Guida alla dichiarazione dei redditi nel p2p lending 2022

E’ arrivata la primavera, e oltre al miglioramento della temperatura, questo periodo si porta dietro per noi investitori un’incombenza particolarmente sentita: pagare le tasse sui nostri investimenti in p2p lending!

Ebbene sì, alzi la mano chi di voi non ha mai avuto in questo periodo momenti di incertezza sulla propria dichiarazione fiscale e dubbi se quello che si dichiarava fosse esattamente quello che si aspetta da noi lo stato. Tanto per non fare del qualunquismo: l’Italia sarà pure un gran bel paese, ma in fatto di normative fiscali non è proprio il posto più semplice del mondo. Soprattutto per noi investitori in finanza alternativa, con la proverbiale lentezza dell’amministrazione fiscale nello stare al passo con i tempi che cambiano, tale passo può essere più difficile di risolvere un cubo di Rubik 8×8.

E in questa situazione, non è raro che le piattaforme non tentino di “sfruttare” tale incertezza per raccontare favole agli investitori, convincendoli di vantaggi fiscali o scelte a loro favore se investono con loro che non trovano riscontro nella (complicata) normativa attuale. E parlo soprattutto di piattaforme italiane in questo caso! Tanto il rischio, in questi casi, è al 100% degli investitori, le piattaforma mica si prendono la responsabilità per errate dichiarazioni dei singoli contribuenti.

Provo in questo articolo quindi a fare ordine nel mondo del p2p lending. Ormai la materia è espressa, occorre solo fare un po’ d’ordine nel tutto. Parlerò di lending, non di crowdfunding, che ha un altro regime e di cui non tratterò qui.

Prima di passare all’articolo, vi ricordo però che NON sono un commercialista. Tutto quello che leggete è legato alla mia esperienza in ormai 6 anni (che ho accumulato ANCHE con un commercialista). Perciò se le normative nel frattempo cambiano, e voi state leggendo questo articolo nell’anno 202x, sono cavoli vostri. Quello che dico vale nel momento in cui scrivo (aprile 2022). E, giusto per completare il disclaimer prima che mi scriviate in merito, io NON posso nemmeno darvi consulenza in materia fiscale, non ne ho le abilitazioni!

Perdonate la pesantezza… lo davo fare. Riprendiamo:

.

SOSTITUTO D’IMPOSTA SI’ O NO?

Ecco la prima questione da spulciare, soprattutto per i nuovi investitori. Una piattaforma che può fungere da sostituto d’imposta a titolo definitivo… fa tutto lei e noi paghiamo sempre il 26% sui nostri utili. Fa tutto lei nel senso che l’investitore in fase di dichiarazione non deve svolgere nulla. La piattaforma si occupa di trattenere questo 26% già al momento del riconoscimento degli interessi sui nostri prestiti. Queste trattenute, in questo caso, ci sollevano da ogni altro adempimento, siamo a posto con il fisco. Attenzione! NON tutte trattengono a titolo definitivo, solo i sostituti possono farlo. Altre, come vedremo, che non sono sostituti a titolo definitivo, trattengono lo stesso qualcosa, MA poi dovremo comunque andare a dichiarare, lo vedremo dopo.

Quindi la prima domanda che ci dobbiamo porre è: la piattaforma può svolgere da sostituto d’imposta? Come si fa a capirlo?

Basta andare a guardare cosa è scritto nel TUIR dopo la riforma del 2018. Riporto art. 44 TUIR lettera d-bis

“… i proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali (piattaforme di Peer to Peer Lending) gestite da società iscritte all’albo degli intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, o da istituti di pagamento rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 114 del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, autorizzati dalla Banca d’Italia;

Quindi, gli enti (leggi, le società che gestiscono le piattaforme o gli istituti di pagamento delle stesse) che sono registrati in tali albi della banca d’Italia possono fungere da sostituto d’imposta a titolo definitivo, gli altri no. Occorrerebbe andare quindi a vedere questi albi. Vi semplifico le cose, oggi di questi albi, chi sono:

  • Soisy
  • Smartika
  • Prestiamoci
  • Opyn (l’ex Borsa del Credito).

Chi non leggete fra queste 4 NON è sostituto d’imposta definitivo. Quindi? Quindi quando investite su queste l’aliquota fiscale sarà fissa del 26%. in TUTTI gli altri casi, l’aliquota che vi troverete alla fine a pagare sarà quella del vostro scaglione IRPEF.

Come si paga? Cosa occorre compilare?

Avete ricevuto redditi già tassati da sostituti di imposta a titolo definitivo, non occorre fare più nulla.

.

TRATTENUTE A TITOLO DI ANTICIPO E PIATTAFORME LORDISTE

Assodato che tutte le altre dobbiamo assoggettarle alla nostra aliquota IRPEF, per capire che % dobbiamo pagare occorre vedere in quale scaglione di reddito siamo. Cioè qual è il nostro reddito annuo complessivo? Prendiamolo e capiremo quale è l’aliquota che dovremo pagare seguendo la seguente tabella (che riporta l’irpef fino al 2021 compreso, poi le aliquote cambieranno leggermente, anche se poco significativamente):

tassazione rendite finanziarie 730 aliquota irpef dichiarazione p2p lending

Capito quanto dobbiamo pagare, occorre vedere cosa fanno le piattaforme quando ci riconoscono gli interessi:

  • La maggior parte delle piattaforme non sostituto d’imposta operano da lordiste: ci riconoscono gli interessi lordi; sono di solito le piattaforme estere. Su questi dovremo semplicemente dichiarare nel nostro 730/Modello unico l’importo degli interessi totali maturati nell’anno e ne verrà semplicemente calcolata l’imposta da pagare secondo l’aliquota a cui saremo arrivati secondo la tabella sopra.
  • Ci sono alcune piattaforme invece che trattengono comunque una percentuale a titolo di anticipo (di solito queste sono italiane e trattengono un 26%). Occorre ricordare sempre che le piattaforme che fanno così e che non sono comprese nella piccola lista dell’articolo precedente NON ci esentano da presentare la dichiarazione: loro non possono sapere qual è la nostra aliquota specifica (dipende dal nostro reddito personale). Quindi, trattengono intanto un 26% e starà poi a noi dichiarare quale è il tasso d’imposta definitivo nel nostro 730/Modello unico. In questo caso dovremo dichiarare l’importo degli interessi totali maturati E dichiarare che abbiamo già pagato (attraverso la piattaforma) il 26%, facendo calcolare che dobbiamo pagare il resto… oppure ricevere qualcosa a rimborso se siamo nell’aliquota al 23% (che è più bassa del 26).

Ci tengo a dire che occorre diffidare dalle piattaforme non comprese nella lista del capitolo precedente che tentano di propinarvi che per tali prestiti/progetti etc. è sufficiente quello che trattengono loro. In quei casi (e ce ne sono stati) vi stanno ingannando, stanno facendo il loro interesse (pubblicitario) e non il vostro (di investitori corretti).

Come si paga? Cosa occorre compilare?

In entrambi i casi sopra citati, (lordiste o con trattenute a titolo di anticipo), occorre compilare il quadro RL2 con l’intero importo degli interessi maturati, indicando nella colonna 1 il codice 1 (riferirsi all’interpello nr. 169 del 2020). Nel caso in cui abbiate ricevuto nell’anno delle trattenute dalla piattaforma (come il famoso 26% dei non sostituti definitivi), inserite tale importo nell’apposita casella, per stornare quanto già regolato. Il saldo sarà calcolato in automatico se utilizzate i precompilati online.

.

TASSE SUL P2P LENDING. COME IMPATTANO QUESTE DIFFERENZE?

Quant’è la differenza fra il pagare il 26% come sostituto d’imposta e assoggettare tutto ad aliquota irpef nel 730/unico? La risposta non può essere univoca in quanto, sebbene si possa fare un calcolo di massima, occorre tenere conto di vari elementi che sono specifici del singolo contribuente.

Facciamo una piccola prima tabella riassuntiva, con 1.000€ di interessi lordi:

tassazione rendite finanziarie 730 aliquota irpef dichiarazione p2p lending

A questa, come detto, occorre considerare degli elementi a favore di una e dell’altra situazione (sostituto e non sostituto), rispetto alla tabella qui sopra:

  • A favore dei sostituti: oltre alle già evidenti differenze prendendo uno stesso reddito, occorre aggiungere alla tassazione “diretta” anche gli effetti di un incremento di irpef su altre tasse contributi, che non si ha nel caso delle piattaforme sostituto. Per esempio, un po’ di addizionali/comunali in più, detrazioni minori, possibile calo di bonus per redditi inferiori, etc.
  • A favore dei non sostituti: occorre dire che, normalmente, a parità di investimento, i non sostituti offrono un rendimento lordo superiore o molto superiore rispetto ai non sostituti. Le piattaforme che offrono mercati esteri, dove è più facile ottenere un rendimento maggiore, ne offrono molto di più. Per le piattaforme italiane, occorre far notare che fungere da sostituti “regolari” comporta per loro costi enormemente più elevati, che spesso trattengono dai rendimenti lordi che potrebbero andare agli investitori (commissioni, maggiori spread fra pagato dal richiedente e versato agli investitori, etc.)

Il calcolo di convenienza quindi non è così immediato, occorre approfondire ogni aspetto!

.

MONITORAGGIO DEI FONDI ESTERI

Che cos’è? E’ un obbligo che ha ogni contribuente di dichiarare nel 730 o Unico quanti fondi si ha in conti esteri. E’ un passaggio fondamentale per chi investe in:

  • Piattaforme estere
  • Piattaforme italiane che utilizzano istituti di pagamento esteri (i casi si riassumono principalmente in chi utilizza Mangopay e Lemonway, istituti francesi).

In questo caso, occorre mettere a conoscenza di quanti fondi sono stati depositati nelle piattaforme (sia che siano già stati investiti in progetti, sia che stiano là a giacere).

In questi casi, come un recente interpello ha chiarito (nr. 155 del 2022, grazie al lettore Fabio per la segnalazione!) NON è rilevante se poi da questi conti investite in progetti esteri, italiani, a casa vostra, marziani. Vanno sempre indicati nella dichiarazione.

E per i sostituti d’imposta del primo capitolo? Quelli usano istituti di pagamento italiani, quindi non rilevano qui.

Cosa occorre compilare?

Occorre compilare il modulo RW, con importi di inizio anno e medi dell’anno di giacenza delle piattaforme, negli appositi campi (caselle valore iniziale e finale) e criterio determinazione valore = 2. Chi è puntiglioso dovrebbe inserire una riga per ogni piattaforma (trovate il codice di stato estero di ciascuna comodamente online). Non è escluso basti una riga per ogni paese estero. Paese di sede della piattaforma o paese del conto bancario dove andiamo a depositare? Ecco una cosa ancora dubbia, contando quanto detto, sembrerebbe paese di conto bancario, ma non è sicuro.

tassazione rendite finanziarie 730 aliquota irpef dichiarazione p2p lending

.

IVAFE PER IL P2P LENDING ITALIANO E EUROPEO

Ultimo tassello, la famosa IVAFE (la corrispondente imposta del bollo dei conti correnti). Sempre seguendo l’interpello 169 del 2020, l’IVAFE va pagata per le piattaforme con istituti di pagamento esteri (quindi le piattaforme estere e le italiane con istituti esteri) nel caso in cui tali investimenti si possano assimilare a prodotti finanziari. La cosa viene individuata con la possibilità dell’investitore di scegliere in qualunque momento se e a che valore liquidare l’investimento a terze parti. Quindi il focus è sul mercato secondario delle piattaforme. Abbiamo quindi i seguenti casi:

  • Piattaforme che non hanno mercato secondario: non si paga IVAFE
  • Presenza del mercato secondario in cui il LOAN ORIGINATOR riacquista il prestito (generalmente dove NON si può decidere a che prezzo rivendere il prestito): non si paga IVAFE
  • Presenza del mercato secondario in cui sono ALTRI UTENTI a riacquistare il prestito (generalmente dove SI’, si può decidere a che prezzo rivendere il prestito): ecco, qui si paga IVAFE

Come si paga? Cosa occorre compilare?

Sempre nel quadro RW, nel caso di importi che rientrano nei primi due punti qui sopra (dove non serve pagarci l’IVAFE), occorre spuntare l’apposito flag “solo monitoraggio”. Nel caso in cui invece fossimo nel terzo punto, occorre non spuntare questo flag, così nella dichiarazione verrà calcolato l’importo di IVAFE da versare, assieme alle altre imposte.

.

CONCLUSIONI

Non ho molto da dire come conclusioni, se non ripetere un paio di principi che ritengo fondamentali. Per capire come svolgere la dichiarazione se avete dubbi, almeno le prime volte, la cosa migliore è spendere qualcosina e affidarsi ad un professionista (un commercialista, non me ne vogliano i caf…). Poi capiti i due passaggi, essere autonomi non sarà per niente complicato. Il secondo principio è che in caso di dubbi, affidarsi agli interpelli è oggi importante. Se avete dei dubbi, mettetevi sempre dalla parte della ragione e dichiarate casomai qualcosina di più che qualcosina di meno. E se qualche piattaforma dichiara qualcosa che sembra andare in contrasto con gli interpelli, è MOLTO più facile che abbiano ragione i secondi.

Detto questo, ripeto che non sono un professionista, né tantomeno un commercialista, quindi mi appoggio anch’io a fonti Agenzia Entrate. Non vi potrò fare nessun tipo di consulenza in materia. Spero comunque abbiate trovato utile questo articolo per farvi l’idea. In quel caso, e se volete comunque riconoscermi qualcosa, per il tempo e le ricerche svolte, la cosa migliore è… utilizzare i miei codici bonus per l’iscrizione alle varie piattaforme: Bonus per investitori. Vi ringrazierò in anticipo! Oltre che andare anche a vantaggio vostro in molti casi…

E… pensate ci siano altre questioni che non ho trattato? Scrivetemi nei commenti, o in privato, che nel caso le aggiungo all’articolo!

19 commenti su “Guida alla dichiarazione dei redditi nel p2p lending 2022

      1. grazie mille ti seguo semore con vivo amore e interesse…sei preciso e leale… auguri e dicci sempre i migliori p2p !!

  1. Chiaro, sintetico ed esaustivo su un tema complicato ed intriso di dubbi. Al solito un riferimento sicuro

  2. Ciao. Le giacenze sui conti di pagamento non devono essere dichiarate ai fini IVAFE, in quanto i conti di pagamento non sono strumenti finanziari.
    Risoluzione n.56/E
    “A tale proposito si osserva che per conto di pagamento si intende «un conto
    intrattenuto presso un prestatore di servizi di pagamento da uno o più utenti di servizi
    di pagamento per l’esecuzione di operazioni di pagamento» (cfr. articolo 1, lettera l,
    del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11). A differenza del conto corrente
    bancario, sul quale è invece applicabile l’IVAFE, le somme accreditate su un conto di
    pagamento possono essere utilizzate esclusivamente per effettuare dei pagamenti e non
    anche per la gestione del risparmio.
    Inoltre, ai sensi dell’articolo 1, comma 2 del TUF, gli strumenti di pagamento
    non costituiscono prodotti finanziari. Pertanto, si ritiene che il conto di pagamento
    acceso presso l’ IP estero non rientri nell’ambito di applicazione dell’IVAFE non
    configurando detto conto un tipico “conto corrente” bancario.”

    1. Ciao Marco e grazie dell’appunto! C’è però una distinzione da fare. I fondi che sono GIACENTI nella piattaforma (cioè nel conto di pagamento) non investiti e quelli che per il conto di pagamento sono solamente transitati e quindi investiti in prestiti alla fine dell’anno. I primi non andrebbero considerati, ma i secondi sì! Dato però la difficoltà a calcolare il saldo medio di uno e dell’altro, ho sempre trovato più conveniente dichiarare come se tutto fosse investito (di solito la parte giacente è ben più minoritaria). Mi riservo comunque di controllare meglio e poi preciso nell’articolo.
      Grazie intanto!
      Paolo

      1. Ti voglio chiedere scusa. Quando ho scritto la risposta, andavo di fretta e mi sono dimenticato di farti i complimenti per il tuo lavoro di divulgazione.
        Scusa ancora.

        Marco

  3. Ciao Paolo, grazie per l(ennesimo)’ottimo post!

    oltre al tuo stesso dubbio su codice paese dei codici rw (sede legale piattaforma o paese della banca? booh) ho pero’ un mega dubbio su ciò che scrivi a proposito dell’ivafe: non riesco proprio a capire come mai una piattaforma che ha mercato secondario senza premium/discount (vedi per esempio robocash) viene considerata come “solo monitoraggio” seppur si riesca a rientrare anticipatamente dal proprio investimento..

    1. Ciao Daniele. Ho riletto ciò che ho scritto e in effetti ho saltato un passaggio. Da interpello linkato, si paga ivafe quando il prestito è rivendibile ad altri utenti. Quando è rivendibile solo al loan originator (o finanziaria che gestisce la piattaforma) no. Normalmente il primo caso puoi stabilire tu il prezzo, nel secondo no. Per questo ho scritto così, ma non deve essere per forza sempre così, perciò preciserò meglio nell’articolo a breve. Giusto appunto.

  4. Ok grazie per la chiarificazione, come previsto anche se non posso scegliere il prezzo e metto di fatto in vendita l’intero principal, lo comprano altri utenti e non diretto il LO quindi (purtroppo) 0.2% da pagare

    1. Sì ma conta che ci sono anche i casi in cui è l’LO a comprare (es. Moncera) e lì lo 0,2% non lo paghi.

  5. Buongiormo e complimenti per l’articolo esaustivo e tutto il contenuto del sito che trovo sempre molto interessante.
    Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi parli di 730/Modello unico. Da quello che sapevo io (ed è citato anche nell’interpello 169 2020) occorre presentare il modello redditi pf e non il 730. Ti può tornare?

    1. Sì nel caso in cui ti trovi nella condizione di dover compilare l’RW sei obbligato a presentare il pf (ex unico..).

    1. Ciao, certo c’è modo di verificare gli istituti iscritti all’albo, qui per esempio gli iscritti al 114: istituti pagamento. Sul fatto che nelle FAQ mettano di esserlo, beh, con altri blogger abbiamo cercato in passato di farci dire su quali basi dichiaravano ciò, non abbiamo avuto risposte sostanziali, ergo…

  6. Ottimo articolo, non mi è chiaro se occorre compilare il quadro RW anche per giacenze medie inferiori ai 5.000€. Alcune piattaforme, come Trusters, sostengono di no, sotto questa soglia.
    Altra questione, LemonWay sebbene sia Francese, su piattaforme di lending Italiane fornisce un iban Italiano e quindi chi fa prestiti fa dei bonifici verso conti Italiani. Con questa premessa ha senso compilare il quadro RW ?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.