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Mintos, la guida definitiva – pt 2

In questa seconda parte di quella che vuole essere la guida definitiva di Mintos su p2p-italia. Ho voluto concentrarmi su due aspetti che secondo me sono fondamentali nella strategia di investimento in Mintos: la sezione dedicata ai loan originator e le relative statistiche.

La sezione relativa ai loan originator di Mintos è una delle più complete del panorama delle piattaforme p2p estere.

Per chi mi segue da più tempo, sa che ritengo indispensabile conoscere le redditività effettive e la solidità patrimoniale di questi intermediari. Di fatto, sono loro a garantirci il buyback e sono quindi loro che se incontrassero eventuali problemi finanziari sarebbero la causa del mancato rimborso. Per capire in linee basi come poter prevedere tali eventuali problemi, lascio all’articolo sull’analisi di bilanci, ancora attualissimo: Valutare intermediari finanziari.

SEZIONE LOAN ORIGINATORS

Nella sezione apposita di MintosLoan originator” vengono innanzitutto elencati tutti gli intermediari attualmente attivi nella piattaforma (e, giustamente, anche quelli sospesi!). L’elenco generale dà già delle prime informazioni, che si suddividono in due parti:

L'”overview” presenta dei primi dati indicativi sui loan originator (es. paese di operatività, volumi etc.) ma non mi concentro molto in quanto le ritengo informazioni secondarie.

Rilevante invece il fatto che Mintos propone un proprio rating ai vari loan originator, che va da A (valutato più solido) a D (in default), con vari gradi intermedi. Per quel che mi riguarda, ritengo sì indicativo osservare al volo questo rating, ma con due precauzioni: purtroppo in certi casi tali rating non sono stati ottimali, alcuni loan originator con rating alto hanno riscontrato problemi finanziari ed altri con rating basso personalmente vedendo i bilanci e la situazione paese li valutavo relativamente più sicuri. Quindi:

  • ripeto che occorre una valutazione autonoma dei loan originator sulla base dei documenti di cui parlerò anche più sotto.
  • In alternativa, una buona opzione è anche confrontare il rating proposto con quello presente da un valutatore indipendente. Il più conosciuto ad oggi è la sezione dedicata del blog di explore p2p, dove si possono trovare tips di vario tipo su ciascuna delle finanziarie che listano in Mintos.

Nel corso dell’ultima tornata della P2P Masteclass di Giugno, buona parte del lavoro si è concentrato su come valutare in autonomia la solidità dei loan originator a partire dai bilanci, riprendendo in mano l’elenco di questi e rielaborando le classifiche di rating. Senza anticipare nulla, ma ne è risultato come Delfin Group, Everest Finanse, Placet Group, Mogo e Iute Credit fossero risultati i 5 loan originators ad ora (in futuro le cose possono cambiare) più solidi secondo le nostre valutazioni, anche piazzandosi in certi casi più in alto rispetto ai rating di Mintos. Mentre, per contro, CashWagon, GetBucks, il gruppo SunFinance ed il gruppo Finko sono risultati invece da valutare come livello molto basso in questi termini, anche più basso dei rating di Mintos. Poi effettivamente sia GetBucks che CashWagon hanno avuto dei problemi con loro filiali sospese, e secondo me non sono finiti.

La seconda sottosezione della finestra Loan originator è invece la sezione “Details“, che trovo invece molto più utile della prima perchè fornisce informazioni indispensabili sulle caratteristiche peculiari dell’investimento su ciascuno di essi. Di seguito i più importanti:

  • Group guarantee: per i loan originator che appartengono ad un gruppo di finanziarie, tale opzione fornisce all’investitore l’informazione che in caso di default le altre finanziarie sono chiamate a coprire il debito al suo posto. Attenzione che la cosa è anche ovviamente “speculare”: se l’intermediario e sano e ha questa opzione, può essere chiamato a coprire i debiti di un’altra finanziaria in difficoltà.
  • Interest income on delayed payments: vi indica se in caso di ritardo, tale periodo di ritardo concorre anch’esso a maturare interessi o meno. Importante per capire bene quale può essere il rendimento effettivo.
  • Penalty income: in certi casi al posto degli interessi nei ritardi, la finanziaria paga al suo posto delle penalties. Generalmente, queste penalties non si discostano molto dal valore che avrebbe avuto l’interesse mancante, quindi la considero un’alternativa comparabile.
  • Grace period: quanti giorni tecnici occorrono per il versamento nel conto delle rate maturate. Per dare l’idea, immaginate ai giorni di trasferimento di un bonifico in caso di operazione bancaria; il concetto è simile.
  • Ammortization sequence: da cosa si compongono le rate periodiche, esempio solo interessi, o capitale + interessi.

Entrando poi in ciascun loan originator in questa sezione è possibile accedere alla classica finestra specifica.

In essa, oltre al richiamo ai dati principali della overview, due cose importanti ci vengono rese disponibili:

L’elenco delle news del blog di Mintos che riguardano la finanziaria in questione, per un breve riepilogo storico sui recenti avvenimenti che la coinvolgono

E, più sotto, i documenti di cui parlavo che :

  • I loan agreements: Un fac simile dei contratti di prestito con noi investitori, che ci dà accesso preventivo alle varie clausole e dettagli contrattuali a cui ci troveremo di fornte
  • I financials, cioè i documenti di bilancio ufficiali scaricabili e, quando disponibili, anche i risultati infrannuali (ad esempio trimestrali o semestrali).

SEZIONE STATISTICHE

Anche la sezione statistiche di Mintos si può convenzionalmente suddividere in due parti. Una prima parte generale, dove vengono rappresentati gli aggiornamenti dei volumi di prestiti sottoscritti nella piattaforma, ed una parte specifica sui dettagli relativi all’andamento dei prestiti per tipologia e per singolo loan originator.

Della sezione generale, la parte secondo me più rilevante è quella relativa ai loan funded per mese.

Questa statistica FORNIVA in modo chiaro quanto era il volume di movimentato mensile all’interno della piattaforma. Purtroppo, dopo marzo i volumi sono molto calati (ora si stanno pian piano riprendendo) e Mintos, con una mossa di marketing che trovo non proprio ortodossa, ha portato la visuale di queste statistiche da mensile a progressiva! Ovviamente per non mostrare direttamente le colonne che sarebbero state “molto basse” del periodo da marzo a giugno Per cui se si deve ora andare a valutare il mensile si deve a sottrarre a mano i valori di ciascuna colonna, non benissimo.

L’altra cosa interessante della parte generale è la presenza anche una sezione dedicata esclusivamente al mercato secondario (anche qui cumulativa purtroppo!!) con le quote di prestiti venduti in pari, a premio o a sconto, che potrebbe essere utile per valutare il sentimento degli investitori di questa piattaforma in ogni momento storico.

La seconda parte invece, come detto, è la sezione dedicata ai dettagli per loan originator e tipologia di prestito:

Personalmente trovo più utile la sezione per loan originator, la tipologia di prestito, come si può vedere anche dal grafico a torta si sta ormai concentrando sui soli prestiti short term/personal loans e i car rental.

La parte interessante è la tabella dati (che, per chi volesse costruirsi delle pivot, è anche estraibile in excel) sui numeri aggiornati in tempo reale dei prestiti attivi. I volumi sono raggruppati per status, cioè current, in ritardo (sulla base delle classiche classi di giorni di ritardo) , in default ed in pending.

Si parte dalla tipologia di prestito e poi, espandendo, si dettaglia per loan originator e per paese di sottoscrizione. I dati sono osservabili sia in valore assoluto, sia in percentuale di status per ciascuna riga di analisi.

La tabella è uno strumento molto utile per valutare le previsioni di ritardo effettivo per i prestiti sottoscritti dall’investitore con ciascun loan originator e può essere molto utile metterlo a confronto con i rendimenti di volta in volta da questo offerti per arrivare a calcolare le previsioni di ritorno effettivo prima di selezionare i prestiti su cui investire.

ATTENZIONE!: un errore comune di interpretazione su questa particolare tabella di statistiche è pensare che siano rappresentati tutti gli effettivi ritardi per le finanziarie! Non è così, sono rappresentati tutti gli effettivi ritardi per gli investitori. Infatti nei casi in cui è previsto il buyback, quando questo scatta il prestito in queste statistiche viene considerato come pagato, mentre per la finanziaria è ancora aperto, da recuperare. Per avere dettagli migliori su questo aspetto per i loan origintaor, il posto più corretto dove andare a cercare sono le note integrative dei loro bilanci, dove, nei bilanci più strutturati (non tutti), tali dettagli vengono mostrati meglio.

Infine, delle ultime informazione statistiche che trovo molto importante in questo periodo dove i pending payments sono molto rilevanti, anche se non si trovano nella “sezione ufficiale”, si possono ricercare nelle news periodiche del blog di Mintos. Qui, periodicamente, vengono pubblicati degli excel in valore con i volumi aggiornati e lo storico dei pending per ciascun loan originator, altro elemento molto utile per la valutazione preventiva dei propri investimenti in questa piattaforma.

Si conclude qui la seconda parte di questa review approfondita di Mintos. Per chi fosse interessato e non l’avesse ancora fatto, ricordo che si può iscrivere a questa piattaforma tramite questo link: Iscrizione, per ricevere un bonus fino all’1% dell’investito nei primi 30 giorni e dare un utile contributo al blog!

La review proseguirà con un prossimo articolo!

Mintos, la guida definitiva – pt 1

Ho deciso di riscrivere la review di Mintos che si trovava sul blog, ormai molto datata.

Molte cose sono accadute su Mintos negli ultimi 18 mesi e molti aggiornamenti, funzioni e anche indicatori di rischio, sono comparsi e credo sia importante fornire al blog di p2p-italia una sua review più strutturata, che sia coerente con quella che ancora oggi è la piattaforma di p2p lending più utilizzata dagli investitori europei.

Come ormai tutti sanno Mintos è una piattaforma marketplace, cioè raccoglie nella propria offerta i prestiti che una moltitudine di loan originator (attualmente 70 brand ma, come vedremo, alcuni di questi a loro volta si compone di altre società figlie, quindi sono in realtà molti di più) che si occupano anche per la maggior parte, a loro volta, di offrire la garanzia di buyback per i prestiti che scontano dei ritardi.

In Mintos si possono trovare varie modalità di investimento nei prestiti di p2p, alcune secondo me performanti, altre meno, e ci sono delle sezioni nelle piattaforme dove ottenere le informazioni necessarie per le nostre valutazioni sui prestiti in cui investire, cosa su cui Mintos secondo me è sempre stata all’avanguardia.

Mintos è da molto tempo la prima nell’Unione Europea anche come volumi di investimento trattati, anche se nell’ultimo periodo, in seguito alla crisi covid e a vari loan origintator che non sono riusciti a far fronte tempestivamente alle proprie obbligazioni di buyback nei confronti degli investitori, il volume di tali movimenti è calato, come si può vedere dal grafico qui sotto. Ha avuto un crollo netto a marzo 2020 mensile e ora sta pian piano riprendendo la crescita, anche se con trend ancora lontano dalla situazione esistente, ad esempio, a fine 2019:

MODALITA’ DI INVESTIMENTO

In questo mio primo articolo mi concentrerò sulle tre modalità di investimento disponibili in Mintos, concentrandomi più su quelle che sono state ormai da 4 anni le mie riflessioni sulle funzionalità più utili e quelle meno affidabili.

Investimento Manuale

Come investimento manuale intendo l’investimento diretto nei prestiti presenti nel marketplace di Mintos, senza passare da procedure di pick automatico.

L’investimento manuale è reso disponibile dall’apposita sezione nel menù “Invest” e si presenta oggi in questo modo. E’ possibile investire nel mercato primario (prestiti di prima emissione da parte dei loan originaor) e prestiti del mercato secondario (prestiti messi in rivendita da parte degli stessi investitori che li avevano in precedenza acquistati).

Del mercato secondario parlerò nella seconda parte, per ora mi concentro su quelli che sono per me i filtri più importanti da considerare quando si deve andare a selezionare i prestiti che più si avvicinano alle nostre strategie, in modo tale da poter renderci a disposizione un’insieme di tali prestiti già ridotto a quelli che possono essere da noi preferibili:

Durata del prestito: selezionabile attraverso la barra scorrevole in alto a destra, permette di filtrare prestiti a breve durata (3 mesi per esempio) o più lunghi.

Valuta: Se interessati ad investire in valuta diversa dall’euro, ovviamente.

Country: Il paese di origine del prestito, caratteristica secondo me fondamentale in questo periodo di rischio di downturn economico in alcune nazioni.

Loan Originator: Filtro fondamentale nei casi (quasi tutti) in cui il loan originator vi offrirà il buyback per i prestiti in ritardo. Selezionare i giusti loan originator, che hanno la capacità prospettica di onorare questa garanzia, senza ritardi, spesso fa la differenza fra un rendimento effettivo di un investitore ed un altro.

Mintos rating: Mintos offre una propria preliminare autovalutazione della solidità dei propri loan originators. Tale rating fornito lo valuto non sempre coerente con quelle che sono state le mie personali valutazioni (ne parlerò nella seconda parte), comunque a livello generale, rating A prevede un rischio di regolarità di rimborso molto minroe di rating C ad esempio.

Buyback: ritengo onestamente sempre conveniente selezionare prestiti con buyback. Su Mintos i prestiti senza buyback non hanno un rendimento offerto competitivo.

Schedule extension: per filtrare prestiti dove il loan originator consentono al richiedente di rinnovare il prestito posticipandone il rimborso (Y) oppure no (N).

Amortisation method: per selezionare i prestiti che rimborsano sia interessi che capitale nelle rate mensili (rimborso più profittevole per l’investitore rispetto al rimborso dei soli interessi o addirittura rimborso totale alla fine del prestito).

Tasso di interesse: ebbene sì, SOLO quando ho applicato i vari filtri che ho elencato, passo ad ordinare in ordine decrescente (non filtro con la solita barra) la lista dei prestiti rimasti, per selezionare i prestiti che più mi aggradano.

Auto invest (o custom automated strategies)

Un’altra opzione per l’investitore, che è anche quella che personalmente preferisco per le mie strategie, è la possibilità di settare degli autoinvest. Soprattutto su Mintos, ed in questo periodo, è importante ottimizzare e tenere ogni tanto aggiornata la propria strategia di autoinvest.

Settare un autoinvest è un procedimento abbastanza classico, basta entrare nella sezione “Create new autoinvest strategy”.

Evitando le custom strategy (che sconsiglio in quanto preimpostate da Mintos e poco efficienti), e procedendo alla creazione customizzata dell’autoinvest, all’interno della sezione di settaggio si dà ovviamente molto spazio alle possibilità di selezione per loan originator, elencandone brevemente le informazioni principali. Sarà comunque indispensabile, prima di scegliere su quali lo concentrarsi, di visitare la loro apposita sezione per recepirne le caratteristiche ed i rischi principali, cosa di cui parlerò nel prossimo articolo.

In caso l’investitore selezioni più loan originator all’interno dello stesso autoinvest, è possibile scegliere in anticipo quanta quota parte dell’importo destinato a tale autoinvest dedicare a ciascuno di essi: è disponibile un tool apposito, apribile nel flag in fondo alla pagina “Diversification settings“:

In alto a destra è inoltre disponibile una previsione dei loans disponibili sulla base delle selezioni effettuate di volta in volta che viene aggiornato il settaggio. Purtroppo non sempre quest’ultima funzione “funziona” correttamente, in quanto molto spesso mi sono trovato che rappresentava 0 prestiti disponibili anche dopo aver verificato che in realtà ci fossero.

La mia strategia di settaggio autoinvest si basa in questi mesi sul settare un autoinvest per ogni loan originator in cui ho intenzione di investire.

Tre cose sono gli elementi fondamentali che considero nella mia strategia, oltre ovviamente alla selezione del loan originator:

L’importo massimo investibile in ciascuno di essi, calcolato sulla % di intero mio capitale in Mintos che al massimo accetto di investire in tale loan originator.

Il tasso minimo a cui sono disposto ad investire nei prestiti emessi e coperti da quel loan originator.

La priorità fra i miei vari autoinvest, che, attraverso il semplice meccanismo del trascinamento di ciascuno di essi nell’elenco principale, mi permette di scegliere quali devono avere la priorità di investimento nel caso in cui ci siano fondi disponibili nel mio account.

In questo modo ho a disposizione nel tempo una lista di autoinvest specifica per ogni loan originator, che modifico negli importi o in altri dettagli quando lo ritengo necessario e, soprattutto, sposto in alto o in basso nelle priorità per dare più o meno precedenza, a seconda dei casi, ad uno piuttosto che ad un altro nell’investimento delle mie giacenze.

La stessa cosa si potrebbe ottenere anche attraverso un corretto utilizzo del tool nelle diversification settings, ma nel tempo mi sono trovato meglio così, ma sono solo scelte personali.

Invest & Access

Il tool di Invest&Acccess è invece un’automatizzazione ancora maggiore dell’investimento. L’idea semplicemente è fornire a questa procedura solo l’importo che si vuole destinare all’investimento automatico ed essa si occupa della selezione dei prestiti, senza altre possibilità di filtro, fornendoti solamente una % di rendimento prospettata. Il vantaggio in compenso prospettato da Mintos è la liquidabilità dei fondi tramite questa procedura, che prevedeva un rientro veloce in caso di necessità.

Il problema invece è che l’idea inizialmente prospettata non corrisponde poi a quello che effettivamente è stato riscontrato.

Andando con ordine, questa è la schermata che ci si trova di fronte quando si deve settare tale procedura. Selezionando il target, si seleziona l’importo che verrà destinato agli investimenti automatici fra tutti i loan presenti nel marketplace. Una volta “pickati” i loan, saranno disponibili come informazione per l’investitore nella tabella che vedete sotto “portfolio details”.

Questa procedura presenta però, come anticipato, due problemi principali, che mi ha fatto optare per il non utilizzo e, addirittura, per sconsigliarla a chi mi chiede feedback:

Innanzitutto, il pick dei loan è, effettivamente, incontrollabile per l’investitore. Nel mucchio dei prestiti sottoscritti, compaiono anche prestiti che molto probabilmente mai in autonomia si avrebbe scelto; vuoi per rendimento troppo basso, o per scadenza troppo lunga, o per loan originator poco affidabile.

Seconda cosa, l’importo investito in Invest&Access non è immediatamente liquidabile; per la liquidazione, il prestito viene venduto nel mercato secondario di Mintos, perciò è necessario che ci sia un acquirente fisico che lo acquisti al posto nostro e la cosa non è per nulla scontata. Anzi, saranno liquidabili i prestiti proprio più appetibili, non quelli meno performanti, che rischieranno di rimanere in nostra pancia fino a naturale scadenza, anche se messi in vendita, bloccando i fondi in questa procedura.

Insomma, questi due motivi non mi fanno consigliare l’utilizzo di Invest&Access e, in aggiunta, lo sconsiglio anche per i principianti negli investimenti del p2p lending (come invece consigliato dalla stessa Mintos) perchè, utilizzando tutto questo automatismo, non ci si rende conto di tutte le varie peculiarità e caratteristiche dei vari prestiti che per chi è all’inizio credo sia indispensabile imparare a conosscere, cosa che ritengo possibile solo passando dagli investimenti manuali.

A conclusione di questo articolo, ricordo per chi non fosse ancora iscritto a Mintos e volesse iniziare, di iscriversi tramite il mio link, che vi renderà disponibile un ritorno fino all’1% sugli investimenti che farete nei primi 30 giorni.

Nei prossimi articoli di questa “miniserie” dedicata, affronterò altri argomenti, quali la sezione informativa dei loan originator, come leggere le statistiche, il mercato secondario e varie altre sezioni di questa importante piattaforma!

Crowdestor review update

A Novembre Crowdestor ha aggiunto nuove funzionalità nel suo sito, in seguito al rinnovamento dello stesso. Ho deciso quindi di fare un brevissimo aggiornamento alla review presente nel mio blog.

Questa piattaforma è attualmente fra quelle più “on fire” del mercato p2p, sia dal punto di vista della frequenza nell’apertura di nuovi finanziamenti, sia per il mantenimento di tassi di interesse sopra la media. Stanno inoltre investendo molto anche dal punto di vista dell’esperienza per l’investitore nel sito.

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La grafica è stata innanzitutto rinnovata, rendendola più moderna e, a parer mio, più intuitiva rispetto alla precedente.

Visto il forte aumento dei finanziamenti listati in questi ultimi mesi, sono comparsi dei filtri nella sezione project. Servono per filtrare la visualizzazione secondo lo status del progetto, senza dover per forza scorrere schermo e pagine per ritrovare il determinato progetto che cercavamo.

SEZIONE OVERVIEW

Nella sezione principali dell’account hanno aggiunto una basilare dashboard con dei grafici. Questi rappresentano dettagli dei progetti su cui si ha investito (torta con la suddivisione per tipologia di business) e lo storico e previsione dei profitti generati e attesi.

E’ un buon inizio, anche se, soprattutto per la parte previsionale degli interessi raccolti e attesi, sarebbe stata interessante la possibilità di ricercare per periodo, per una migliore fruibilità di questa informazione.

SEZIONE TRANSAZIONI

L’esperienza nella sezione transazioni/interessi ricevuti è migliorata, attraverso la possibilità (finalmente!) di estrarre in excel lo storico movimentazioni. Questo per un migliore controllo da parte dell’investitore sull’andamento dei propri depositi.

SEZIONE AUTOINVEST

E’ stata aperta (ma non ancora attiva, aggiornerò appena verrà resa disponibile!) la sezione autoinvest, che però ancora si presenta così:

Soprattutto nel periodo estivo, si era verificata quella spiacevole situazione in cui i progetti aprivano (anche con una certa frequenza). Visto però l’importo relativamente basso venivano sottoscritti ad una velocità troppo elevata per poter essere “presi” in tempo da chi non poteva collegarsi con una certa reattività al sito. La sezione autoinvest andrebbe a “togliere” questo gap fra gli investitori, permettendo una più efficiente selezione del portafoglio. Speriamo sia abilitata presto!

BONUS PER INVESTITORI

Da qualche tempo, infine, anche Crowdestor permette di ricevere dei bonus ai nuovi iscritti. Se volete approfittare per ricevere l’1% di cashback sugli investimenti effettuati nei primi 3 mesi, potete iscrivervi dal mio link:

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IUVO review

Con questa recensione passo a descrivere la mia esperienza in un’altra piattaforma, l’ultima in ordine temporale che ho aggiunto nel mio portafoglio p2p: IUVO Group.

IUVO è una piattaforma con sede legale in Estonia, aperta nel 2016, attiva nel mercato p2p dei prestiti al consumo. E’ partita con prestiti dalla sola Bulgaria, per poi esapndersi anche in Polonia, Romania, Spagna e Georgia.

Ad oggi (novembre 2019) ha accumulato 200 milioni di €, convertiti, di prestiti sottoscritti (un volume non elevatissimo, ma in crescita) e vi sono iscritti circa 15.000 investitori.

Bonus per l’iscrizione: ciascun investitore può avere all’iscrizione un bonus fino a 90€ sulla base dell’investito, dettaglio che potete vedere nella sezione Bonus per investitori del mio blog. Per godere di tale bonus occorre però che ve ne abiliti la possibilità. Per richiederla, scrivetemi nella sezione Contatti.

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MARKETPLACE:

Su IUVO è possibile iscriversi sia come persona fisica, sia come impresa.

E’ possibile investire sia attraverso la classica selezione manuale nella sezione “primary market”, dove è sempre disponibile una vasta gamma di prestiti, sia settare un classico autoinvest. Nell’autoinvest si possono selezionare filtri sulla sostanziale totalità delle caratteristiche disponibili nelle informazioni di ogni singolo prestito. Tali caratteristiche sono: scopo del prestito, valuta, durata, paese, status del pagamento, loan originator, rate mancanti allo scadere e giorni di attivazione della buyback guarantee.

E’ possibile investire anche in valute diverse dall’euro (lev bulgaro e leu rumeno), ma non è presente nel sito una funzione di currency exchange. Quindi nel caso desiderate questa opzione il deposito nella piattaforma dovrà avvenire già nella valuta desiderata (ci sono molti servizi online disponibili per questo con relativamente poche commissioni).

I prestiti attualmente disponibili sulla piattaforma hanno un interesse che varia dal 5 al 15%, suddivisi fra i differenti rating di affidabilità del richiedente assegnati da IUVO stessa.

Tutti i prestiti su IUVO sono coperti dalla garanzia di buyback. Essa entra in gioco dopo 16, 30 o 60 giorni di ritardo dalla scadenza, a seconda delle condizioni contrattuali. Attenzione però! il buyback su IUVO, a differenza di molte altre piattaforme, copre solo il rimborso capitale, non gli interessi maturati! Quindi consiglio a tutti gli investitori di spendere del tempo ad analizzare bene i ratings dei prestiti e le loro % di default, quando setterete gli autoinvest. A parità di rendimento nominale offerto, il tasso effettivo probabilmente sarà leggermente più basso di quello che riscontrerete in piattaforme che offrono buyback anche sugli interessi.

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DETTAGLI DEI PRESTITI

Per vedere i dettagli di ogni prestito, come in altre piattaforme simili, si può cliccare sulla singola proposta e vederne le caratteristiche. Qui un esempio:

Nell’immagine qui sotto vi riporto invece la tabella di come viene assegnato il rating di ciascun prestito. Questo rating va da A (più sicuro) a HR (più rischioso) ed è costruito sulla base della probabilità stimata da valutazioni degli analisti di IUVO che il determinato singolo prestito vada in default:

Per l’investitore quindi sarà possibile costruirsi un corretto rapporto fra rendimento offerto e probabilità di default. Tale analisi preliminare la trovo qui determinante, visto appunto come opera il buyback.

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STATISTICHE

E’ presente sul sito una sezione statistiche, dove però è possibile osservare solo dei dati generali delle performance della piattaforma (volumi e storico distribuzione degli investimenti per tipologie di prestito.

Purtroppo però non sono ancora presenti le performance a consuntivo dello storico prestiti (esempio % di ritardo e default per categorie), quindi manca ad oggi un pezzo per chi volesse andare a fondo sui risultati dei singoli settori e paesi.

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LOAN ORIGINATORS

Attualmente su IUVO offrono i loro prestiti 8 intermediari, provenienti da 5 nazioni.

La disponibilità di informazioni e la trasparenza dei dati ho notato sono uno dei punti di forza di Iuvo e, assieme a Mintos, direi che queste due piattaforme faranno standard di mercato su questo tema. Un punto ulteriore a favore di Iuvo, sul lato dei loan orignator, è che i suoi, a differenza di quelli operanti su Mintos, sono stati tutti in utile economico nel 2018.

Tanto per dare un numero, il loan orignator meno solido, quello spagnolo, ha appunto avuto anch’esso un utile operativo, anche se di soli 15k€, ma poco è anche il volume che questo movimenta nel suo business e poca è anche la sua presenza in IUVO. Sono comunque presenti intermediari che hanno raccolto utile anche per oltre un milione di euro, sempre nel 2018.

Presente, e anche molto alta, è la percentuale di skin in the game obbligatoria per ciascun loan originator, a conferma della caratteristica di IUVO nel prediligere il lato sicurezza rispetto al rendimento puro. Ciascuna quota di partecipazione obbligatoria dell’intermediario si può vedere nella relativa sezione dedicata ed è compresa fra il 20 al 30%.

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MERCATO SECONDARIO

E attivo su IUVO un movimentato mercato secondario, dove l’investitore può mettere in rivendita i propri prestiti in portafoglio in qualsiasi momento lo desideri. Finora ho riscontrato poco tempo necessario per rivednere un prestito, c’è però la necessità di pagare una commissione per poter usufruire di questa opzione: questa fee è pari all’1% del valore a cui inserirete in offerta di rivendita il vostro prestito, bisogna tenerne conto!

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CONCLUSIONI

Vedo IUVO come una piattaforma simile a Mintos e Viainvest come tipologia di operatività per l’investitore. Una piattaforma che non si piazza ai primi posti in termini di rendimenti offerti, ma attenta alla selezione di loan originator solidi.

Punti di forza:

  • Alta disponibilità di prestiti e buona possibilità di diversificazione
  • Buona solidità dei loan originator e quota di partecipazione di questi nei prestiti molto alta, per incentivarne la migliore valutazione preventiva.

Punti di debolezza:

  • Buyback che non copre gli interessi maturati.
  • Commissioni per la rivendita nel mercato secondario.
  • Statistiche sulle performance prestiti da migliorare.

Se siete interessati ad iscrivervi, ricordatevi di richiedermi l’accesso al sistema di bonus della piattaforma! Alla prossima recensione 🙂

Crowdestor review

In questa nuova recensione mi occupo di una piattaforma su cui investo praticamente dagli inizi della sua attività: Crowdestor.

Crowdestor è una piattaforma di p2p lending attiva principalmente nel finanziamento del settore business, con qualche proposta anche nello sviluppo immobiliare. Ha sede in Estonia ed è veramente molto recente: il sito è attivo da inizio 2018. Il team interno è ancora ridotto, ma stanno aumentando pian piano l’attività.

Crowdestor è caratterizzata da tassi offerti fra i più alti del mercato, ma anche dalla mancanza della classica garanzia di buyback, che viene compensata, in parte, dalla recente costituzione di un fondo di garanzia.

Come genere di piattaforma, la considero paragonabile ad Envestio e Kuetzal, di cui ho scritto precedentemente nel mio blog delle recensioni.

Iscriviti a Crowdestor

INVESTIRE

Una volta iscritti e depositata la vostra quota, sarà possibile investire sulle proposte esposte nella pagina principale del sito (sezione “invest”). I progetti disponibili saranno sempre messi più in alto, assieme alle preview dei progetti che verranno messi in offerta nel prossimo futuro.

Questa opzione, di poter vedere anche i progetti che apriranno nei giorni successivi, è una peculiarità di Crowdestor e permette all’investitore di organizzarsi i versamenti nel caso in cui sia interessato ad un investimento in particolare, senza dover per forza farli giacere nel deposito in attesa. C’è da dire, comunque, che soprattutto negli ultimi mesi i progetti su questa piattaforma stanno uscendo con una frequenza molto buona; c’è quindi ad oggi sempre qualche progetto aperto su cui investire. Di contro, ho notato che di recente sono aumentati sensibilmente anche gli investitori. Progetti che venivano coperti nel giro di giorni si stanno ora esaurendo in molto meno tempo e quelli con ammontare richiesto di sottoscrizione minore anche in poche ore. E’ una tendenza che si sta notando anche in altre piattaforme di finanziamenti business. In questo caso, il fatto di poter sapere l’esatto orario di apertura aiuta l’investitore.

PROGETTI

C’è un minimo di 50€ per l’investimento su ciascun singolo progetto, che è un limite più alto rispetto a quelli che si possono trovare, ad esempio, sul classico Mintos.

Oltre alle informazioni classiche di base che si possono visualizzare nella home della sezione investimenti, anche in Crowdestor è possibile, una volta ufficialmente aperto il progetto alle sottoscrizioni, entrare nella pagina specifica di dettaglio per ottenere informazioni aggiuntive sul business o sull’immobile oggetto del finanziamento. Questa, ad esempio, è una piccola parte della descrizione di un recente progetto per mobile gaming su cui ho investito:

Le informazioni qui dettagliate sono state molto migliorate nel tempo e a mio modo di vedere ad oggi sono molto utili per permettere all’investitore di avere una buona base sia per comprendere il business specifico, sia le sue prospettive future.

I tassi di interesse ora si aggirano in un range fra il 13 ed il 18%, in ribasso rispetto a quelli che si potevano ottenere nei primi mesi di attività di questa piattaforma. Speriamo questa tendenza non prosegua in futuro, visto che non è prevista una classica buyback guarantee.

Crowdestor sta sperimentando anche un nuovo modo per remunerare i propri investitori: in alcuni sporadici progetti rilasciati di recente, l’interesse che ci prospettano non è fisso, ma è composto da una quota fissa e da una quota variabile sulla base di risultati (con target descritti nella sezione specifica del progetto) che saranno ottenuti dal business finanziato. La cosa ad ora sembra molto buona perchè la somma delle due “parti” di interesse offerto lo fa risultare per noi investitori più alto di quello ottenibile dai progetti classici! Speriamo però che il risultato di tale somma non si riallinei in futuro ai tassi tradizionali, perchè vorrebbe dire, nella sostanza, diminuirli. Ad ora comunque sono molo contento di questa idea.

FONDO DI GARANZIA

Come detto, i progetti in Crowdestor non sono coperti da un classico buyback come, ad esempio, in Mintos o Grupeer, che scatta al momento di un determinato numero di giorni di ritardo. E’ però presente un fondo di garanzia, destinato a coprire i possibili default che potranno eventualmente colpire qualche progetto. Si attingerà in caso a tale fondo nel momento in cui verrà legalmente dichiarato il default del determinato singolo progetto. Cioè dopo che tutte le azioni legali per ottenere i rimborsi di questo teorico progetto siano state espletate. Quindi, in un periodo che può essere anche di molto successivo al semplice ritardo del pagamento della rata.

C’è da dire che, al momento in cui scrivo (settembre 2019), non è stato comunque ancora registrato alcun ritardo nei pagamenti delle rate dei progetti. Il fondo si alimenta accantonando l’1% degli investimenti effettuati in Crowdestor. Tale fondo copre gli eventuali default, ma non completamente, viene riservato agli investitori a parziale rimborso. In questo caso, una quota del fondo pari alla % rappresentata dal rapporto dell’importo del prestito in default sul totale di outstanding dei prestiti di Crowdestor al momento del default. A febbraio 2020, il fondo è arrivato alla quota di circa 317.000€.

FUTURO

Da interviste rilasciate di recente da parte dei fondatori, pare che nel prossimo futuro (fine anno) siano previsti importanti novità nel sito. Oltre ad un rinnovamento grafico e l’intenzione di inserire le statistiche del sito (numero investitori, bilanci societari), pare siano in cantiere le implementazioni delle funzioni di autoinvest ed il mercato secondario.

CONCLUSIONI

Riassumo infine quelli che sono a mio avviso i principali punti positivi e negativi di Crowdestor.

Punti di forza:

  • Alti rendimenti dei singoli progetti.
  • Ad ora nessun ritardo segnalato nel pagamento delle rate.
  • Buona frequenza nell’inserimento di nuovi progetti.

Punti di debolezza:

  • Piattaforma di recente costituzione e ancora in fase di ampliamento.
  • Non c’è una reale copertura di buyback, compensata da un fondo di garanzia in caso di default.
  • Negli ultimi tempi si sta assistendo ad un ribasso dei tassi.
  • Non sono ancora presenti l’autoinvest ed il mercato secondario, ma sono in programma per il futuro.

Vi ricordo infine che iscrivendovi dal mio link, potrete avere un cashback dell’1% su tutti gli investimenti che vi effettuerete nei primi 90 giorni:

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Swaper review

In questo articolo presento una nuova recensione su un’altra piattaforma storica per me: Swaper. Swaper è una delle prime su cui ho cominciato a investire, ormai due anni fa.

Si tratta di una piattaforma lettone, gestita dal gruppo finanziario Wandoo e attiva dal 2016. Non ha avuto molti cambiamenti nella struttura operativa da quel periodo, è rimasta pressapoco identica (a parte qualche inserimento di nuovi intermediari) rispetto alla sua nascita. Si distingue comunque rispetto alle altre per essere una delle poche ancora ad oggi per rendere disponibile un app per cellulare e tablet, che permette la stessa gestione, completa, che è disponibile sul sito web; tale app è disponibile sui rispettivi store.

Il funzionamento di Swaper si caratterizza per essere molto semplice e più basilare rispetto ad altre piattaforme comparabili, come semplici sono sia le sue caratteristiche sia le possibilità per l’investitore.

Il tasso di interesse dei prestiti offerti nel suo mercato è, nella sostanza, fisso al 12%. Se però l’investitore versa nel proprio conto su Swaper un valore di almeno 5.000€ (indipendentemente se investito o meno), avrà la possibilità di ottenere uno status “VIP”, che equivale ad un +2 punti di interesse su ogni prestito, alzando di fatto ad un buon 14% l’interesse ottenibile su ogni investimento.

Tutti i prestiti disponibili sono coperti dal buyback guarantee, che entra in azione sui ritardi maggiori di 30 giorni per i prestiti a breve termine e sui ritardi maggiori di 60 giorni per gli altri. Il buyback copre sia il capitale sia gli interessi maturati anche nel il periodo di ritardo. Il buyback è garantito direttamente da Swaper.

Per contro, Swaper ha il difetto di fornire ben poche informazioni all’investitore, sia sul bilancio della società che lo gestisce, sia sui bilanci dei loan originator. Inoltre, non è purtroppo possibile vedere sul sito statistiche di ritardo dello storico dei prestiti. Questa condizione è abbastanza limitante per chi vorrebbe investire una quota magari più alta del proprio portafoglio e mi auguro in futuro venga sanata.

AUTOINVEST

La procedura di autoinvest sarà quella che utilizzerete più spesso, rispetto agli investimenti manuali, semplicemente perchè…. sarà quasi impossibile trovare prestiti liberi nel mercato primario manuale!: quasi tutti i prestiti che vengono di volta in volta offerti dalla piattaforma sono quasi istantaneamente coperti dalle procedure di autoinvest settate dai vari investitori iscritti su Swaper.

Questa sarà infatti, molto spesso, la situazione nella pagina prestiti disponibili nel sito:

Questa situazione vi obbligherà a vostra volta di settare l’autoinvest (io vi consiglio di settarne anche più di uno, per qualche motivo, aiuta ad evitare i periodi di cash drag e, sembra ma non è provato, a scalare la priorità sugli altri investitori).

Settare un autoinvest è anche qui basilare: troverete l’opzione già nella home page una volta effettuato il login, per farlo basterà selezionare l’ammontare da investire nel determinato autoinvest e la durata di attività dello stesso. Fra le opzioni, si può selezionare la durata massima del prestito, il range di interesse (in realtà poco utile dato che quasi tutti i prestiti hanno lo stesso interesse), l’ammontare massimo in un prestito e i paesi del richiedente. Inoltre, c’è la possibilità di evitare investimenti in prestiti già in ritardo.

Comunque, anche settando degli autoinvest, purtroppo ci saranno peeiodicamente delle settimane in cui non riuscirete a coprire con investimenti tutto il vostro deposito su Swaper.

MERCATO SECONDARIO

Non è presente un vero e proprio mercato secondario, ma è possibile mettere in vendita i prestiti che si ha in portafoglio in modo anche qui abbastanza semplice. Questi prestiti saranno acquistati da altri investitori attraverso i loro autoinvest. Un punto a favore di Swaper è che questa vendita è molto veloce, non avrete problemi a trovare investitori che vi compreranno la vostra quota di prestito. Non potrete però rivendere la quota ad un sovrapprezzo, ma solo al suo valore nominale.

CONCLUSIONI

Swaper è una piattaforma molto semplice ed intuitiva, utile per chi non ha la possibilità, o non vuole, dedicare molto tempo alla gestione dei propri investimenti sul p2p lending.

È ad oggi performante secondo me solo nel caso in cui l’investitire depositi un minimo di 5.000€, necessari a raggiungere lo statis VIP che permette interessi del 14% costanti.

Per contro, è ancora molto lacunosa in termini di informazioni sui loan originator e sulle relative coperture per le garanzie di riacquisto offerte, cosa in parte mitigata dal fatto che ogni prestito riesce ad essere prontamente liquidato nel mercato secondario ad un’ottima velocità.

Punti a favore:

  • Molto semplice da gestire
  • Interessi al 14% se si ha in deposito almeno 5.000€
  • Quasi sicurezza della vendita immediata dei prestiti che si vuole liquidate

Punti a sfavore:

  • Poca possibilità di diversificazione degli investimenti
  • Poche infornazioni sullo stato finanziario del gruppo e dei loan originator
  • Frequenti periodi di cash drag.