Perchè NON investo in Bondora: Aggiornamento

Ho sempre considerato Bondora come una piattaforma non al livello degli altri portali di p2p lending di cui parlo nel mio blog. Per questo motivo, ne ho parlato poco nei miei articoli, ho comunque approfittato del periodo di calma nelle altre piattaforme per un aggiornamento della mia recensione, che era ormai datata.

Dove eravamo rimasti?

Bondora in passato ha messo in atto una pesante campagna di marketing per promuoversi fra i piccolissimi (e spesso molto giovani) investitori, usando forti incentivi alla promozione destinati ad influencer nei vari canali social. Oltre ai classici blog, anche su Youtube o Instagram si possono trovare molti vecchi video che ne hanno parlato moltissimo, raccogliendo moltissimi piccoli capitali dai destinatari dei loro contenuti: spesso ragazzi della fascia d’età fra i 18 e i 30 anni,

L’attrattiva era data da un investimento dove, oltre al deposito, l’investitore non doveva fare nulla ed occuparsi di nulla. Gli bastava semplicemente attendere mentre giornalmente venivano versati gli interessi del deposito. Il funzionamento del Go & Grow, il principale strumento di investimento che mette a disposizione Bondora, e che all’epoca offriva un interesse lordo del 6,75%, è esattamente questo.

Spesso gli investitori, per via della poca esperienza e per i bassi capitali investiti, non avevano nei propri programmi uno studio approfondito di Bondora, prima di iniziare ad investirci. Bastava che in passato Bondora avesse sempre pagato gli interessi, anche in seguito al famoso periodo “nero” della pandemia nel 2020, dove vari loan originator in altre piattaforme avevano avuto difficoltà. Non importa poi se ad un certo punto, proprio in quel periodo, Bondora aveva bloccato i prelievi (per una mossa dovuta vista la massa di richieste contemporanee). La fiducia andava non andava al di là della facciata. E, questo ho sempre cercato di segnalarlo, significava investire nè più nè meno al buio.

Indipendentemente se poi alla fine le cose andavano bene o male. Con questo sistema la possibilità per l’investitore di anticipare eventuali crisi societarie era nullo.

A pochissimi era venuto in mente di investigare bene:

  • Dove investivano i loan originator di Bondora, ma soprattutto, quali erano i risultati della loro gestione?
  • Quale era lo stato di salute del gruppo finanziario che gestisce Bondora?

La fiducia quasi incondizionata sul funzionamento storico, condito dalla forte spinta promozionale detta prima, ha fatto sì che Bondora raccogliesse moltissimi investimenti. Non importava se c’erano altre piattaforme che garantivano più trasparenza, oppure rendimenti nettamente migliori. Ai piccoli investitori ciò che interessava era la comodità: me la trovo promossa, perchè non provarci? Proviamoci e non perdiamo altro tempo!


Ho in passato criticato, appunto, moltissimo Bondora per via della poca informazione che forniva per poterne valutare in modo effettivo la solvibilità (argomento in cui ho sempre spinto, che sapete benissimo se mi seguite da molto tempo).

Beh, come è la situazione attuale? Le cose sono migliorate o peggiorate? Ora la convenienza all’investimento è aumentata o diminuita? Spulciamo qualche punto…

COS’E’ BONDORA

Piccola premessa. Cos’è in breve Bondora?

Penso tutti voi già lo conosciate, comunque, per proprio i nuovi investitori, Bondora in breve è una piattaforma gestita dal gruppo finanziario omonimo, che si concentra nel business del p2p lending al consumo.

Bondora è gestita da Pärtel Tomberg e Rein Ojavere.

Pärtel Tomberg è l’attuale CEO e co-fondatore di Bondora. Ha fondato nel 2008. Prima di dedicarsi completamente a Bondora, Pärtel ha lavorato in Quelle AG, dove è stata attiva come business development manager. Altri co-fondatori sono Mihkel Tasa e Martin Rask.

Rein Ojavere è il CFO di Bondora. È responsabile di tutte le questioni finanziarie all’interno della società. Prima di entrare in Bondora, Rein era a capo del corporate banking della banca DNB in Estonia. È stato anche impegnato con la società di gestione patrimoniale Northern Star e Hansa Investment Funds.

Secondo la mia comprensione della struttura della società, gli azionisti della società sono anche i membri del consiglio di vigilanza (non proprio una buona cosa): Joao Monteiro, Mati Otsmaa, Phil Austern, così come due società di investimento: Valinor Management (una società di investimento privato dagli Stati Uniti) e Global Founders Capital (società di investimento dalla Germania).

INVESTIRE IN BONDORA

E’ possibile investire in Bondora attualmente in un solo modo. Attraverso il Go&Grow: uno strumento che permette di investire in un portafoglio deciso e gestito interamente da Bondora, che permette il riconoscimento di interessi giornalieri e la possibilità di smobilitare i capitali in qualsiasi momento a decisione dell’investitore.

In passato era presente anche la formula dell’investimento manuale nei prestiti presenti nel marketplace della piattaforma. Gli interessi offerti qui erano molto maggiori, e non era presente la garanzia di buyback. Questa forma non è oggi più disponibile, i risultati comunque riportati da vari investitori sembravano mostrare un’incidenza dei default assolutamente troppo alta anche comparandola con gli alti interessi offerti.

TRASPARENZA DI INFORMAZIONE E RISULTATI SOCIETARI

La prima cosa che sono andato a guardare è aggiornarmi sui bilanci del gruppo Bondora per capire la sua situazione finanziaria attuale.

Beh, su questo devo dire è che è nettamente migliorata rispetto a 3 anni fa, l’ultima volta che avevo scritto di questa piattaforma. Questo è un punto molto positivo.

Nel momento in cui scrivo, l’ultimo bilancio di gruppo disponibile è quello del 2022 (il bilancio 2023 credo arriverà la prossima estate).

Da bilancio si desume un’equity di 16 mln€, con un utile annuo di 2,1 mln€. Nel 2021 l’utile era stato di 6,6 mln€, nel 2022 i costi per personale che sono raddoppiati (non sapendone la motivazione, probabilmente per investimenti effettuati in quest’ultimo anno disponibile).

Bondora è stata una azienda profittevole da molti anni, ma gli utili in passato erano molto più piccoli rispetto a quelli attuali. E a mio avviso all’epoca non sufficienti per coprire con una certa sicurezza i potenziali default la mole di prestiti che faceva girare. Quindi quantomeno le cose hanno girato fortunatamente per il verso giusto.

Un punto che avevo sottolineato all’epoca era la poca chiarezza su dove venivano contabilizzati tutti i fondi che transitano dal Go&Grow. Dove sono contabilizzati? Quali sono i risultati del settore specifico? Ci sono accantonamenti per i relativi crediti inesigibili? A queste domande, invece, non ho ancora trovato risposta, purtroppo.

SATISTICHE SUI PRESTITI

In Bondora è presente una sezione statistiche, ma si riferisce al non più attivo marketplace di prestiti ad investimento manuale. Ed infatti non mi risultano aggiornatissime, le potete trovare qui: Statistiche Bondora.

Non è assolutamente chiaro quale sia la performance del comparto assegnato agli investimenti del Go&Grow. Per queste ragioni, non mi soffermo molto su questa sezione.

RENDIMENTI DI BONDORA

Andando direttamente al punto. La forza di Bondora è sempre stata il Go&Grow: come già detto uno strumento, un vero e proprio fondo gestito da Bondora, che forniva il 6,75% lordo, con interessi giornalieri.

Ad oggi, il Go&Grow è l’unica forma di investimento disponibile in Bondora. Un tempo, c’era la possibilità di investire nei prestiti singoli (in Spagna, Finlandia o Estonia), che offrivano indicativamente fra l’8% ed il 45% di interesse (gli interessi erano molto variabili a seconda del singolo prestito e del grado di rischio), ma che non erano coperti da nessuna forma di buyback. Qui i risultati ottenuti da molti investitori sembravano assolutamente non soddisfacenti, da quel che si può raccogliere dalle varie community. In questo specifico settore, l’investimento manuale “libero” si era fortunati ad ottenere un rendimento anche solo con segno positivo, considerando i default dei prestiti.

Mi concentrerò quindi sul Go&Grow, il vero motivo di investimento in Bondora.

Se già all’epoca il rendimento era basso (6,75% lordo eguale ad un 3-4% netto, togliendo le tasse sul reddito, secondo aliquota IRPEF), ora i tassi si sono abbassati per chi vuole investire capitali più sostanziosi. Da un paio d’anni, per chi vuole investire più di 700€ mensili avranno un interesse dello 6,75 fino al limite di quei 700€, ma del solo 4% lordo per la quota che supera tale limite.

Ah, se non bastasse, c’è attualmente un limite di deposito di 400€ mensile.

Vi sembra comunque sufficiente? Vi segnalo oggi ci sono conti deposito che offrono lo stesso rendimento lordo (4%), ma con tassazione agevolata! Fate le vostre valutazioni.

Ne vale veramente la pena rispetto ad altre piattaforme? Beh, potete farvi un giro nel mio blog per vedere che forse non è così.

SEMPLICITA’ DI UTILIZZO

Quello che di sicuro resta è una piattaforma molto customer oriented.

Per prima cosa, anche per gli italiani: tutta la piattaforma è disponibile in italiano, in tutte le sue pagine.

Per seconda cosa, l’investimento nel Go&Grow rimane un investimento formalmente senza impiego di tempo: investi, attendi e spera. Personalmente, credo sia una delle cose peggiori che un investitore possa fare: prestare i propri soldi senza capire bene dove li sta prestando e con quali prospettive. Però, dalla mia esperienza anche parlando con molti degli stessi investitori in lending, sembra una delle cose che una buona fetta apprezzi: il fatto di non dedicarci del tempo.

Bondora è una delle poche piattaforme che lo “consente”. E’ difficile fare sforzi aggiuntivi rispetto ad un click, non sia mai che si debba capire chi sono i loan originator, dove operano, se sono profittevoli. Guai! Se siete quel tipo di investitore, che vuole investire a scatola chiusa, prendendosi i rischi ma non dedicarci il tempo, beh Bondora è proprio quello che fa al caso vostro!

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CONCLUSIONI

Nonostante questa recensione sia un po’ particolare (ricordo: io non investo in Bondora), ho voluto comunque elencare quelli che secondo me possono essere i punti forti e i punti deboli della piattaforma:

Punti Forti:

  • Semplicità estrema di utilizzo.
  • Piattaforma in italiano.

Punti deboli

  • Rendimenti bassissimi per il grado di rischio del p2p.
  • Poca trasparenza sulle performance del portafoglio Go&Grow a livello complessivo.
  • Incapacità di valutare correttamente i risultati della gestione prestiti di Bondora.

Alternative a Bondora:

Twino

Viainvest

Le migliori piattaforme p2p – Gennaio 2024

Cari investitori, come da tradizione con la chiusura del trimestre, ho aggiornato il ranking delle migliori piattaforme di p2p lending su P2P Italia.

Pochi scossoni nel mondo del p2p lending negli ultimi tre mesi. I “trend” attuali sono sostanzialmente due: alcune piattaforme molto consolidate stanno diminuendo i tassi di interesse e la fase di passaggio/adattamento alle procedure della nuova regolamentazione europea, recentemente diventata effettiva al 100%, anche in Italia.

Ho approfittato di questo momento di tranquillità per effettuare una modifica nella lista degli argomenti su cui formulo il mio voto. Ho raggruppato due delle precedenti caratteristiche: trasparenza e regolamentazione. Le vedrete assieme d’ora in poi, in quanto il mercato si è evoluto e ormai la gran parte delle piattaforme sono regolamentate. La trasparenza nella comunicazione si lega alla regolamentazione, quindi le considererò come un’unica voce.

Per contro, ho ritenuto di aggiungere un altro elemento che credevo di aver colpevolmente tralasciato in precedenza, cioè la possibilità effettiva concessa dalle piattaforme di poter liquidare in anticipo gli investimenti effettuati, per venire incontro a dei propri cambi di strategie personali nel tempo.

Liquidabilità: riguarda l’efficienza nel poter recuperare il proprio investimento, qualora si voglia liquidare in anticipo i prestiti per le più svariate esigenze personali. In una piattaforma, la durata dei prestiti è a breve termine o a lungo. Nei casi di lungo termine, è presente un mercato secondario per rivendere i prestiti ad altri investitori? In alternativa, i loan originator offrono la possibilità di ricomprare i propri prestiti? Oppure siamo costretti ad attendere la fine del prestito per recuperare il capitale? E, nel caso ci sia la possibilità di rivendita, l’acquisto normalmente avviene istantaneamente oppure c’è il rischio di non vedersi ricomprato il prestito? Infine, utilizzare questa opzione è gratuito o la piattaforma applica delle commissioni? Ecco un po’ di elementi che influenzano un valore alto di questo attributo di “liquidabilità”, più è semplice recuperare l’investimento, più alto sarà il mio voto.

Nel testo della maggior parte delle piattaforme in ranking di questo trimestre, ho inserito una nota in merito, a spiegazione di ciascuna mio voto personale.

Ecco quindi l’aggiornamento della mia “classifica”, che come sempre potete trovare in questa pagina: Le migliori piattaforme – Gennaio 2024.

Le valutazioni

Ricordo sempre che, a parte la premessa di questo ranking specifico, sono sempre queste le 6 “caratteristiche” su cui baso i miei voti:

  • Rendimento: il rendimento atteso per un investitore che investe con una buona dose di valutazione dei rischi e dei progetti. NON è il rendimento di un investitore casuale che seleziona con poca attenzione. Quello capite sarà molto minore e varierà a seconda della diversificazione di ambiti e di livelli di rischio della singola piattaforma.
  • Solidità/Rimborsi regolari: Per quanto riguarda le piattaforme di prestiti al consumo, definisce lo stato di salute degli intermediari che offrono il buyback nella piattaforma e/o dei soggetti che gestiscono la piattaforma stessa assicurandone la continuità. Per quanto riguarda invece le piattaforme che finanziano aziende o progetti immobiliari, definisce il livello di regolarità di rimborsi dei progetti; o, dall’altro lato, quanti ritardi possiamo aspettarci nella loro offerta.
  • Esperienza team: uno degli elementi fondamentali per l’affidabilità nella gestione della piattaforma, sia attuale che in prospettiva di continuità futura, trovo sia l’esperienza pregressa del team in ambito di successo in p2p lending o in ambito comunque finanziario (o immobiliare se parliamo di crowdlending immobiliare).
  • Regolamentazione/Trasparenza: indica quanto la piattaforma segue correttamente le normative a cui è sottoposta la sua attività, sia di tutela all’investitore (controlli di istituzione esterne, informativa e procedurale), sia in ambito fiscale. Con focus particolare sul livello di informazioni che la piattaforma mette a disposizione agli investitori, su di essa e le loro finanziarie, e la loro affidabilità.
  • Liquidabilità: analizza se la piattaforma mette a disposizione la possibilità di poter recuperare in anticipo il proprio investimento, rispetto alle scadenze di prestiti contrattuali e, nel caso, l’efficienza nel recuperarlo. Inoltre, valuta quanto i prestiti della piattaforma siano a breve termine (maggior possibilità di liquidare/cambiare strategie), rispetto a quanto ci vincoli ad un più lungo tempo di investimento
  • Diversificazione: le reali possibilità, all’interno della singola piattaforma, di diversificare correttamente i propri investimenti, su diversi settori, nazioni, gradi di rischio, eccetera.

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Non vi resta che andare al relativo articolo, raggiungibile anche dall’apposita sezione della home del blog!

Apre la sezione Equity Crowdfunding

Con questo articolo annuncio a tutti i lettori che il blog di P2P-Italia si espande! Come da titolo, amplierà da oggi i suoi argomenti trattati, iniziando a parlare di un asset di investimento che molti di voi già conoscono o quanto meno hanno già sentito: l’equity crowdfunding aziendale!

Ho avuto l’occasione di conoscere tramite i vari canali del blog un investitore esperto del settore, Furio, che ha accettato di pubblicare articoli regolari su P2P Italia. In questo articolo vi presenterò quindi Furio e l’idea che abbiamo costruito assieme.

L’equity crowdfunding, è un asset di investimento molto diverso dal p2p lending. L’investitore qui non “presta” soldi ai richiedenti… ma ne diventa direttamente socio!

Per questi motivi, era opportuno dedicare una sezione specifica del blog, che presto troverete in home parallela alle altre due di cui siete già abituati. Inoltre, era molto importante che fosse qualcuno di diverso da noi due (io e Reinvest) a trattare l’argomento.

Nell’immobiliare il comparto equity è già ampiamente, e con molto successo, tenuto da Reinvest. Tratteremo in dettaglio nella nuova sezione l’area di crowdfunding in startup ed aziende.

I portali relativi sono molti e diversi da quelli del lending: alcuni esempi sono Crowdfundme, Mamacrowd, Wearestarting e altri di cui parleremo. Le logiche di selezione e di investimento in qualche modo diverse, e pure le modalità di riconoscimento di profitti si discostano molto a quello da cui siamo stati negli investimenti finora trattati nelle pagine del blog.

Furio, un investitore esperto, che da molti anni segue il settore, vedrete sarà la persona giusta per tale ruolo e diventerà anche lui un vostro punto di riferimento. Da qui in avanti terrà articoli in questa nuova sezione dedicata!

Dando quindi il benvenuto a Furio, che scriverà i suoi articoli con lo pseudonimo “FAS”. Credo l’occasione migliore per conoscerlo un attimo sia una sua stessa presentazione. Gli lascio quindi la parola, metaforicamente: ci dirà direttamente qualcosa su di lui.

Presentazione di Furio (FAS)

P2P-Italia: Beh Furio, ancora benvenuto! Dicci qualcosa su di te!

Furio: Ciao, mi chiamo Furio, evitando tediosi particolari sulla mia vita privata, ho incominciato a risparmiare a 8 anni tramite un libretto di risparmio bancario, a 12 ho chiesto a mio padre di investire i miei risparmi in titoli di stato, avviando così il mio percorso nell’ambito degli investimenti. A 19 ho iniziato a investire in borsa affiancando mio padre. A inizio 2022, avendo previsto il calo della borsa di Milano, ho deciso di spostarmi verso altri investimenti in attesa di rientrare ai minimi. Le cose non sono andate così perché ho scoperto l’equity crowdfunding.

P2P: Da quanto tempo investi in equity crowdfunding? Come ti sei approcciato a questa tipologia di investimento? Sei finora soddisfatto?

Furio: Il calo della borsa, ma anche la pandemia e le vicissitudini personali, hanno guidato la mia decisione di rivedere completamente la mia strategia d’investimento nel 2022. Ho abbandonato il mercato azionario tradizionale per esplorare l’equity crowdfunding. Un settore che mi ha permesso di investire in imprese reali, ma con una minore esposizione alla volatilità esogena tipica della borsa.

Il mio approccio è stato cauto come dovrebbe essere per qualsiasi investimento, ho passato mesi a leggere tutto quello che trovavo in rete sull’argomento, in particolare mi sono posto il problema di come valutare delle società appena create con un grande potenziale, ma anche con una probabilità di fallimento a loro sfavore. Dopo aver esaminato vari metodi di analisi e aver visionato centinaia di proposte su varie piattaforme, ho concluso che la capacità di leggere un bilancio e di valutare i fondamentali di un’impresa poteva essere l’approccio più solido e da queste basi ho incominciato ad investire.

Quanto alla soddisfazione, credo che il verdetto finale debba ancora arrivare e dovremo aspettare altri quattro o cinque anni. Nel frattempo, posso affermare con soddisfazione che le quattro società in cui ho investito lo scorso anno sono ancora in piedi – almeno i fondatori non sono scappati con i soldi degli investitori! – e considero ciò un segnale positivo verso il successo futuro. In effetti, una di esse ha recentemente completato con successo un secondo round di finanziamento, confermando ulteriormente la solidità del mio approccio all’equity crowdfunding.

P2P: Nel tuo portafoglio ci sono altre tipologie di investimento oltre all’equity crowdfunding?

Furio: Sì, come accennavo in precedenza, dopo aver liquidato il portafoglio azionario, ho adottato un approccio ponderato nell’equity crowdfunding. Tuttavia, desideravo ottimizzare ulteriormente le mie risorse, evitando di lasciare una considerevole quantità di liquidità sul conto corrente. Questo ha portato alla mia esplorazione di opportunità di investimento a breve termine.

Inizialmente, ho riflettuto sul ritorno ai titoli di stato, ma l’alta inflazione e i rendimenti reali negativi mi hanno spinto a cercare ulteriormente. La mia attenzione è stata catturata dal P2P lending, una forma di investimento a breve termine che si è dimostrata adatta alle mie esigenze.

Ho scoperto anche che gestire un investimento a breve nel P2P lending e un investimento di lungo periodo nell’equity crowdfunding richiede molto meno impegno rispetto a quello richiesto da un investimento azionario. Ritrovandomi con del tempo libero, ho cominciato a studiare le criptovalute, argomento complesso forse di più delle borse valori. Mi sono concentrato sul ridurre le perdite iniziali entrando in un investimento nuovo e complesso. La soluzione l’ho trovata nelle cripto gratuite da move to earn, learn to earn e faucet vari che mi hanno consentito di imparare le basi e iniziare ad investire senza timore di perdere parte del capitale, in quanto questi token sono stati acquisiti gratuitamente.

Vale la pena notare che, sebbene non siano investimenti finanziari, ho iniziato ad esplorare il mondo delle rendite passive, guadagnando un basso rendimento senza sforzo diretto da parte mia, a parte il tempo speso nella ricerca iniziale. Tuttavia, comprendo che questo argomento possa andare al di là del focus del tuo blog.

Infine, ho in mente di rientrare nel mercato azionario in futuro, magari sfruttando le opzioni, una volta che riterrò che le condizioni siano favorevoli. Questa rappresenta la prossima tappa della mia strategia di investimento.

P2P: Cosa porterai qui sul blog? Cosa si può attendere il lettore?

Furio: All’inizio del mio percorso su questo blog, mi concentrerò su articoli introduttivi. Spiegherò i termini chiave che un potenziale investitore incontrerà, condividerò siti utili per semplificare la ricerca di opportunità di investimento e affronterò varie metodologie di valutazione per le start-up.

In modo trasparente e forse un po’ audace, mi impegnerò anche a criticare e analizzare i vari metodi di valutazione esistenti, esponendo le conclusioni a cui sono giunto nel corso delle mie ricerche. Ritengo che la critica costruttiva sia essenziale per lo sviluppo di approcci più solidi e ponderati nell’ambito dell’equity crowdfunding.

Successivamente, tradurrò queste nozioni in azione, applicando le conclusioni alle analisi di società coinvolte in raccolte fondi. Sarà un percorso in evoluzione, e solo il tempo potrà confermare la validità delle mie conclusioni. Spero di offrirvi una prospettiva unica e stimolante sull’equity crowdfunding e gli investimenti in società giovani ed innovative. Continuate a seguire il blog per approfondimenti sul mondo dell’equity crowdfunding e, cosa più importante, per apprendere e crescere assieme nel mondo degli investimenti.

P2P: So che a breve uscirà un articolo dedicato. Ma quali sono secondo te, in poche righe, i vantaggi ed i problemi attuali da risolvere sugli investimenti in equity?

Furio: Con l’entrata in vigore lo scorso 11 novembre del nuovo regolamento europeo, le piattaforme italiane avranno il vantaggio di poter proporre in raccolta fondi anche società europee e non più solo italiane, migliorando le opportunità di investimento offerte. Dall’altro lato, oltre a subire la concorrenza delle piattaforme europee, bisogna vedere quali e quante piattaforme italiane otterranno la licenza per continuare a operare nel mercato del crowdfunding. Riducendo in questo modo la competizione esistente nel mercato italiano.

Dal lato investitori, con l’introduzione della categoria dell’investitore non sofisticato e del questionario di appropiatezza, la piattaforma potrà porre dei limiti agli investimenti. Qualora questi non risultassero appropriati alla situazione patrimoniale e reddituale dell’investitore, aumentando così le tutele esistenti. Questo è un passo significativo per garantire la sicurezza e la consapevolezza degli investitori nel mondo dell’equity crowdfunding.

Grazie mille Furio per esserti unito alla combriccola di P2P-Italia. Il blog sicuramente incrementerà la qualità degli argomenti trattati avendoti a bordo!

A breve uscirà il suo primo articolo di presentazione del settore di investimento, un grande in bocca al lupo! Per voi lettori basterà tenervi aggiornati nel blog per approfittare dei suoi scritti (iscrivetevi alla newsletter se ancora non l’avete fatto!)

Maclear: Un portale Svizzero per investire in pmi.

(Articolo scritto attraverso collaborazione con Maclear AG).

Cari lettori, in questa nuova recensione mi occupo, dopo un po’ di tempo, di una piattaforma che offre servizi di lending ad imprese.

Attualmente, come sapete, non ci sono molte opportunità di piattaforme che investono in pmi. Il mercato particolarmente rischioso non viene premiato all’investitore con rendimenti interessanti. Nella mia ricerca di una piattaforma che potesse competere in questo settore, mi sono imbattuto in Maclear.

Maclear è una piattaforma svizzera che offre al pubblico di investitori prestiti in PMI baltiche. Le caratteristiche distintive principali di tale piattaforma sono il fatto di avere appunto la sede principale in Svizzera, utilizzando la specifica regolamentazione a cui sono soggetti gli intermediari finanziari di quel paese, ed il fatto di offrire, come di consueto per le pmi baltiche, tassi di interesse che raggiungono anche il 15 o 16% annuo.

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Cos’è Maclear

Si tratta di una piattaforma molto recente ed il tipo di prestiti che offre sono configurabili nella categoria del medio alto rischio, a cui viene contrapposto un rendimento offerto fra i più alti del panorama attuale del p2p lending.

I fondatori della piattaforma Maclear sono Denis Ustjev e Aleksandr Nikitin, che possiedono entrambi una quota del 50% della relativa società. Il primo possiede un background professionale nel settore bancario e consulenziale verso pmi baltiche. Il secondo ha lavorato come manager in un azienda multinazionale scozzese.

La prima società Maclear AG è stata fondata nel 2010 ed inizialmente si occupava dello sviluppo di soluzioni software GRC, cioè quegli applicativi che si occupano della gestione del rischio finanziario per imprese ed istituti. Nel 2020 i due fondatori hanno rilevato e riprogettato l’azienda Maclear, utilizzando il know how tecnologico, utilizzando i relativi strumenti di valutazioni rischi e modelli di punteggio per aprire direttamente al business del crowdlending.

Maclear AG è oggi registrata e regolamentata in Svizzera dall’istituto Self-Regulatory Organization (SRO) che permette loro di operare come intermediario finanziario del settore non-bancario.

La vera e propria piattaforma è stata aperta al pubblico nel maggio 2023. Le aspettative di quest’anno sono di arrivare ai 1.000 investitori attivi registrati e verificati entro la fine del 2023. In termini di volumi, il loro target è di raggiungere il milione di euro entro la fine di quest’anno.

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Perchè in Svizzera?

Qual è il motivo di scegliere lo spostamento della sede in Svizzera, anzichè restare all’interno dell’Unione Europea? Era la domanda principale che mi sono posto quando mi sono trovato a valutare Maclear. Riporto qui la risposta di Aleksandr Nikitin:

AN: “Abbiamo scelto la Svizzera principalmente per la sua normativa efficace ed equilibrata. Fornisce misure efficaci e complesse per la protezione degli investitori, garantisce la trasparenza complessiva di tutti i processi all’interno della piattaforma, garantisce un monitoraggio finanziario stabile e il rispetto delle varie questioni di conformità stabilite nel settore. Ma allo stesso tempo, tutti i nostri investitori possono anche beneficiare del fatto che non detraiamo alcuna imposta dagli utili ricevuti dagli investimenti. Essi dovranno semplicemente dichiarare in autonomia qualsiasi reddito supplementare ricevuto dall’investimento nel loro paese di domicilio e pagare le tasse di conseguenza.

La regolamentazione e il monitoraggio finanziari svizzeri sono abbastanza pesanti, ma non sovraccarichi di restrizioni complicate e puramente burocratiche, che lo rendono molto costoso in UE. Allo stesso tempo, nella sua essenza, è molto simile alla normativa UE che copre il settore del crowdlending/ crowdfinancing. In qualità di membro dell’SRO PolyReg, siamo regolamentati e monitorati dalle Autorità Finanziarie Svizzere e possiamo fungere da intermediario finanziario del settore non bancario A e DA la Svizzera. Ciò equivale praticamente alla licenza europea del fornitore di servizi di crowdfunding, ma con alcune limitazioni specifiche imposte dalla normativa svizzera.

Queste limitazioni specifiche sono descritte nel nostro Compliance Concept e nella Policy interna del cliente (che si possono trovare nel sito). Includono una soglia di 1 mln€ e una limitazione di 60 giorni per i fondi dell’investitore da detenere sui conti bancari di Maclear in qualsiasi momento. La normativa svizzera impone norme molto severe in materia di conformità, AML, KYC, GDPR e altre questioni da rispettare. Pertanto, i regolamenti dei mercati finanziari svizzeri danno priorità alla protezione degli investitori, richiedendo alle piattaforme di crowdlending di attuare misure per salvaguardare gli interessi degli investitori. Ciò include obblighi di informativa, processi di due diligence adeguati per i potenziali mutuatari e pratiche di gestione del rischio da attuare volte a ridurre al minimo i rischi potenziali“.

Cos’è l’SRO ?

SRO sta per Self-Regulatory Organisations e sono organismi di categoria soggetti alla vigilanza della FINMA (la relativa Consob Svizzera). Attraverso la SRO relativa agli intermediari finanziari, la FINMA regola anche normativamente le attività degli stessu intermediari, compresi i gestori patrimoniali.

A verifica, è possibile ritrovare Maclear come member della SRO Polyreg di Zurigo, ricercando nel database qui: Database SRO Members.

Regolamenti e funzionamenti della specifica SRO possono essere trovati nel relativo sito di Polyreg.

Informandomi con i founders sui vantaggi di tutela per gli investitori ad appartenere alla regolamentazione delle SRO Svizzere, essi si possono riassumere nei seguenti punti:

  • la Svizzera dispone di un quadro normativo consolidato e affidabile per gli intermediari finanziari.
  • la Svizzera ha una lunga reputazione di hub finanziario globale noto per la sua affidabilità, stabilità e aderenza a elevati standard normativi
  • Analogalmente alla regolamentazione Europea, le normative svizzere danno priorità alla protezione degli investitori, richiedendo alle piattaforme di crowdlending di attuare misure per salvaguardare gli interessi degli investitori.
  • La Svizzera ha un mercato finanziario ben sviluppato e sofisticato, che consente l’accesso a una vasta gamma di investitori, tra cui persone con un elevato patrimonio netto, investitori istituzionali e famiglie con risparmi. Le piattaforme di crowdlending che operano in Svizzera possono attingere a questa base di investitori per attirare capitali a fini di prestito.

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Investire in Maclear

In Maclear come detto possiamo finanziare pmi, per il momento solamente Estoni. I tassi di interesse offerti sono molto elevati, vanno dal 14 al 16%. Gli interessi sono normalmente riconosciuti mensilmente, mentre il capitale viene rimborsato al termine del prestito. Ciò però non esclude in futuro si potranno trovare piani di rimborso con logica differente.

Come ogni piattaforma di lending aziendale, NON viene offerto il buyback, è però presente un provision fund, un fondo di copertura che agisce nel momento in cui avvengono ritardi nel pagamento di qualche rata; vedremo più avanti come funziona.

Le durate dei prestiti sono abbastanza classiche del settore. Nel momento in cui scrivo sono stati offerti progetti della durata di 12 mesi per il rimborso. In futuro, comunque, il periodo dovrebbe risultare sempre attorno a questa cifra.

Essendo una piattaforma molto giovane, non è attualmente disponibile uno storico dei ritardi/default. Ad oggi ancora nessuno dei richiedenti ha passato il periodo completo di 12 mesi. Terrò monitorata la cosa nel futuro e aggiornerò se noterò situazioni critiche.

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I prestiti in Maclear

Come in ogni piattaforma similare, è possibile visualizzare delle informazioni di dettaglio del progetto, su ciascuna proposta inserita nel marketplace.

In Maclear, le informazioni disponibili riprendono lo standard di chi offre prestiti ad imprese.

Oltre ai classici dati su durata, interesse, tipo di collaterale offerto a copertura e metodo di rimborso, in Maclear è possibile reperire una dettagliata informazione su:

  • la descrizione dell’azienda richiedente ed il suo business operativo,
  • la descrizione delle finalità del prestito ed il modo in cui vengono investiti i fondi raccolti,
  • Delle key figures finanziarie del richiedente
  • I dati legali dello stesso (partita iva, sede sociale, etc.)

Maclear non rende disponibili i bilanci delle aziende. Però, essendo le aziende finanziate (almeno finora) estoni, i documenti di bilancio e i nominativi dei beneficiari unici dell’impresa sono tranquillamente reperibili dalla loro camera di commercio Inforegister (e gratis), digitando nome o partita iva del richiedente. In questo modo è possibile completare la propria due diligence.

Ovviamente però si tratta di piccole e medie imprese, a cui si associa un grado di rischio che è ovviamente più alto rispetto alle grosse finanziarie p2p che si possono trovare nei prestiti al consumo. E che Maclear ripaga con tassi di interesse maggiori.

Processo di selezione dei richiedenti

In primo luogo, tutti i potenziali mutuatari devono completare il nostro questionario di Due Diligence e fornire tutta la documentazione richiesta e pertinente.

In seguito, Maclear AG esegue internamente una corretta Due Diligence utilizzando fonti di dati esterne per la corretta verifica del Beneficiario Effettivo dell’azienda richiedente e del team di progetto, il loro background storico e finanziario.

Successivamente, Maclear esegue la valutazione del rischio e assegna il punteggio di rischio ai potenziali progetti di prestito.

Sulla base della valutazione del rischio e del punteggio, la Piattaforma discute con il potenziale obiettivo del Progetto l’importo del Prestito da raccogliere e anche le garanzie da fornire.

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Recupero crediti

Nonostante il settore pmi sia notoriamente quello oggi più rischioso, in termini di regolarità dei pagamenti, Maclear punta molto sulla propria capacità di selezionare richiedenti affidabili e si impegna ad uno schema di recupero crediti, nei casi molto rigido:

  • Dopo 30 giorni di ritardo, il team di Maclear comincia con delle attività di recupero “soft” contattando il cliente tentando di trovare una soluzione, capendone le motivazioni.
  • Se passano altri 30 giorni (2 mesi in tutto di ritardo), Maclear inizierà a passare dal legale attraverso azioni formali per iniziare un recupero forzoso.
  • Se da lì, il recupero tramite gli atti legali non dovesse avere successo, inizierà le classiche azioni verso il tribunale per recuperare i fondi messi a garanzia dal richiedente in vece degli investitori.

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Provision Fund

Il provision fund ha lo scopo di coprire eventuali ritardi di qualche richiedente. In Maclear ha un funzionamento nettamente differente dal resto delle altre piattaforme, ed è una delle principali novità positive introdotte da questo portale.

A differenza dei classici fondi di copertura a cui siamo abituati nel lending, in Maclear esso non entra in gioco quando avviene il fallimento della società, ma direttamente nel momento in cui avvengono dei ritardi nel pagamento di alcune rate.

Esso viene alimentato con il 2% dell’importo raccolto da ogni campagna di prestito chiusa con successo. Questi fondi vengono accantonati in un conto separato della società e serviranno a compensare gli investitori da qualsiasi progetto che dovessero subire dei ritardi nei pagamenti degli interessi (Attenzione: solo interessi, la quota capitale al momento resta fuori). I ritardi saranno compensati dal fondo fino all’esaurirsi delle sue disponibilità: nel momento in cui il fondo non è più capiente, il rimborso in vece del richiedente ritardatario viene sospeso.

Nel momento in cui una rata di prestito accumula un ritardo di 3 giorni dalla scadenza pattuita, il fondo, se capiente, andrà a coprire il ritardo del richiedente.

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Mercato Secondario

Attualmente in Maclear non è presente un mercato secondario per liquidare in anticipo i propri investimenti. E’ però prevista la sua istituzione in futuro, anche se ancora non precisato, al momento.

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Bonus per gli investitori

Attualmente Maclear è nella fase di lancio della piattaforma, e riconosce agli investitori una serie di bonus particolari.

Ricordandovi che potete iscrivervi dai link del blog: Iscrizione Maclear, ecco la lista di bonus attualmente attivi:

  • 1,5% di cashback sull’investito dei primi 90 giorni.
  • 2% aggiuntivo sui rendimenti dei progetti per gli investitori che investono più di 5.000€.
  • Autumn Program: di breve durata, un ulteriore bonus del 3% aggiuntivo sui rendimenti dei progetti, tolto dalle commissioni ricevute dalla piattaforma Maclear.

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Tassazione

Come ogni piattaforma estera, Maclear NON funge da sostituto d’imposta per gli investitori italiani. L’investitore dovrà dichiarare l’intero importo lordo e la tassazione seguirà l’applicazione della sua aliquota IRPEF.

Maclear, essendo di residenza Svizzera, non trattiene alcun importo in anticipo. L’investitore otterrà i suoi interessi interamente al lordo e sarà suo intero compito presentarli nella sua dichiarazione, pagando le tasse solamente in Italia.

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Conclusioni

Per concludere, ecco le mie considerazioni riassuntive finali sui punti di forza e di miglioramento della piattaforma Maclear.

Punti di Forza:

  • Alti rendimenti offerti per i progetti in raccolta.
  • Soggetto regolamentato dalle normative finanziarie svizzere.
  • Rendimento investitori incrementato ulteriormente da sistemi di bonus particolarmente elevati, per lanciare sul mercato la piattaforma.

Punti di Debolezza:

  • Piattaforma molto giovane e ancora in fase di lancio.
  • Pmi baltiche, quindi il rischio è più alto della media.
  • Non è presente un mercato secondario.

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E, ricordo sempre che potete iscrivervi attraverso i link di P2P-Italia: Iscrizione Maclear, per sostenere il blog!

Aggiornamento recensione Twino

Cari investitori, proseguo con l’aggiornamento delle mie recensioni di piattaforme “classiche” di p2p lending.

Ho pensato di riprendere stavolta in mano quella di Twino. La vecchia recensione che avevo nel blog era veramente datata e ormai obsoleta. Vari asset, una volta presenti, sono stati rimossi dalla piattaforma con l’avvento delle asset backed securities, gli strumenti quotati nel Nasdaq lettone con sottostante i prestiti p2p.

L’occasione di scegliere proprio Twino mi è stata data da un altro nuova forma di prestito da loro creato, le real estate securities, che non sono altro che una ripresa delle securities di cui sopra, ma traslate ai progetti immobiliari.

Le real estate hanno due differenze importanti: sono di tipo equity (quindi con un ritorno variabile sulla base del risultato della gestione degli immobili sottostanti) e sono investimenti da considerarsi a lungo termine (generalmente fino anche a 10 anni).

Oltre a questo, come al mio solito, parlo di tutti quelli che sono i punti che mi piacciono, e quelli che mi piacciono meno, di questa piattaforma.

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Troverete comunque tutto nella mia recensione aggiornata nella lista che trovate in home, ma che potete raggiungere anche da questo link:

Twino, la recensione.

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Inoltre, grazie al blog di P2P Italia, ho avuto la possibilità di fornire un bonus dedicato agli investitori che non sono ancora iscritti alla piattaforma. Con l’iscrizione attraverso i link del blog, avrete la possibilità di ricevere un cashback di 20€ una volta che investirete i primi 100€ in piattaforma. E’ un bonus che non è reperibile altrove, quindi se siete interessati, potete approfittarne:

Iscrizione Twino

Fintown: Investire in immobili affittati

In questa nuova recensione tratteremo una nuova piattaforma presa in esame dal team di P2P-Italia, attiva nel panorama del lending in ambito immobiliare: Fintown.

Fintown propone un approccio innovativo in questo settore. Tradizionalmente, le piattaforme proponevano prestiti per finanziare progetti immobiliari, concepiti come ristrutturazioni mirate alla riqualificazione energetica prima della vendita, intesi come prestito-ponte in attesa di finanziamenti pubblici. Fintown propone invece acquisto di quote di finanziamenti destinati alla gestione di immobili in affitto, e riconoscerà agli investitori dei rendimenti derivati dagli affitti degli immobili stessi.

Ogni prestito è infatti legato ad un immobile, o ad una porzione di esso (ad esempio un gruppo di appartamenti). Tali appartamenti sono offerti in locazione a privati e, tramite i ricavi degli affitti, verranno ripagati gli interessi.

Fintown è una realtà nuova: creata nel 2022 da due imprenditori, Maxim Vihorev e Vladislav Siganevic, si posiziona nel mercato come piattaforma per raccogliere capitali dalla platea di investitori per finanziare l’operatività del gruppo Vihorev.

Iscriviti a Fintown da qui

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IL GRUPPO VIHOREV

Il gruppo Vihorev è presieduto da Maxim Vihorev. Si tratta di un ente di gestione immobiliare che concentra la propria attività nella città di Praga, e i cui immobili sono destinati alla locazione per brevi periodi, ovvero a scopo turistico.

Concretamente parlando, il gruppo è composto da quattro società: a fianco di Fintown troviamo un fondo di investimento immobiliare, una società che gestisce gli appartamenti oggetto dei finanziamenti e una quarta società dedicata allo sviluppo del mercato. Nel complesso, parliamo dunque di un gruppo formato da quattro piccole società, che tuttavia operano con fini comuni e condivisi.

Ho avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con un referente della piattaforma sulle prospettive future. Esso afferma che, allo stato attuale, i futuri piani di sviluppo dell’attività sono concepiti per essere concentrati in questa città, ma nel lungo periodo non si escludono espansioni in altre zone.

La società che gestisce Fintown è formata da un team piccolo, composto da 4 persone: i due fondatori, un responsabile marketing e un IT addetto al sito.

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INVESTIRE IN FINTOWN

Come anticipato, i prestiti hanno principalmente lo scopo di finanziare le risorse del Gruppo Vihorev destinate alla gestione degli appartamenti, permettendo così di aumentare le risorse finanziarie per l’espansione della propria attività.

Attualmente disponiamo di tre le tipologie di prestito per investire attraverso Fintown:

  • Partecipazione al progetto: è una modalità di prestito assai simile alla nostra associazione in partecipazione. Qui si condividono gli utili dell’appartamento, anche se il tasso contrattuale riconosciuto all’investitore è fisso e pari a quello presente nell’offerta del singolo prestito. Da contratto, è previsto però che l’investitore partecipi anche alle potenziali perdite nel caso in cui si verifichino difficoltà nella locazione. Questo punto, che prevede un tasso fisso ma con la possibilità di partecipare a potenziali perdite di capitale, è un argomento non del tutto chiaro all’interno dei contratti.
  • Prestiti mezzanini: nei casi in cui gli appartamenti di proprietà siano già soggetti ad un mutuo bancario per finanziarne l’acquisto, i prestiti mezzanini sui quali possiamo investire in Fintown rappresentano debiti subordinati al soddisfacimento di tale mutuo. Pertanto, questi sono leggermente più rischiosi e prevedono un’ipoteca dell’appartamento (che, generalmente, è di secondo grado).
  • Developement: Questa opzione, di più recente apertura, riguarda i classici prestiti per acquisto, ristrutturazione o riqualificazione dell’immobile. Questa si basa sugli stessi principi che caratterizzano i prestiti in lending immobiliare presenti nelle più famose piattaforme concorrenti.

I tassi di rendimento variano dall’8 al 14% lordo annuo, a seconda della tipologia di prestito e della durata.

Per i prestiti in Fintown (al pari di quasi tutti i prestiti immobiliari disponibili sul mercato), non viene offerto alcuna garanzia di buyback.

Su tutti i progetti presentati, il gruppo Vihorev ha una skin in the game di almeno il 20%.

In aggiunta, su ogni prestito è presente la group guarantee del gruppo Vihorev. In sostanza, se per qualche ragione ci fossero dei problemi nelle locazioni (o nel progetto, in caso dei developement), il gruppo Vihorev non fornisce un buyback diretto ma si obbliga a ripagare l’investitore nel caso in cui i problemi derivassero dalla società che gestisce Fintown. Potremmo definire dunque il buyback come una “garanzia” che scatta dopo un certo numero di giorni di ritardo. La group guarantee è un’obbligazione più generica in quanto non fornisce informazioni sulle tempistiche di rimborso.

Questa garanzia è comunque attiva anche per la modalità di partecipazione, che contrattualmente prevede che l’investitore venga ripagato con un tasso fisso sul prestito. Nel caso di problemi con l’attività di locazione, è però prevista la possibilità di scaricare su di esso una quota delle perdite. Tuttavia, ancora, nelle proposte di prestito pubblicate, viene sempre indicata la group guarantee di Vihorev qualora Fintown non riuscisse a coprire le rate di rimborso. Ad oggi, non posso dire di aver compreso in maniera inequivocabile il reale vincolo di Fintown a coprire i ritardi su questa tipologia di prestito. Voi ci riuscite?

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REGOLAMENTAZIONE

Attualmente Fintown non rientra nell’ambito di applicazione del Regolamento Europeo sul crowdfunding. Grazie a un’esenzione fornita dalla Banca Centrale della Repubblica Ceca Fintown non sarà coinvolta dalle normative del Regolamento UE 1503/2020, scaricabile al seguente link: Esenzione dal Regolamento Europeo

Questo è un punto negativo per quanto riguarda il rischio intrinseco. In tale Regolamento viene espressamente prevista la non possibilità per i soggetti che gestiscono le piattaforme di proporre la raccolta di finanziamenti per progetti da loro stessi gestiti. Il motivo è chiaramente la volontà di evitare conflitti di interessi potenzialmente pericolosi per l’investitore, che difficilmente può valutare autonomamente, in concreto, eventuali rischi di frode.

L’interpretazione della Banca Centrale locale è la seguente: se la società che vuole agire sia da gestore di piattaforma sia da richiedente del prestito offre contrattualmente un obbligo di copertura finanziaria per l’investitore, l’impossibilità di rimborsare le rate nei tempi previsti su un determinato prestito rende bypassabile il rischio di conflitto di interessi. Pertanto, le normative del Regolamento Europeo potrebbero non trovare la corretta applicazione.

La Banca Centrale della Repubblica Ceca ha pieno diritto di decisione in questo ambito e quindi, dal mio punto di vista, l’esenzione sembra essere valida. Ma siete convinti della motivazione utilizzata come giustificazione? A mio avviso, la questione non è chiara e mi lascia con non poche perplessità.

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MARKETPLACE

Per come viene illustrato nel sito, il marketplace di Fintown è semplicissimo. Trattandosi di una piattaforma molto recente la quantità e variabilità dell’offerta di prestiti è esigua.

Questo permette un’interfaccia web semplice e senza particolari filtri, agevolando la scelta per per l’investitore tra le opzioni di prestito.

Ad esempio, entrando su un singolo progetto si possono analizzare le caratteristiche dell’offerta. Ecco gli strumenti che ci vengono messi a disposizione:

Innanzitutto, ci viene presentato un grafico con la composizione del capitale legato all’immobile, o alla porzione dell’immobile, ovvero gli appartamenti, a cui il prestito è legato.

Normalmente il valore è suddiviso tra una quota “equity”, composta dal capitale di Vihorev group direttamente investito negli appartamenti. A questa è possibile affiancare un finanziamento bancario (senior loan) e i finanziamenti raccolti dagli investitori nella piattaforma.

Inoltre, troviamo una tabella dove vengono indicati dettagli importanti come il termine minimo del prestito, il valore degli appartamenti (che fungono anche da collaterale), il tipo di finanziamento richiesto, l’indirizzo dell’edificio, il link per poter accedere al portale online dove gli appartamenti sono messi in affitto (nell’esempio, Booking) e altri dettagli di questo tipo.

Le informazioni disponibili sui prestiti

Mi soffermo su alcune caratteristiche della lista poiché ritengo fondamentale la loro corretta comprensione e valutazione.

Minimo termine di finanziamento: il periodo prima del quale l’investitore non può richiedere, senza penali, il rientro del proprio capitale. Alla fine di tale periodo, l’investitore può scegliere tra le seguenti opzioni:

  • Liquidare il prestito senza penali.
  • Continuare ad avere i fondi investiti nel prestito (ricevendone sempre gli interessi) fino a quando l’investitore deciderà di ritirarli. L’unico limite massimo è il cosiddetto “Massimo termine del prestito”, indicante i mesi massimi in cui è possibile detenere il prestito, inserito anch’esso nei dettagli del progetto in una tabella successiva.

Come vedete, quindi, quando investiamo in Fintown non è prevista una scadenza fissa nei prestiti. I fondi investiti possono essere tenuti per un determinato arco temporale, scandito da un periodo minimo e uno massimo. Fin tanto che manterremo il capitale investito, riceveremo i relativi interessi relativi.

LTV: rappresenta il rapporto tra il debito richiesto all’investitore Fintown e il valore di mercato degli appartamenti in collaterale. Attenzione però: il finanziamento bancario ha priorità di rimborso rispetto al prestito richiesto in piattaforma (prima pagano le banche, poi gli investitori!). Quindi questi valori, di per sé già molto alti, sono però da valutare con ottica differente rispetto alle altre piattaforme di lending immobiliari: qui non c’è un’operazione di flip da svolgere (che prevede infine la vendita dell’immobile). Al contrario, l’immobile non deve essere venduto, eliminando di conseguenza il rischio di doverlo vendere ad un valore sufficiente per soddisfare gli investitori. Il rischio è però legato all’effettiva redditività degli affitti, che è un concetto molto diverso. Gli LTV su Fintown sono enormemente più alti che altrove, ma la rischiosità della locazione, secondo gli obiettivi della piattaforma, è molto minore.

Project phase: lo stato attuale in cui si trova l’immobile rispetto alla destinazione per cui è stato acquistato (nell’esempio, operating = correntemente in affitto).

Altre informazioni che potremo trovare sono:

La composizione del prestito complessivo legato agli appartamenti, con la suddivisione tra la ‘skin in the game’ di Fintown, l’eventuale mutuo bancario e la quota prestito lasciata agli investitori della piattaforma.

Viene poi fornito per ciascun progetto anche la percentuale di giorni affittati per gli appartamenti in questione rispetto al totale di ciascun mese, detta ‘occupancy rate’. Inoltre, è indicata l’ADR (Average Daily Rate), cioè il valore, in euro, dell’incasso giornaliero medio da affitto.

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LIQUIDARE IN ANTICIPO I PRESTITI

Non è presente un vero e proprio mercato secondario in Fintown. Non è quindi possibile rivendere ad altri investitori privati i prestiti sottoscritti.

Come abbiamo visto, successivamente ad un “minimo termine di investimento” specifico per ogni prestito, è possibile liquidare l’investimento senza commissioni.

È però prevista una possibilità (tuttavia onerosa) per rivendere anticipatamente a Fintown il prestito pagando delle commissioni elevate a seconda del periodo di detenzione già effettuata:

  • Da 1 a 12 mesi (e prima dell’apertura della finestra operativa di liquidazione): commissione del 30% sul capitale investito
  • Da 13 a 24 mesi (e prima dell’apertura della finestra operativa di liquidazione): commissione del 20% sul capitale investito
  • Oltre 25 mesi (e prima dell’apertura della finestra operativa di liquidazione): commissione del 10% sul capitale investito

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VIP CUSTOMER PLAN

È prevista infine la futura implementazione di un piano di ricompense, destinato agli investitori con capitali maggiori. Non essendo tuttavia riuscito a comprendere su quali incentivi stiano pianificando, mi riservo di aggiornare tale sezione quando la situazione sarà più chiara.

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BONUS ISCRIZIONE

Se volete iscrivervi alla piattaforma, grazie al blog di P2P-Italia, avrete la possibilità di ottenere un cashback del 2% sul vostro primo investimento in piattaforma. Per usufruirne, potete iscrivervi dai link di questo articolo: Iscrizione a Fintown, oppure dal link che trovate nella pagina Bonus per investitori.

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CONCLUSIONI

Infine, come di consueto, ecco un riassunto dei punti di forza e debolezza di Fintown.

Punti di forza:

  • Interessi riconosciuti dai profitti di immobili in affitto.
  • Alta trasparenza sui dati generati dagli immobili e sui capitali coinvolti.

Punti di debolezza:

  • Realtà molto giovane e business concentrato unicamente nella città di Praga
  • Occorre prestare attenzione al funzionamento della modalità di prestiti ‘participation’ poiché non è chiarissima da un punto di vista contrattuale.
  • Realtà non soggetta al Regolamento Europeo sul Crowdfunding.
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Income Marketplace: la Recensione

Ciao a tutti ed eccoci ad una nuova recensione di una piattaforma di lending. In questo articolo mi occupo di Income Marketplace, piattaforma di lending abbastanza recente, ma che permette di ottenere rendimenti lordi oggi fra i più alti del mercato.

E’ una piattaforma dove listano prestiti vari loan originator ed i volumi sono in forte crescita. La inserisco attualmente nel mio portafoglio nella categoria di rischio medio alta, dove procedo con una selezione dei prestiti più accurata, ma da cui riesco ad ottenere dei rendimenti superiori alla media delle concorrenti, un po’ come in Mintos.

Mentre occorre prestare attenzione ad alcune tipologie di prestito, ne parlerò in dettaglio, Income marketplace risulta comunque offrire una copertura sui default delle finanziarie rafforzata, attraverso una particolare skin in the game richiesta “evoluta”.

COS’E’ INCOME MARKETPLACE

Partiamo col dire che Income Marketplace è una piattaforma di p2p e business lending con sede in Estonia e attiva dal 2021.

E’ possibile ricavare chi sono i founder e la struttura consulenziale direttamente dal sito, nella sezione “Team”. Da lì è possibile risalire anche ai profili linkedin delle varie figure centrali.

Non ho trovato qui grandi punti grigi sull’argomento o elementi specifici di rischio: è una classica piattaforma creata da persone con esperienza nel settore lending, che si è creata vari contatti con loan originator in fase di crescita e desiderosi di espandersi ricercando fondi da investitori privati.

Iscriviti a Income Marketplace da qui

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LOAN ORIGINATOR

Nella piattaforma listano prestiti loan originator da 7 paesi, europei ed extraeuropei. Nello specifico potremo finanziare persone e aziende da Estonia, Finlandia, Bulgaria, Messico, Brasile, Colombia e Indonesia.

Ciònonostante, attualmente (giugno 2023) sono i prestiti in Estonia ed Indonesia i più attivi in termini di volumi in offerta.

Nel sito è naturalmente presente una pagina dedicata alla descrizione delle varie finanziarie.

Devo dire che questa sezione è molto ben fatta, per essere una piattaforma da così poco tempo attiva. Non raggiunge il livello di dettaglio di Mintos in quanto ad informazioni sulle finanziarie, ma ci sono comunque tutte le notizie che ritengo utili per eseguire una buona valutazione.

In questa sezione loan originator, possiamo ricavare, di ciascuna, una breve descrizione sulla sua attività e lo storico del proprio business, la tipologia di prestiti di cui si occupa, il tasso di interesse normalmente offerto e quello mediamente richiesto ai richiedenti, la % di junior share (ne parlerò più avanti) e le modalità di collaterali o raccolta delle riserve adeguate a coprire il buyback. E, ovviamente, possiamo trovare tutto lo storico dei bilanci aziendali.

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INVESTIRE IN INCOME MARKETPLACE

A riguardo del metodo di investimento, questa piattaforma non ha assolutamente nulla di nuovo rispetto a quanto siamo abituati a vedere in molte altre piattaforme di p2p lending.

E’ possibile andare nella sezione “Invest” ed investire attraverso la selezione manuale dalla lista dei prestiti con disponibilità in offerta, oppure attraverso il settaggio di classici autoinvest.

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I PRESTITI

Diciamo innanzitutto che c’è molta varietà di finanziamenti fra cui poter scegliere. E’ possibile per noi investire solo in euro, anche se, per alcuni prestiti, viene indicata a livello informativo la valuta fornita al richiedente. Questo è il caso in cui il contratto fra loan originator e richiedente non sia in euro, anche se noi ci investiremo comunque in euro: traducendo, il rischio cambio, in questi casi, è sempre tutto a carico del loan originator.

I rendimenti lordi oggi vanno dal 12 al 15%. Tutti i prestiti hanno il buyback offerto dal loan originator, che scatta dopo 60 giorni di ritardo (ne parlerò più avanti). Le durate di finanziamento invece oscillano fra 1 mese e 5 anni, a seconda della tipologia.

Ci sono due macro tipologie in cui è possibile investire oggi in Income Marketplace:

  • I prestiti personali/al consumo: i classici prestiti p2p, che possono essere richiesti da privati per le loro più svariate esigenze.
  • I business loans: finanziamenti a sostegno del business di piccole medie imprese.

Devo dire che in Income marketplace preferisco investire di gran lunga nella prima tipologia (prestiti al consumo), rispetto al finanziamento ad aziende.

Infatti, a mio avviso, le informazioni che la piattaforma ed il loan originator mettono a disposizione sui business loans non sono sufficienti. Si è scelto di offrire per i business loans le stesse tipologie di informazioni che vengono fornite per i prestiti al consumo, ecco due esempi (vi consiglio di ingrandirli per leggerli meglio):

Prestito al consumo in Income Marketplace

Business loan in Income Marketplace

Mentre le informazioni le ritengo più che sufficienti per quando si tratta di valutare un investimento in un prestito al consumo, la cosa non è altrettanto vera per i business loans.

I business loans

In questi, in effetti, ritengo possa essere più importante capire altri elementi, rispetto ad un prestito personale. Come, ad esempio, qualche dato finanziario del richiedente, la tipologia di business, storicità, etc e… il nome della società per valutarne l’effettiva operatività!

La problematica sarebbe notevolmente mitigata dal fatto che questi prestiti aziendali sono tutti coperti dal buyback del loan originator (non mi dilungo anche qui sul perchè questa cosa incida, se mi leggete da tempo lo sapete già 🙂 ). E’ comunque molto raro trovare un loan originator che fornisca buyback sui prestiti aziendali.. e c’è un motivo!: gli importi a rischio sono molto più cospicui e c’è molto più rischio default se la pianificazione è mal organizzata o in casi di eccessivi downturn dei mercati.

C’è da dire comunque che gli importi richiesti di questi business loans sono bassi rispetto alla media di questo settore e specifici loan originator forniscono queste tipologie di prestito.

La mia conclusione finale è che trovo in questa piattaforma più rischiosi i loan originator che offrono prestiti aziendali.

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BUYBACK E JUNIOR SHARE

Ritengo invece opportuno un dettaglio sulle modalità di offerta del buyback, in quanto su Income Marketplace le protezioni contrattuali offerte sono più alte rispetto alle altre piattaforme comparabili.

Partiamo dal buyback. Qui non c’è nulla di innovativo. Il buyback scatta dopo 60 giorni di ritardo di una rata di rimborso: al 61mo giorno l’investitore si vedrà rimborsato della quota capitale residua e degli interessi maturati anche per il periodo di ritardo.

L’elemento novità è invece la formula della Junior Share. Si tratta di una “skin in the game” particolare. Come questa, infatti, obbliga contrattualmente il loan originator ad investire una quota minima su ogni prestito da lui emesso, a stimolo per il suo controllo interno nella qualità del richiedente. Ma, in aggiunta a ciò, questa quota, nel bilancio del loan originator, funge come asset “subordinato” al soddisfacimento dei rimborsi agli investitori.

In parole povere, se il loan originator ad un certo punto non fosse in grado di onorare i buyback, ed andasse quindi lui in default ed in insolvenza, la previsione contrattuale è che, al posto di utilizzare i fondi dai crediti da lending rimasti attivi, per pagare TUTTI i fornitori, noi investitori compresi, i crediti da lending con attiva la junior share saranno utilizzate in fase di concordato/liquidazione per essere versate PRIMA agli investitori, e poi ai restanti fornitori della finanziaria.

Sembra un dettaglio non da poco, e forse un po’ complicato a leggerlo la prima volta. Ma, in caso malaugurato in cui una finanziaria andasse in fallimento e poi in liquidazione, queste Junior share andrebbero teoricamente ad aumentare molto la quota di diritto liquidabile all’investitore, rispetto a tutto il liquidabile a disposizione della finanziaria stessa, aumentando le possibilità di recovery in fase stragiudiziale e giudiziale.

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AUTOINVEST

Oltre alla selezione manuale dei prestiti, è naturalmente possibile settare dei classici autoinvest per impostare procedure automatiche di selezione e sottoscrizione di prestiti secondo le nostre necessità.

Settare un autoinvest in Income Marketplace è un passaggio che direi classico e molto simile a molte delle altre piattaforme di p2p lending.

E’ possibile impostare le autoselezioni, dichiarando le proprie preferenze nella sezione filtri in termini di:

  • durata del prestito
  • tasso di interesse
  • tipologia di prestito (non solo business loan o prestito al consumo ma, all’interno di quest’ultimo, si può scegliere fra payday loan, car loan, secured loan, short term loan e installment loan).
  • Nazione del richiedente
  • Loan originator
  • Status del prestito (se solo current o anche comprendendo prestiti già in ritardo).

Entrando nella sottosezione dei filtri avanzati (advanced), è possibile impostare preferenze anche su:

  • importo originario del prestito
  • escludere o meno prestiti con estensioni permesse (e anche quante estensioni già accordate).
  • data di emissione
  • selezionare addirittura un id di prestito specifico.

Ritengo importante segnalare che il fatto di escludere o meno prestiti che possano essere estesi inciderà molto sulla durata media del nostro investimento, quindi non la terrei come opzione di valutazione secondaria.

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MERCATO SECONDARIO

Attualmente non è presente il mercato secondario in Income Marketplace. Quindi, oggi non è possibile liquidare in anticipo i prestiti sottoscritti: occorre fare molta attenzione alle durate del prestito quando investiamo!

Dal sito, però, è presente nelle FAQ la nota che l’introduzione del mercato secondario è presente in un (non meglio precisato) futuro.

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BONUS DI BENVENUTO

Attualmente, purtroppo, Income Marketplace non fornisce più bonus di benvenuto per i nuovo investitori. Vi aggiornerò nel caso in cui tale bonus sarà reintrodotto.

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CONCLUSIONI

Ed ecco infine riassunti quelli che sono i punti di forza e i punti dove fare attenzione se investirete nella piattaforma di Income Marketplace.

Punti di forza

  • Alto rendimento offerto
  • Formula di junior share a maggior tutela dell’investitore
  • Grande disponibilità di prestiti e varietà di loan originator

Punti di debolezza

  • Non è presente un mercato secondario
  • Trovo assai rischiosi (per mancanza di informazioni e statistiche fornite) i business loans
  • Piattaforma “giovane”

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Iscriviti a Income Marketplace da qui

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Piattaforme alternative:

Afranga

Esketit

Quanloop è uno scam? Perchè non ci investo

Benvenuti ad una mia nuova recensione di una piattaforma di p2p lending. Questa volta voglio parlare di Quanloop, una realtà che vedo molto pubblicizzata online oggi e sulla quale molti di voi lettori mi avete chiesto un riscontro. Scambiando qualche chiacchiera con qualcuno di voi, ascoltavo vari dubbi se Quanloop potesse essere effettivamente una buona piattaforma (data la semplicità su come investire e l’alto rendimento), oppure un business a forte rischio scam. Ho quindi cercato di riassumere quella che è la mia visione in questo articolo.

Sono sincero, a me non piace parlare nel blog di piattaforme su cui non ho investito personalmente. Ma leggendo da varie parti recensioni molto semplici, classici specchi per allodole, mi sono un po’ girati i cinque minuti e ho voluto buttare giù quest’articolo.

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COS’E’ QUANLOOP

Partiamo innanzitutto a tirare il perimetro di questa piattaforma.

E’ una piattaforma di investimento estone specializzata nel lending aziendale, attiva dal 2019. Si caratterizza per una modalità di investimento completamente automatizzata per l’investitore (ne parleremo qui più avanti) che permette un utilizzo assolutamente semplice, avvicinandosi molto al concetto di un fondo di investimento comune rispetto ad una piattaforma di lending vera e propria. Al contempo, ha molti elementi “grigi”/ sconosciuti nella propria gestione, che cercherò di descrivere in questo articolo.

Chi controlla Quanloop è indicato direttamente nel loro sito:

Quanloop proprietà

Leggendo, l’azienda è posseduta da due imprenditori esteri: Valentin Ivanov e Rene Rattur. A gestire operativamente l’attività e le scelte di investimento di Quanloop sono lo stesso Ivanon e Osauhing QFM, una società che opera come fondo di investimento. Molto grigia è la situazione di questo fondo.

Andando a cercare dati su questa Osauhing QFM, si trovano questi risultati di fatturato (circa mezzo milione di euro a semestre) e di tasse versate allo stato (zero, da più di tre anni):

E questo non è certo un bel segnale, contando che tasse 0 vuol dire molto probabilmente utili non positivi (per lungo tempo). Non la migliore delle situazioni per un fondo che dovrebbe gestire i nostri investimenti.

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INVESTIRE IN QUANLOOP

La modalità in cui è possibile investire, come detto, è molto molto semplice. E, al contrario di quello che tanti pensano, non è necessariamente sinonimo di buona cosa. Infatti a mio avviso non lo è. Ve lo spiego.

Non c’è un vero e proprio autoinvest in Quanloop. L’investitore ha la possibilità di selezionare solamente fra tre piani di rischio: un “low risk” un “medium risk” e un “high risk” plan. Delle caratteristiche dei prestiti, e di dove andrà ad investire ciascun piano non sappiamo nulla. Sappiamo solo quale sarà il nostro rendimento e quale sarà il range di loan to value dei progetti che andremo a finanziare.

Quanloop investimenti

Semplice giusto? Sì… ma ora passo ai punti critici. Punti di cui mi stupisco come molti investitori non li ritengano importanti, quando valutano la loro scelta di investire in questa piattaforma.

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Gestione NON controllabile da parte nostra

Innanzitutto, una volta selezionato il piano, chi gestisce la piattaforma farà tutto AL POSTO NOSTRO. Gestendo loro di fatto tutti i destini dei nostri capitali depositati. Non avremo modo di riprenderci il nostro capitale se non quando i prestiti ai richiedenti di Quanloop verranno rimborsati.

Voi mi direte, beh, ci sono già altri servizi che offrono una gestione totale del portafoglio in quedti termini. Vero, ma vediamoli:

  • Consulenti finanziari/piattaforme di consulenza (es. Moneyfarm): anche qui deleghiamo la gestione a terzi. Faccio però notare che ogni consulente finanziario italiano (abilitato a proporre il servizio!) deve sottostare a rigide normative in tema di: a) comunicazione delle operazioni per conto del cliente b) informativa sui risultati della gestione c) sottoscrizione di assicurazioni per la propria attività. Pensate realmente che Quanloop sia obbligata a questi obblighi, o fornisca a voi questi servizi? Chiaramente NO.
  • Banche: classico, anche i nostri consulenti di banca gestiscono al posto nostro i nostri risparmi. A parte gli obblighi di comunicazione che sono anche qui presenti, su di loro mi soffermo sulla TIPOLOGIA di investimento dove vi investono. Nonostante le solite chiacchiere da bar sulle “banche sono ladre, colluse etc.”, investono i nostri risparmi con un portafoglio con gradi di rischio nettamente inferiore al p2p lending. Titoli di stato, azioni quotate (e non quotate ma con alta capitalizzazione), obbligazioni, ETF; anche derivati, ma con sottostanti per la maggior parte legati agli asset appena citati. Il rischio è minore, e ovviamente anche il rendimento lì è minore. Non stiamo parlando della stessa cosa di Quanloop.
  • Altre piattaforme di lending che propongono servizi simili di gestione totale del portafoglio. Beh, non sono mai andati bene/sono esageratamente rischiosi. Penso alle strategie automatiche di Mintos: chi ha assistito al periodo buio del p2p di inizio 2020 sa che la più grande causa delle perdite degli investitori in quella piattaforma era per aver utilizzato tali strategie, che andavano a sottoscrivere i prestiti dei loan originator che venivano “scartati” dagli investitori che invece analizzavano autonomamente i prestiti. O alle strategie di Bondora, dove per spiegami sul perchè la considero spazzatura, vi invito a leggere il mio articolo che avevo scritto un paio di anni fa: Perchè NON investo in Bondora

Il p2p lending/crowdlending per natura è rischioso, un terreno dove molte aziende (in alcuni casi anche poco sane/raccomandabili) cercano fondi per le loro attività, che possono avere alte, ma anche molto basse, possibilità di successo. Per questo per poterne uscire qui profittevoli è importantissimo capire bene DOVE e COME investiamo i nostri soldi.

Mi aggancio qui per il secondo punto.

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Nessuna REALE informazione sui richiedenti.

Vi lascio qui sotto un semplice screen dei dati a disposizione:

Quanloop prestiti

A parte le informazioni che vi ho riportato, non c’è ALCUNA altra notizia su:

  • chi concretamente sta chiedendo i nostri soldi (come facciamo a valutare se sarà solvibile)? L’obiezione potrebbe essere che è Quanloop che garantisce per noi il risultato, fornendoci lei i rendimenti, dato che gestisce per noi i risparmi. Contando che è vero, se mi seguite da un po’ saprete che a mio avviso è importantissimo comunque sapere i risultati della gestione, in particolare sapere quanti richiedenti stanno ritardando i rimborsi o sono passati dal tribunale per tentare dei recuperi, creando stress alla gestione della stessa Quanloop. Ne riparlerò comunque nell’ultimo punto.
  • Che tipo di business stiamo finanziando. C’è un semplice “business loan”. Cosa? Attività solvibile, rischiosa o altamente speculativa?. Immobiliare? Commercio? Industria? Cripto? Vendite di gelati in Islanda? Quasi sicuramente saranno tutte piccole medie imprese, ma sarà mai possibile secondo voi poter avere una minima idea della gestione del portafoglio in questo modo?
  • Dove stiamo finanziando? In Estonia? In Europa? In Asia? Anche sapere questo è importante, in quanto questo ci dà l’idea di quali difficoltà si potrebbe andare incontro in casi di passaggi al tribunale per insolvenze o peggio fallimenti del richiedente e quindi avere un elemento in più per valutare la rischiosità della piattaforma. Ma se mancano i due punti precedenti, figuriamoci se possiamo arrivare a questo.

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Impossibilità di sapere i risultati reali della gestione di Quanloop

Come risultati reali della gestione, intendo se Quanloop ha una gestione profittevole o in perdita, e se è abbastanza capitalizzata per poter coprire.

Oltre a quanto indicato all’inizio dell’articolo sui risultati del fondo, non sono riuscito a trovare assolutamente altro. Oggi ormai è indispensabile conoscere i risultati di un richiedente che utilizza i nostri fondi per le proprie attività, e gli utili di questa attività per fornirci il rendimento e rimborsarci il capitale!

Il fatto di non conoscere questi risultati, soprattutto in questo clima di segretezza che si respira utilizzando la piattaforma e cercando approfondimenti, è assolutamente inaccettabile a mio avviso.

Qualcuno di voi è riuscito ad ottenere informazioni migliori in merito? Vi prego di segnalarmelo.

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Interessi giornalieri e investimenti a brevissimo termine

Questo è l’unico motivo che posso eventualmente riconoscere ad una scelta di investimento in Quanloop. Essendo completamente slegato, nella sostanza, ai prestiti reali sottostanti, l’investitore può scegliere in qualsiasi momento di liquidare l’investimento e ritirarlo.

Inoltre, gli interessi sono riconosciuti giornalmente, non mensilmente come la maggior parte delle piattaforme p2p o alla fine del periodo, come una parte del business lending.

Questa metodo è già conosciuto agli investitori: è lo stesso del grow and growth di Bondora. Ma in Quanloop gli interessi sono più alti.

Ovviamente, occorre sottolineare ancora una volta che, non essendo contrattualmente legati questi interessi ad un singolo progetto, essi vengono pagati fino a che il business di Quanloop, nel suo complesso, è sostenibile.

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ALTRI PROBLEMI

La Consob italiana di recente ha segnalato i problemi di Quanloop con l’autorità di vigilanza Greco. Tale regolatore ellenico, ha mandato comunicazione a tutte le corrispettive autorità europee, perchè non trovava regolarità con le autorizzazioni ad operare della piattaforma. Quanloop da parte propria ha comunicato che è pienamente in regola con il regolatore estone (paese di dove ha sede). Nonostante questa segnalazione si traduca in un nulla di fatto, risulta molto particolare il fatto che la Consob abbia comunque deciso di esprimere il proprio dubbio di regolarità in modo ufficiale.

Potete trovare la segnalazione direttamente nelle newsletter Consob, al 17 gennaio 2022.

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CONCLUSIONI

Come al solito procedo ad elencare quali sono secondo me i punti forti e di debolezza di Quanloop:

PUNTI DI FORZA

  • Interessi incassati giornalmente, pregando ogni giorno che qualcuno li faccia arrivare anche il prossimo.
  • Possibilità offerta di prelevare in qualsiasi momento il capitale investito.

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Molta opacità nella gestione dei prestiti e dei relativi risultati.
  • Impossibilità di comprendere i risultati di gestione della piattaforma e della finanziaria che la gestisce. I pochi dati trovati non sono buoni.
  • Segnalazione subite da parte di qualche regolatore nazionale europeo.

E stavolta chiudo direttamente con la risposta alla domanda: Quanloop è uno scam? Direi che non ci sono elementi per dirlo attivamente. Il problema è che nessuno degli elementi della mia ricerca mi ha fornito in modo oggettivo che operi regolarmente. Ergo, anche se non posso dire sia uno scam, NON posso sicuramente dire che non lo sia. E questo, per le mie valutazioni, è già sufficiente.

Il business lending nel 2023 – facciamo il punto con Capitalia

In questo articolo ho voluto fare un approfondimento sull’attuale situazione negativa nel settore del business lending, cioè il settore del lending destinato ai finanziamenti aziendali. Ne ho parlato con il CFO di Capitalia Gintaras Matuzas, una delle finanziarie che meglio ne stanno uscendo, vendendo i risultati mostrati ed i miei personali rendimenti, facendomi un po’ raccontare qualche aggiornamento della piattaforma. Questo è quello che ne è uscito.

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Come avrete notato, se mi seguite costantemente, ho accennato varie volte nei miei ultimi articoli al particolare momento economico che stiamo attraversando. E come esso si sta riflettendo negativamente in modo particolare nel p2b, cioè nei nostri prestiti in finanziamenti ad imprese.

Relativamente poco effetto ha avuto nel settore dei prestiti al consumo, con eccezione alle limitazioni alle finanziarie ucraine e a quelle russe, per effetto delle sanzioni. Ma da quel lato la gran parte sta pian piano recuperando i ritardi. Il settore immobiliare non ne ha invece proprio particolarmente risentito.

Dove invece si è assistito ad un aumento vertiginoso di ritardi è stato il settore aziende/piccole medie imprese.

Economia 2023 e crowdlending – le sfide

Il 2022 è stato molto impattante dal punto di vista politico-economico, in termini negativi purtroppo. Si era appena usciti dalla pandemia covid, e l’economia mondiale non si era ancora ripresa del tutto. In particolare nel settore dei trasporti e del reperimento di materie prime per la produzione: vi ricordate le file chilometriche di container via nave nei principali porti mondiali? In questa situazione già fragile, lo scoppio della guerra in ucraina ha dato un altro colpo importante, al settore energetico, facendo esplodere i costi. Non solo ai cittadini comuni, ma pure alle imprese ovviamente, e quelle produttive ne hanno sofferto di più.

Tutte queste conseguenze ce le stiamo ancora trascinando in questo inizio di 2023. E il mondo del crowdlending di certo ne ha risentito. Non molto sul settore prestiti al consumo, ma al business lending sicuramente sì.

Quando parlo con voi di investimenti in p2p lending baltico / est europeo, rilevo che due problemi sono particolarmente vivi nella testa degli investitori italiani:

  • La preoccupazione generata dal non vedere prospettive di termine della guerra in Ucraina, ad oggi.
  • Il particolare momento macroeconomico, caratterizzato da un’inflazione che fatica a calare stabilmente e da tassi di interesse alti (ed ancora in aumento), per contenere l’aumento generalizzato dei prezzi.

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Cercando la possibilità di avere qualche riscontro anche da qualche referente di piattaforma baltica, coinvolta nel settore, ho avuto modo di fare due chiacchiere via etere con Gintaras Matuzas, CFO di Capitalia.

Capitalia

Ho scelto Capitalia come referente per fare un aggiornamento, perchè è stata una delle piattaforme le cui performance hanno risentito finora poco o nulla dell’attuale situazione. Mentre in altre, come Estateguru nel settore immobiliare e Lande nel settore del business lending, abbiamo assistito ad un peggioramento delle solvibilità dei richiedenti, i finanziamenti di Capialia non hanno rilevato aumenti sostanziali nelle percentuali di ritardo, né tantomeno di default.

Statistiche prestiti Capitalia dal 2017 al 2023

Ne ho voluto parlare quindi con Gintaras.

Visti risultati positivi, ho voluto riportare nel blog quali fossero gli accorgimenti che hanno permesso loro di ottenere tali risultati. Ho quindi approfittato della sua disponibilità, per farmi raccontare qualcosa anche sull’avanzamento nel tema dell’adeguamento al regolamento europeo sul crowdfunding. Infine, ho raccolto qualche dettaglio sui programmi futuri di questa piattaforma,

Ad oggi (aprile 2023) Capitalia è l’unica piattaforma di business lending dove sto incrementando il mio personale volume di investimento. Se siete interessati a leggerne la mia recensione, la potete trovare qui: Recensione Capitalia.

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Intervista a Capitalia

Come affrontare la situazione attuale – soluzioni di Capitalia

P2P ITALIA: Nel periodo attuale, i risultati dei prestiti in Capitalia sono stati tra i migliori nel settore del crowdlending baltico, se vediamo il numero e la complessità dei progetti in ritardo e dei recuperi. Gintaras, quali sono le ragioni principali a cui attribuisci questo risultato, anche confrontandosi con i concorrenti che soffrono un po’? Capitalia ha apportato correzioni alle procedure di valutazione dei richiedenti?

Gintaras Matuzas, CFO di Capitalia

GINTARAS MATUZAS: Ci sono 3 fattori importanti quando ci si confronta con la concorrenza, e penso tutti contribuiscano notevolmente ai buoni risultati che vediamo:

  1. Abbiamo iniziato a prestare a società baltiche nel 2010, quindi abbiamo acquisito ormai oltre 12 anni di esperienza nel core business dei prestiti. Nel corso degli anni abbiamo costruito un forte modello di scoring del rischio di credito, procedure efficienti e un team di gestione davvero esperto e con esperienza in questo settore. Inoltre, tutte le nostre decisioni di credito finali sono prese dalla commissione di valutazione, che consente di catturare non solo i rischi storici, ma anche i rischi potenzialmente imminenti, oltre ad essere creativi in situazioni difficili di ritardo o di recupero. Lavorare con le piccole e medie imprese e prestare senza garanzie ci ha insegnato come recuperare i debiti. Negoziando ed essendo flessibili con i debitori, dal momento che la riscossione forzata spesso non porta i migliori risultati.
  2. Noi e gli investitori beneficiamo entrambi del meccanismo di garanzia del portafoglio del Fondo europeo per gli investimenti EaSI (ndr. potete trovare qualche informazione, in italiano, qui: F.do euorpeo EaSI). Questa struttura offre sicurezza alle aziende più piccole garantendo l’80-90% del capitale. In caso di insolvenza o di ristrutturazione di tali prestiti, riacquistiamo tali prestiti e chiediamo fondi di garanzia al EIF.
  3. Mettiamo il nostro denaro in ogni progetto, quindi i nostri interessi sono sempre allineati con gli investitori. Offriamo agli investitori solo progetti in cui siamo felici di investire noi stessi.

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P2P ITALIA: Viviamo in un particolare momento macroeconomico. Inflazione elevata, tassi interbancari in aumento e ombra di guerra a poche centinaia di chilometri dall’Unione europea. Qual è la percezione della situazione nei paesi baltici, in particolare nel settore del finanziamento delle piccole/medie imprese? Come piattaforma di prestito, se qualcosa ti preoccupa nel prossimo futuro, cosa di più?

GINTARAS: Un’inflazione elevata e tassi interbancari elevati significano in realtà che i nostri prodotti finanziari sono più attraenti per le imprese. In altre parole, il nostro finanziamento è ora più economico in questo contesto rispetto a prima e il divario in termini di costi di finanziamento è diminuito (finanziamento bancario contro finanziamento non bancario per le imprese dei paesi baltici).
Parlando della situazione di guerra – abbiamo percepito che per i primi 3 mesi tutti si erano in pausa, non sicuri se avrebbero dovuto investire in sviluppo o crescita. Tuttavia, le cose sono ora più o meno tornate alla normalità e non vi è grande domanda da parte delle imprese per capitale aggiuntivo.
Per quanto riguarda il futuro: il nostro segmento clienti, le piccole e medie imprese (o in realtà le micro e le piccole imprese se guardiamo agli standard europei) non hanno solitamente un debito bancario significativo dove l’Euribor creerebbe un enorme stress. Tuttavia, per l’economia nel suo complesso, il tasso Euribor elevato e ancora in aumento dovrebbe iniziare a mostrare i suoi effetti presto.

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Regolamentazione europea sul crowdfunding

P2P ITALIA: Per quanto riguarda la recente regolamentazione europea del crowdfunding, Capitalia come piattaforma di crowdlending aziendale rientra nel suo ambito di applicazione. Come è la vostra situazione oggi per quanto riguarda le procedure e l’adattamento da rispettare? Come ha percepito l’adozione di questo regolamento europeo da parte dei governi baltici? Sono stati reattivi o c’è ancora qualche argomento che devono accelerare per facilitare la tua operatività?

GINTARAS: Stiamo lavorando a stretto contatto con il regolatore in Lettonia, dove si trova il nostro quartier generale ed il processo funziona bene. Adeguiamo alcune procedure e ci verrà richiesto di apportare alcune modifiche per continuare a utilizzare i meccanismi di garanzia del EIF, in quanto non ancora adottati per le piattaforme di crowdfunding. È un argomento piuttosto ampio ma, in breve, siamo sulla strada della licenza e ci aspettiamo di riceverla entro la fine dell’estate.

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Dettagli sul futuro della piattaforma Capitalia

P2P ITALIA: Parliamo di fiscalità per gli investitori. Avete annunciato in passato la possibilità di una ritenuta alla fonte anticipata sugli interessi percepiti. Questa procedura non riguarda ancora gli italiani, giusto? Lo prevedete in futuro? Perché?

GINTARAS: Insieme al regolamento stiamo preparando la ritenuta alla fonte. Quest’anno iniziamo con il nostro paese base, la Lettonia, e abbiamo già dei piani per la Lituania. In molti casi ci aspettiamo che ci saranno trattati di doppia imposizione tra i paesi lettoni e più popolari da cui provengono i nostri investitori. Consentiamo anche di tenere conti aziendali invece di conti privati individuali e molti o i nostri investitori più grandi utilizzano questa opportunità anche per motivi fiscali.

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P2P ITALIA: Sarà disponibile un conto di deposito per gli investitori anche sulla vostra piattaforma in futuro? O avete intenzione di continuare con il metodo di deposito e di credito effettivo, dove i trasferimenti sono direttamente da/ per gli investitori conti personali?

GINTARAS: Sì, lo annunceremo nei prossimi mesi. Abbiamo già firmato un accordo con un istituto di pagamento paneuropeo e ora lo stiamo integrando nei nostri sistemi. Ciò consentirà agli investitori di avere una comoda elaborazione dei pagamenti e la gestione del portafoglio.

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Conclusioni

Grazie a Gintaras per questo intervento nel blog, spero sia stato utile a voi investitori per poter avere qualche informazione utile in più, e più approfondita, da un addetto del settore!

Da parte mia sono sicuro siamo di fronte ad un momento di “selezione” nel lending ad aziende. Varie piattaforme, con elementi di scoring non consolidati od affinati o, peggio, con una politica di pubblicazione di progetti molto lasciva, subiranno il colpo. Gli investitori, avendo a disposizione ormai un buono storico di statistiche e risultati di ciascuna piattaforma, hanno ormai la capacità di selezionare efficientemente e filtrare i rischi ecessivi. Slostando i capitali e i conseguenti volumi di investimento, contribuiscono anche loro stessi a determinare i destini delle piattaforme, spostando i favori dove il lavoro di selezione e supporto è migliore.

E questo spero sia un incentivo ulteriore alla serietà, per chi vuole essere un player di successo in questo particolare segmento di investimento come, a mio avviso, Capitalia.

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Ricordo infine sempre, se desiderate iscrivervi a Capitalia, potete farlo dal link qui sotto per sostenere il blog di P2P-Italia:

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Alla prossima e buon investimento!

Esketit – La recensione

Eccoci ad un’altra recensione, su una piattaforma di p2p lending in cui sto investendo da vari mesi con una certa tranquillità. Sto parlando di Esketit.

Esketit è una piattaforma irlandese di prestiti al consumo. La sede è solo formalmente in Irlanda, immagino per motivi fiscali interni, perchè il team operativo e la gestione dei rapporti con i loan originator sono in Lettonia. Insomma, stiamo parlando di un’altra alternativa di p2p lending baltico, che sta crescendo molto in questi mesi anche come volumi di investimento.

E’ attiva dal 2020 ed è stata lanciata dai founders e proprietari di Creamfinance, un gruppo finanziario lettone attivo in questa tipologia di prestiti dal 2012.

Iscriviti a Esketit da qui

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ESKETIT E CREAMFINANCE

Creamfinance è molto noto agli investitori di lunga data di p2p lending, dato che in passato è stato uno dei più famosi loan originator di Mintos.

Analogalmente a vari altri loan originator solidi (come Stikcredit o PlacetGroup, per citarne alcuni), anche Creamfinance ha sposato la strategia di costruirsi una propria piattaforma di intermediazione per la raccolta di fondi per i prestiti al consumo che emetteva. In seguito a ciò, nel 2020, ha abbandonato il marketplace di Mintos (rimborsando totalmente ed in anticipo agli investitori tutti i suoi prestiti all’epoca esistenti) ed ha fondato la piattaforma Esketit.

Piccola (ma non tanto) differenza, è che la società che gestisce la piattaforma Esketit NON fa parte formalmente del gruppo Creamfinance, ma è di proprietà dei due founders dello stesso gruppo Davis BaronsMatiss Ansviesulis. Insomma, Creamfinance ed Esketit appartengono agli stessi proprietari, ma non fanno parte dello stesso gruppo societario. Sembra un dettaglio da poco, ma occorre tenerlo presente.

Dal lancio della piattaforma i volumi di investimento si sono subito espansi moltissimo, sfruttando appunto la popolarità e la storicità solida del gruppo. Qui sotto i dati a Dicembre 2022:

Esketit, p2p lending, statistiche

I bilanci di Creamfinance (gruppo) sono presenti nel sito di Esketit. Sono revisionati da BDO, non una bug4, ma una delle più conosciute società di revisione del settore finanziario dell’est europa; BDO revisiona anche Robocash, più vari bilanci di loan originator di Mintos. Ci dicono che nel 2021 il gruppo ha avuto un utile di poco meno di 3,5 milioni di € ed è arrivato ad un equity di 14,6 milioni. Sono numeri molto buoni per questo settore e ci sono utili, come sapete, dato che Creamfinance fornisce il buyback. Per dirla tutta, nel 2020 Creamfinance ha subito una perdita di mezzo milione di euro, legata all’effetto pandemia e all’aumento di alcuni costi di struttura, ma nei restanti degli ultimi 4 anni è sempre stata in utile.

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I LOAN ORIGINATOR

I loan originator attivi in Esketit sono 4 nel momento in cui scrivo, attivi ciascuno su una singola nazione (Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Giordania). Di questi, solo i primi 3 che ho elencato fanno parte del gruppo societario di Creamfinance; il quarto non ha legami di partecipazione ma è comunque posseduto dai founders della piattaforma, che, come detto possiedono anche la proprietà del gruppo Creamfinance vero e proprio.

In passato erano attivi anche altri loan originator (in Messico, in Lettonia ed un secondo in Polonia). Ad oggi però non stanno più emettendo prestiti nella piattaforma di Esketit.

Esketit, p2p lending, loan originator

E’ chiaro che la “specialità” di Esketit è il loan originator in Giordania, un paese dove ora possiamo investire in p2p lending solo attraverso questa piattaforma. Non valuto qui la solvibilità generale della nazione giordana, ovviamente però per i prestiti di tale paese viene spesso riconosciuto un interesse superiore rispetto agli altri: è un ottimo modo per cercare qualche rendimento in più, assumendosi un rischio leggermente superiore.

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I PRESTITI SU ESKETIT

In Esketit sono presenti tre tipologie di prestito:

  • Business loans: finanziamenti ad aziende, che sto vedendo sono molto rari in questa piattaforma e di cui non ho grande esperienza qui.
  • Installment loan: prestiti al consumo a medio termine (in media 12 mesi di durata). In questa tipologia rientrano soprattutto i prestiti in Giordania.
  • Short term loans: prestiti al consumo a brevissimo termine (normalmente 30 giorni). Questa è invece la tipologia principale dei prestiti europei di Esketit, ma sono comunque qui presenti, a rendimento più alto, anche prestiti in Giordania.

Nel momento in cui scrivo (dicembre 2022) i prestiti hanno un rendimento che va dal 12 al 14%. Normalmente i prestiti europei sono offerti al 12% di interesse. I prestiti short term loan in Giordania invece hanno un’offerta al 14%.

Tutti i prestiti sono coperti dalla copertura di buyback da parte del loan originator, che scatta quando sono passati 60 giorni di ritardo da una delle rate del prestito. In questo caso, vengono rimborsati all’investitore la quota capitale rimanente più gli interessi maturati per il periodo in ritardo. Il buyback, come da contratto, viene fornito dal loan originator (non da Esketit!).

I prestiti hanno la possibilità di essere estesi, fino ad un massimo di 5 volte. Guardando le statistiche, storicamente sono i prestiti in Giordania che subiscono ogni tanto un’estensione (circa il 30% delle volte).

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MARKETPLACE

Parto col dire che il deposito dei fondi in Esketit avviene oggi attraverso un conto svizzero della piattaforma (e quindi non all’interno dell’Unione Europea). Non la trovo proprio un agevolazione per gli investitori.

Il marketplace di Esketit, invece, è impostato secondo i classici canoni del p2p lending al consumo dei paesi baltici.

E’ presente una sezione del mercato primario, dove possiamo selezionare le nostre scelte di sottoscrizione da una lista di prestiti aperti all’investimento.

Esketit, p2p lending, prestiti

Sono presenti anche dei classici filtri per poter visualizzare meglio i prestiti di nostro interesse nel totale dei prestiti disponibili. Pochi, dato che la diversificazione dei prestiti in Esketit non è molta.

Cliccando su ciascun prestito, si possono analizzare i dettagli dello stesso.

Esketit, p2p lending, prestiti

Non sono molti dettagli, anzi non c’è praticamente nulla in più di utile rispetto a quello visibile nel marketplace. Anche Esketit si “adegua” a quello standard baltico sul fornire pochi dettagli del richiedente finale del prestito: l’investitore sta sostanzialmente investendo nel loan originator, non nel richiedente finale.

Comunque sono sempre convinto che un dettaglio maggiore su questo aspetto possa sempre dare qualche elemento in più di fiducia sulla concretezza ed esistenza reale dei singoli prestiti alla base.

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AUTOINVEST

Prima di parlare dell’autoinvest vero e proprio, per Esketit ho voluto spendere due parole anche per le strategie preimpostate dalla piattaforma.

In varie piattaforme infatti, a fianco della possibilità di settaggio autonomo, vengono proposte all’investitore degli autoinvest “preimpostati” dalla piattaforma stessa. In questi casi l’investitore non deve far altro che sceglierli fra le varie opzioni e attivarli, senza altra operazione alcuna. La scelta è resa possibile mostrandogli brevemente le caratteristiche tipiche di ciascuna strategia di investimento (le più rischiose e con più rendimento, le più sicure ma meno profittevoli, le più bilanciate, etc.).

Anche in Esketit tale opzione di strategia preimpostata è disponibile, in tre versioni, eccole qui sotto:

Esketit, p2p lending, strategy

Dicevo, di solito non ne parlo nelle mie recensioni, perchè spesso queste strategie non sono altro che un espediente per la piattaforma per “scaricare” agli investitori più inesperti, che non spendono troppo tempo nel settare i propri investimenti, prestiti o loan originator che solitamente non vengono scelti dagli autoinvest degli investitori più scaltri, perchè poco efficienti.

Ho invece analizzato queste strategie in Esketit e queste mi sembrano invece ben impostate, divise bene, e particolarmente utili alla profittabilità degli investitori più principianti. Certo, la cosa è favorita dal fatto che non c’è molta diversificazione fra i prestiti: tutti sono emessi oggi dal gruppo Creamfinance e i maggiori rendimenti sono dati dalla presenza o meno di una quota di prestiti in Giordania (più rischiosi e a interesse più alto) nel portafoglio proposto.

E’ poi sempre possibile, ovviamente impostare un classico autoinvest.

Gli step per il settaggio sono simili a qualsiasi altra piattaforma classica di prestiti al consumo.

E’ possibile impostare:

  • quanti € di capitale destinare all’autoinvest
  • i range di % di interesse, durata rimanente del prestito
  • il paese del prestito
  • i loan originator (su singoli paesi, ci possono essere vari loan originator del gruppo Creamfinance)
  • Lo stato attuale del prestito (se investire in soli prestiti current o anche in ritardo; fa poca differenza)
  • Altri dettagli

Come al solito, io preferisco sempre creare un autoinvest per nazione (o uno per paio di nazioni), per tenere gestito e meglio monitorato l’andamento del mercato in termini geografici.

Esketit, p2p lending, autoinvest

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MERCATO SECONDARIO

In Esketit è presente un mercato secondario per liquidare i propri prestiti in anticipo.

Per vendere i propri prestiti è sufficiente andare nella sezione “Portfolio”.

Qui, nella lista dei singoli prestiti sottoscritti, è presente nella destra di ciascuna linea di prestito il pulsante “Sell”.

Esketit, p2p lending, mercato secondario

Cliccando è possibile impostare per ciascun nostro prestito selezionato l’importo da vendere: è possibile anche decidere di vendere solo una parte della nostra quota di prestito.

E’ inoltre possibile anche impostare uno sconto o un sovrapprezzo, in %, sulla quota che vogliamo vendere. Per incentivare gli acquirenti all’acquisto, per una liquidazione veloce (in caso di sconto), oppure per tentare un extraprofitto da tale vendita (in caso di sovrapprezzo).

I passaggi comunque sono molto semplici e veloci.

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BONUS ISCRIZIONE

Come per molte altre piattaforme, anche per i nuovi iscritti ad Esketit è previsto un bonus di benvenuto.

Iscrivendovi dal link qui sotto, potrete avere un cashback dello 1% sul vostro conto per tutti gli investimenti che vi effettuerete nei primi 30 giorni, fino ad un massimo di 1.000€ di bonus.

Iscriviti a Esketit da qui

Ricordatevi di passare a consultare la pagina di Bonus iscrizione di P2P-italia, per rimanere sempre aggiornati sulle ultime offerte!

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CONLCUSIONI

Infine, come al solito per concludere, ecco quelli che secondo me sono i punti di forza e migliorabili della piattaforma:

PUNTI DI FORZA

  • Gruppo Creamfinance solido finanziariamente
  • Ottimo storico di solvibilità
  • Grande semplicità d’uso

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Contratti stipulati con la piattaforma Esketit, non direttamente con il loan originator
  • Poca diversificazione possibile
  • Deposito in piattaforma avviene verso un conto corrente svizzero

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Piattaforme alternative:

Afranga

Viainvest

P

C