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Perchè NON investo in Bondora: Aggiornamento

Ho sempre considerato Bondora come una piattaforma non al livello degli altri portali di p2p lending di cui parlo nel mio blog. Per questo motivo, ne ho parlato poco nei miei articoli, ho comunque approfittato del periodo di calma nelle altre piattaforme per un aggiornamento della mia recensione, che era ormai datata.

Dove eravamo rimasti?

Bondora in passato ha messo in atto una pesante campagna di marketing per promuoversi fra i piccolissimi (e spesso molto giovani) investitori, usando forti incentivi alla promozione destinati ad influencer nei vari canali social. Oltre ai classici blog, anche su Youtube o Instagram si possono trovare molti vecchi video che ne hanno parlato moltissimo, raccogliendo moltissimi piccoli capitali dai destinatari dei loro contenuti: spesso ragazzi della fascia d’età fra i 18 e i 30 anni,

L’attrattiva era data da un investimento dove, oltre al deposito, l’investitore non doveva fare nulla ed occuparsi di nulla. Gli bastava semplicemente attendere mentre giornalmente venivano versati gli interessi del deposito. Il funzionamento del Go & Grow, il principale strumento di investimento che mette a disposizione Bondora, e che all’epoca offriva un interesse lordo del 6,75%, è esattamente questo.

Spesso gli investitori, per via della poca esperienza e per i bassi capitali investiti, non avevano nei propri programmi uno studio approfondito di Bondora, prima di iniziare ad investirci. Bastava che in passato Bondora avesse sempre pagato gli interessi, anche in seguito al famoso periodo “nero” della pandemia nel 2020, dove vari loan originator in altre piattaforme avevano avuto difficoltà. Non importa poi se ad un certo punto, proprio in quel periodo, Bondora aveva bloccato i prelievi (per una mossa dovuta vista la massa di richieste contemporanee). La fiducia andava non andava al di là della facciata. E, questo ho sempre cercato di segnalarlo, significava investire nè più nè meno al buio.

Indipendentemente se poi alla fine le cose andavano bene o male. Con questo sistema la possibilità per l’investitore di anticipare eventuali crisi societarie era nullo.

A pochissimi era venuto in mente di investigare bene:

  • Dove investivano i loan originator di Bondora, ma soprattutto, quali erano i risultati della loro gestione?
  • Quale era lo stato di salute del gruppo finanziario che gestisce Bondora?

La fiducia quasi incondizionata sul funzionamento storico, condito dalla forte spinta promozionale detta prima, ha fatto sì che Bondora raccogliesse moltissimi investimenti. Non importava se c’erano altre piattaforme che garantivano più trasparenza, oppure rendimenti nettamente migliori. Ai piccoli investitori ciò che interessava era la comodità: me la trovo promossa, perchè non provarci? Proviamoci e non perdiamo altro tempo!


Ho in passato criticato, appunto, moltissimo Bondora per via della poca informazione che forniva per poterne valutare in modo effettivo la solvibilità (argomento in cui ho sempre spinto, che sapete benissimo se mi seguite da molto tempo).

Beh, come è la situazione attuale? Le cose sono migliorate o peggiorate? Ora la convenienza all’investimento è aumentata o diminuita? Spulciamo qualche punto…

COS’E’ BONDORA

Piccola premessa. Cos’è in breve Bondora?

Penso tutti voi già lo conosciate, comunque, per proprio i nuovi investitori, Bondora in breve è una piattaforma gestita dal gruppo finanziario omonimo, che si concentra nel business del p2p lending al consumo.

Bondora è gestita da Pärtel Tomberg e Rein Ojavere.

Pärtel Tomberg è l’attuale CEO e co-fondatore di Bondora. Ha fondato nel 2008. Prima di dedicarsi completamente a Bondora, Pärtel ha lavorato in Quelle AG, dove è stata attiva come business development manager. Altri co-fondatori sono Mihkel Tasa e Martin Rask.

Rein Ojavere è il CFO di Bondora. È responsabile di tutte le questioni finanziarie all’interno della società. Prima di entrare in Bondora, Rein era a capo del corporate banking della banca DNB in Estonia. È stato anche impegnato con la società di gestione patrimoniale Northern Star e Hansa Investment Funds.

Secondo la mia comprensione della struttura della società, gli azionisti della società sono anche i membri del consiglio di vigilanza (non proprio una buona cosa): Joao Monteiro, Mati Otsmaa, Phil Austern, così come due società di investimento: Valinor Management (una società di investimento privato dagli Stati Uniti) e Global Founders Capital (società di investimento dalla Germania).

INVESTIRE IN BONDORA

E’ possibile investire in Bondora attualmente in un solo modo. Attraverso il Go&Grow: uno strumento che permette di investire in un portafoglio deciso e gestito interamente da Bondora, che permette il riconoscimento di interessi giornalieri e la possibilità di smobilitare i capitali in qualsiasi momento a decisione dell’investitore.

In passato era presente anche la formula dell’investimento manuale nei prestiti presenti nel marketplace della piattaforma. Gli interessi offerti qui erano molto maggiori, e non era presente la garanzia di buyback. Questa forma non è oggi più disponibile, i risultati comunque riportati da vari investitori sembravano mostrare un’incidenza dei default assolutamente troppo alta anche comparandola con gli alti interessi offerti.

TRASPARENZA DI INFORMAZIONE E RISULTATI SOCIETARI

La prima cosa che sono andato a guardare è aggiornarmi sui bilanci del gruppo Bondora per capire la sua situazione finanziaria attuale.

Beh, su questo devo dire è che è nettamente migliorata rispetto a 3 anni fa, l’ultima volta che avevo scritto di questa piattaforma. Questo è un punto molto positivo.

Nel momento in cui scrivo, l’ultimo bilancio di gruppo disponibile è quello del 2022 (il bilancio 2023 credo arriverà la prossima estate).

Da bilancio si desume un’equity di 16 mln€, con un utile annuo di 2,1 mln€. Nel 2021 l’utile era stato di 6,6 mln€, nel 2022 i costi per personale che sono raddoppiati (non sapendone la motivazione, probabilmente per investimenti effettuati in quest’ultimo anno disponibile).

Bondora è stata una azienda profittevole da molti anni, ma gli utili in passato erano molto più piccoli rispetto a quelli attuali. E a mio avviso all’epoca non sufficienti per coprire con una certa sicurezza i potenziali default la mole di prestiti che faceva girare. Quindi quantomeno le cose hanno girato fortunatamente per il verso giusto.

Un punto che avevo sottolineato all’epoca era la poca chiarezza su dove venivano contabilizzati tutti i fondi che transitano dal Go&Grow. Dove sono contabilizzati? Quali sono i risultati del settore specifico? Ci sono accantonamenti per i relativi crediti inesigibili? A queste domande, invece, non ho ancora trovato risposta, purtroppo.

SATISTICHE SUI PRESTITI

In Bondora è presente una sezione statistiche, ma si riferisce al non più attivo marketplace di prestiti ad investimento manuale. Ed infatti non mi risultano aggiornatissime, le potete trovare qui: Statistiche Bondora.

Non è assolutamente chiaro quale sia la performance del comparto assegnato agli investimenti del Go&Grow. Per queste ragioni, non mi soffermo molto su questa sezione.

RENDIMENTI DI BONDORA

Andando direttamente al punto. La forza di Bondora è sempre stata il Go&Grow: come già detto uno strumento, un vero e proprio fondo gestito da Bondora, che forniva il 6,75% lordo, con interessi giornalieri.

Ad oggi, il Go&Grow è l’unica forma di investimento disponibile in Bondora. Un tempo, c’era la possibilità di investire nei prestiti singoli (in Spagna, Finlandia o Estonia), che offrivano indicativamente fra l’8% ed il 45% di interesse (gli interessi erano molto variabili a seconda del singolo prestito e del grado di rischio), ma che non erano coperti da nessuna forma di buyback. Qui i risultati ottenuti da molti investitori sembravano assolutamente non soddisfacenti, da quel che si può raccogliere dalle varie community. In questo specifico settore, l’investimento manuale “libero” si era fortunati ad ottenere un rendimento anche solo con segno positivo, considerando i default dei prestiti.

Mi concentrerò quindi sul Go&Grow, il vero motivo di investimento in Bondora.

Se già all’epoca il rendimento era basso (6,75% lordo eguale ad un 3-4% netto, togliendo le tasse sul reddito, secondo aliquota IRPEF), ora i tassi si sono abbassati per chi vuole investire capitali più sostanziosi. Da un paio d’anni, per chi vuole investire più di 700€ mensili avranno un interesse dello 6,75 fino al limite di quei 700€, ma del solo 4% lordo per la quota che supera tale limite.

Ah, se non bastasse, c’è attualmente un limite di deposito di 400€ mensile.

Vi sembra comunque sufficiente? Vi segnalo oggi ci sono conti deposito che offrono lo stesso rendimento lordo (4%), ma con tassazione agevolata! Fate le vostre valutazioni.

Ne vale veramente la pena rispetto ad altre piattaforme? Beh, potete farvi un giro nel mio blog per vedere che forse non è così.

SEMPLICITA’ DI UTILIZZO

Quello che di sicuro resta è una piattaforma molto customer oriented.

Per prima cosa, anche per gli italiani: tutta la piattaforma è disponibile in italiano, in tutte le sue pagine.

Per seconda cosa, l’investimento nel Go&Grow rimane un investimento formalmente senza impiego di tempo: investi, attendi e spera. Personalmente, credo sia una delle cose peggiori che un investitore possa fare: prestare i propri soldi senza capire bene dove li sta prestando e con quali prospettive. Però, dalla mia esperienza anche parlando con molti degli stessi investitori in lending, sembra una delle cose che una buona fetta apprezzi: il fatto di non dedicarci del tempo.

Bondora è una delle poche piattaforme che lo “consente”. E’ difficile fare sforzi aggiuntivi rispetto ad un click, non sia mai che si debba capire chi sono i loan originator, dove operano, se sono profittevoli. Guai! Se siete quel tipo di investitore, che vuole investire a scatola chiusa, prendendosi i rischi ma non dedicarci il tempo, beh Bondora è proprio quello che fa al caso vostro!

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CONCLUSIONI

Nonostante questa recensione sia un po’ particolare (ricordo: io non investo in Bondora), ho voluto comunque elencare quelli che secondo me possono essere i punti forti e i punti deboli della piattaforma:

Punti Forti:

  • Semplicità estrema di utilizzo.
  • Piattaforma in italiano.

Punti deboli

  • Rendimenti bassissimi per il grado di rischio del p2p.
  • Poca trasparenza sulle performance del portafoglio Go&Grow a livello complessivo.
  • Incapacità di valutare correttamente i risultati della gestione prestiti di Bondora.

Alternative a Bondora:

Twino

Viainvest

Maclear: Un portale Svizzero per investire in pmi.

(Articolo scritto attraverso collaborazione con Maclear AG).

Cari lettori, in questa nuova recensione mi occupo, dopo un po’ di tempo, di una piattaforma che offre servizi di lending ad imprese.

Attualmente, come sapete, non ci sono molte opportunità di piattaforme che investono in pmi. Il mercato particolarmente rischioso non viene premiato all’investitore con rendimenti interessanti. Nella mia ricerca di una piattaforma che potesse competere in questo settore, mi sono imbattuto in Maclear.

Maclear è una piattaforma svizzera che offre al pubblico di investitori prestiti in PMI baltiche. Le caratteristiche distintive principali di tale piattaforma sono il fatto di avere appunto la sede principale in Svizzera, utilizzando la specifica regolamentazione a cui sono soggetti gli intermediari finanziari di quel paese, ed il fatto di offrire, come di consueto per le pmi baltiche, tassi di interesse che raggiungono anche il 15 o 16% annuo.

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Cos’è Maclear

Si tratta di una piattaforma molto recente ed il tipo di prestiti che offre sono configurabili nella categoria del medio alto rischio, a cui viene contrapposto un rendimento offerto fra i più alti del panorama attuale del p2p lending.

I fondatori della piattaforma Maclear sono Denis Ustjev e Aleksandr Nikitin, che possiedono entrambi una quota del 50% della relativa società. Il primo possiede un background professionale nel settore bancario e consulenziale verso pmi baltiche. Il secondo ha lavorato come manager in un azienda multinazionale scozzese.

La prima società Maclear AG è stata fondata nel 2010 ed inizialmente si occupava dello sviluppo di soluzioni software GRC, cioè quegli applicativi che si occupano della gestione del rischio finanziario per imprese ed istituti. Nel 2020 i due fondatori hanno rilevato e riprogettato l’azienda Maclear, utilizzando il know how tecnologico, utilizzando i relativi strumenti di valutazioni rischi e modelli di punteggio per aprire direttamente al business del crowdlending.

Maclear AG è oggi registrata e regolamentata in Svizzera dall’istituto Self-Regulatory Organization (SRO) che permette loro di operare come intermediario finanziario del settore non-bancario.

La vera e propria piattaforma è stata aperta al pubblico nel maggio 2023. Le aspettative di quest’anno sono di arrivare ai 1.000 investitori attivi registrati e verificati entro la fine del 2023. In termini di volumi, il loro target è di raggiungere il milione di euro entro la fine di quest’anno.

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Perchè in Svizzera?

Qual è il motivo di scegliere lo spostamento della sede in Svizzera, anzichè restare all’interno dell’Unione Europea? Era la domanda principale che mi sono posto quando mi sono trovato a valutare Maclear. Riporto qui la risposta di Aleksandr Nikitin:

AN: “Abbiamo scelto la Svizzera principalmente per la sua normativa efficace ed equilibrata. Fornisce misure efficaci e complesse per la protezione degli investitori, garantisce la trasparenza complessiva di tutti i processi all’interno della piattaforma, garantisce un monitoraggio finanziario stabile e il rispetto delle varie questioni di conformità stabilite nel settore. Ma allo stesso tempo, tutti i nostri investitori possono anche beneficiare del fatto che non detraiamo alcuna imposta dagli utili ricevuti dagli investimenti. Essi dovranno semplicemente dichiarare in autonomia qualsiasi reddito supplementare ricevuto dall’investimento nel loro paese di domicilio e pagare le tasse di conseguenza.

La regolamentazione e il monitoraggio finanziari svizzeri sono abbastanza pesanti, ma non sovraccarichi di restrizioni complicate e puramente burocratiche, che lo rendono molto costoso in UE. Allo stesso tempo, nella sua essenza, è molto simile alla normativa UE che copre il settore del crowdlending/ crowdfinancing. In qualità di membro dell’SRO PolyReg, siamo regolamentati e monitorati dalle Autorità Finanziarie Svizzere e possiamo fungere da intermediario finanziario del settore non bancario A e DA la Svizzera. Ciò equivale praticamente alla licenza europea del fornitore di servizi di crowdfunding, ma con alcune limitazioni specifiche imposte dalla normativa svizzera.

Queste limitazioni specifiche sono descritte nel nostro Compliance Concept e nella Policy interna del cliente (che si possono trovare nel sito). Includono una soglia di 1 mln€ e una limitazione di 60 giorni per i fondi dell’investitore da detenere sui conti bancari di Maclear in qualsiasi momento. La normativa svizzera impone norme molto severe in materia di conformità, AML, KYC, GDPR e altre questioni da rispettare. Pertanto, i regolamenti dei mercati finanziari svizzeri danno priorità alla protezione degli investitori, richiedendo alle piattaforme di crowdlending di attuare misure per salvaguardare gli interessi degli investitori. Ciò include obblighi di informativa, processi di due diligence adeguati per i potenziali mutuatari e pratiche di gestione del rischio da attuare volte a ridurre al minimo i rischi potenziali“.

Cos’è l’SRO ?

SRO sta per Self-Regulatory Organisations e sono organismi di categoria soggetti alla vigilanza della FINMA (la relativa Consob Svizzera). Attraverso la SRO relativa agli intermediari finanziari, la FINMA regola anche normativamente le attività degli stessu intermediari, compresi i gestori patrimoniali.

A verifica, è possibile ritrovare Maclear come member della SRO Polyreg di Zurigo, ricercando nel database qui: Database SRO Members.

Regolamenti e funzionamenti della specifica SRO possono essere trovati nel relativo sito di Polyreg.

Informandomi con i founders sui vantaggi di tutela per gli investitori ad appartenere alla regolamentazione delle SRO Svizzere, essi si possono riassumere nei seguenti punti:

  • la Svizzera dispone di un quadro normativo consolidato e affidabile per gli intermediari finanziari.
  • la Svizzera ha una lunga reputazione di hub finanziario globale noto per la sua affidabilità, stabilità e aderenza a elevati standard normativi
  • Analogalmente alla regolamentazione Europea, le normative svizzere danno priorità alla protezione degli investitori, richiedendo alle piattaforme di crowdlending di attuare misure per salvaguardare gli interessi degli investitori.
  • La Svizzera ha un mercato finanziario ben sviluppato e sofisticato, che consente l’accesso a una vasta gamma di investitori, tra cui persone con un elevato patrimonio netto, investitori istituzionali e famiglie con risparmi. Le piattaforme di crowdlending che operano in Svizzera possono attingere a questa base di investitori per attirare capitali a fini di prestito.

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Investire in Maclear

In Maclear come detto possiamo finanziare pmi, per il momento solamente Estoni. I tassi di interesse offerti sono molto elevati, vanno dal 14 al 16%. Gli interessi sono normalmente riconosciuti mensilmente, mentre il capitale viene rimborsato al termine del prestito. Ciò però non esclude in futuro si potranno trovare piani di rimborso con logica differente.

Come ogni piattaforma di lending aziendale, NON viene offerto il buyback, è però presente un provision fund, un fondo di copertura che agisce nel momento in cui avvengono ritardi nel pagamento di qualche rata; vedremo più avanti come funziona.

Le durate dei prestiti sono abbastanza classiche del settore. Nel momento in cui scrivo sono stati offerti progetti della durata di 12 mesi per il rimborso. In futuro, comunque, il periodo dovrebbe risultare sempre attorno a questa cifra.

Essendo una piattaforma molto giovane, non è attualmente disponibile uno storico dei ritardi/default. Ad oggi ancora nessuno dei richiedenti ha passato il periodo completo di 12 mesi. Terrò monitorata la cosa nel futuro e aggiornerò se noterò situazioni critiche.

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I prestiti in Maclear

Come in ogni piattaforma similare, è possibile visualizzare delle informazioni di dettaglio del progetto, su ciascuna proposta inserita nel marketplace.

In Maclear, le informazioni disponibili riprendono lo standard di chi offre prestiti ad imprese.

Oltre ai classici dati su durata, interesse, tipo di collaterale offerto a copertura e metodo di rimborso, in Maclear è possibile reperire una dettagliata informazione su:

  • la descrizione dell’azienda richiedente ed il suo business operativo,
  • la descrizione delle finalità del prestito ed il modo in cui vengono investiti i fondi raccolti,
  • Delle key figures finanziarie del richiedente
  • I dati legali dello stesso (partita iva, sede sociale, etc.)

Maclear non rende disponibili i bilanci delle aziende. Però, essendo le aziende finanziate (almeno finora) estoni, i documenti di bilancio e i nominativi dei beneficiari unici dell’impresa sono tranquillamente reperibili dalla loro camera di commercio Inforegister (e gratis), digitando nome o partita iva del richiedente. In questo modo è possibile completare la propria due diligence.

Ovviamente però si tratta di piccole e medie imprese, a cui si associa un grado di rischio che è ovviamente più alto rispetto alle grosse finanziarie p2p che si possono trovare nei prestiti al consumo. E che Maclear ripaga con tassi di interesse maggiori.

Processo di selezione dei richiedenti

In primo luogo, tutti i potenziali mutuatari devono completare il nostro questionario di Due Diligence e fornire tutta la documentazione richiesta e pertinente.

In seguito, Maclear AG esegue internamente una corretta Due Diligence utilizzando fonti di dati esterne per la corretta verifica del Beneficiario Effettivo dell’azienda richiedente e del team di progetto, il loro background storico e finanziario.

Successivamente, Maclear esegue la valutazione del rischio e assegna il punteggio di rischio ai potenziali progetti di prestito.

Sulla base della valutazione del rischio e del punteggio, la Piattaforma discute con il potenziale obiettivo del Progetto l’importo del Prestito da raccogliere e anche le garanzie da fornire.

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Recupero crediti

Nonostante il settore pmi sia notoriamente quello oggi più rischioso, in termini di regolarità dei pagamenti, Maclear punta molto sulla propria capacità di selezionare richiedenti affidabili e si impegna ad uno schema di recupero crediti, nei casi molto rigido:

  • Dopo 30 giorni di ritardo, il team di Maclear comincia con delle attività di recupero “soft” contattando il cliente tentando di trovare una soluzione, capendone le motivazioni.
  • Se passano altri 30 giorni (2 mesi in tutto di ritardo), Maclear inizierà a passare dal legale attraverso azioni formali per iniziare un recupero forzoso.
  • Se da lì, il recupero tramite gli atti legali non dovesse avere successo, inizierà le classiche azioni verso il tribunale per recuperare i fondi messi a garanzia dal richiedente in vece degli investitori.

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Provision Fund

Il provision fund ha lo scopo di coprire eventuali ritardi di qualche richiedente. In Maclear ha un funzionamento nettamente differente dal resto delle altre piattaforme, ed è una delle principali novità positive introdotte da questo portale.

A differenza dei classici fondi di copertura a cui siamo abituati nel lending, in Maclear esso non entra in gioco quando avviene il fallimento della società, ma direttamente nel momento in cui avvengono dei ritardi nel pagamento di alcune rate.

Esso viene alimentato con il 2% dell’importo raccolto da ogni campagna di prestito chiusa con successo. Questi fondi vengono accantonati in un conto separato della società e serviranno a compensare gli investitori da qualsiasi progetto che dovessero subire dei ritardi nei pagamenti degli interessi (Attenzione: solo interessi, la quota capitale al momento resta fuori). I ritardi saranno compensati dal fondo fino all’esaurirsi delle sue disponibilità: nel momento in cui il fondo non è più capiente, il rimborso in vece del richiedente ritardatario viene sospeso.

Nel momento in cui una rata di prestito accumula un ritardo di 3 giorni dalla scadenza pattuita, il fondo, se capiente, andrà a coprire il ritardo del richiedente.

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Mercato Secondario

Attualmente in Maclear non è presente un mercato secondario per liquidare in anticipo i propri investimenti. E’ però prevista la sua istituzione in futuro, anche se ancora non precisato, al momento.

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Bonus per gli investitori

Attualmente Maclear è nella fase di lancio della piattaforma, e riconosce agli investitori una serie di bonus particolari.

Ricordandovi che potete iscrivervi dai link del blog: Iscrizione Maclear, ecco la lista di bonus attualmente attivi:

  • 1,5% di cashback sull’investito dei primi 90 giorni.
  • 2% aggiuntivo sui rendimenti dei progetti per gli investitori che investono più di 5.000€.
  • Autumn Program: di breve durata, un ulteriore bonus del 3% aggiuntivo sui rendimenti dei progetti, tolto dalle commissioni ricevute dalla piattaforma Maclear.

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Tassazione

Come ogni piattaforma estera, Maclear NON funge da sostituto d’imposta per gli investitori italiani. L’investitore dovrà dichiarare l’intero importo lordo e la tassazione seguirà l’applicazione della sua aliquota IRPEF.

Maclear, essendo di residenza Svizzera, non trattiene alcun importo in anticipo. L’investitore otterrà i suoi interessi interamente al lordo e sarà suo intero compito presentarli nella sua dichiarazione, pagando le tasse solamente in Italia.

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Conclusioni

Per concludere, ecco le mie considerazioni riassuntive finali sui punti di forza e di miglioramento della piattaforma Maclear.

Punti di Forza:

  • Alti rendimenti offerti per i progetti in raccolta.
  • Soggetto regolamentato dalle normative finanziarie svizzere.
  • Rendimento investitori incrementato ulteriormente da sistemi di bonus particolarmente elevati, per lanciare sul mercato la piattaforma.

Punti di Debolezza:

  • Piattaforma molto giovane e ancora in fase di lancio.
  • Pmi baltiche, quindi il rischio è più alto della media.
  • Non è presente un mercato secondario.

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E, ricordo sempre che potete iscrivervi attraverso i link di P2P-Italia: Iscrizione Maclear, per sostenere il blog!

Intervista a Peerberry – presente e futuro della piattaforma

Ho avuto la gradita possibilità di condurre un’intervista al management di Peerberry. E’ stata un’ottima occasione per fare il punto sulla situazione attuale della piattaforma, delle finanziarie che vi promuovono i loro prestiti, la crisi covid appena trascorsa e qualche anticipazione sui possibili andamenti futuri.

L’intervista è stata redatta a quattro mani con il mio amico Antonio Fratello, investitore di p2p lending ormai da molti anni e admin del gruppo telegram P2P Lending Italia, la più grande community italiana di p2p lending.

A risponderci e darci tutti i suoi riscontri è stato Arunas Lekavicius, che da più di due anni ricopre il ruolo di CEO di Peerberry; Arunas è uno dei principali artefici dell’espansione della piattaforma e del suo raggiungimento agli attuali volumi di investimento e mi fa molto piacere abbia accettato la nostra proposta di confronto.

Come altre interviste precedenti, ho raggruppato le domande per argomento. Essendoci molto contenuto non perdo altro tempo e passo quindi direttamente all’intervista.

For non-italian readers, here you will find the original interview in english:

SITO PEERBERRY E INVESTIMENTI

P2P-Italia: State lavorando ad ulteriori sviluppi sul sito web di Peerberry?

Arunas Lekavicius: Il sito web PeerBerry (ambiente / interfaccia dell’account cliente) viene costantemente migliorato. Sebbene molti dei miglioramenti non siano evidenti alla vista (tipo funzionalità, velocità delle operazioni), sono comunque aggiornamenti molto importanti per l’esperienza del cliente.

Da quando abbiamo rilasciato l’app mobile PeerBerry nel marzo di quest’anno, tutti i miglioramenti vengono apportati parallelamente su entrambi i prodotti: la versione desktop e l’app mobile. Una delle cose più visibili che offriremo ai nostri clienti quest’anno sono le statistiche del portafoglio di investimenti personali nella versione desktop, che è già disponibile per gli utenti dell’applicazione mobile PeerBerry.

Arunas Lekavicius

Peerberry è la seconda piattaforma in Europa per volume di prestiti finanziati ogni mese, ma ha probabilmente il minor numero di dipendenti se rapportato anche a piattaforme più piccole. Come gestite solo 10 dipendenti per poter raggiungere tali risultati?

A: I nostri dipendenti sono altamente qualificati e molto appassionati dei compiti che svolgono: questo è molto importante. La piena dedizione a ciò che facciamo è la nostra principale forza trainante. In tutti gli aspetti della nostra strategia, il nostro KPI principale non è certamente la quantità, ma la qualità. Se vediamo che è necessario un numero maggiore di dipendenti per soddisfare l’indicatore di qualità, il nostro team crescerà di conseguenza.

Affinché un’organizzazione si sviluppi e cresca con successo, non è necessario avere tutte le funzioni interne all’azienda (dipendenti ndr). Esternalizziamo quelle funzioni che è logico ed efficiente espletarle in outsourcing. Ad esempio, non abbiamo un ufficio risorse umane all’interno dell’azienda, né abbiamo un CFO interno: il nostro bilancio è redatto da una società esterna in Lettonia.

Quali saranno i futuri sviluppi a riguardo dell’andamento tassi di interesse in Peerberry? Ritorneranno all’11-12%? Sarà ancora possibile nel 2021?

A: Nel rispondere a questa domanda, è importante ricordare che non è PeerBerry a fissare i tassi di interesse: il livello dei tassi è stabilito dai partner commerciali di PeerBerry, poiché sono loro che pagano gli interessi guadagnati agli investitori e ne rimborsano i capitali.

L’indicatore chiave nel fissare i tassi di interesse è la necessità dei nostri partner commerciali di contrarre prestiti. Più redditizi sono i nostri partner commerciali, minore è la necessità di contrarre prestiti, poiché reinvestono gli profitti guadagnati nella loro attività. Vi sono conseguenti fluttuazioni nella necessità di contrarre prestiti e nell’entità dei tassi di interesse. Se i nostri partner commerciali avranno maggiori esigenze di prestito nel prossimo futuro, anche i tassi di interesse nella piattaforma potranno aumentare di conseguenza.

Vorrei ricordare che il portafoglio crediti totale nel a fine 2020 delle società operanti con il nome di Aventus Group (il più grande business partner di PeerBerry) era di 102,83 milioni di euro (70% in più rispetto a un anno prima) e il loro debito verso PeerBerry era solo del 32% del portafoglio crediti totale. Una parte significativamente più grande dei prestiti li finanziano utilizzando i loro fondi, il che significa molto meno rischio per gli investitori p2p.

I tassi di interesse sui prestiti sulla piattaforma PeerBerry sono stati adeguati 3 volte quest’anno: sono diminuiti dallo 0,5% fino all’1% in totale. Ma non su tutti i prestiti, in alcuni sono rimasti invariati. Tenendo conto della riduzione del tasso di interesse totale, il tasso medio su PeerBerry è attualmente del 10,4% escludendo il loyalty bonus (con esso, il tasso finale medio sulla piattaforma si attesta oggi all’11,79%). Nonostante ciò, ogni giorno sulla piattaforma è presente un ammontare abbastanza elevato di prestiti con l’11,5% e l’11%. Pertanto, i tassi di interesse sulla piattaforma PeerBerry sono abbastanza competitivi rispetto all’intero mercato.

Come Peerberry verrà incontro alle necessità degli investitori, ora che la piattaforma sta crescendo di popolarità, ma la disponibilità di prestiti potrebbe avere dei limiti? State progettando di listare prestiti da nuovi loan originator nel prossimo futuro? Potete anticiparci qualcosa?

A: I nostri partner commerciali sono costantemente alla ricerca di opportunità per espandere la propria attività, mantenendola sostenibile. Tra pochi mesi il Gruppo Aventus inizierà a sviluppare un business center nel centro di Kiev (Ucraina). Questo specifico progetto (e anche altri progetti immobiliari) sarà probabilmente offerto ai nostri investitori. Il Gruppo Aventus espande la sua attività nei paesi in cui già opera, inoltre ha iniziato a fornire prestiti in nuove nazioni questa primavera. Quando il trend di crescita di queste società sarà visibile, queste aziende verranno aggiunte alla piattaforma PeerBerry. Ci saranno sufficienti opportunità di investimento per i nostri investitori.

Come vedete la quota di raccolta tramite il p2p nel complessivo del business dei vostri loan originator, in termini di priorità? Potrebbe essere possibile che in un prossimo futuro non rappresenterà più il core business per qualcuno di essi?

A: Tutti i nostri attuali partner commerciali prevedono di continuare a contrarre prestiti nei prossimi anni. I nostri partner più giovani (che operano da un massimo di due anni circa) stanno crescendo rapidamente: è probabile che le loro esigenze crescano ancora nei prossimi anni. In più, nuove società saranno collegate alla piattaforma, e forniranno opportunità nuove di investimento ai prestatori.

Il ruolo dei nostri partner commerciali più forti (le società redditizie da molto tempo) nella partnership con PeerBerry continuerà ad essere molto importante, soprattutto per quanto riguarda il modello di group guarantee. Cioè, anche se le aziende più mature e redditizie offriranno meno attraverso la piattaforma, rimarranno come forti soggetti garanti per le aziende più giovani che listano su Peerberry.

MERCATO ITALIANO

Avete mai considerato la possibilità di introdurre loan originator italiani nel mercato di Peerberry? Se sì, avete incontrato qualche situazione o normativa che vi ha fatto scegliere per non proseguire con l’idea? Come vedete il mercato italiano nel p2p lending e nel business di Peerberry (da entrambi i lati: investitori e mercato di prestito)?

A: Generalmente, possiamo dire che gli investitori dall’Italia sono fantastici :). Secondo la classifica per numero di investitori nella piattaforma PeerBerry, l’Italia si colloca tra i primi 10 paesi. I nostri partner commerciali con cui lavoriamo non hanno società in Italia, quindi non abbiamo esperienza nel mercato del credito italiano.

Negli ultimi anni PeerBerry ha concentrato gli sforzi sulle questioni normative e non ha valutato la possibilità di collegare nuovi partner commerciali esterni alla piattaforma. Quando PeerBerry sarà finalmente regolamentata e autorizzata, saremo in grado di ponderare l’aperutra a nuovi partner commerciali.

GROUP GUARANTEE

A proposito dell’accordo di group guarantee presente in Peerberry. E’ stabilito che in caso di un eventuale default di uno dei loan originator, l’ammontare da coprire sarà diviso fra le altre finanziarie del brand, in un modo sostanzialmente discrezionale e da vedere di caso in caso, tenendo conto della sostenibilità per ciascuno di esse. Nel caso in cui tale accordo non si riesca a raggiungere, qual è il processo da seguire per mantenere tale impegno?

A: Secondo il modello di copertura cross-corporate del Aventus Group e Gofingo Group, tutte le società del gruppo sono garanti per tutte le altre del medesimo gruppo. Nel caso di una group guarantee, il management del gruppo decide quali società coinvolgere nel caso specifico: una, due, cinque o anche tutte le società del Gruppo possono essere coinvolte per coprire le passività a seconda del caso particolare. Nel caso della group guarantee , le passività della società (Debitore) sarebbero distribuite all’interno del Gruppo in modo tale che nessuna società ne sia influenzata in modo significativo. Tutti gli investitori saranno completamente rimborsati, con gli interessi maturati. È una soluzione flessibile all’interno delle aziende del Gruppo, che lavora al 100% a favore degli investitori.

Il contratto siglato fra i loan originaor è il documento più importante per gli investitori. Secondo tale accordo, gli investitori possono far valere direttamente i crediti nei confronti di queste finanziarie e chi eventualmente ne fa da intermediario. I loan originator sono legalmente obbligati ad aiutarsi a vicenda per coprire i debiti nei confronti degli investitori secondo gli accordi interni di rimborso della garanzia incrociata. PeerBerry si assume tutta la responsabilità di supportare gli investitori in tutte le questioni relative ai partner commerciali di PeerBerry e agli investimenti nella piattaforma.

Quali dei loan originator di Aventus Group sono collegati fra loro da vincoli di partecipazione di capitale? E quali di Gofingo group?

A: PeerBerry collabora con 4 marchi che uniscono diverse aziende: si tratta di Aventus Group, Gofingo Group, Lithome e SIB group. Un elenco completo dei partner commerciali di PeerBerry si può trovare sul nostro sito Web: Peerberry loan origintaors. Qui sono disponibili informazioni su quale azienda lavora con quale marchio. Vorrei aggiungere che Senmo, partner commerciale di PeerBerry in Vietnam, è una joint venture tra Aventus Group e Gofingo Group.

P2P Italia: Ndr, nel sito di Peerberry c’è una sezione con spiegazioni sul funzionamento di tale copertura di Aventus e Gofingo (How group guarantee works). Viene qui anche generalmente indicato che, per il gruppo Aventus, c’è una persona (o con un’altra persona nella stessa “famiglia”) che direttamente o indirettamente (attraverso altre società) controlla il 25% o più di TUTTI i loan originator di tale brand. Nulla su questa situazione viene invece indicata in Gofingo Group. Nei bilanci di alcuni dei loan originator, disponibili nella piattaforma, è possibile trovare chi ha delle partecipazioni DIRETTE.

RICHIEDENTI E CRISI COVID

Quali sono i requisiti che i richiedenti devono soddisfare per ottenere fondi attraverso Peerberry?

A: Nel rispondere alla domanda, è importante far notare che gli investitori di PeerBerry non prestano le loro risorse ai richiedenti finali: in PeerBerry, gli investitori investono in prestiti già emessi dai loan originator, il che significa che gli investitori prestano i loro fondi alle società di credito.

Durante la valutazione dei nuovi loan originator per entrare in PeerBerry, analizziamo molti parametri delle prestazioni dell’azienda. I partner commerciali di PeerBerry devono essere conformi alle leggi e ai requisiti normativi dei paesi in cui operano. Analizziamo a fondo i dati dei loro bilanci, i debiti disponibili ed il trend di sviluppo.

Non ci sono miracoli nel business. Siamo consapevoli che, ad esempio, nel settore dei prestiti a breve termine, statisticamente, un’azienda inizia a generare profitti nel suo secondo anno di attività. Se abbiamo a bordo una società relativamente nuova, dobbiamo vedere un trend di crescita positivo di questa azienda prima di aggiungerla alla piattaforma. L’esposizione in nuove società rappresenta solo una piccola percentuale del portafoglio totale della piattaforma. La massima esposizione nella piattaforma è sulle le aziende mature e redditizie, il che fornisce garanzia anche alle società più nuove, poiché tutte sono coinvolte nel modello di garanzia di gruppo.

Parlando di richiedenti finali, i nostri partner concedono loro prestiti in base alle leggi locali e ai requisiti normativi, utilizzando modelli di rating specifico appropriati.

Non ci sono finora stati prestiti andati in default nel mercato di Peerberry e i casi di buyback sono stati circa il 2% dell’erogato. Come riuscite a raggiungere tali risultati e quali sono i tassi di default nel mercato dei vostri loan originator?

A: La ricetta è semplice: non concedere prestiti a chi non li ripaga e non ci saranno problemi!

Sia le società del Gruppo Aventus che quelle del Gruppo Gofingo hanno un tasso di insolvenza del 6-8% del portafoglio crediti totale. Si tratta di una percentuale molto bassa nell’attività di prestito a breve termine. Il tasso di insolvenza è così basso poiché entrambi i gruppi di società hanno una politica di gestione del rischio piuttosto rigorosa. La maggior parte dei prestiti viene rilasciata a clienti ripetitivi che hanno una buona storia di rimborso del credito. In molte delle nostre società partner, i clienti che richiedono il prestito dopo precedenti rimborsi andati a buon fine rappresentano il 75% di tutte le emissioni di prestiti.

Questo ci permette di mantenere uno dei migliori tassi sui prestiti scaduti del mercato. Statisticamente, i prestiti scaduti rappresentano il 15-25% dei prestiti totali sulla piattaforma. La maggior parte di questi prestiti è in ritardo solo fino a 15 giorni, il che è un ottimo indicatore nel settore dei prestiti a breve termine. I casi di buyback sulla piattaforma rappresentano solo l’1,5-2% di tutti i prestiti sulla piattaforma.

Parlando della crisi covid, di cui si sta iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel. Avete notato qualche cambiamento legato a questa crisi nel mercato p2p e nei richiedenti in generale? Peerberry o i propri loan originator, hanno incontrato grandi aumenti di insolvenza dai richiedenti? E quali sono le aspettative per il futuro?

A: Quando è iniziata la pandemia, i nostri partner hanno prontamente riesaminato i parametri di gestione del rischio e inasprito i requisiti per ottenere il prestito. Hanno inoltre limitato i prestiti ai clienti che lavorano nei settori più colpiti dalla crisi pandemica.

Confrontandolo con il 2019, il tasso di insolvenza dei nostri partner nel 2020 non è cambiato. Nessuno di essi ha dovuto affrontare difficoltà finanziarie lo scorso anno.

La rapida risposta alle circostanze causate dalla pandemia e le giuste soluzioni hanno aiutato i nostri partner ad evitare le difficoltà nel 2020. Anche la quota di prestiti in ritardo / scaduti sulla piattaforma PeerBerry non è aumentata nel 2020, rispetto al 2019.

FUTURO DI PEERBERRY

Qual è la vostra posizione ad oggi a riguardo della nuova regolamentazione europea del crowdfunding? Siete già conformi a tutti i punti di tale normativa o ci sono degli step ancora da effettuare? Come pensate impatterà tale regolamentazione nel mercato del crowdlending?

A: Secondo il modello di business esistente (e dei prossimi anni) di PeerBerry e la licenza dell’Investment Brokerage Firm che riceveremo quest’anno, PeerBerry non rientra nella categoria del crowdfunding.

Tuttavia, nel contesto del mercato nel suo insieme, qualsiasi regolamentazione (soprattutto a livello europeo) sarà solo un impulso positivo per garantire la trasparenza nel settore nel suo complesso e proteggere gli interessi degli investitori.

Cosa ci potete dire sulla strategia a lungo termine di Peerberry? Dove vedete Peerberry, per esempio, fra 5 anni?

A: Trasparente, responsabile, affidabile: questo è il nostro motto, che viviamo e seguiamo nelle nostre attività quotidiane. Solo così, lo saremo anche in futuro. Una delle nostre massime priorità è operare in un ambiente regolamentato ed essere un’entità regolamentata. Attualmente stiamo compiendo ogni sforzo per raggiungere questo obiettivo.

Non miriamo a essere la piattaforma più grande. Il nostro obiettivo a lungo termine è quello di essere la piattaforma di investimento alternativa più sicura che offre agli investitori opportunità di investimento diversificate con un rendimento annuale interessante. Puntiamo ad essere leader in termini di qualità.

Ringrazio moltissimo Arunas per il tempo dedicato al chiarimento dei vari argomenti e spero che a tutti i lettori possano essere state utili le informazioni contenute in questo articolo. Lascio anche qui scaricabile la versione originale in inglese, per chi lo volesse.

E ricordo che se non siete ancora iscritti a Peerberry e volete iniziare, un ottimo modo è quello di farlo tramite il link qui sotto che vi fornirà dei bonus di benvenuto e supporterà il blog!

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Peerberry review

In questo nuovo articolo di recensione parlo di un’altra piattaforma di p2p estero in cui investo ormai da quasi due anni: Peerberry.

Peerberry è una marketplace di prestiti p2p lending lettone che nasce nel 2017. Nonostante la relativamente recente apertura, si è appoggiata agli inizi come piattaforma di p2p partner del gruppo Aventus, un gruppo finanziario attivo dal 2009. Da questa prima partnership Peerberry si sta ora pian piano espandendo anche con altre tipologie di offerta.

Peerberry tratta per lo più prestiti al consumo a brevissimo termine (inferiore al mese), con tassi di interesse che variano dall’8% al 14%. Tale variazione è data per lo più non dalla possibilità di diversificazione presente, ma dai vari momenti storici in cui l’investitore si può trovare ad operare. Infatti, in alcuni periodi di particolare offerta limitata o di relativa tranquillità del settore i tassi osservabili si assestano all’8-9%. In altri di particolare competizione fra i loan originator o in presenza di particolari momenti di maggior rischio (vedi recente crisi finanziaria), si possono trovare punte al 13% o anche al 14%.

Comunque di recente anche in Peerberry si sta assistendo ad un aumento della diversificazione disponibile, sia come tipologia di investimento (stanno facendo capolino anche progetti immobiliari a lungo termine), sia come varietà di loan originator (nel momento in cui scrivo sono attivi 23 intermediari di 3 gruppi finanziari differenti).

Peerberry, come struttura, si avvicina quindi a quella di Mintos, anche se non raggiunge la dispersione di loan originator presenti in questo marketplace. Anzi, si concentra su singoli gruppi societari, di cui Aventus con la sua esperienza nel campo rappresenta ancora la gran maggioranza dell’offerta.

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MERCATO PRESTITI

Il mercato di Peerberry, come tutte le piattaforme p2p, ha subito un calo di volumi in seguito alla crisi Covid e conseguente stretta della richiesta di finanziamenti.

Questo calo però non è stato così drastico, a vedere dalle statistiche presentate, rispetto ad altre piattaforme di prestiti al consumo:

E’ possibile anche qui procedere agli investimenti sia attraverso settaggio degli autoinvest, sia manualmente. Io personalmente procedo solo con autoinvest: le informazioni disponibili sui loan originator rispetto a quelle nei singoli prestiti e la mancanza di un mercato secondario che possa aumentare i rendimenti attraverso l’acquisto di singoli prestiti a sconto, mi hanno fatto propendere per la scelta di un investimento più “organizzato” ed automatico.

La quantità disponibile di prestiti all’interno della piattaforma varia veramente in modo enorme da un periodo all’altro, e ciò dipende da molti fattori. Ad inizio giugno, erano presenti circa cento pagine di prestiti nel marketplace, ora nel momento in cui scrivo (metà luglio), ce ne sono solo 25!. Questo crea sia uno svantaggio (il rischio di cash drag per i nostri depositi) sia sono una conseguenza di un vantaggio: il fatto di concentrare l’offerta su un gruppo selezionato di finanziarie, a parziale tutela degli investitori meno esperti.

Queste dell’immagine sotto sono invece le informazioni disponibili sui prestiti e sui richiedenti. Come si vede sono veramente basiche. Le informazioni fornite sul richiedente non sarebbero sufficienti ad un investitore per valutare se investire o meno su questo singolo prestito se non entrassero in gioco le coperture di buyback. Questo fatto quindi sposta l’onere della nostra due diligence dal richiedente alle finanziarie che lo promuovono.

A questo scopo comunque, c’è bene in evidenza in questo dettaglio il loan originator che emette e, soprattutto di questi tempi covid, il paese.

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AUTOINVEST

Anche su Peerberry il settaggio di un autoinvest è abbastanza classico e molto semplice/basico.

E’ possibile, come la stragrande maggioranza delle altre piattaforme, selezionare i limiti di tale procedura automatica per:

  • Rendimento
  • Durata (attenzione a selezionare bene se si vuole indicare i mesi o i giorni di durata!)
  • Importo rimanente minimo o massimo del prestito dopo l’investimento, importo minimo da tenere sempre libero nel nostro conto, stato del prestito, paese, reinvestimento automatico
  • Loan originator, chiaramente il più importante.

C’è anche la possibilità di filtrare per buyback, ma in Peerberry attualmente tutti i prestiti godono della garanzia di buyback (ne parlerò più sotto).

L’autoinvest è classico, forse migliorabile dal punto di vista delle opzioni presentabili vista la crescita nella diversificazione che sta attraversando la piattaforma (es. un filtro per tipologia di prestito potrebbe ormai starci). L'”esperienza utente” è secondo me anch’essa migliorabile, sotto il punto di vista della velocità delle selezioni e dalla grafica, ma considero comunque la cosa una minor issue.

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LOAN ORIGINATOR

Interessante su Peerberry, come anticipato in precedenza, la struttura su cui sono organizzate le finanziarie che offrono i loro prestiti su questa piattaforma e la loro catena di buyback.

Nel momento in cui scrivo, tutti i loan originator sono organizzati i tre gruppi societari:

  • Le finanziarie del gruppo Aventus, il più grande partner di Peerberry, le cui attività si concentrano in Polonia e nelle repubbliche russe. Queste offrono circa l’80% dei prestiti disponibili nel market del sito.
  • Le finanziarie del gruppo Gofingo, attivo nelle repubbliche russe, che rappresentano circa il 15% dei prestiti di Peerberry.
  • La società Lithome, lituana, che si occupa invece delle offerte dei progetti immobiliari, la cui quota è il rimanente 5%.

Tutti i loan originator di Peerberry offrono il buyback guarantee per i prestiti che mettono a disposizione in questa piattaforma. Il buyback viene pagato nel caso in cui il prestito arrivi a 60 giorni di ritardo nel pagamento di una rata e paga sia il capitale sia gli interessi maturati.

In aggiunta, a tutti i loan originators del gruppo Aventus e del gruppo Gofingo viene incontro anche la garanzia di gruppo: se per qualche motivo uno dei loan origiantor non riesce a coprire il buyback, trovandosi in difficoltà finanziarie, scatta tale garanzia di gruppo che fa sì che tale buyback venga in questo caso operato da una degli altri loan originator del gruppo di appartenenza. Quindi, nel caso fosse una società del gruppo Aventus a mancare il buyback, una delle altre finanziarie del gruppo Aventus lo opererà al posto suo; la stessa cosa per i loan originators del gruppo Gofingo.

E’ quindi ancora più importante, prima di iniziare ad investire, conoscere lo stato di salute non solo della finanziaria dove andremo ad investire, ma anche delle altre finanziarie che compongono il suo gruppo. Scriverò un articolo più dettagliato in merito; nel frattempo, si può dire che il gruppo Aventus è molto più solido del gruppo Gofingo. Il primo può contare sulle sue tre società polacche, storiche, che hanno una capitalizzazione e degli utili elevati (mentre le altre dello stesso gruppo sono già più piccoline). Il gruppo Gofingo, invece, è di più recente costituzione (molte hanno iniziato l’attività nel 2018) e perciò non gode ancora delle stesse riserve liquide del primo. Per compensare tale differenza, nel marketplace di Peerberry normalmente il gruppo Gofingo offre prestiti a tasso di interesse più elevato rispetto agli intermediari del gruppo Aventus.

Trovare i bilanci di ciascun loan originator è possibile nella sezione apposita del sito, dove ne viene presentato l’elenco. Da lì, entrando su ciascun intermediario, oltre alle informazioni principali sul loro operato, in fondo c’è il pdf dell’ultimo financial statement disponibile:

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MERCATO SECONDARIO

Attualmente NON è presente su Peerberry un mercato secondario o una possibilità di early exit per rivendere in qualche modo i prestiti alla piattaforma. Tale scelta di gestione è legata soprattutto al fatto che la grande maggioranza dei prestiti nella piattaforma ha durata inferiore al mese e richiede quindi meno necessità di proporre questo tipo di opzione agli investitori.

Di recente comunque alcune di finanziarie di Peerberry hanno iniziato a proporre prestiti a medio lungo termine (come per esempio il loan originator di prestiti immobiliari o alcune finanziarie ucraine). Nelle FAQ ufficiali è comparsa la previsione dell’implementazione di tale mercato secondario. Comunque ad ora non è disponibile.

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LOYALTY PROGRAM

Peerberry ha previsto un particolare programma di premio per gli investitori che depositano una certa soglia di capitale. Tale bonus consiste in un aumento secco del rendimento su tutti i prestiti sottoscritti da questi investitori. L’aumento del rendimento varia a seconda della classe di soglia di deposito raggiunta. Tale tipologia di incentivo è stata resa disponibile anche in altre piattaforme (per esempio Swaper o Dofinance), questa è comunque l’offerta di Peerberry:

Come potete vedere il raggiungimento di tali soglie non è per tutte le tasche: per poter arrivare al primo scaglione di bonus occorre investire nella piattaforma almeno 10.000€. Comunque, per chi avesse tale disponibilità e credesse nel progetto, può ottenere l’aumento di rendimenti lordi indicati in questa grafica.

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CONSIDERAZIONI FINALI

PUNTI DI FORZA:

  • Solidità finanziaria del gruppo Aventus (attenzione però in questo periodo ai riscontri del lockdown in Polonia, dove concentra gran parte della propria attività).
  • Rischio mitigato fra i loan originator dal “doppio buyback”: quello della finanziaria e, a seguire, quello del gruppo a cui essa appartiene.
  • Struttura dei prestiti concentrata sul brevissimo termine. Qui è un vantaggio o svantaggio a seconda delle strategie personali, io prediligo sempre la reattività del portfolio a costo di una piccola riduzione di rendimento.

PUNTI DI DEBOLEZZA:

  • Non è ancora presente un mercato secondario, ma la gran parte dei prestiti è a brevissimo termine.
  • Rendimenti non altissimi prendendo come paragone altre piattaforme “concorrenti”.
  • Autoinvest migliorabili