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I rischi del p2p lending: le cose da sapere

Questo articolo credo possa essere molto interessante per chi è agli inizi nell’investire nel p2p lending. Quali rischi si possono incontrare, quando decidiamo di investire qui?

E’ una domanda che chiunque si è posto, prima di investire nelle piattaforme di prestiti fra privati.

Insomma… Il p2p lending è rischioso?

La risposta è.. SI’, MA IN PARTE! Lo si può infatti in gran parte gestire!

Questi di seguito elenco quelli che secondo me sono i principali rischi che un investitore in p2p lending si troverà ad affrontare. Ho pensato di dividerli per natura, per aiutare a farsi uno schema mentale preciso. Ho aggiunto anche, a parte di ciascuno, quelle che sono a mio avviso le azioni migliori per limitarli o gestirli nel modo più profittevole possibile.

Li ordino in ordine decrescente, da quelli che secondo me incidono di più, a quelli che incidono meno:

RISCHIO DEL RICHIEDENTE

E’ il primo, forse non il principale, ma quello che più di tutti influenza le nostre aspettative di ritorno. I richiedenti dei prestiti pagano regolarmente?

Sì: ok i nostri rendimenti potranno essere regolari.

No: allora occorre attivarsi per valutare l’effettiva convenienza della specifica scelta di investimento.

La cosa che spesso si dimentica è di capire bene CHI ci deve pagare il prestito, su CHI concentrare la nostra valutazione. Quando non ci sono coperture di buyback, è il richiedente finale. Quando invece c’è la copertura buyback, NON è il richiedente finale a dover essere valutato, ma il loan originator (colui che propone i prestiti in piattaforma): è solido? Ha le coperture per poter pagarci al posto del richiedente?

AZIONI PER LIMITARLO: Nel lending immobiliare e aziende, valutare bene chi ci chiede il finanziamento, attraverso i rating forniti dalla piattaforma e analizzando i documenti disponibili, che raccontano il progetto ed i reali soggetti coinvolti. Nel p2p lending, se c’è copertura buyback, capire bene i bilanci delle finanziarie che lo offrono (se sono in utile, se hanno sufficiente equity, per esempio).

In tutti i casi, è importante diversificare il più possibile i propri investimenti su più richiedenti. Più concentriamo i nostri investimenti verso pochi soggetti, più ci esponiamo al rischio verso di loro.

RISCHIO DELLA PIATTAFORMA

Si parla qui della volontà e capacità della piattaforma di operare secondo le normative che regolano il settore, della corretta preselezione dei soggetti che offrono i loro prestiti o i loro progetti nel marketplace, della correttezza dei contratti di prestito e interessi, e della loro visione di attività di lungo periodo.

Piattaforme come Mintos, Bondora, Soisy, Evenfi, Robocash: hanno tutto in regola per poter operare? Tutte le eventualità, anche negative, sono state regolamentate?

Il rischio è chiaramente quello di vederci congelati i soldi nella piattaforma anche se i richiedenti pagano regolarmente, a causa di problemi di operatività o liquidità della stessa. O, peggio, il rischio scam da parte di chi la piattaforma la gestisce. Quindi, sia quanto la piattaforma sia regolamentata, sia quanto potremo tutelarci in via legale se le cose dovrebbero andare male (cioè nei casi proprio peggiori, il default della stessa).

A differenza del passato, grandi passi sono stati fatti in Europa nel regolamentare l’attività delle piattaforme di crowdfunding e crowdlending. Ottenere licenze per poter operare è sempre più difficile ed i requisiti necessari sempre più stringenti. Occorre però accertarsi che le piattaforme dove stiamo valutando di aprire un conto abbiano tali licenze, oltre ad un team solido e storico alle spalle che garantisca una certa esperienza di gestione.

AZIONI PER LIMITARLO: conoscere molto bene le piattaforme dove andiamo ad investire PRIMA di investire. Informarsi sui dettagli contrattuali, seguire le recensioni di investitori con esperienza. Il blog di P2P Italia vi mette a disposizioni le recensioni delle piattaforme dove investo io, che potete trovare nella sezione a destra della pagina.

RISCHIO PAESE

E’ indirettamente collegato al rischio del richiedente. Anzi, lo influenza tantissimo, ma lo considero un rischio a sè.

Parlo della situazione economica specifica della nazione dove il richiedente risiede. Se risiede in una nazione stabile, con un economia forte, ci saranno meno rischi di “shock” esterni che possano scalfirne la sua situazione finanziaria. Al contrario, forti variazioni nelle politiche nazionali potrebbero ridurne la possibilità di reddito, ad esempio, tale da comprometterne la capacità di rimborso dei prestiti.

Si pensi, ad esempio, a cambi improvvisi di normative (i cambi delle politiche russe verso l’europa in seguito alla guerra). Oppure paesi in forte crisi economica che alzano le tasse o riducono inventivi economici su cui il richiedente contava. Ma gli esempi potrebbero essere infiniti.

Altro punto, capire se i paesi dove vogliamo investire siano normativamente aperte e già preparate agli investimenti in crowdfunding e crowdlending ci darà un’indicazione sulla stabilità delle normative che incidono sul lavoro di richiedenti e intermediari. Siamo all’interno dell’unione europea, dove il crowdfunding è normato? Se no, ci sono leggi ben definite che lo regolano?

AZIONI PER LIMITARLO: Ottenere le informazioni macroeconomiche e normative del settore del paese dove risiede il loan originator, o dove il richiedente basa la sua attività/progetto. Privilegiare investimenti su paesi con relativa tranquillità ci limiterà questo rischio.

RISCHIO VALUTA

È un rischio collegato al eischio paese, ma che ha delle particolarità, per cui lo indico a parte.

Non sempre i richiedenti prestito utilizzano l’euro come loro moneta corrente. In questo caso il prestito si concretizza in due modi:

  • Il contratto viene stipulato in euro, quindi loro dovranno pagare le rate in euro al cambio vigente con la loro moneta al momento della scadenza. In questo caso può essere che la loro moneta si sia deprezzata nel tempo, quindi loro dovranno pagare “di più” per darci la stessa quantità di euro pattuita, aumentando il loro rischio insolvenza. Al contrario, se la loro moneta si rafforza sull’euro, pagheranno “meno” per darci gli stessi euro: il loro rischio insolvenza diminuisce.
  • Il contratto viene stipulato nella loro moneta locale. In questo caso saremo noi a dover convertire i nostri euro nella moneta del richiedente. Le piattaforme che offrono tali prestiti (ad esempio Mintos o Twino) normalmente hanno il servizio di cambio valuta per i nostri depositi, attraverso il pagamento di qualche commissione. Qui il richiedente paga sempre lo stesso importo nella sua valuta, ma noi saremo soggetti al rischio cambio che, ugualmente a come prima spiegato, potrà esserci favorevole o sfavorevole.

AZIONI PER LIMITARLO: innanzitutto l’azione principale è capire bene se il richiedente opera in euro come noi oppure no. E ricordarsi che non sempre paga in euro anche se il contratto di prestito che abbiamo è im euro: dipende dalla sua nazione di residenza.

Fatto questo il comportamento più semplice, ed efficace, per limitare il rischio valuta è….. investire solo in euro, con richiedenti che utilizzano euro :).

Possiamo pensare di investire noi in valuta (secondo caso far quelli qui elencati) se abbiamo abbastanza confidenza dell’andamento del mercato valutario che ci possa dare degli extra profitti. Ma occorre avere esperienza con l’argomento.

RISCHIO LIQUIDITA’

Detto anche cash drag, riguarda la possibilità in cui la piattaforma sulla quale state investendo non abbia prestiti a sufficienza per investire tutto il capitale che avete depositato. In questo caso, i vostri soldi rimarranno giacenti sul conto senza rendervi nessun interesse, abbassando il vostro profitto atteso: si profila una perdita per mancato guadagno.

AZIONI PER LIMITARLO: monitorare sempre, prima di versare sul conto di una piattaforma, ma anche periodicamente quando state investendo, la situazione del numero prestiti disponibili in offerta. Se non sono sufficienti a coprire il vostro capitale, e se questa situazione perdura per un lungo periodo di tempo, l’opzione migliore sarebbe quella di diminuire il capitale e indirizzarlo verso lidi più efficienti.

RISCHIO FISCALE

Ci sono piattaforme (italiane) che fanno da sostituto d’imposta a titolo definitivo, come ad esempio Soisy, Smartika, Prestiamoci. E piattaforme (italiane ed estere) che non lo fanno. Vi rimando per dettagli a questo articolo: La tassazione nel p2p lending.

Per le prime, la gestione del versamento tasse è gestita dalla piattaforma. Nelle seconde, occorre lavorare nella nostra dichiarazione di fine anno.

Nonostante la normativa fiscale italiana sia chiara, occorre conoscerla per dichiarare regolarmente i nostri proventi. E questa cosa può non essere semplice per chi non è avvezzo a queste cose. Se così, occorre affidarsi ad un professionista (caf o, molto meglio, un commercialista). Il rischio è che nemmeno il professionista sia “aggiornato” con i regolamenti di questa nuova forma di investimento e vi faccia perdere tempo, oltre che farvi pagare parcella.

AZIONI PER LIMITARLO: abbastanza ovvie. Se non ve la sentite di gestire la cosa, basta investire solo in piattaforme che fanno da sostituto. Altrimenti, occorre affidarsi ad un professionista bene informato. Meglio ancora, se ne avete la voglia con il tempo, sarebbe capire bene come dichiararle in autonomia e procedere da soli a integrare la vostra dichiarazione con i redditi del p2p.

CAPITOLO SPECIALE: IL RISCHIO DELL’INVESTITORE!

Oltre a questo elenco, ho voluto infine aggiungere altri due tipi di rischi. Non sono rischi legati specificamente al mercato del p2p lending, alle sue piattaforme o quanto già detto. Sono rischi legati a….. VOI. Il rischio dell’investitore. Il rischio di non predisporsi voi stessi ad investire correttamente.

Io, dalla mia esperienza, ho notato due tipi di rischi principali di un classico investitore “amatoriale” di p2p lending.

A – RISCHIO DI NON INFORMARSI ADEGUATAMENTE

Sembra banale, ma occorre tenersi sempre informati sull’andamento del mercato del crowdlending. Capire le novità che periodicamente escono, quali sono l’andamento delle piattaforme e l’aggiornamento dei loro rendimenti, ma anche dei loro rischi.

Investire e poi dimenticarsi di aggiornarsi almeno una volta ogni tanto su dove stiamo investendo, vuol dire potenzialmente esporci a rischi perchè le condizioni cambiano e non ce ne accorgiamo. Oppure non conoscere che nel tempo nascono opportunità migliori o con meno rischio, vuol dire non ottimizzare il nostro investimento nel lending.

AZIONI PER LIMITARLO: seguire blog e canali che trattano il mondo del p2p lending. Ma attenzione, scegliere di seguire chi realmente lo conosce (non investitori occasionali che si specializzano in altre tipologie e parlano “marginalmente” del p2p), per evitare di avere informazioni di bassa qualità o, peggio, non corrette.

Io ovviamente vi consiglio di seguire il mio blog e tenere sempre d’occhio la sezione Le migliori piattaforme, che aggiorno trimestralmente.

B – RISCHIO DI NON GESTIRE BENE IL PROPRIO PORTAFOGLIO

Altro rischio “nascosto”, ma ben chiaro a chi ha qualche rudimento di finanza personale. Il rischio di non allocare la corretta % del proprio portafoglio al p2p lending.

Dire qual è la % corretta non è possibile. Dipende da molti fattori. Da come vanno i rendimenti del p2p in un particolare momento rispetto alle altre forme di investimento. Da quale è la capacità reddituale dell’investitore. La sua età. La sua propensione al rischio. Eccetera…

Però sicuramente si può dire che non gestendo bene il proprio portafoglio, si rischia di investire una % nel p2p troppo alta. Alta tale per cui eventuali perdite, che possono sempre accadere di tanto in tanto, vadano ad essere troppo elevate e che non permettano di investire .

AZIONI PER LIMITARLO: appunto perchè riguarda la sfera personale di ogni singolo investitore, non ci sono reali “consigli” che posso darvi. Se non uno, classico: evitate di investire soldi che vi creerà grossi problemi perdere, nel caso l’investimento non andasse bene.

Risultati Agosto 2022

Eccoci arrivati al mio aggiornamento sul p2p lending di agosto.

Come avrete notato il blog da qualche giorno ha una nuova grafica. Crediamo così possa essere molto più ordinato per chi legge e meno confusionario per chi cerca informazioni. Abbiamo aggiunto qualche piccola funzionalità in più e speriamo vi possa piacere. Se avete invece delle lamentele o segnalazioni a riguardo, non fatevi problemi a segnalarmele!

Passando ai veri risultati del mese, sto incrementando molto i miei investimenti in Mintos, grazie agli ottimi ritorni offerti oggi dalle Notes. Ho invece trovato varie note negative in Viainvest, nella gestione dello stesso strumento finanziario. Sono infine uscite varie informazioni rispetto all’acquisto societario di Soisy.

Sono ora arrivato al 43^ mese di investimenti, da quando ho aperto il blog (non so come mai avevo saltato qualche numero nei precedenti: ho iniziato a febbraio 2019, quindi 43!). In questo mese, i risultati non sono stati proprio eccezionali. I profitti complessivi da interessi sono stati di 348€. Di seguito la solita tabella di dettaglio con tutte le piattaforme:

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Qui di seguito il riassunto dei principali avvenimenti nelle singole piattaforme.

Come sempre, ricordo che se vi interessa iscrivervi in qualcuna di queste, potete approfittare dei bonus dedicati nella sezione Bonus per investitori! Così aiuterete anche il blog di P2P-Italia con un riconoscimento economico!

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MINTOS

Ho incrementato di molto i miei investimenti in Mintos. La nuova formula di investimenti tramite le Notes ha portato a degli interessi stellari su loan originator che considero molto seri (Delfin Group, Everest Finance, Evergreen).

Si parla di prestiti sempre disponibili al 14-15 se non anche qualcuno al 16%. E’ un’occasione che non mi posso far sfuggire, per cui ho deciso di “concentrare” l’attività di questo mese su questa piattaforma, dopo che l’avevo un po’ lasciata per motivi di rischio aumentato.

Oggi, al contrario, tali loan originator, fra cui alcuni che sembravano “spariti” da questo marketplace, ora ci stanno lasciando delle occasioni molto ghiotte.

Per questo oggi Mintos è diventata una delle piattaforme dove ho un capitale consistente. Vediamo come proseguirà nei prossimi mesi.

Ecco qui nel frattempo, la mia composizione generale del portafoglio in piattaforma: personalmente trovo molto buono avere tale mix di rendimento/durata prestiti:

Mintos ha comunque attivato fino al 30 settembre un nuovo bonus di cashback per chi si iscrive. Chi volesse approfittare del particolare momento su questa piattaforma, può iscriversi da qui: Iscrizione Mintos ed avere un bonus di cashback dell’1% per i primi 90 giorni E nel caso investite più di 1.000€, un bonus di altri 50€. Insomma, se non siete ancora iscritti, vi conviene approfittare!

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LENDERMARKET

Avevo ridotto nei mesi scorsi la mia quota in Lendermarket, in risposta all’aumento di rischio percepito per la gestione dei pending payments in Mintos da parte di Credistar, che non mi spiego se non in una mancanza di liquidità (momentanea? direi di sì, ma non ci metto la mano sul fuoco).

Questo il motivo dei rendimenti minori di Agosto. Manterrò moderata la mia quota di investimento fino a che non ci sarà chiarezza al 100% sulla situazione. Credistar ha diffuso una live in cui si giustificava questi ritardi, dovuti ad incomprensioni con la gestione di Mintos. Non mi ha convinto al 100%.

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VIAINVEST

Come già scritto, ormai tutti i prestiti listati in Viainvest si sono convertiti al nuovo metodo delle “asset backed”, cioè quei prestiti obbligazionari che non sono né più né meno le Notes di Mintos, di cui ho parlato nell’articolo del mese scorso: Risultati Luglio.

Come in Mintos, anche le asset backed di Viainvest richiedono la trattenuta in anticipo del 20% agli investitori (diminuibile per noi italiani al 10% se presentiamo la classica certificazione di residenza fiscale).

Mentre però in Mintos il passaggio sta andando liscio, senza particolari problemi operativi, in Viainvest sembra si sia generato un caos a livello tecnico in piattaforma, e non solo.

Innanzitutto, dal lancio di questi nuovi strumenti, due problemi tecnici sono accaduti in piattaforma:

  • sono per un periodo saltati i saldi di capitale ed investito nella nostra dashboard personale. In parole povere: i numeri mostrati non rappresentavano più correttamente le nostre disponibilità ed investiti in piattaforma. Problema che sembra risolto, ma ci avvisano potrebbe esserci ancora dei missmatch.
  • Cosa peggiore, alcuni autoinvest ad inizio agosto hanno sottoscritto di prestiti anche se NON combaciavano con i limiti da noi preimpostati su tali procedure. Nella sostanza, hanno sottoscritto qualche prestito “a caso” e anch’io ne sono stato coinvolto. Non malissimo nel mio caso, ma non è sicuramente stata una situazione piacevole.

In tutto questo poi, Viainvest ha dalla sera alla mattina tolto la possibilità di rivendere alla piattaforma i prestiti. Poco male per i classici short term loan (durano 30 giorni, chissene….). Malissimo invece per le credit line che, come sapete, possono essere liberamente estesi dai richiedenti fino ad un totale di volte, ma che comunque rischiano di restarci in portafoglio per molti mesi. Ecco, qui ho trovato veramente pochissima serietà da parte della piattaforma.

Nonostante capisca che per rimanere nella compliance delle nuove norme FCMC (la Consob lettone) mantenere la possibilità di rivendere asset backed alla piattaforma a piacimento non sia più possibile. Ma non è altresì possibile cambiare dall’oggi al domani le possibilità contrattuali su prestiti sottoscritti in passato!

A mio livello personale non cambia molto (non ho molti fondi investiti in credit lines). Ma la mia fiducia della gestione Viainvest nei confronti degli investitori è molto diminuita. E, in tutto questo, la comunicazione del management è stata a dir poco deficitaria.

Insomma, male.

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SOISY

Sono uscite in anticipo pubblicamente indiscrezioni sull’acquisto della società Soisy, per cui diciamo che pubblico anche qui l’informazione. La novità è stata diffusa anche da delle live della stessa Soisy:

Ebbene, Soisy è stata acquisita da Compass (conoscerete bene il marchio di prestiti personali), società del gruppo Mediobanca.

La vendita è stata effettuata però ad un prezzo molto più basso di quello di emissione delle ultime azioni in crowdfunding. Per gli ultimi azionisti (fra cui io, che avevo investito una cifra minima di 550€) c’è stata una perdita netta di circa il 60%.

L’operazione, da quanto è stato spiegato dagli stessi founder, è stata necessaria. Soisy si era trovata in una situazione di forte necessità di raccogliere capitali, in seguito a dei piani di investimento . Tali piani, dovevano essere coperti da una precedente possibile acquisizione da parte di un fondo lo scorso inverno, ad un prezzo molto più alto. Questo fondo però, all’ultimo, si è tirato indietro. Contemporaneamente, in primavera, il mercato startup finanziario ha avuto forti crisi di valutazioni: in seguito anche alle conseguenze esterne della guerra ucraina molte altre società del settore hanno avuto forti crolli delle loro valutazioni. Questo non ha consentito a Soisy di trovare altri acquirenti oltre a Compass, che ha sfruttato la situazione per acquisirla a quel prezzo. Se Soisy non avesse raccolto i fondi di Compass, molto probabilmente avrebbe rischiato il fallimento, a causa degli investimenti e spese di cui parlavo prima.

A questo, per gli investitori in crowdfunding posteriori al 2018, ha voluto dire anche la perdita dei benefici fiscali dell’investimento, con la conseguente necessità di rimborso del credito ricevuto. Infatti occorre detenere le quote per almeno 3 anni per poterne usufruire.

E’ ovvio che la gestione della situazione lascia molto amaro in bocca, soprattutto per chi aveva investito molto nell’equity di Soisy. Personalmente credo che, a carte fatte in primavera, la vendita fosse necessaria. Quello che mi stupisce molto è la gestione rischiosa in termini di investimenti precedente. Era realmente necessario rendere Soisy così fragile in termini di reddittività? Sentendo i founder sì, le startup hanno bisogno di forti investimenti per poter “rompere” il mercato, ingrandirsi ed assumere una dimensione che possa essere solida nel lungo periodo. Certo è risultato che tali operazioni con le normative ed i costi italiani sono molto ma molto più difficoltose. Non la faccio lunga, ma nelle spese ed investimenti molto è stato richiesto dalla normativa del nostro paese.

Vi siete chiesti perchè le società del lending che stanno invece andando a gonfie vele hanno sedi all’estero? Baltici, Regno unito?

Ecco comunque perchè non investo seriamente in crowdfunding societario, soprattutto in Italia.

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TWINO

Twino come già detto ha cominciato molto lentamente (ma secondo i piani) a rimborsare quote capitale dei prestiti russi, secondo il limite di 10 milioni di rubli al mese imposti dalle direttive di quella nazione come ripicca per le sanzioni subite (anche) dall’Unione Europea.

Nonostante , vedo tali sanzioni assolutamente legittime per i crimini commessi dalla nazione russa (sì so che fra qualche lettore ci sono gli anti-sanzioni, ma la mia idea personale è questa).

Prendo in carico quindi questo rallentamento dei rimborsi capitali (gli interessi per i ritardi stanno comunque finora arrivando: sono pagati). La considero come un’estensione lunga dei prestiti.

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ESTATEGURU

Purtroppo ho avuto ben 3 default ad Agosto in Estateguru, tutti e 3 in Finlandia. Se (spero) è come al solito, buona parte del capitale verrà recuperata, ma guardando gli aggiornamenti ci vorranno fra i 3 ed i 10 mesi a seconda dei casi. Mese quindi non proprio positivo e che ha inciso nei rendimenti inferiori alla media che ho in questa piattaforma.

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PEERBERRY

Purtroppo su Peerberry non sto più riuscendo a trovare prestiti che soddisfano i miei requisiti personali. Requisiti semplici: voglio avere una grossa quota di portafoglio nelle maggiori società del gruppo Aventus (quelle polacche). Sono varie settimane che non riesco più a trovarli e ormai la gran parte della mia quota sta rimanendo disinvestita. Il rendimento bassissimo di Agosto è dovuto a questo.

Per questo motivo, mi sono visto costretto a prelevare circa la metà del mio capitale su questa piattaforma, in attesa di tempi più normali. Non c’entra nulla per me la crisi ucraina in questa scelta. Ma non mi va di non poter avere prestiti sui loan originator storici.

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ROBOCASH

No, non è una ripetizione di una notizia data il report scorso… Purtroppo si è ancora abbassata in Robocash la griglia dei tassi. Ora per i prestiti a brevissimo termine, offre l’8%.

Mentre non cambia nulla per i prestiti a medio-lungo termine. Personalmente, dato che avevo già diminuito di molto la quota in passato, per altri motivi, personalmente ho ora solo aggiustato gli autoinvest allungando i tempi dei prestiti. Robocash comunque è sempre disponibile a liquidare i miei prestiti in anticipo se avessi bisogno in futuro di disinvestire.

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AFRANGA

In Afranga è tornato un po’ di cash drag. Anzi, non un po’, molto.

Sono stato uno degli ultimi a notare tale cambiamento nelle disponibilità. Nei primi tempi sembrava mi avessero “graziato”. Sentendo altri investitori sembra i prestiti comunque siano disponibili… dalle 3 di mattina e si esauriscono in pochi minuti. Ci sono investitori che si svegliano a quell’ora per acquistarli a mano!

Io… beh non ci penso proprio dai, c’è un limite ad ogni cosa :). La causa sembra evidentemente dovuta al forte aumento di investitori che la piattaforma ha ottenuto in questi ultimi tempi. La disponibilità di prestiti non è aumentata di pari passo ed il cash drag è una conseguenza naturale.

Monitoro la cosa nei prossimi mesi.

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VARIE

Per quanto riguarda i miei programmi di investimento nel p2p, conto nei prossimi mesi di continuare a reincrementare la quota ad esso dedicata. Ormai le piattaforme, fra gli alti ed i bassi, si stanno pian piano consolidando e trovo sia un ottimo momento per questo tipo di asset.

Per quanto riguarda il blog vero e proprio, ci saranno vari fixing nelle pagine, conseguenti al recente cambiamento di cui ho parlato. Se avete segnalazioni o qualcosa che non vi piace in merito… segnalatemelo!

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Profitti Mensili

Il mio portafoglio p2p

Recensione Robocash – Aggiornamento 2022

Ciao a tutti,

come un po’ anticipato nell’ultimo mio articolo, ho voluto aggiornare la recensione di Robocash del blog. La precedente era un po’ datata e ho colto l’occasione per aggiungere qualche altro argomento che ritenevo importante inserire.

Potete trovare la nuova review nel solito spazio “recensioni” del sito.

Per i più pigri, ecco qui il link :): Recensione Robocash (2022)

Buon investimento!

Risultati Luglio 2022

Eccoci arrivati al mio aggiornamento sul p2p lending di luglio.

Sono riuscito finalmente a trovare il tempo per studiarmi al meglio le Notes, il nuovo strumento in Mintos, che va a sostituire l’investimento in prestiti tradizionali. Troverete le mie considerazioni nell’articolo, ma vi anticipo che se dal punto di vista operativo sostanzialmente non cambia molto per l’investitore. Ho poi incrementato posizioni in Capitalia e Prepay, togliendo un po’ da Lendermarket e Soisy (dove c’è stato l’annuncio di un futuro cambiamento importante).

Sono ora arrivato al 40^ mese di investimenti, da quando ho aperto il blog. In totale in questo mese, i profitti complessivi da interessi sono stati di 453€. Di seguito la solita tabella di dettaglio con tutte le piattaforme:

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Ricordo sempre comunque che se vi interessa iscrivervi in qualcuna di queste piattaforme, potete approfittare dei bonus dedicati nella sezione Bonus per investitori! Così aiuterete anche il blog di P2P-Italia con un riconoscimento economico!

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MINTOS

E’ un periodo dove sempre più loan originator stanno passando a proporre la nuova formula delle Notes in Mintos, il nuovo strumento “obbligazionario” che sta andando a sostituire i classici prestiti che avevamo visto finora.

Nel frattempo (finalmente!) anch’io sono riuscito a trovare il tempo per informarmi un po’ meglio. Cosa molto utile dato che anche in altre piattaforme lettoni (Viainvest e ora anche Twino) stanno passando sostanzialmente alla stessa nuova modalità di emissione, seguendo i regolamenti della licenza FCMC a cui sono soggette.

Notes – analizziamole meglio

Per non scrivere un papiro sull’argomento, ho cercato di riassumere qui brevemente il loro funzionamento, nei quattro punti che secondo me sono i principali.

Procedura di emissione notes: non si investirà più direttamente nei prestiti, ma in strumenti obbligazionari che riprodurranno un sottostante di un insieme fra 5 e 10 prestiti. Tali strumenti potranno essere emessi o direttamente da Mintos (che “acquisterà” i prestiti dal loan originator, creerà le Notes e li inserirà nel suo marketplace), oppure da una società appositamente creata nel gruppo Mintos che effettuerà la stessa cosa al posto di Mintos stessa, nei casi di paesi dove le regolamentazioni non permettono a Mintos di agire direttamente.

Piano di protezione: la regolamentazione FCMC prevede una copertura di 20.000€ sul capitale investito, in alcuni casi particolari. Senza farla troppo lunga, in questi casi NON è compresa l’impossibilità del loan originator di coprire il buyback (che quindi funziona esattamente come era prima). E’ una piccola copertura aggiuntiva nei casi in cui Mintos (che emette le Notes) fallisca/chiuda e ci fosse l’impossibilità senza di essa di recuperare le somme dal loan originator (che invece avrebbe la disponibilità per erogarle).

Trasparenza informativa: Con le Notes si entra nell’ambito degli standard di informazione della normativa MiFid, quindi ad ogni investimento in questi strumenti dovrà essere fornito un classico KIID all’investitore con informazioni standard su rischi/rendimenti etc., oltre ad altri tipi di informazioni richieste dal regolamento. Cambierà poco secondo me qui a livello concreto: sono informazioni già conosciute ai più esperti.

Tassazione: Qui la nota forse un po’ più stonata. Mintos comincerà a trattenere delle imposte in anticipo sugli interessi che riconoscerà a noi investitori (cosa necessaria a causa della natura del nuovo strumento). Tali imposte dovrebbero poi essere portate a credito nella nostra dichiarazione (quindi lato rendimento netto finale non cambierà nulla), ma dovremmo comunque anticiparle alla piattaforma. Tale riporto a credito mi risulterebbe detraibile senza ulteriori adempimenti per noi, basta segnarsi a fine anno l’importo anticipato, prendendolo dai report di Mintos. Ma devo verificare non si debba presentare documentazione aggiuntiva per poterlo fare; c’è tempo.

Altra cosa interessante è che tali Notes, leggendo le spiegazioni nella piattaforma, sono tutte quotate nel mercato Nasdaq lettone (la borsa valori hi-tech dei baltici). Infatti a ciascuna di esse viene assegnato un codice ISIN specifico.

Cosa penso di questi nuovi strumenti?

Beh, dopo un’analisi direi che sono un passo in avanti rispetto ai prestiti normali. Certo è vero che richiedono più intermediari per poterli rendere disponibili in piattaforma (le società specifiche nel caso non possa direttamente emetterle Mintos) e sono uno strumento “derivato” con sottostante i prestiti (non i prestiti in sé). Però il fatto che siano quotate nel mercato di scambio Nasdaq lettone e l’assoggettamento alle procedure FCMC le rende molto più trasparenti e soggette alla stessa serie di controlli necessari per poter quotare in borsa uno strumento finanziario. Questo limita veramente moltissimo le possibilità reali di scam lato piattaforma, lasciando la grossa parte del rischio dove dovrebbe essere: nella solvibilità dei richiedenti prestito dove noi investiamo.

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LENDERMARKET

Come potete vedere dalla tabella ho prelevato ancora dal mio conto in Lendermarket.

Nonostante non ci siano problemi evidenti nella piattaforma, in Mintos Credistar sta effettuando “contrattazioni” per risolvere il problema dei pending payments e delle discrasie fra saldi a credito e a debito delle due posizioni. Si attende un recupero delle posizioni in pending, ma che si potrarrà fino a fine anno! Questa non la vedo assolutamente come una buona notizia (perchè attendere così tanto??). Mi sto quindi mettendo dalla parte della ragione diminuendo la mia esposizione in questa finanziaria.

Ciònonostante, proprio a fine mese, è uscito il bilancio del gruppo Credistar, che nel 2021 ha registrato un’ulteriori crescita. Ora è arrivato ad un utile annuale di 5,8 Milioni e ad un equity di 38 Milioni. Ma in questo caso per ritornare ai miei volumi di investimento di qualche mese fa preferisco prima vedere aggiornamenti positivi sulla regolarizzazione della situazione di cash flow verso Mintos (che lo vedo come un segnale ben più recente ed aggiornato rispetto alla chiusura contabile dell’anno scorso).

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VIAINVEST

Anche in Viainvest sono partiti con i nuovi strumenti finanziari “obbligazionari”, attivati in ottemperanza delle regole della licenza FCMC a cui sono soggetti. Questi, come per le Notes di Mintos, replicano in tutto e per tutto i prestiti sottostanti. Per un dettaglio maggiore di come funzionano, potete sostanzialmente guardare quello che ho scritto nel capitolo di Mintos di questo stesso articolo.

La sola differenza con Mintos è che con Viainvest è possibile per noi italiani farci diminuire la trattenuta di tassazione dal 20% al 10%. Ciò è possibile presentando la solita certificazione di residenza fiscale che vi potete far rilasciare in ogni sportello dell’agenzia delle entrate. Si dice che il legislatore fiscale lettone sia ancora indietro nel recepimento di questa normativa (tutto il mondo è paese….). Una volta che là nei baltici avranno normato bene quest’aspetto, mi attendo che tutte le piattaforme si comporteranno allo stesso modo nei confronti di noi investitori italiani.

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TWINO

Secondo voi, sono riuscito a Luglio a recuperare la quota di prestiti russi che era prevista in rimborso in Twino? Ovvio che no! A richiesta fatta nel gruppo telegram ufficiale, il pagamento dovrebbe avvenire la prima settimana di agosto. Aggiornerò l’articolo alla fine di questa con l’informazione se è arrivato o meno. EDIT 4 agosto: sono arrivati!

Cosa positiva è che anche Twino, come Mintos e Viainvest qui sopra, sta cominciando a lanciare le nuove modalità di strumento obbligazionario, in conformità alla stessa regolamentazione FCMC. Quindi anche qui varranno le stesse considerazioni fatte per le altre due. Anche Twino comincerà a trattenere in anticipo una % di tasse, che inizialmente sarà del 20%, con possibilità di ridurla al 10 se si presenta il classico certificato di residenza fiscale. Twino nello specifico avvisa che per alcuni paesi la presentazione del certificato potrebbe essere necessaria per evitare la doppia tassazione (quindi il cumulo delle tasse, senza riporto a credito). Vale anche per l’Italia? Attendo lumi nei prossimi mesi.

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ESTATEGURU

Vado a mesi alterni in Estateguru, seguendo quelli che sono i “flussi di cassa” in ritardo e in recupero delle varie rate dei progetti nei quali ho investito. Dopo un giugno molto profittevole, grazie appunto a vari recuperi di rate precedenti, ora luglio è tornato un mese dalla resa molto più contenuta. Per cui ad agosto mi attendo un profitto sicuramente migliore dei 18€ di luglio.

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CAPITALIA

Ho incrementato di 1.000€ il mio capitale in Capitalia, investendo in un nuovo progetto, un finanziamento ad una società di leasing di rischio leggermente più alto di quelli che prendo di solito, ma da un ritorno di un buon 12%.

Secondo me Capitalia è una delle piattaforme più sottovalutate oggi nel P2B europeo (perchè ancora nuova e meno conosciuta). Se volete leggervi la recensione, potete trovarla qui: Capitalia review

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PREPAY

Nuovo progetto immobiliare sottoscritto e contestuali nuovi interessi anticipati ricevuti su Prepay, per un valore di 76€ su 1.000 di investimento.

Prepay mi ha concesso una nuova promo per il blog di P2P-Italia. Per chi volesse iscriversi, è ora possibile nuovamente farlo con 100€ di bonus investimento nella piattaforma (capitale in prestito gratuito aggiuntivo ad un vostro investimento, su cui ne riceverete gli interessi da progetto), anzichè i classici 50. Se siete interessati, potete iscrivervi inserendo il codice ITAP2P100. Vi consiglio prima di leggerne qui la recensione, per iniziare a conoscere al meglio la piattaforma: Prepay review

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SOISY

Bomba atomica scaricata su Soisy: la società è stata venduta ad un famoso gruppo bancario italiano. Purtroppo per motivi di confidenzialità attuale della notizia non posso rivelare chi sia questo gruppo bancario, io lo so in quanto socio di (piccolissima) minoranza.

O meglio, presto non sarò più socio: per le clausole di trascinamento, il gruppo bancario in oggetto acquisterà anche le mie quote (non ho possibilità di scelta). Insomma, senza poter svelare molti dettagli, non sono contento del prezzo a cui è stata venduta, ma c’erano dei motivi di base che per motivi di privacy non potrò rivelare fino a che non si concluderà l’operazione.

Prendendo come scusa tale situazione (in realtà a causa dello scarso rendimento dei prestiti rispetto ad altre alternative odierne), ho accelerato la vendita nel secondario un blocco di prestiti che avevo aperti e ho ritirato i fondi. Sono quindi arrivando alla cifra di capitale che vedete nella tabella all’inizio di quest’articolo.

Conterò comunque in futuro di fornire più informazioni a riguardo, appena la cosa sarà pubblicabile.

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ROBOCASH

Purtroppo si è ancora riabbassata in Robocash la griglia dei tassi di interesse, tornando sostanzialmente alla situazione che c’era prima dello scoppio della guerra russo-ucraina. Vi incollo qui sotto la nuova griglia:

Sono ovviamente i prestiti a più breve termine ad essere penalizzati. Si segue sempre il trend strategico che sembra caratterizzare Robocash: voler spingere di più su quelli a medio-lungo periodo.

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AFRANGA

In Afranga gli ottimi prestiti di Stikcredit che si trovavano al 14% solo un paio di mesi fa ora sono un lontano ricordo. Ho risettato il mese scorso i vari autoinvest con i nuovi interessi al 12% e questo è il motivo principale del leggero calo di interessi ricevuti se rapporto luglio a giugno.

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VARIE

Presto troverete una nuova grafica nel blog di P2P-Italia. Stiamo lavorando per concluderla e metterla in piedi. Sarà più semplice, ma velocizzerà molto i tempi di caricamento delle pagine, soprattutto per chi ci legge da smartphone e tablet.

Questo, oltre alle meritate vacanze :), è il motivo principale per cui non ho pubblicato il classico articolo a metà mese. Sto terminando l’aggiornamento della recensione di Robocash, spero agosto sia il mese buono per la pubblicazione 🙂

Per quanto riguarda invece i miei prossimi investimenti, ho ancora rallentato l’incremento dei miei capitali nel p2p lending (che ora in realtà è sceso per la prima volta credo sotto il 25% del capitale). Bitcoin sembra proprio ha toccato il bottom di valore e gli etf energetici hanno ricominciato la salita: ho preferito puntare ancora su queste posizioni value e ho dovuto far attendere il lending. Ma nei prossimi mesi sono sicuro farò risalire anche la mia posizione in questo settore.

Buon agosto di investimenti!

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Profitti Mensili

Il mio portafoglio p2p

Risultati Giugno 2022

Eccoci arrivati ad un nuovo report mensile. Come anticipato nel mese scorso, ormai la mia posizione in staking di criptovalute è rimasta veramente irrilevante (ho solo mantenuto qualche fondo in Pancake swap). Per cui ho deciso di non inserirla più nei miei report perchè sarebbe stata poco significativa. Torno quindi alle origini, registrando solamente quello che accade nel mondo del p2p lending.

Da questo fronte è stato un mese molto tranquillo. L’unica novità (che in realtà è una cosa di non poco conto), è l’attivazione in Mintos e Viainvest dei nuovi strumenti di investimento che andranno a sostituire i classici prestiti del marketplace. Lato “operativo” sembra cambi poco o nulla, in quanto questi strumenti, di stampo obbligazionario, riproducono al 100% il sottostante a cui sono assegnati: i classici prestiti che hanno sostituito. Sembrano aumentare le tutele all’investitore, sia dal lato controllo procedurale, sia dal lato coperture in caso di insolvenze. Il problema è che mentre Mintos mi è sembrata molto organizzata nel passaggio e chiara con l’investitore, Viainvest ha dato l’impressione di essersi trovata “impreparata”. Qui ancora molte informazioni mi mancano a riguardo degli effetti del nuovo strumento. Devo approfondire meglio la questione.

Voglio inoltre diminuire la mia esposizione su Lendermarket, in seguito ad altri problemi segnalati da Mintos sulla trasparenza di Credistar.

E ho sempre le orecchie tese a comprendere le evoluzione della follia russa in termini di minacce di guerra entro i confini europei (per ora fatte solo per mostrare i muscoli nei confronti della Nato) e delle reazioni della Nato stessa. E’ chiaro che essendo gran parte dei loan originator locati in paesi dell’est europa non posso tralasciare la possibilità di conseguenze dirette in queste nazioni, per quanto veramente improbabile possa sembrare oggi. Per questi motivi, ho messo in sospeso a data da destinarsi incrementi nelle varie piattaforme che avevo preventivato nei mesi scorsi.

Sono ora arrivato al 39^ mese di investimenti, da quando ho aperto il blog. In totale in questo mese, i profitti complessivi da interessi sono stati di 354€. Di seguito la solita tabella di dettaglio con tutte le piattaforme:

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Questo report sarà più breve del solito… appunto perchè non ho avuto molte novità da registrare. E perchè mi prendo un po’ di riposo dopo l’attività frenetica delle scorse settimane nel blog (dove ricordo abbiamo pubblicato ben due recensioni di nuove buone piattaforme: Capitalia e Recrowd).

Ricordo sempre comunque che se vi interessa iscrivervi in qualcuna di queste piattaforme, potete approfittare dei bonus dedicati nella sezione Bonus per investitori! Così aiuterete anche il blog di P2P-Italia con un riconoscimento economico!

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MINTOS

Non ho ancora iniziato ad investire nelle nuove Notes di Mintos. In realtà è più che altro perchè volevo prima capire meglio alcuni aspetti riguardanti le modalità di riconoscimento dei rimborsi preventivati dalle coperture di 20.000€ sul capitale ivi investito. E, in seconda battuta, ma non meno importante… ora ho tutti i fondi in Mintos investiti già nei prestiti tradizionali :).

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LENDERMARKET

Nonostante in Lendermarket i miei rendimenti siano stati ancora ottimi e regolari in questo mese, ho deciso di fermare gli autoinvest momentaneamente e iniziare a prelevare qualcosa. Mintos, dove Credistar lista ancora moltissimi prestiti estoni e finlandesi, ha segnalato dei problemi di raccolta di informazioni sulla performance del portafoglio di questo loan originator. I problemi sarebbero creati da un non perfetto matching di dati fra i sistemi informatici delle due parti. In aggiunta di ciò, Mintos ha mostrato un significativo incremento dei pending payments di Credistar.

Tutto questo ha fatto abbassare il rating di Credistar in Mintos. E, dato comunque i ben noti problemi “storici” sulle comunicazioni di questa finanziaria (non è certo questo un caso estemporaneo!) ho deciso per ora di fermare gli autoinvest per permettermi di alleggerire la mia posizione nelle prossime settimane, per prudenza. Ho anche aggiornato eccezionalmente la mia classifica delle migliori piattaforme p2p, abbassando Lendermarket. Visto che, con queste news odierne, non la posso più mettere per ora fra le piattaforme top dei miei investimenti / mio blog.

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VIAINVEST

Anche in Viainvest sono partiti dal primo luglio con i nuovi strumenti finanziari “obbligazionari”, attivati in ottemperanza delle regole della licenza FCMC a cui sono soggetti. Questi, come per le Notes di Mintos, replicano in tutto e per tutto i prestiti sottostanti e sfruttano la possibilità di una copertura di capitale di 20.000€ sulle insolvenze fornita dai fondi europei (di cui devo però ancora capire quale ente si occuperà concretamente di gestire questa copertura).

Per ora non ho registrato nessun cambiamento in termini di rendimenti reali: i prestiti sono sempre all’interesse lordo del 12%. Il cambiamento è casomai sulle trattenute fiscali necessarie a cui verrà sottoposto il nostro rendimento, vista la diversa natura dello strumento. Il problema è che non ho ancora chiaro oggi a quanto dovrebbe ammontare nello specifico, dato che non sono ancora arrivate, nel momento in cui scrivo, notizie ufficiali da Viainvest stessa!. Sembra comunque (sembra..) che presentando il solito certificato contro le doppie imposizioni, ci possa essere la possibilità di non farsi trattenere nulla (mah, in Mintos con lo stesso strumento la cosa non era possibile, attendo ufficialità).

Inoltre, le procedura degli autoinvest sembra non funzionare più su questi strumenti. Sembra, ma non ho riscontro ufficiale, che gli autoinvest siano ancora sempre alla ricerca dei vecchi prestiti “tradizionali”, e non già i nuovi prestiti asset backed. Infatti, nonostante molte pagine di prestiti siano disponibili nel marketplace, i miei autoinvest non riescono più a sottoscrivere prestiti e devo andare a mano… E la situazione di disagio risulta comune a molti investitori. Sembra proprio un aggiornamento mancante, altra impreparazione del team di Viainvest.

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TWINO

Luglio sarà il primo mese dove dovrebbe rientrare una piccola parte delle quote capitale dei prestiti russi in Twino. Vedremo come andrà, purtroppo il fatto che abbiano disatteso i piani precedenti di buyback totale (non per colpa loro, lo capisco) mi ha fatto storcere un po’ il naso. Spero questo piano abbia una migliore concretizzazione, ricordando che per l’investitore è peggiore del primo pur con la garanzia di avere interessi sempre pagati per il ritardo.

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ESTATEGURU

Dopo un mese di maggio dove avevo accumulato parecchi ritardi in Estateguru, nella seconda parte di giugno vari di questi sono tornati regolari. Ho quindi recuperato un po’ di interessi che non avevo incassato in precedenza. Ho comunque ancora ridotto di un pochino la mia esposizione in questa piattaforma, oggi ci sono alternative che al netto di tutto rendono un 2, 3 punti percentuale in più.

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CAPITALIA

I progetti su Capitalia continuano ad uscire a buon ritmo, considerando i volumi ancora non immensi di finanziamento in questa piattaforma. Per ora mi sono stabilizzato ad una quota di investimento che ritengo congrua: 4.000€. Nella tabella all’inizio di quest’articolo vedete la al netto delle quote capitale già rimborsate, che in questa piattaforma vengono ridepositate direttamente nel mio conto corrente.

Gli interessi sono finora sempre arrivati regolari nei 3 progetti che ho finora sottoscritto. A regime sto portando a casa 39€ (che saranno in teoria flussi di cassa regolari data la poca diversificazione) per un quasi 10% annuo di media.

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ROBOCASH

Ancora un mese senza novità su Robocash. Interessi ricevuti regolari e nessun cambiamento nelle politiche dei tassi. 32€ portati a casa comodi.

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AFRANGA

Come sopra, anche Afranga è risultata iper regolare e con nessuna novità sostanziale da segnalare, 57€ incassati a giugno in questa piattaforma.

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LANDE (ex Lendsecured)

Su Lande i progetti escono oggi sempre con i tassi del 10 o dell’11%. Ho notato ultimamente una disponibilità maggiore di prestiti, non so se per un aumento reale dell’offerta o per un calo di investimento degli investitori.

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CROWDESTOR

Purtroppo in Crowdestor è da un paio di mesi dove non ricevo sostanziali rimborsi di capitale sui progetti in ritardo acquistati a fine 2019/inizio 2020. Non ci sono default ufficiali ancora, ma non ci siamo proprio… e il fondo di copertura ancora non è stato utilizzato (si parlava di natale 2021!)…

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SOISY

Sto continuando a diminuire la mia posizione anche in Soisy, dove non ho situazioni gravi ma il peso dei ritardi mi abbassa parecchio il rendimento reale. Contando che non ho nessuna intenzione di mettere grosse cifre al 4,4/4,3% del garantito, alleggerisco per spostare in altre piattaforme.

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VARIE

Report abbastanza breve questo mese… Ho comunque già in bozza di lavori qualche aggiornamento di vecchie recensioni piattaforme. Recensioni che ormai sono arrivate a due anni di età e che devo rinnovare per evitare di avere contenuti con refusi in quella sezione. Presto le pubblicherò, per ora mi godo (o mi subisco…) la calura estiva :).

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Profitti Mensili

Il mio portafoglio p2p

Le migliori piattaforme p2p – Luglio 2022

Eccoci giunti ad un altro trimestre e, come da tradizione, sono ad aggiornare la mia personale “classifica” delle migliori piattaforme p2p attualmente a disposizione.

Direi che il trend nel mondo del p2p lending e crowdlending è caratterizzato da varie crescite:

  • la crescita dei volumi. Andando anche a guardare le statistiche messe a disposizione da P2Pmarketdata, molte piattaforme ormai hanno recuperato e superato negli scorsi mesi i volumi che raccoglievano nel periodo di boom pre-covid. Segno che comunque il giro finanziario di questo settore è ben attivo, anche se ne è calata la comunicazione/promozione a livello generale.
  • la crescita dei rischi paese. E’ innegabile che i risvolti della guerra in Ucraina abbia aumentato la rischiosità dei paesi baltici in termini almeno economici.
  • la crescita dei rendimenti. E’ la logica conseguenza: le piattaforme est europee si sono trovate nella necessità di dover aumentare l’incentivo all’investimento, offrendo tassi di interesse più elevati.

Ecco quindi l’aggiornamento della mia “classifica”, che come sempre potete trovare in questa pagina: Le migliori piattaforme – Luglio 2022

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Le valutazioni

Ricordo sempre che, a parte la premessa di questo ranking specifico, sono sempre queste le 6 “caratteristiche” su cui baso i miei voti.

Questo trimestre ho deciso di aggiornare la griglia di valutazione per le piattaforme che si occupano di finanziamenti ad aziende o immobiliari. Qui ha poco senso parlare di “coperture finanziarie”, in quanto non ci sono quasi mai finanziarie che coprono i ritardi dei progetti. Ho perciò deciso di sostituire tale dicitura con “regolarità rimborsi” per indicare lo stato di ritardi eccessivi (valore basso) o pochi ritardi (valore alto). Trovo la cosa molto più coerente in questi casi.

Nella mia revisione della cosa, sto ragionando se possa avere effettivamente senso mettere come “caratteristica” di valutazione l’user friendly del sito. Ma ha realmente importanza secondo voi? Per ora la lascio poi ci penserò per il prossimo trimestre:

  • Rendimento: il rendimento atteso per un investitore che investe con una buona dose di valutazione dei rischi e dei progetti. NON è il rendimento di un investitore casuale che seleziona con poca attenzione. Quello per forza di cose sarà molto minore e varierà a seconda della diversificazione di ambiti e di livelli di rischio della singola piattaforma.
  • Solidità/Rimborsi regolari: Per quanto riguarda le piattaforme di prestiti al consumo, definisce lo stato di salute degli intermediari che offrono il buyback nella piattaforma e/o dei soggetti che gestiscono la piattaforma stessa assicurandone la continuità. Per quanto riguarda invece le piattaforme che finanziano aziende o progetti immobiliari, definisce il livello di regolarità di rimborsi dei progetti; o, dall’altro lato, quanti ritardi possiamo aspettarci nella loro offerta.
  • Esperienza team: uno degli elementi fondamentali per l’affidabilità nella gestione della piattaforma, sia attuale che in prospettiva di continuità futura, trovo sia l’esperienza pregressa del team in ambito di successo in p2p lending o in ambito comunque finanziario (o immobiliare se parliamo di crowdlending immobiliare).
  • Trasparenza: indica il livello di informazioni che la piattaforma mette a disposizione agli investitori, e la loro affidabilità, affinché possano valutare la situazione in essere nel modo migliore possibile e il più vicino possibile alla realtà dei fatti.
  • User friendly: quanto la piattaforma è semplice da utilizzare e quanto le funzionalità presenti permettono di investire centrando gli obiettivi che ci si è prefissato. Inoltre, quanto permettono di monitorare nel tempo l’andamento dei propri investimenti.
  • Diversificazione: le reali possibilità, all’interno della singola piattaforma, di diversificare correttamente i propri investimenti, su diversi settori, nazioni, gradi di rischio, eccetera.

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Non vi resta che andare al relativo articolo, raggiungibile anche nell’apposita sezione della home!

Recrowd – finanziare progetti immobiliari con pochissimi ritardi

Questa recensione di Recrowd ti aiuterà a saperne di più sulle sue offerte d’investimento, incluso come sono strutturati gli investimenti e quali potrebbero essere i tuoi potenziali ritorni.

Recrowd è un prestatore on line, che offre una varietà di prestiti immobiliari e finanziari. Recrowd è stata fondata nel 2018 da Gianluca De Simone, Simone Pitignano e Massimo Traversi e ad aprile 2022 ha finanziato 70 progetti, raccolto più di €22 milioni, concluso 27 progetti, distribuito poco più di €3,5 milioni con un rendimento medio del 9%.

Se consideriamo che il 2021 è stato chiuso con un fatturato di €1.000.000, Recrowd è una piattaforma che ha avuto una crescita esplosiva.

Il tasso di default è finora uguale a zero.

Da settembre 2021 Recrowd è partecipata da Esperia Investor al 43%, avendo rilevato la partecipazione da un investitore iniziale. Questo investimento è stato aggiunto a Monety (società del Gruppo Gabetti).

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TIPOLOGIE DI PROGETTI

Recrowd ha raggruppato i progetti in 6 categorie: Relax, Comfort, Sport, Exclusive, Alternative ed Elite. Le categorie dovrebbero essere una scala verso maggiori rischi e disponibilità finanziarie degli investitori e questo lo è escludendo la categoria prestito Alternative.

Breve spiegazione:

  • Relax: proposte immobiliari con investimento minimo di €250, tempi dei progetti da 12 ai 16 mesi.
  • Comfort: investimento minimo €500 e durate del progetto tra i 18 e i 24 mesi.
  • Sport: investimento minimo €1.000 e durate inferiori agli 11 mesi.
  • Exclusive: capitale minimo €3.000, tempi di restituzione tra i 6 e i 24 mesi. Questa categoria è rivolta a investitori preparati e con buone disponibilità.
  • Alternative: in questa categoria sono raggruppati investimenti diversi da quelli di finanziamento ad attività immobiliari. Investimenti che sono più simili ad attività finanziarie (Superbonus, anticipazione crediti, …). Investimento minimo €500 e tempi di rientro dai 6 ai 24 mesi.
  • Elite: capitale minimo €10.000 e rientro tra i 6 ed i 24 mesi. Questa categoria è chiaramente riservata ad investitori esperti e con buona disponibilità.

Non esiste alcun filtro tra investitore e tipologia di progetto, ognuno sceglie gli investimenti in base alla propria propensione alla durata, alla disponibilità e al minimo d’investimento. Probabilmente negli USA la categoria Elite sarebbe stata riservata ad investitori qualificati.

Informazioni che gli investitori ricevono sui progetti.

La documentazione dei progetti proposti è molto ricca. In particolare, per ciascuna offerta potrai visualizzare un’icona con oltre al titolo del progetto:

  • La categoria del progetto: evidenziato anche dal colore del riquadro;
  • L’interesse annuo: valore dell’interesse annuale;
  • La durata dell’investimento, al termine dalla quale riceverai il capitale investito e gli interessi maturati;
  • L’interesse totale: valore dell’interesse del finanziamento;
  • L’investimento minimo, il valore minimo che puoi investire nell’offerta;
  • La percentuale di finanziamento, riportata sotto forma di barra di progressione, indica quanto manca alla conclusione della raccolta fondi, questo chiaramente dopo l’apertura della raccolta. L’ammontare dell’obiettivo d’investimento e la quantità raggiunta in quel momento.
Iscriviti a Recrowd da qui

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IL PROGETTO

Informazioni dettagliate relative al finanziamento, tra cui la società immobiliare richiedente il finanziamento, la data e l’orario di apertura dell’investimento, l’investimento minimo per contrattare un interesse maggiore con limite evidenziato.

Si riporta inoltre il tipo di restituzione: se bullet o full bullet. Altre informazioni tra cui la ritenuta d’acconto che sarà applicato al guadagno pattuito.

Punti di forza del progetto.

  • Rating;
  • Tipo di rischio di mercato;
  • Posizione dell’immobile e richieste di mercato;
  • Altre informazioni.

Descrizione del progetto

In questa sezione sono descritte le caratteristiche salienti dell’investimento, se è una ristrutturazione con o senza frazionamento, il numero di appartamenti e le caratteristiche della zona. Le tecnologie utilizzate nella ristrutturazione dell’immobile.

Una descrizione dettagliata dell’immobile.

Una descrizione dettagliata della zona con il numero di abitanti, i servizi offerti e i collegamenti con i centri vicini.

Completa la descrizione del progetto ana serie di immagini con il rendering del risultato dell’intervento.

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Il Proponente

Descrizione della società

Sono descritte le caratteristiche della società con tutti gli elementi che permettono una valutazione: anno di nascita, tipo di società, interventi effettuati e tipologie di intervento, zona di copertura, numero di collaboratori, capitale sociale ed altri elementi di valutazione.

Se ha già presentato progetti sulla piattaforma e l’elenco di questi richiamabili in automatico per valutare i precedenti finanziamenti.

Track record

Elencazione di precedenti attività immobiliari con le loro caratteristiche. Con tipologia di progetto, dati finanziari e loro caratteristiche.

Aggiornamenti

Questa è una nuova sezione di cui personalmente sentivo la mancanza, la possibilità di seguire l’andamento del progetto con la opportunità di esaminare fotografie dell’intervento e documenti di supporto (tipo contratti preliminari di vendita, rogiti, …).

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Documenti

Questa sezione è visibile solo agli iscritti e riporta normalmente i seguenti link:

  • La visura camerale;
  • L’assesment dell’operazione;
  • Il business plan.

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RENDIMENTI DI RECROWD

Gli interessi dei progetti vanno da un minimo di 8% annuo, fino ai 12% (con alcune punte del 14%) che si possono trovare nella categoria Exclusive.

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DETTAGLI SULLA TASSAZIONE

Recrowd, come tutte le piattaforme di lending, non addebita nessuna commissione all’investitore. La piattaforma guadagna addebitando una commissione al richiedente il prestito.

La quasi totalità dei progetti sono full bullet: alla scadenza predefinita si riceverà il capitale investito con gli interessi pattuiti. In pochi casi il rimborso è bullet: in quel caso gli interessi sono distribuiti trimestralmente o semestralmente e il capitale con gli interessi residui alla scadenza.

Recrowd funge da sostituto d’imposta a titolo di acconto, questo significa che il rendimento ottenuto subisce una trattenuta fiscale automatica del 26% ma l’aliquota applicata complessiva sarà quella dello scaglione IRPEF dell’investitore. L’investitore cioè dovrà poi in sede di dichiarazione integrare il proprio reddito con i rendimenti di Recrowd, portando a credito quanto trattenuto dalla piattaforma. Questo vale evidentemente per l’investitore retail.

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AMPIEZZA DELLA SELEZIONE

Recrowd comunica che il 90% delle richieste di finanziamento è bocciato per non avere le qualità necessarie per essere proposto sulla piattaforma. La valutazione è effettuata da due società del Gruppo Gabetti: Abaco e Patrigest. Queste società terze sono incaricate di produrre un report il più possibile completo e di facile comprensione disponibile agli investitori per effettuare la valutazione dell’investimento. Questo rapporto è visualizzabile nella sezione Assesment dell’operazione citata precedentemente.

Questo rapporto contiene un doppio rating: Tecnico e Finanziario dell’operazione immobiliare. Il rapporto tecnico contiene un’analisi catastale, urbanistica ed edilizia. Questa valutazione è pregiudiziale perché se non esiste una congruità tecnica il progetto sarà scartato.

Superata l’analisi tecnica si passa ad una valutazione di congruità dei valori dell’operazione. Questo studio produce:

  • Un’analisi di mercato della zona dell’operazione.
  • Un controllo dei dati socio economici.
  • I tempi di assorbimento per valutare la congruità con i tempi di finanziamento.

Oltre all’analisi dell’operazione è prodotta una valutazione di merito dello sviluppatore immobiliare verificando:

  • La presenza di eventi negativi.
  • La presenza di eventi pregiudiziali.
  • La regolarità dei pagamenti.
  • La presenza di news negative.

Queste attività di valutazione sono supportate dall’esistenza di banche dati.

Che tipo d’investimento dovrebbero aspettarsi gli investitori, inclusi i flussi di cassa

Gli investitori in Recrowd ricevono distribuzioni di contanti in funzione degli investimenti effettuati. Queste distribuzioni sono al netto della ritenuta d’acconto del 26%.

Le percentuali di guadagno sono a discrezione dell’investitore in funzione delle scelte dei progetti selezionati. Mediamente la piattaforma offre un reddito del 9,00%. La quasi totalità dei finanziamenti sono di tipo immobiliare e con modalità di rimborso full bullet (capitale e interesse alla scadenza).

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PUNTI DI FORZA E MIGLIORIE

Punti di forza:

  • In base alle recensioni e alle opinioni degli utenti su Trustpilot, Recrowd vanta un ottimo punteggio: al momento in cui scriviamo il 95% delle opinioni è tra l’eccezionale e il molto buono.
  • Nessun progetto non rimborsato.
  • Ottima qualità dei progetti con l’utilizzo di valutazioni terze.
  • Elevato numero di operazioni.
  • Progetti di importo elevato finanziato in qualche giorno.
  • Tutti i progetti sono presentati in videoconferenza con i proponenti prima di essere proposti agli investitori.
  • Documentazione dei progetti corposa e esaustiva.
  • Ottima fidelizzazione degli investitori.
  • Dashbord degli investimenti effettuati completa con i relativi contratti con l’investitore.

Ogni piattaforma anche se ben funzionante può sempre migliorare ed evolvere.

Trovavo una grave carenza non avere lo stato di avanzamento di ogni progetto e ho notato che gli ultimi progetti hanno un link che richiama un sito della società proponente dove sono evidenziati tutti gli eventi riguardanti il progetto (fotografie, contratti, …). Sarebbe un’ottima iniziativa avere un blog mensile che riporta gli eventi importanti dei progetti che non hanno questo link di informazioni.

Sono decisamente contrario alla trattativa personalizzata e preferisco una scaletta di scaglioni di importi con i relativi interessi. Risulta a mio parere più semplice, più chiara e agevole per gli investitori ed evita la frustrazione di effettuare più tentativi per ottenere la maggiorazione promessa nella documentazione.

Ritengo Recrowd una delle poche piattaforme per qualità, numero e  volume dei progetti pronta per introdurre la funzione di autoinvest per agevolare la funzione d’investimento e rendere maggiormente passivi gli investimenti.

Iscriviti a Recrowd da qui

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CONCLUSIONI

Recrowd è una piattaforma di investimenti immobiliari ad altissima crescita con un volume di proposte molto alto. Offre investimenti di qualità con un ottima documentazione. I rendimenti sono interessanti. L’assistenza è pronta ed efficace. Trasmette sicurezza e mi trovo a mio agio ad investire nei progetti proposti.

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Piattaforme alternative:

Prepay

Capitalia

Risultati Maggio 2022

Eccoci arrivati ad un nuovo report mensile sul p2p lending e cripto, quello di maggio. Il mese, come vedrete anche nei grafici dei miei profitti mensili è stato il peggiore da due anni a questa parte. La causa del risultato negativo è stata una sola: il crollo della blockchain Terra. Ne parlerò in questo articolo, sulle cause che hanno portato a questa sorta di catastrofe nel mondo cripto e aggiungendo mie considerazioni a riguardo del mondo de.fi.

A seguito dell’ondata di sfiducia (che sarà momentanea!, ma comunque segnerà questo periodo), investire nella de.fi. oggi non lo trovo più conveniente. Ho perciò liquidato moltissime posizioni che avevo e ho spostato in altri assets.

In questo momento nel mondo cripto opero solo con posizioni di holding in bitcoin ethereum e binance coin, in attesa si calmino le acque. Tutto il resto l’ho tolto e questo credo sarà l’ultimo report, per un pò di tempo, in cui mi occuperò di lending e staking di criptovalute.

Passiamo perciò ai numeri. Sono ora arrivato al 39^ mese di investimenti, da quando ho aperto il blog. In totale in questo mese, i profitti complessivi da interessi sono stati di -1.161€, ripartiti fra 518€ da p2p “classico” e -1679€ da staking/lending in cripto. Di seguito la solita tabella di dettaglio con tutte le piattaforme:

rendimenti p2p lending

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TERRA STATION

Parto subito con la nota dolente. Cosa è successo su Terra Station? E perchè è venuto giù tutto? Era evitabile? Ho agito correttamente nel tempo?

Per chi ancora non lo avesse saputo, nei giorni fra l’8 ed il 10 maggio il valore di Luna (il token principale della blockchain Terra) e, soprattutto, la relativa stablecoin UST, hanno avuto un crollo di valore, tale da far innescare una spirale di sfiducia generale fra i suoi investitori, che hanno continuato a vendere i loro capitali. Vendendo continuamente, il valore di entrambi si è praticamente azzerato nel giro di tre giorni (solo ad inizio anno LUNA quotava anche 120$!), lasciando con un pugno di mosche tutti quelli che ancora possedevano tali cripto (io compreso :),in parte).

La causa scatenante di tutto ciò sembra essere stata due fondi di investimento in criptovalute, che detenevano grandi quantitativi di moneta ed avevano interessi in blockchain diverse da Terra. Hanno organizzato delle vendite allo scoperto utilizzando i propri ingenti fondi a collaterale, facendo saltare i valori di equilibrio di Terra.

Il funzionamento dell’ecosistema era che a forti ribassi del token LUNA, procedure automatiche acquistavano gli stessi token LUNA utilizzando la stable coin UST. In quel modo si sosteneva il prezzo di LUNA e si sarebbe dovuto fermare il ribasso del valore. Questa era una delle procedure che nei piani avrebbe dovuto dare stabilità a tutto l’ecosistema e uno dei cardini del successo che ha avuto negli ultimi mesi. Tutto però si è inceppato perchè tali fondi, attraverso operazioni che avevano l’unico scopo di destabilizzare la blockchain, hanno venduto enormi quantitativi di LUNA, troppo alti.

Il sistema, ricomprando LUNA attraverso gli UST, non solo non è riuscito a ristabilizzarne il valore (contemporaneamente molti investitori vendevano in seguito al crollo e tutto il riacquisto non bastava), ma ha anche fatto crollare il prezzo dello stesso UST, perchè pur essendo una stable, se si continua a vendere perde anch’essa di valore. L’equilibrio dopo ciò è letteralmente saltato, moltissimi capitali sono usciti dalla blockchain, decretandone la fine, azzerandone i valori.

rendimenti de.fi.

L’ecosistema dopo questo fatto sembra, infatti, sostanzialmente morto. LUNA dopo qualche giorno è tornata sì ad essere quotata dagli exchange (ora è risalita attorno ai 6$), ma la fiducia degli investitori nella stabilità è ormai saltata: nessuno vede più un gran futuro in questo ecosistema, non vedendolo più come particolarmente sicuro.

Ed io?

Se vi ricordate, avevo iniziato prima di giugno a diminuire la mia quota in LUNA. Ma non per rischi legati alla sicurezza, per voci legate alla sostenibilità finanziaria per reggere tutti i movimenti di credito de.fi. dei token della blockchain. E, inoltre, all’epoca avevo ancora molti in UST su Anchor.
Ad inizio mese ho ricominciato a prelevare fondi, ma poca roba: mai mi sarei aspettato un epilogo del genere.

Attorno all’8 giugno, quando LUNA ha subito il primo crollo, ho convertito in bitcoin una grossa parte, accettandone una perdita parziale, azzerando il conto in Terra Station e lasciando circa 2.000€ su Anchor. Il ribasso del valore di un token ci sta, anche se pesante. Non ho mai considerato profitti registrabili nel blog quando questo acquista valore, non ho perciò considerato necessario inserirne le perdite quando il valore è qui calato. Ma ho lasciato 2.000€ di stablecoin su Anchor.

Ecco, qui è stato l’errore, che dovevo magari prevedere: gli UST hanno perso circa il 60-70% del loro valore in poche ore, e solo in quel momento ho scelto di convertirli in Bitcoin, subendo una perdita di circa 1.700€, euro più euro meno. Questi li consideravo sì come capitale “a valore unitario stabile” messo in lending Anchor. Questi quindi li inserisco come perdita nel blog.

Cosa penso ora della de.fi?

Penso che il colpo alla fiducia nella de.fi. dato dal crollo di Terra, sia stato bello grosso. Nonostante veda ancora la de.fi come uno strumento che accumulerà importanza nel futuro, lo metto in “parcheggio” per qualche mese.

Parto col dire che non mi sento ancora, nel mondo cripto, così esperto da valutare gli scenari macroeconomici in modo professionale, ma scrivo comunque qualche mia impressione.

Il colpo di Terra è stato importante per due motivi:

  • Era uno degli ecosistemi a valore di capitalizzazione più alto. Per molti era ormai arrivata ad essere una delle “too big to fail”. In tanti nel tempo sono arrivati a criticare il sistema e la struttura della sua stablecoin, ma nonostante ciò aveva scalato la “classifica” delle capitalizzazioni e non era considerata da nessuno come una “shit”. Tanti detrattori che hanno avuto alla fine ragione, ma il tonfo fatto ha bruciato comunque capitali importanti.
  • Il crollo ha coinvolto una stablecoin, che avrebbe dovuto, nello scopo, avere un valore ancorato al dollaro. Indipendentemente dal metodo con cui tale valore ne fosse ancorato. E ciò invece non si è confermato ad una perdita ingente del valore del token di riferimento. Il problema è che non si sta parlando di una stablecoin qualsiasi, ma di quella che era arrivata quinta come capitalizzazione ed una delle più utilizzate in tutto il mondo de.fi.. Cioè, se crolla una altcoin, pazienza, ne verrà subito un’altra. Quando invece va a crollare una stablecoin è un problema: la stablecoin per sua natura dovrebbe operare come “ancora” di liquidità. Per liquidare una alt in de.fi in attesa di nuove operazioni si usano delle stable. E per bilanciare il portafoglio di rischio in momenti di particolare fluttuazione dei prezzi si usano stable. Insomma il valore di una stable consolidata era considerato “sacro” e affidabile (dai meno esperti almeno). Da oggi non sarà più così: occorrerà analizzare bene la bontà anche delle stable.

Citando un tweet che mi è piaciuto molto:

“Oggi (9 maggio) abbiamo scoperto che: 1 Bitcoin = 1 Bitcoin, 1 Cardano = 1 Cardano, 1 Dollaro = 60 centesimi”.

Analizzare la bontà delle stable in realtà è un lavoro che comunque andava fatto sempre. Io stesso dico che per il p2p, anche sulle piattaforme considerate generalmente come più sicure, occorre sempre analizzare approfonditamente. Ma sulle cripto, a carte scoperte, mi sono accorto di aver razzolato male.

Trovare però informazioni “ufficiali” nel mondo cripto è molto più difficile. Il mondo cripto non segue le stesse regole di pubblicità delle informazioni che ha oggi il p2p. Soprattutto nel mondo de.fi. la regolamentazione cozza un po’ con il principio base della “decentralizzazione”: la regolamentazione è un controllo, ed un controllo centrale dato da un ente che sia in grado di certificare il rispetto di procedure. Come può questo incastrarsi nei principi della de.fi? Ad oggi non ho la risposta.

Oggi per avere informazioni ci si affida ad esperti “decentralizzati” :). Ma chi garantisce nella correttezza delle informazioni, se non c’è modo di verificare in ufficiale? E’ una domanda a cui mi dovrò dare risposta.

Come io dovrò darmi una risposta, anche molti investitori si dovranno dare una risposta. E fino a che questa risposta non sarà disponibile alla grande massa degli investitori, il mondo de.fi. (ma anche ce.fi, che alla fine gli si ricollega) subirà il colpo del crollo di Terra. Poi si riprenderà… ma intanto…

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CELSIUS

Uscirò a breve anche da Celsius, sembra sia stato molto esposto sul token di LUNA e lo vedo come un grosso fattore di rischio.

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Finita la filippica sul mondo de.fi., passo alle solite note del mondo p2p lending:

P2P LENDING E CROWDLENDING

Ripartiamo poi con il classico elenco degli avvenimenti maggiori accaduti nel mese sulle piattaforme di p2p lending e di crowdlending dove investo. Ricordo sempre che se vi interessa iscrivervi in qualcuna di queste piattaforme, potete approfittare dei bonus dedicati nella sezione Bonus per investitori! Così aiuterete anche il blog di P2P-Italia con un riconoscimento economico!

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MINTOS

Importante novità in Mintos, che lancia uno strumento finanziario che da qui a luglio andrà a sostituire tutta l’attuale modalità di sottoscrizione di prestiti oggi in vigore. Ha lanciato le cosiddette “Mintos notes“.

mintos notes

Da qui in avanti, partendo da tre loan originator, per poi coprire il 100% delle emissioni nella piattaforma, l’investitore investirà in questi Mintos notes. Ho per ora brevemente raccolto qualche informazione, ma dovrò approfondirli meglio.

Sostanzialmente, sono strumenti finanziari che opereranno interamente secondo le procedure e le garanzie della normativa Mifid. Non si investe più direttamente nei prestiti, ma in strumenti finanziari che riproducono il risultato di tali prestiti, ma avranno un loro ISIN, le loro emissioni saranno controllate dal regolatore (con una protezione del capitale di 20.000€, su cui devo approfondire) e ci sarà un minimo di investimento di 50€. I debitori resteranno sempre il loan originator o una SPV apposita in alcuni casi in cui il loan originator avrà difficoltà normativa a operare al posto del richiedente finale in casi di non pagamento.

Le notes avranno valore di 0,01€ ciascuna, in modo tale da rendere il più fluido possibile l’investimento e la liquidazione dell’investitore ed il minimo acquistabile sarà di 5.000 notes (0,01€ * 5.000 = 50€).

Last, but not the least, verrà applicata una trattenuta del 20% alla fonte sui rendimenti girati agli investitori (non diminuibile per gli investitori italiani). Questa trattenuta, sarà poi riportabile a credito dalle nostre tasse nella dichiarazione 730.

Come detto non ho avuto il tempo sufficiente a disposizione per approfondire ancora l’argomento e dargli una valutazione. Certo è che Mintos si conferma come piattaforma molto innovativa del settore. Per ora ho bloccato tutti gli autoinvest, in attesa di comprendere meglio la situazione.

E’ chiaro che una tutela maggiore e quella che sembra una copertura di capitale sono argomenti a favore molto importanti. Sembra queste Notes siano in tutto e per tutto obbligazioni scambiate nel mercato di Mintos, che riproducono come sottostante i prestiti emessi dai loan originator e coperte da loro stessi. Ma devo chiarirmi bene come funziona la copertura (ed il buyback??), cosa può succedere ai tassi di interesse nominali ed il funzionamento delle emissioni e del controllo.

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TWINO

Brutta notizia su Twino: il piano di rimborso dei prestiti russi, secondo le normative di quella nazione sui flussi di denaro verso i paesi “ostili”, verrà allungato fino a 3 anni. Trovo molto discordante questa decisione rispetto a quanto prospettato a marzo, dove sicuramente non si poteva non prevedere uno scenario come quello attuale. Non contesto ovviamente la decisione, date le ben note limitazioni di passaggi finanziari da e alla Russia. Ma perchè progettare a Marzo una sospensione di 6 mesi garantendone dopo il rimborso??

Il piano di rimborso del capitale (gli interessi sono sempre versati ed incassati) prevede un rimborso massimo di 10 milioni di rubli per mese, secondo i decreti emessi in Russia, da ricevere da Twino che lo redistribuirà agli investitori pro quota sul loro importo di possesso di prestiti da ricevere. C’è la possibilità di richiedere di essere inseriti in una waiting list di rimborso anticipato, nel caso risultassero dei surplus durante questo periodo per eventuali motivi di novità regolamentari. Tale possibilità è concessa attraverso una richiesta al supporto di Twino. Io ho subito richiesto di essene inserito. Gli autoinvest li avevo già stoppati, resto in attesa delle evoluzioni.

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ESTATEGURU

Purtroppo su Estateguru è un periodo di aumento dei rallentamenti dei progetti e anche il mio XIRR ne risente. Questo mese è stato relativamente positivo comunque se guardo i soli interessi incassati, sono arrivato a 73€, ma sto continuando a ridurre l’esposizione in questa piattaforma, per dedicarla ad altre con rendimenti maggiori (Afranga e Capitalia su tutte oggi).

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CAPITALIA

Una luce nel buio di questo mese è data da Capitalia. L’ultima piattaforma di crowdlending dove ho iniziato ad investire si sta finora comportando bene, i 3 progetti in cui ho investito vengono regolarmente rimborsati (2 sono di tipo full bullet, quindi ne incasso ora solo interessi, mentre uno è amortising, quindi anche la parte di quota capitale). Gli incassi, come sapete se avete letto la recensione Capitalia review, arrivano direttamente nel mio conto corrente, senza passare da un conto investimento esterno. Per ora anche i rendimenti sono ottimi e considerando l’esperienza ed il track record di Capitalia, penso sarà una delle piattaforme che in futuro mi daranno più soddisfazione.

capitalia project

Volete provare la piattaforma? Leggete la recensione ed iscrivetevi da qui!: Capitalia iscrizione

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ROBOCASH

Nulla di nuovo invece su Robocash. Prendo qualche rendimento in meno degli scorsi mesi, 58€, a causa dei miei prelievi recenti che ne hanno diminuito il capitale investito. Ma tutto sempre regolare.

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LENDERMARKET

Un nuovo loan originator ha iniziato a listare i propri prestiti in Lendermarket. Si tratta di Credory, una finanziaria estpone che opera nei finanziamenti a piccole e medie imprese. La particolarità è che eroga finanziamenti solamente a richiedenti che mettono immobili come collaterale. Il rovescio della medaglia è invece che i tassi di interesse sono nettamente inferiori a quelli di Credistar. Se con Credistar in Lendermarket troviamo prestiti dal 12 al 15% di interesse oggi, con Credory si va all’8 al 9,5%. Insomma, per ora io resterò sui più allettanti rendimenti di Credistar.

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AFRANGA

Ancora una volta, anche Afranga è sempre iper regolare nel versare i 14% di interesse che offre per i propri prestiti in questo periodo. I ritardi di questi prestiti sono sempre più alti della media, ma come sapete ci riconoscono interessi anche per il periodo di ritardo, quindi ne sono ben contento. Vi siete persi come funziona la piattaforma Afranga? Venite a leggerne la recensione: Afranga review.

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LENDSECURED

Lendsecured cambia brand e diventa Lande Finance. In realtà è una fusione di due brand già esistenti e che lavoravano in collaborazione: Lendsecured si occupava della raccolta fondi dagli investitori e Lande era l’interfaccia per le aziende agricole richiedenti. L’operazione di fusione riunisce semplicemente sotto un’unica organizzazione queste due funzioni, da ora investitori e richiedenti si interfacceranno solamente con un unico soggetto: Lande. Lato investimenti, non mi risulta cambierà assolutamente nulla. Per conoscere come funziona Lendsecured, leggi la mia recensione: Lendsecured review

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VIAINVEST

Novità anche in Viainvest: sono finalmente tornati i prestiti al 12%!, che mancavano veramente da tantissimo tempo. Tutto questo segue il trend di rialzo generico dei tassi in seguito alla crisi russo-ucraina. Io ne ho approfittato per depositare altri 1.000€.

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VARIE

Il discorso Terra Luna ha praticamente monopolizzato la mia attività di maggio lato investimenti. Ora mi concentrerò molto più sul p2p lending per qualche tempo, quindi anche nel blog credo vedrete nuove recensioni in merito ed aggiornamenti delle vecchie, nei prossimi mesi.

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Profitti Mensili

Il mio portafoglio p2p

Capitalia – finanziare aziende ottenendo fino al 15%

In questo articolo vi parlo di una piattaforma non ancora molto conosciuta, di recente apertura al pubblico, ma gestita da una finanziaria che agli investitori in p2p lending di più vecchia data potrebbe dire qualcosa: Capitalia.

Ho voluto parlare di questa piattaforma perchè va a colmare un “vuoto” nel mondo del p2p lending. Infatti, fino ad oggi mancava una valida alternativa, in Europa, per chi voleva finanziare imprese. O meglio, di alternative ce ne sono molte, ma sempre gestite da startup o da team finanziari con un’esperienza molto corta.

Capitalia invece ormai da un decennio si occupa dei finanziamenti ad imprese nei paesi baltici, ed ha deciso da qualche mese di aprire la propria piattaforma di lending per raccogliere gli investimenti di prestatori privati.

Ci investo ormai da tre mesi e mi sono fatto un’idea abbastanza buona. Trovo questa piattaforma ottimale per gli investitori più “esperti”. Richiede un minimo di investimento elevato (1.000€) ma, dall’altro lato, offre all’investitore una quantità e qualità di informazioni per la valutazione di un progetto che non ha oggi eguali nel mondo del crowdlending. I rendimenti dei progetti vanno in questi tempi dal 10 al 13%.

Ma parliamone più nel dettaglio.

Iscriviti a Capitalia

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CHI E’ CAPITALIA

Per fugare innanzitutto il dubbio: NO non stiamo parlando di Capitalia SpA, il gruppo bancario italiano. Ma di Capitalia OU, gruppo finanziario baltico, che qualcuno si ricorderà per essere stato uno dei loan originator più conosciuti della piattaforma Mintos e poi uscito per aprire, appunto, la propria piattaforma dedicata.

Capitalia è un gruppo finanziario con sedi nelle tre nazioni baltiche (Lettonia, Lituania ed Estonia). E’ operativo dal 2007 e concentra la sua attività nel finanziarie imprese di questa regione e fornire loro consulenza di business.

Dal 2014 lista proprie obbligazioni nel mercato del NASDAQ Baltic exchange, la borsa di Vilinius.

Nel 2018 la realizzazione della piattaforma interna di investimento. Inizialmente aperta solo ad investitori istituzionali, aziendali e ad alcuni privati selezionati, da Gennaio 2022 è stata invece aperta all’ampio pubblico del p2p lending.

Q&A CON IL CIO DI CAPITALIA

Per raccogliere qualche dettaglio in più sulla piattaforma, ho avuto il piacere di recente di scambiare qualche chiacchiera con Gintaras Matuzas, Chief Investment Officer del gruppo da più di 4 anni. Ha accettato di rispondere a qualche domanda che vi pubblico in queste righe:

P2P Italia: Gintaras, ci puoi descrivere brevemente la struttura organizzativa di Capitalia OU?

Gintaras Matuzas: Ecco qui sotto la struttura organizzativa. La parte più importante è che le aziende richiedenti hanno ciascuna il loro proprio investment (client) manager di riferimento all’interno della nostra struttura, che le segue dal contatto iniziale fino al rimborso completo. I nostri gestori di investimento stabiliscono il rating di prestito, gli scambi iniziali e le due diligence per i loro clienti e presentano i casi al comitato di valutazione dell’investimento. Tutti i progetti sono approvati o respinti dal nostro comitato per la valutazione gli investimenti.

Nell’organigramma, le funzioni relative al rischio sono separate da quelle di emissione di prestiti e dai dipartimenti di crescita del business. Capitalia è di proprietà del fondatore e di 6 dipendenti chiave.

Ho visto che Capitalia sta quotando le obbligazioni nel Nasdaq Baltic S.E., quali potrebbero essere i principali vantaggi (se presenti) per gli investitori p2p in termini di compliance, sicurezza delle procedure e controllo del rischio?

Capitalia ha quotato al pubblico le obbligazioni nel 2014. Oggi queste obbligazioni sono rimborsate e abbiamo solo 3 piccoli (ogni 600k) collocamenti obbligazionari chiusi (sono elencati qui Bonds Capitalia). Una nota importante qui è che continuiamo la rendicontazione trimestrale e la revisione dei bilanci annuali nello stesso modo in cui ci è stato richiesto quando le nostre obbligazioni sono state quotate al pubblico sul Nasdaq. Manteniamo quindi gli stessi standard e gli stessi standard di conformità che, a mio avviso, riducono i rischi e forniscono agli investitori una maggiore sicurezza. I dati finanziari revisionati dall’auditor sono disponibili agli investitori, su richiesta.

Nel peggiore dei casi di fallimento di Capitalia, esiste già una sorta di procedura per aiutare gli investitori a continuare la raccolta da ciascun accordo? Vedo che i contratti di prestito sono tra Capitalia e i mutuatari.

La procedura è riportata nei Termini e condizioni, al punto 7.7: Nel caso in cui Capitalia sia dichiarata insolvente, Capitalia deve notificarlo alle controparti finanziarie (fra cui gli investitori e i richiedenti dei prestiti ndr.) e in tale notifica Capitalia fornirà tutti i dettagli degli investitori a cui la Società richiedente deve continuare a rimborsare il Prestito: importo del capitale del prestito, interessi accumulati, interessi di mora e penali (ma non le management fees di Capitalia, come previsto nel contratto di prestito), tenendo conto delle somme già rimborsate.

Tale notifica è vincolante per Capitalia, la società e le controparti finanziarie). Nel caso in cui Capitalia non abbia inviato tale notifica entro 1 settimana dall’entrata in vigore della decisione sull’insolvenza di Capitalia, l’investitore ha il diritto di chiedere alla Società il rimborso del Prestito e la Società richiedente è tenuta a soddisfare tale richiesta senza ulteriori comunicazioni da parte di Capitalia.

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Dopo la presentazione di rito, proseguiamo descrivendo come si investe in Capitalia e qualche mia impressione.

SITO WEB

Inizio con una nota negativa: l’organizzazione del loro sito web sinceramente non mi affascina molto. Nel senso, il marketplace occupa oggi uno spazio “minoritario” dell’intero sito di Capitalia. Non è così immediato andare a trovarlo: occorre andare nella propria sezione personale, una volta registrati, e solo da lì è possibile aprire la pagina “lending opportunities”

Ciò è dovuto al fatto che si tratta di un sito “aziendale” di Capitalia, a cui solo successivamente è stato aggiunto il marketplace per il pubblico. Il sito sembra ancora con il vecchio scopo di presentare Capitalia tanto ai grandi investitori che a raccogliere richieste di prestito da aziende. E’ evidente che ancora non è stato “riprogrammato” per mettere al centro l’investitore privato, in termini di esperienza di navigazione.

Ma, nonostante la “forma” direi ancora obsoleta, la sostanza comunque sotto c’è. Andiamo quindi a scoprire più nel dettaglio come poter operare.

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COME INVESTIRE IN CAPITALIA

Partiamo innanzitutto dal fatto che il metodo per investire in Capitalia è leggermente diverso da come ci hanno abituato le altre piattaforme di crowdlending. Non avremo infatti qui un “conto deposito” dove andare a depositare fondi in attesa di investire. Con Capitalia si investe DIRETTAMENTE nei progetti, dal nostro conto bancario. Vediamo come:

Una volta scelto su quale progetto concentrarci, nei dettagli dello stesso troveremo un classico pulsante dove inserire la quantità di investimento desiderata. Ricordo che la partecipazione minima per ogni progetto è di 1.000€ ed è possibile investire multipli di 1.000€ (es. 1.500€ non è consentito, 1.000€ o 2.000€ sì).

Appena sopra è possibile vedere quanto dell’importo richiesto rimane ancora da finanziare e la quota investita da Capitalia stessa (la cosiddetta skin in the game dei gestori). Cliccando su “Finance”, uscirà una finestra riassuntiva dove ci verrà chiesto di confermare ed approvare la richiesta di investimento.

Una volta confermato, otterremo i dati del conto bancario di Capitalia dove spedire l’importo inserito, tramite bonifico. Attenzione! In questa schermata vi verrà mostrato anche la causale da inserire nel bonifico (di solito il nome del progetto o proponente): è un’informazione molto importante da inserire, se si vuole far arrivare a destinazione i soldi senza particolari problemi.

L’investitore riceverà due mail durante questo processo: una appena “prenotato” l’investimento, come promemoria per disporre il bonifico con le relative coordinate, ed una con la conferma di avvenuta ricezione quando tale bonifico sarà stato ricevuto. Dopo l’avvenuta ricezione, una volta che i vari investitori hanno raggiunto l’importo di target richiesto dal proponente, verranno predisposte le documentazioni di rito e il progetto partirà. Se non si dovesse raggiungere il target, chiaramente, i fondi versati verranno immediatamente rimborsati direttamente nel conto corrente bancario dell’investitore.

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I PRESTITI IN CAPITALIA

Come detto, i finanziamenti proposti nel marketplace di Capitalia riguardano prestiti a piccole e medie imprese dei paesi baltici. Per questo motivo, leggere attentamente le informazioni sui business, i dati di bilancio, e gli obiettivi dettagliati che ogni richiedente specifico si propone di raggiungere è un passo fondamentale nel processo di valutazione.

Capitalia progetti

Le tipologie di business finanziabili sono molto variegate. Si passa alle classiche imprese agricole della zona, alle imprese produttrici dei più svariati settori, e anche aziende che si occupano di servizi del terziario.

ANALIZZARE I PROGETTI

Questo è il punto di forza reale della piattaforma. Su Capitalia per ogni proposta inseriscono una quantità di informazioni ENORME per il possibile investitore.

l’obiettivo è quello di fornire una trasparenza massima e mettere a disposizione dell’investitore le stesse analisi che svolge lo stesso team finanziario di Capitalia. La stessa Capitalia, inoltre, è coinvolta direttamente con una quota in ciascun progetto che ci propone (la cosiddetta skin in the game).

Che tipo di dati possiamo quindi aspettarci quando saremo davanti ad una valutazione? Innanzitutto i dati di bilancio storici principali del richiedente, corredati da qualche indice e grafico comparativo.

Questi grafici in particolare li trovo estremamente utili. Viene sempre mostrata ad esempio la composizione dell’indebitamento del richiedente (con rapporto fra capitale proprio e capitale di debito), informazione importantissima per avere sott’occhio la situazione finanziaria dell’azienda e, soprattutto, il trend relativo nel tempo (è un’azienda che con la sua attività guadagna soldi? O che ne perde?).

Capitalia statistiche
Capitalia rischio

Si possono inoltre trovare molti dati qualitativi sul tipo di business di cui si occupa, di trend di mercato, di posizionamento locale e gli obiettivi che lo stesso richiedente si pone grazie all’utilizzo delle risorse che raccoglierà tramite il p2p lending.

Infine, ma non per importanza, Capitalia fornisce una classica valutazione del proprio team sulla rischiosità del prestito. E’ stata realizzata una classica “scaletta” di rating, dove assegnare a ciascun progetto una propria posizione a seconda del rischio intrinseco. La scala di rating va da A (rischio molto basso) a E (rischio elevato) ed è interessante notare che per ciascuna classe di rating è stata associata una stima delle probabilità con cui un progetto ivi inserito possa andare in default, basato sullo storico pluriennale di prestiti a disposizione. Questo è un utile elemento per l’investitore per farsi i propri conti sul rischio/rendimento prospettico dell’operazione.

Una volta investito in un prestito, è ovviamente presente anche la sezione di aggiornamento dello stato del progetto, che ho trovato sinceramente sempre molto descrittiva e di ottima qualità.

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AUTOINVEST

Di recente, Capitalia ha introdotto la possibilità di settare una classica procedura di autoinvest, per risparmiare tempo investendo automaticamente parametrando dei semplici obiettivi di investimento.

A me personalmente, quando si finanzia business, non piace il principio di saltare tutta la fase di valutazione personale specifica, cosa che tipicamente accade delegando un autoinvest. Dato anche gli importi minimi richiesti, ricordo 1.000€, ci troveremo ad avere nel nostro portafoglio molti meno progetti rispetto ad altre piattaforme, motivo in più per dedicare più tempo per capire al meglio le caratteristiche di ciascuno. Un autoinvest, per natura, fa “saltare” all’investitore tale passaggio, perciò io qui non li utilizzo.

Ma, dato che è comunque un’opzione “aggiuntiva” (non siamo assolutamente obbligati ad usarli), ne parlo per chi avesse idee diverse dalle mie in merito.

Nell’apposita sezione, raggiungibile nel menù profilo, ecco gli elementi che ci mettono a disposizione per impostare i parametri della procedura automatica:

Capitalia autoinvest

Come vedete, Capitalia offre dei pacchetti preimpostati di futuri investimenti, da “Very conservative” a “High return”, in ordine crescente di rischio e di rendimento atteso. Qui un eventuale investitore “pigro” può delegare a Capitalia l’intera gestione del portafoglio, anche le preselezioni.

Nel caso invece in cui non si voglia usufruire di tali pacchetti preconfezionati di strategia, è possibile settare una procedura automatica “classica” dettando dei parametri limite.

Si può decidere qui il massimo importo investibile in ciascun progetto, la/le categorie di rischio desiderate, il paese del proponente, i termini massimi o minimi di rimborso e/o un minimo di interesse offerto.

E’ possibile inoltre filtrare la scelta dei prestiti per classe di rischio, nazione del richiedente o range di durata del prestito.

Una volta settato ed attivato, quando la procedura troverà un nuovo progetto che risponderà alle nostre richieste, genererà in automatico una richiesta di investimento all’investitore, inviandogli via mail le coordinate e l’importo da versare per concludere la sottoscrizione. Nel caso in cui l’investitore non versi in tempo, o non desideri comunque investire nello specifico progetto, la procedura successivamente scarterà quel progetto dalla propria area di ricerca.

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MERCATO SECONDARIO

Su Capitalia ad oggi NON è presente il classico mercato secondario per poter liquidare in anticipo i propri prestiti. Sempre scambiando due parole con Gintaras, tale procedura probabilmente verrà implementata in futuro, ma non rientra oggi tra i programmi prioritari per la piattaforma.

Se però vi troverete ad osservare la pagina principale della piattaforma p2p, vedrete che nella lista prestiti ce ne sono alcuni indicati come “vendite dal mercato secondario”. Qui si intende vendite di prestiti sottoscritti precedentemente da Capitalia, che essa stessa sta rivendendo agli investitori della piattaforma. Capitalia infatti oggi è l’unica “usufruitrice” del “mercato secondario” interno: può venderci propri prestiti, rispettando sempre il fatto di possedere comunque il minimo importo di skin in the game concordato (cioè rivende solo i propri “surplus”). Altro fattore da considerare: Capitalia può vendere solo prestiti di richiedenti che hanno rimborsato almeno una rata.

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TASSAZIONE

Come per tutte le piattaforme estere, i rendimenti per gli investitori italiani sono soggetti a tassazione secondo l’aliquota IRPEF di ciascuno. Capitalia opera da lordista, riconosce cioè gli interessi interi, al lordo della quota tasse. Sarà l’investitore a dover integrare questi rendimenti nella propria dichiarazione dei redditi.

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CONCLUSIONI

Arrivati alla fine dell’articolo, come al solito, riassumo in pochi punti quelli che sono state secondo me le note positive e quelle da migliorare di Capitalia.

PUNTI DI FORZA

  • Team di Capitalia fra i più esperti nel p2p lending baltico
  • Livello professionale di informazioni a disposizione per valutare i progetti
  • Ottimo track record dello storico finanziamenti

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Alti importi minimi richiesti per investire (1.000€)
  • Ancora non presente il mercato secondario per gli investitori.
  • Piattaforma web ancora poco “investor oriented”

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E se volete testare la piattaforma, potete iscrivervi da questo link per supportare P2P-Italia!:

Iscriviti a Capitalia

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Piattaforme alternative

Nuova serie youtube sul p2p-lending – P2P Italia con Mr. Billions

Ecco un’altra novità per chi segue il blog di p2p-Italia e, spero, in generale per gli investitori italiani in p2p lending. Io e MrBillions, youtuber nel settore investimenti ed investitore egli stesso in p2p lending, abbiamo deciso di iniziare una nuova serie youtube, sul suo canale, proprio su questo tema. L’obiettivo è quello di avvicinare questo asset a chi lo conosce ancora molto genericamente, o anche solo dare informazioni in più a chi è interessato a valutarlo.

Ho avuto l’occasione di conoscere Massimo ad una cena organizzata dalla piattaforma Prepay e, viste le vedute comuni su molti aspetti del mondo del crowdfunding in generale, abbiamo colto l’occasione per iniziare ad organizzarci e portare contenuti in collaborazione su questo argomento, ancora veramente poco conosciuto nell’ambiente italiano. Vi consiglio di iscrivervi al suo canale, vi assicuro ne varrà la pena!

Abbiamo già fatto un video insieme, dove mi intervista sul suo canale, che potete trovare qui: Intervista a P2P-Italia e che riporto direttamente in video più sotto in questo articolo.

Ma penso che il miglior modo per farlo conoscere ai lettori del blog sia quello di presentarsi lui stesso direttamente. Gli ho posto qualche domanda ed è stato ben lieto di descriversi di persona.

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P2P-Italia: Ciao Massimo, da dove iniziare? Beh, direi che puoi parlarci un po’ del tuo canale, che dici?

MrBillions: Ciao Paolo e ciao a chi sta leggendo questo articolo, mi ripresento mi chiamo massimo ma, tutti mi chiamano MrBillions, il nome del canale nasce da un termine scherzoso con il quale mi definivano altri youtubers ed iscritti. Il canale nasce nel 2019 come percorso di crescita personale.

Sono un’amante della crescita a 360°, sono molto curioso e amo imparare cose nuove, nel 2019 appunto decido di voler imparare il montaggio video, e quale miglior modo per impararlo in fretta se non confrontandosi fin da subito con un pubblico pronto a darti dei voti. Da lì diventa una vera e propria passione, perché capisco subito che youtube non è solo montaggio video, ma una vera fabbrica di crescita personale. Da lì a poco scopro di dover studiare la SEO per indicizzare meglio i miei video. Scopro anche di essere negato con il public speaking quindi mi sono fiondato su vari contenuti video per migliorarmi. Scopro di dover imparare il videomaking per girare e montare meglio i miei video, l’ottimizzazione audio ecc.

Insomma un vortice di crescita personale che mi ha felicemente preso già 4 anni. Inoltre, sono anche un investitore dal 2017 ed ho pensato di condividere questa mia passione su YouTube.

Cosa si può trovare oltre al p2p lending?

Sul canale parlo di investimenti a 360°, oltre al p2p è possibile trovare video su moneyfarm, etoro, analisi di azioni, trading online, recensione di libri sugli investimenti, crescita personale, risparmio, filantropia, live con il bar investitori, interviste, criptovalute, investimenti immobiliari e molto altro ancora… insomma porto tutto il mio percorso da investitore.

Progetti per il futuro?

Ne avrei una valanga ma, YouTube non è il mio lavoro principale, sono un lavoratore dipendente, un marito, un padre, un investitore attivo e mille altre cose che mi frullano in testa… spesso non riesco a portare su youtube tutte le idee che ho per questione di tempo ma, di sicuro la volontà di portare una bella serie di video sul P2P insieme a Paolo è forte e batte ogni altra idea. Per rispondere alla domanda, ogni anno mi pongo degli obiettivi da perseguire che condivido sul mio canale YouTube ad ogni inizio anno. Per quest’anno spero di concludere con successo il mio 1° investimento immobiliare ed iniziare la creazione di un portafoglio azionario da dividendi che possa generarmi una ulteriore rendita passiva.

Come è composto il tuo portafoglio investimenti? Ci dici qualcosa e ci descrivi le motivazioni?

Il mio portafoglio come è possibile vedere nel video che porto tutti gli anni, è composto dallo 0,1% da un investimento in equity su TogetherPrice una piattaforma italiana che permette la condivisione di abbonamenti a servizi digitali come netflix, disney+, adobe ecc. Lo 0,8% è dedicato al mio piano pensione su moneyfarm azienda italiana che gestisce portafogli di investimento, un altro 0,8% è investito su Prepay piattaforma di P2B, l’1% è investito su evenfi, altra piattaforma di P2B. L‘1,2% è investito in oro fisico, il 4,9% è investito su moneyfarm questa volta su un portafoglio di lv7. Il 14,6% è investito su etoro, che è il broker dove acquisto le mie azioni, il 37,1% è investito in debiti buoni “mutuo” dedicato al mio investimento immobiliare su Verona. Infine il 39,5% è diviso tra liquidità e fondo d’emergenza, al momento sono molto liquido per via dell’investimento immobiliare.

Le motivazioni dietro la costruzione di questo tipo di portafoglio sono molteplici, in primis le mie capacità che stanno via via crescendo e portando il mio portafoglio più verso lo stock picking ma, il portafoglio così com’è non è ancora definitivo e probabilmente non lo sarà mai, ho più che altro un range percentuale per ogni categoria di investimento che conosco.

Negli ultimi due anni, ho notato che su youtube si è parlato sempre meno di p2p lending. Cosa ne pensi del vuoto che si è creato?

Penso che dopo il boom di Bondora su YouTube e di qualche scam qua e la si sia persa un po la voglia di portare video su youtube e di investire nel p2p. In realtà invece il mondo del crowdfunding continua a crescere a dismisura, e se non erro, solo in Italia esistono oltre 50 piattaforme di crowdfunding registrate e non meno di 10 tra quelle molto attive.

Come sappiamo, in Italia, siamo molto attenti ai nostri risparmi e poco propensi agli investimenti. Ma, se da un lato non essere spendaccioni è un bene dall’altro è una cattiva scelta lasciare il denaro fermo sul conto a non fare niente. Negli anni, per colpa dell’inflazione quel denaro varrà sempre meno e questo è un dato di fatto. Ed è per questo che, dopo aver conosciuto Paolo ad una cena, gli ho subito proposto una serie di video in collaborazione dove andare a sviscerare insieme il mondo del crowdfunding, perché è una tipologia di investimento che secondo me non va snobbata, soprattutto durante questi mesi di Bear Market. Il 7/8/10/12% annuo non è una cifra da poco, anzi, aiuta a stabilizzare il portafoglio nel suo complesso.

Insomma spero che noi 2 insieme possiamo riportare su YouTube la possibilità di fare soldi anche attraverso questo metodo di investimento. Speriamo di riuscirci e speriamo di trovare anche tanti investitori come noi che ci aiutino a spiegare e valutare al meglio ogni singola piattaforma. Al momento io ne uso solo 2 ma, chissà che non ne scopra altre meritevoli insieme a voi.

Grazie Paolo per questa intervista e grazie soprattutto a voi che avete letto, ci apprestiamo come anticipato a portare una serie di video che spero vi piacerà.

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Tornando “in studio” ringrazio anch’io MrBillions intanto per questa presentazione, nel frattempo, come promesso, vi metto qui sotto la mia video intervista. Enjoy!