Robocash review

Con questo nuovo articolo vado a descrivere un’altra piattaforma su cui in questo periodo sto investendo una buona quota del mio portfolio p2p: Robocash.

Robocash è una piattaforma nata per raccogliere fondi per l’attività di p2p lending gestita dal gruppo Robocash. Robocash ha iniziato la sua attività con il lending tradizionale (i classici sportelli prestiti fisici) nel 2010, ma da qualche anno si è approcciata al mercato del p2p online. La piattaforma è attiva dal 2017 ed ha aperto la possibilità per gli investitori ad investire in prestiti emessi anche da loan originator esterni al gruppo. Attualmente comunque tutti i loan originator esterni presenti sono riconducibili al founder di Robocash, Sergey Sedov.

Il management team è russo, ma la sede attuale è in Croazia, all’interno dell’Unione Europea. Il gruppo permette di investire nei suoi prestiti che spaziano fra l’UE, le repubbliche dell’ex Unione Sovietica ed il sudest asiatico.

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GRUPPO ROBOCASH

Il gruppo Robocash è uno dei più solidi nel panorama del p2p lending europeo. Nell’anno 2019 ha raccolto un utile pari a 15,4 milioni di € e possiede un equity di circa 41,7 milioni di €. Questi numeri, uniti al management riconosciuto molto competente all’interno del mondo dei finanziamenti al consumo, hanno reso questa piattaforma una delle più in espansione in questo particolare periodo ed una delle più finanziariamente solide attualmente in attività.

La maggior parte dei risultati sono comunque generati dalle filiali in Russia e Kazakistan, le società storiche e le prime ad essere fondate. I prestiti come detto sono però resi disponibili anche in Europa (Spagna) e Sudest Asiatico (Vietnam e Singapore) attraverso filiali di più recente fondazione e molto più piccole delle precedenti.

MERCATO PRESTITI

Il funzionamento della sottoscrizione dei prestiti nella piattaforma presenta delle particolarità rispetto a quasi tutte le altre piattaforme di p2p.

Innanzitutto non è possibile investire manualmente, andando a scegliere i singoli prestiti. Coerentemente con la dichiarata filosofia che han voluto dare all’esperienza di investimento, si sfrutta in pieno il “robot” Robocash, che altro non è che un normale autoinvest e permette all’investitore di scegliere semplicemente le categorie di prestiti dove investire.

Su tutti i prestiti è offerta la garanzia di buyback. Questo buyback opera dopo 30 giorni di ritardo: oltre tale scadenza i prestiti sono ricomprati dalla piattaforma che versa all’investitore anche gli interessi per il periodo di ritardo.

I prestiti nella piattaforma si suddividono ormai in prestiti a brevissimo termine (fino a 3 giorni) e prestiti a medio termine (1 anno). Qualche durata intermedia è ancora disponibile, ma nel momento in cui scrivo, le intermedie presentano poca offerta. Gli investimenti a brevissimo termine, che io preferisco, soprattutto per il fatto di dover avere rimborsi full bullet, non hanno un’offerta tale da coprire tutta la domanda degli investitori, quindi ad oggi il rischio di parziale cash drag della vostra liquidità è reale se dovete scegliere la sola breve durata. Nessun problema invece, a riguardo, per i prestiti a medio termine, qui si trovano sempre in questo caso prestiti attivi.

AUTOINVEST

Qui sotto nell’immagine un esempio dell’impostazione di uno degli autoinvest. In questa sezione si può selezionare per l’attivazione la durata del prestito (attualmente disponibili da 30 giorni ad un anno), il tasso d’interesse (attualmente il rendimento arriva fino al 14%), il o i loan originator, il minimo e il massimo da destinare a ciascun prestito e, particolarità della piattaforma, il metodo di reinvestimento delle rate rimborsate (reinvestimento totale, della sola quota capitale, o prelievo totale nel conto principale):

Attenzione che per far partire gli autoinvest l’investitore deve “riservare” una quota del proprio conto principale a ciascuno di essi. Questa gestione dei fondi in realtà vedo complica un po’ la vita rispetto alle modalità tradizionali. I passaggi da seguire per poter destinare i nostri depositi agli investimenti sono i seguenti:

  • ricaricare il conto di investimento (ovviamente 🙂 ).
  • settare l’autoinvest (o gli autoinvest).
  • travasare la quota di liquidità da investire dal conto di investimento ai sottoconti di autoinvest, operazione manuale resa possibile utilizzando le apposite barre disponibili (vedi nell’immagine sopra “current size of portfolio”). Inizialmente si troverà qui indicato l’ammontare di capitale che non risulta ancora assegnato a nessun autoinvest. Trascinandola verso destra si assegna l’importo voluto all’autoinvest che si sta settando.
  • L’autoinvest, infine, deve essere attivato per permettergli di iniziare ad investire.

STOP DEGLI AUTOINVEST

Anche la procedura di prelievo dei fondi, specularmente, è un po’ più complessa rispetto alle altre piattaforme. Per prelevare i fondi da un autoinvest, occorre:

  • Fermare l’autoinvest.
  • Attendere che i prestiti del relativo autoinvest vengano rimborsati (o in alternativa, fare richiesta al supporto Robocash di vendita di prestiti ancora in corso, che, in caso di accettazione, non garantita, vi renderà velocemente disponibili i fondi rimborsati sul vostro conto).
  • Spostare i fondi così liberati dal sottoconto di autoinvest al vostro conto principale di investimento, sempre utilizzando le apposite barre.
  • Prelevare al vostro conto bancario.

Tutta questa organizzazione dell’investimento fa sì che risulti ancora meno importante la valutazione del singolo prestito da parte dell’investitore, che in tutto e per tutto si trova a finanziare in realtà il loan originator in cui sceglie di investire. A forza di ciò, anche le informazioni sul singolo prestito non sono così dettagliate come in altri marketplace.

Non è infatti disponibile una visione chiara di quali e quanti siano i prestiti a disposizione nella piattaforma, data l’impossibilità dell’investimento manuale. Si potrà conoscere i dettagli dei singoli prestiti solo nel momento in cui l’autoinvest avrà agito e avrà sottoscritto al posto nostro sulla base dei parametri che gli avremo dato. Qui uno screenshot della sezione my investments, con i prestiti già sottoscritti.

Non è poi presente un vero mercato secondario per la vendita dei prestiti, ma alcuni di essi in questa sezione hanno un flag nella colonna a sinistra che permette la rivendita alla piattaforma. Tale opportunità è però non frequente, dipende dal loan originator.

LOAN ORIGINATOR

Fattore quindi molto più importante su cui l’investitore si deve concentrare è la qualità dei loan originator e i tempi e rendimenti attesi offerti da ciascuno di essi; dando, ripeto, meno rilevanza, e sostanzialmente lo è, ai singoli prestiti.

Per fare ciò Robocash mette a disposizione nella sezione dedicata agli intermediari una breve, ma positiva, e mi ha sorpreso la trasparenza, descrizione dell’operatività di ciascun loan originator con riguardo ai prestiti che offre nella piattaforma e soprattutto ai flussi finanziari e di responsabilità a questi legati che intercorrono tra esso, la piattaforma di marketplace e la holding Robocash.

Questo è, ad esempio, quello che si può ora trovare a riguardo della filiale spagnola del gruppo:

A favore di tale impostazione però concorre la garanzia di gruppo Roocash: anche se in futuro un loan originator del gruppo dovesse fallire, le risorse delle altre società dello stesso andranno a coprire gli investimenti rimasti non rimborsati. E qui il fatto che le riserve e gli utili accumulati sono parecchio più elevate della media del settore gioca nettamente a favore della solidità di questa piattaforma.

Passo infine, come sempre, a riassumere quelli che sono per me i punti di forza ed i punti di debolezza di Robocash:

PUNTI DI FORZA

  • Importante solidità del gruppo finanziario Robocash.
  • Buyback storicamente sempre riuscito e puntuale.
  • Informazioni dettagliate sull’operatività di ciascun loan originator.
  • Garanzia di gruppo per tutti i prestiti delle filiali Robocash.

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Impossibilità di investire manualmente e procedimento un po’ macchinoso per settare l’autoinvest.
  • Problemi di cash drag se si sceglie di investire nei soli prestiti a breve. E con il rimborso full bullet rappresenta uno svantaggio.
  • Non è presente un vero mercato secondario, ma la possibilità, non sempre presente e garantita, di rivendere alcuni prestiti alla piattaforma, anche attraverso espressa richiesta al supporto.
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Se avete qualsiasi domanda su questa piattaforma non esitate a commentare o a scrivermi nella sezione contatti. Buon investimento!

16 commenti su “Robocash review

  1. Ciao Paolo, dalla descrizione non ho capito bene cosa devo fare con gli autoinvest per non lasciare il capitale immobilizzato.
    Grazie
    Francesco

    1. Ciao Francesco!
      Occorre nella sezione autoinvest utilizzare la barra “current size of portfolio”. Inizialmente ti indicherà l’ammontare di capitale che risulta non ancora assegnato a nessun autoinvest (cioè nel tuo conto principale e non investito).
      Trascinandola verso destra si assegna l’importo voluto all’autoinvest che si sta settando. Una volta attivato lo stesso verranno sottoscritti in automatico i prestiti.
      PS: occorre poi ovviamente accertarsi che i limiti che abbiamo dato all’autoinvest non siano troppo restringenti rispetto alle disponibilità di prestiti sulla piattaforma.
      Integro l’articolo!

  2. Ciao Paolo,

    A quando una recensione di Bondora?

    Mi sembra particolarmente interessata la funzione go and Grow per gestire la liquidità stile conto deposito.

    Grazie mille.

    Saluti

  3. Ciao Paolo,

    A quando una recensione di Bondora?

    Mi sembra particolarmente interessata la funzione go and Grow per gestire la liquidità stile conto deposito.

    Grazie mille.

    Saluti

    1. Ciao!
      Per ora non ho ancora scelto di investire in Bondora, per vari motivi legati al rapporto rischio/rendimento a mio avviso non ottimale.
      Se dovessi un giorno investirci farò certamente una recensione!

  4. Ciao. Sto diversificando su più piattaforme, che mi sembrano meno rischiose. Ho letto e mi hai interessato. Come posso avere l’1%? Suppongo tu mi debba dare un link, per non iscrivermi senza qualcosa che mi ricolleghi a te ….
    Mi manca però sapere quale è l’investimento minimo e quale è il minimo consigliato….
    Grazie.
    Flavio.

    1. Ciao Flavio! Puoi iscriverti da questo link: https://robo.cash/ref/acb . Il bonus ti verrà riconosciuto al termine dei primi 30 giorni
      Non c’è investimento minimo nella piattaforma (cioè c’è ma di 10€), il consigliato dipende troppo dalla tua strategia di investimento, se sei nuovo nel p2p però suggerisco una % molto bassa del portfolio.

  5. Ciao. Sto diversificando su più piattaforme, che mi sembrano meno rischiose. Ho letto e mi hai interessato. Come posso avere l’1%? Suppongo tu mi debba dare un link, per non iscrivermi senza qualcosa che mi ricolleghi a te ….
    Mi manca però sapere quale è l’investimento minimo e quale è il minimo consigliato….
    Grazie.
    Flavio.

    1. Ciao Flavio! Puoi iscriverti da questo link: https://robo.cash/ref/acb . Il bonus ti verrà riconosciuto al termine dei primi 30 giorni
      Non c’è investimento minimo nella piattaforma (cioè c’è ma di 10€), il consigliato dipende troppo dalla tua strategia di investimento, se sei nuovo nel p2p però suggerisco una % molto bassa del portfolio.

  6. Ciao, complimenti.
    Dalla tua esperienza, è meglio fare meno autoinvest ad “ampie maglie” con importi piccoli, o importi più grossi più “mirati”?
    Grazie mille.

    1. Ciao Gruzkoz e grazie!
      Io fra le due che hai citato sono più per il grosso e mirato. Qui su robocash lo vedo meno rilevante che su altre, ma per diminuire il rischio, meglio secondo me selezionare i lo più solidi (il kazako per esempio), anche se c’è la group guarantee.
      Poi si può diversificare anche per durate/rendimenti per esempio. Sta alle preferenze di ciascuno.

  7. Ciao Paolo,
    grazie mille per tutto quello che fai ogni giorno su questo sito: è oramai da mesi un mio punto di riferimento!
    Volevo chiederti però qualche informazione sul programma loyalty di Robocash perché non penso di averne capito il funzionamento
    Grazie mille
    Simone

    1. Ciao Simone e grazie mille per il riscontro, mi fa molto piacere!

      Il loyalty di Robocash funziona che se riesci ad avere un conto nella piattaforma che supera le soglie degli scaglioni indicati, avrai un rendimento aggiuntivo di un +×% annuale sui prestiti (es. Se hai bonus di +0,5, i prestiti con rendimento 12% ti renderanno 12,5%). Piùalto è il tuo scaglione raggiunto, più alto è questo bonus.

  8. P2P-lending o Loan-sharking?

    Scrivo questo articolo in seguito alla mia breve esperienza con i siti di P2P lending, finita rapidamente una volta che mi sono reso conto di come venivano impiegati i miei soldi. Come molti, prima di lanciarmi in questa nuova forma d’investimento, avevo voluto informarmi bene ed essere ben cosciente dei vantaggi e soprattutto dei rischi che avrei corso. Moltissimi siti e canali youtube italiani ed esteri trattano di questi prestiti “tra pari”, i più in maniera positiva, altri indicandone i rischi più o meno seri e le strategie d’investimento elaborate per ridurli. Stranamente nessuno ha verificato/riportato cosa ci sia dietro questi prestiti (o almeno io non ho mai trovato quest’informazione).

    Dopo un mesetto di letture, convinto di potermi lanciare in questo ramo con piccoli investimenti, mi sono iscritto diversi siti di P2P-lending, per una strategia di differenziamento del rischio, ed ho cominciato ad investire…
    Nel fondo della mia coscienza però si agitava un interrogativo che non riuscivo ad ignorare, ovvero l’eticità di simili prestiti e se interessi così alti (nel range del 9-14% l’anno, ma anche più) fossero etici quantunque guadagnati legalmente, alla luce del sole e pagando regolarmente le tasse.
    Così cominciai a cercare ciò che nessun sito che tratti di P2P lending vi dice: quanto paga di interessi il borrower a cui avete prestato i soldi? Quanto guadagna -rispetto a voi che ci mettete i soldi- l’istituto di credito/il sito P2P che vi rivende il prestito? Certo, il sito che coordina e gestisce gli scambi avrà delle spese e neanche leggere, e la finaziaria che vi rivende il prestito non lo farà gratis. Ma quant’è il giusto compenso per questo? Provate adesso a formulare una percentuale che a vostro avviso sarebbe adeguata, poi confrontatela a quanto segue.

    Seguitemi in quanto sto per illustrarvi, e capirete come il P2P lending spesso tradisca il termine P2P (contratto diretto tra pari, ovvero tra borrower= chi chiede il prestito, e lender= voi che lo comprate dalla finanziaria emittente), e si presenti invece come l’uso dei nostri soldi con interessi da strozzini sui borrower, il cosiddetto loan-sharking. Tutto comunque avviene nel rispetto delle leggi, o dovrei dire piuttosto nella mancanza di leggi specifiche. Non a caso troviamo che le società di P2P hanno sede legale in stati dove simili interessi non causano l’immediata revoca della licenza (solitamente Estonia, Lettonia, Lituania, o Croazia). Nello stesso modo, i paesi che determinano interessi più alti sono quelli con legislazioni carenti o nulle riguardo l’usura (tipicamente Polonia, Russia, Kazakistan, Ucraina, ma anche -apparentemente- la vicina Spagna).

    Questi presupposti dovrebbero farci pensare, e potrebbero essere di per sè un criterio sufficiente per escludere gran parte delle società di credito a priori (salvo le eccezioni ben regolamentate e più oneste, che esistono, ma rendono poco). Nel caso tuttavia aveste sufficiente pelo sullo stomaco per fregarvene dei borrower (con la classica scusa che nessuno li costringe ad attivare un prestito così sconveniente), non potrete non convenire con me che certe condizioni di finanziamento estremo vi espongono a rischi esponenziali rispetto a quanto avevate calcolato, in cambio di briciole rispetto a quanto effettivamente riscosso. Io sto ritirando tutto ciò che è in scadenza per chiudere per sempre questo esperimento e ricominciare a vivere in pace con la mia coscienza. Voi regolatevi come credete, ma almeno in maniera consapevole!

    Ora passo ai fatti con esempi concreti… a voi proseguire questa ricerca con altri siti di P2P e società di credito, sempre che riusciate ad ottenere queste informazioni così accuratamente “ignorate”.

    PEERBERRY https://peerberry.com
    Dopo Mintos questo è ritenuto -a ragione- il miglior sito di P2P lending, e persino più affidabile. Peerberry è l’unico che al buyback garantito aggiunga l’impegno delle società finanziarie appartenenti al medesimo gruppo di coprire a vicenda momentanei problemi ad ottemperare il buyback. Peerberry è anche estremamente onesto quanto a disponibilità di dati (https://peerberry.com/peerberry-statistics). Personalmente mi sono trovato benissimo anche nella rapidità dell’assistenza. Unica pecca un sistematico cash-draw di qualche giorno anche con le modalità d’investimento automatico attivate… tanto da dover procedere spesso in modalità manuale.
    Fin qui tutto bene. Però un giorno mi è saltato il pallino di andare a vedere nel gruppo Aventus (che è il principale ente finanziario, nonchè fondatore di PeerBerry) quale interesse applicassero ai borrower. Mentre simili informazioni non sono disponibili per i prestiti a lungo termine, possono facilmente essere recuperate per quelli short-term, direttamente dalle pagine web che li emettono (https://peerberry.com/loan-originators).

    Alcuni esempi concreti: gli short polacchi (Pozyczka-plus, SMART-Pozyczka e i loro derivati) sono in teoria i finanziamenti più affidabili del gruppo perchè in area euro e praticamente sempre rimborsati con al massimo un paio di settimane di ritardo. Per questo sono anche quelli che ci rendono meno, con APR (interesse annuo) del 9%. Ma quanto costano al borrower?
    Andiamo a vedere Polyczka-plus https://pozyczkaplus.pl (usando Chrome come browser, così possiamo attivare la traduzione della pagina). Usando la finestrina a destra per il calcolo rapido del prestito, o guardanto il banner centrale, in data odierna (1-Nov-2021) si evince che, dopo un primo prestito a costo 0 o al 50% se superiore ai 5000 zloty polacchi = circa 1082 euro, si passa alla bellezza di un APR che va dal 1885% al 1926% per i clienti abituali… e ora spiegatemi cosa ha da sorridere la signorina del banner. Ma se il suo sorriso vi pare immotivato, voi siete davvero contenti di prendere al massimo lo 0,0047% dell’effettivo interesse pagato correndo un rischio 209,4 volte superiore?
    Per Smart-Pozyczka https://smartpozyczka.pl il discorso è identico e vi risparmio le faccine sorridenti del banner, andatevele a vedere voi stessi. Identiche ricerche potete farle da soli per società che operano in Ucraina (es. https://www.credit7.ua, con APR intorno al 1190%), in Russia (es. https://belkacredit.ru, interesse di “solo” 1% al giorno) e così via. Tenete conto che queste società cambiano quasi di continuo le modalità di calcolo dell’interesse per cui guardando la stessa pagina in settimane diverse potranno risultarvi tassi diversi. Finita qui la mia arringa su peerberry sia chiaro che è solo un esempio di sito P2P lending molto noto ed usato, ma per nulla diverso da altri. I numerosi default di enti finanziatori su Mintos (ad oggi una decina e tutti concentrati in tempi recenti) ci dice come questi investimenti siano stati portati all’estremo e quindi sempre più rischiosi. Tant’è che di recente Mintos ha bloccato l’iscrizione automatica al suo sito creando una lista d’attesa, perchè l’eccesso di denaro non portasse le sociatà finanziarie a concedere crediti sempre più temerari coi soldi dei lenders.

    ROBOCASH https://robo.cash
    Questo sito di P2P lending poco conosciuto è in realtà molto performante, in assoluto quello in cui mi sarebbe piaciuto restare, perchè ha rendimenti elevati, automatismi molto affidabili, ed il buyback dopo solo 30 giorni, per cui una volta creata la strategia e lanciati gli investimenti sarebbe possibile dimenticare che esista e andare a riscuotere contante quando serve… ma… i prestiti più interessanti sono quelli spagnoli, perchè in euro, senza rischi di cambio. Così per due volte sono andato sull’interfaccia Prestamer (https://prestamer.es) a vedere che ne pensavano gli utenti e dare una sbirciata agli interessi richiesti. Qui è accaduta una cosa davvero strana: una prima volta, gli interessi per i clienti abituali risultarono dello 0,96% per i 21 giorni previsti (= APR 16,68%), una cifra incredibilmente onesta dato che a noi danno il 10%. Poi di recente una svolta: se andate in fondo alla loro pagina, nella parte scritta in grigio chiaro, potrete notare che il tasso giornaliero è salito al 2,99% (APR 1091%). L’unico altro sito consultabile per microcredito di RoboCash è quello kazako https://robo.zaimer.kz, perchè gli altri istituti asiatici (a Singapore e nelle Filippine) non hanno un sito. Qui viene richiesto il 1,5% al giorno (APC 547,5%).

    Mi spiace di avervi citato gli esempi di questi due siti come se fossero dei “colpevoli”, mentre mi sono trovato bene e sicuramente gli altri P2P lending ad alto rendimento non hanno situazioni diverse. Sia chiaro che questa non è una denuncia, i siti di P2P lending sono realtà che operano comunque a norma di legge. Quello che auspicherei è una legislazione uguale per tutti, almeno a livello europeo… e tassi ragionevoli.
    Quanto a noi lenders, vi raccomando di non valutare la solidità della compagnia a cui vi appoggiate solo per la sua contabilità: ciò che manda a gambe all’aria società con tassi così elevati non è solo l’insolvenza dei borrowers, ma la possibilità che venga loro ritirata la licenza (come è successo a IFN Extra Finance, e probabilmente a CashWagon, su Mintos), o che una nuova regolamentazione sui tassi renda fuorilegge tutti i prestiti attivati, causando una loro rimodulazione al ribasso con elevato rischio di defalut.

    Un’ultimo avviso su Bondora: sono entrato ed uscito in meno di un mese e non ho idea di quanto sia l’interesse reale fatto pagare ai borrowers. Con il go&grow le cose però sono molto cambiate rispetto al periodo precedente: hanno fatto una campagna di finanziamento che ha fruttato il triplo di adesioni rispetto a quanto cercato, di conseguenza concendono prestiti molto più facilmente. Ho personalmente verificato uno per uno i prestiti di classe AA, A e B raccolti (infatti facevo investimenti con una strategia a rischio ridotto). Per gli A e B il borrower risultava almeno nel 50% dei casi una persona con modesto stipendio, vivente in una casa in affitto e con un altro debito già attivo. Praticamente aggiungendo il debito con Bondora/noi aveva appena di che mangiare. In una prospettiva di 5 anni (ormai sono quasi tutti prestiti a lungo termine) che possibilità di defult vi immaginate? E qui non c’è alcuna garanzia di buyback. Data questa strategia osserverò con interesse l’evolversi della situazione nei prossimi 5 anni quando il default diverrà diffuso ed esponenziale (date un occhio alla pagina https://www.bondora.com/it/public-statistics in particolare il sesto grafico “Rendimento sul capitale investito comulativo”).

    Per me l’esperimento col P2P lending ad alto rendimento è finito per questioni prettamente etiche, chi di voi ha avuto esperienza diretta di debiti insolvibili sa come ci si sente e in quali situazioni di disperazione si può cadere, divenendo facili vittime dell’usura. Non voglio per nessuna ragione trovarmi dall’altra parte! Non voglio neanche perdere i miei risparmi in investimenti che nascondono rischi molto più elevati di quelli che ci raccontano, e che alimentano realtà incredibilmente avide. Si mangiano il pranzo, e ci lasciano le briciole… e il conto.

    Se ritente che queste informazioni siano importanti per favore fatele circolare. Non rivendico alcun copyright per quanto ho scritto, quindi potete copiarlo e riportarlo, a vostro piacimento.

    JMTC
    Roberto

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