti da molti investitori sembravano assolutamente non soddisfacenti, da quel che si può raccogliere dalle varie community. In questo specifico settore, l’investimento manuale “libero” si era fortunati ad ottenere un rendimento anche solo con segno positivo, considerando i default dei prestiti.

Mi concentrerò quindi sul Go&Grow, il vero motivo di investimento in Bondora.

Se già all’epoca il rendimento era basso (6,75% lordo eguale ad un 3-4% netto, togliendo le tasse sul reddito, secondo aliquota IRPEF), ora i tassi si sono abbassati per chi vuole investire capitali più sostanziosi. Da un paio d’anni, per chi vuole investire più di 700€ mensili avranno un interesse dello 6,75 fino al limite di quei 700€, ma del solo 4% lordo per la quota che supera tale limite.

Ah, se non bastasse, c’è attualmente un limite di deposito di 400€ mensile.

Vi sembra comunque sufficiente? Vi segnalo oggi ci sono conti deposito che offrono lo stesso rendimento lordo (4%), ma con tassazione agevolata! Fate le vostre valutazioni.

Ne vale veramente la pena rispetto ad altre piattaforme? Beh, potete farvi un giro nel mio blog per vedere che forse non è così.

SEMPLICITA’ DI UTILIZZO

Quello che di sicuro resta è una piattaforma molto customer oriented.

Per prima cosa, anche per gli italiani: tutta la piattaforma è disponibile in italiano, in tutte le sue pagine.

Per seconda cosa, l’investimento nel Go&Grow rimane un investimento formalmente senza impiego di tempo: investi, attendi e spera. Personalmente, credo sia una delle cose peggiori che un investitore possa fare: prestare i propri soldi senza capire bene dove li sta prestando e con quali prospettive. Però, dalla mia esperienza anche parlando con molti degli stessi investitori in lending, sembra una delle cose che una buona fetta apprezzi: il fatto di non dedicarci del tempo.

Bondora è una delle poche piattaforme che lo “consente”. E’ difficile fare sforzi aggiuntivi rispetto ad un click, non sia mai che si debba capire chi sono i loan originator, dove operano, se sono profittevoli. Guai! Se siete quel tipo di investitore, che vuole investire a scatola chiusa, prendendosi i rischi ma non dedicarci il tempo, beh Bondora è proprio quello che fa al caso vostro!

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CONCLUSIONI

Nonostante questa recensione sia un po’ particolare (ricordo: io non investo in Bondora), ho voluto comunque elencare quelli che secondo me possono essere i punti forti e i punti deboli della piattaforma:

Punti Forti:

  • Semplicità estrema di utilizzo.
  • Piattaforma in italiano.

Punti deboli

  • Rendimenti bassissimi per il grado di rischio del p2p.
  • Poca trasparenza sulle performance del portafoglio Go&Grow a livello complessivo.
  • Incapacità di valutare correttamente i risultati della gestione prestiti di Bondora.

Alternative a Bondora:

Twino

Viainvest

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